In cucina…

© arthur

                    Parlavo l’altro giorno con Carlotta giusto di cucina, e mentre le chiedevo di mandarmi una delle sue gustosissime ricette, le raccontavo di come nel mio blog le ricette, appunto, pur non essendo un blog culinario, andavano alla grande, tant’è che la mia “Braciolette di pesce spada al forno”  è in assoluto il post più cliccato sul mio blog, con un numero impressionante di contatti.

Eppure, non a tutte le donne piace cucinare, anzi, per alcune, ed una mia amica era una di queste, è un’inutile perdita di tempo, come se dedicare tempo al cibo e di conseguenza alla sua preparazione, sia del tutto inutile.

Fulmini e saette, mi verrebbe da dire, come è possibile dire una cosa del genere?

                    E già, perchè è di creatività che stiamo parlando. Un buon piatto, cucinato con i giusti criteri, al punto che già solo a guardarlo ispira sentimenti contrastanti, può procurare dei piaceri che, oltre a stuzzicare il palato, destabilizzano l’olfatto, appannano la vista, stimolano il gusto, mandano in visibilio i sensi tutti, per sentirsi poi, almeno per un attimo, felici.

Alcuni dei miei progetti più belli sono state appunto le cucine, li ho curati nei minimi particolari senza trascurare nulla, colori compresi. In cucina, tutto deve essere al posto giusto, è importante che l’ergonomia regni sovrana, perchè quando si cucina, l’unica cosa da pensare è il giusto utilizzo degli ingredienti, miscelati tra loro come in una magica orchestrazione; da una nota, può nascere un poema.

Generalmente quando cucino, preferisco essere da solo, senza nessuno che mi giri intorno, e con una musica in sottofondo, tutto accade come in un rito e, le mie mani vanno come se un’oscura regia le governasse.

                    E’ un po’ come mettersi davanti ad una tela vuota, la guardi, la contempli, la sogni per un attimo, la vedi e, dopo piano, piano… il quadro è terminato.

Esagero? Evvabè, lasciatemi per un attimo esagerare, però dopo aver assaggiato, ditemi com’era. 🙂

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30 pensieri su “In cucina…

  1. sai, da donna ed ex-convivente (addetta spesso e volentieri ai pasti) posso dirti che per me esiste una contrapposizione profonda tra “cucinare” e “far da mangiare”. io odio far da mangiare, nel senso che odio uscire dall’ufficio che magari è tardi, non sapere cosa mettere in tavola, girare dal supermercato in cerca di idee, e poi trovarmi davanti ai fornelli e mettere su qualcosa di improvvisato. al contrario amo i momenti in cui ho il tempo e la voglia di dedicarmi a preparare qualcosa di variamente elaborato, finalizzato al godimento del palato e anche dell’occhio. il fatto è che spesso il tempo per cucinare non c’è, e ti ritrovi a dover preparare una cena, con magari qualcuno che ti guarda storto perchè non è all’altezza delle aspettative…
    p.s. ma se ti mando la pianta della mini-cucina del bilocale che sto comprando, mi pianifichi qualcosa di ficherrimo??? per orma mi sto scimmiando col planner ikea 😉

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  2. @ Goldie: indubbiamente c’è differenza tra cucinare e far da mangiare, la routine spesso e volentieri ammazza ogni tipo di creatività e in cucina, altre che alla voglia, ci vuole anche il tempo che oggi purtroppo non è mai troppo.

    Ed è proprio questo che forse dovremmo fare, dedicarci un po’ più di tempo e fare diventare una routine una cosa piacevole da fare. Belle parole, lo so, ma è pur sempre una alternativa. Ci sono comunque le feste, le cenette con gli amici, insomma, momenti in cui ci si può sbizzarrire, sperimentare piatti nuovi, e come cavie, gli amici o compagna o compagno che sia. 🙂

    ps: e per la tua mini cucina… tu prova a mandarmi qualcosa che magari ci do un’occhiatina. 😉

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  3. @ labambinacolpalloncino: è vero ciò che dici, ma non sempre è così. In tante famiglie gli uomini cucinano normalmente, alcuni soltanto la domenica, altri perché magari arrivano la era prima della loro compagna. Le cose stanno cambiando, per fortuna, ed è giusto che sia così.

    Io invece amo il salato e in questo senso, sono un Siciliano atipico.

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  4. @ Aracne: evvabè, era solo per dire… 😆

    ps: ma scusa, quanti eravate in famiglia? Una carovana, mi sembra di aver capito, quindi se aggiungi un posto a tavola non casca il mondo. 🙂

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  5. Io prima di cucinare (non “far da mangiare”, mi associo anche io a Goldie) devo aprire una buona bottoglia di rosso. Un rito. Qualche sorso, il profumo il colore … e poi son pronta per partire con il soffritto!

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  6. Ehm io mi metto in un angolo perché sono un vero disastro in cucina, ci posso anche mettere tutto il mio impegno ma non mi riesce granché e poi non ho mai tempo sufficiente per cucinare in effetti e la cosa richiede tempo in effetti quindi mi limito a far da mangiare (se così si può chiamare) e come al solito il più delle volte rattoppando il tutto in velocità…. Umm chissà, forse è il caso che io assuma un cuoco hihihihi

    P.S. Arthurinoooo ma quando cucini mica guardi una tela vuota, leggendo quanto hai scritto pare piuttosto che tu faccia l’amore gulppppppppppppppppppppp

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  7. io di solito quando cucino vengo colta da ansia di prestazione, soprattutto se cucino qualcosa che vorrei venisse bene…ed ecco che mi viene fuori una schifezza….

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  8. @ Sol’: sai che ti ci vedo con il calice in mano mentre ti appresti a sorseggiare un buon chianti? Evvabè, so cosa portare nel caso da te per un invito a cena, se non te lo bevi tutto prima… 🙂

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  9. @ Pat: ehhhhh… si fa sempre l’amore con ciò che si ama, o no? 🙂

    Pensa che una volta ero dal mio falegname con una cliente, stavamo per scegliere un legno per fare dei mobili ed io, vedendo un bel noce nazionale biondo, l’ho incominciato ad accarezzare, estasiato da tanta bellezza… 🙂

    Non ti dico come mi guardava la mia cliente, estasiata anche lei? Dippiù, dippiù!!! 😆 😆 😆 (scherzo, scherzo, ovviamente, o no?)

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  10. @ Gabry: questa dell’ansia da prestazione per la cucina è la prima volta che la sento 🙂 ma essendo tu una Sicilianuzza, non ci credo neanche se lo vedo con i miei occhi.

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  11. Luisa G.

    Io vorrei una cucina super-attrezzata con ogni ben Dio tecnologico ma con l’estetica super classica. Così è un po contorto. Acciaio nascosto dal legno. Calda accogliente e funzionale. La cucina è la parte più importante della casa, la postazione di comando ,dove si provvede al cibo come necessità e come piacere… di prepararlo e di offrirlo 🙂

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  12. Io vorrei darvi la ricetta che amate tutti..son due giorni che ci penso,incomincio a scrivere e poi cancello tutto .O è troppo calorica,o troppo tradizionale o troppo “nouvelle cuisine”non so che pesci prendere e così ci penso e ci ripenso..se mi deste voi un spunto chissà,anche se so bene che comunque non accontenterei tutti .Sarebbe bello che la ricetta piacesse a Sol,senza leggere “AAARRRGGGHH”di commento, ad Arthur,che vabbè ..è carino e l’apprezza comunque,ad Alan che si manifesta con un commento “Chepropriononcisperavo”,aVento, che fa “Ssllurrrp”simpaticamente..e tutti gli altri che vorrebbero provarla magari qui da me..Ma arriverà, mi guardo intorno e prima o poi si accende la lampadina….Stanotte mi concentro e parto, sperando di lasciare qualche sorriso in casa di una parte di voi che vi leccherete le labbra pur non avendo il cuoco a casa, ma la buona volontà che non difetta ,sia che facciate da mangiare sia che cuciniate come grand gourmet! 😀 Visto il periodo sottozero, vi và un Mont Blanc o una Lasagna napoletana???

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  13. Ps Vi Informo.. le calorie delle castagne bollite sono,per 100 grammi intorno alle 177calorie,la lasagna non so da dove cominciare…ma ho scoperto che il riso Venere finto innocuo, produce calorie “Giunone”,quindi…OCIO!

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  14. In linea di massima il cuoco di casa sono io. Pulisco il pesce, lo arrostisco, mi cimento nella preparazione del risotto alla pescatora, della pasta con la polpa di riccio e nel porchetto arrosto. C’è un momento in cui lascio il campo a mia moglie che è figlia di madre piemontese e… quello è il momento della bagna cauda. La nostra cucina? Piccola ma funzionale, in stile abbastanza classico… dalla finestra un bello scorcio su Cagliari che, di tanto in tanto ispira le nostre creazioni gastronomiche. Un salutone, Fabio

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  15. Rido perché, quando una mia amica ha preso casa, suo padre che le ha costruito i mobili entrando in cucina le ha detto “qui che ti faccio? lo studio? tanto tu che te ne fai della cucina… il forno lo usi per asciugare i maglioni…”
    io invece che c ho salotto/saladapranzo/cucina tutto nei (forse 12/13 mq) è vero che sembra un campo di battaglia ma spignatto spesso.
    Cucinare per me è prendersi cura della persona per cui cucini. ed è vero che spesso la fretta e il caos e tutto quello che ci va dietro rovina l atmosfera. vero anche che si possono fare grandi cose anche con gli avanzi.
    Goldie ha scritto una cosa che mi ha fatto ricordare il mio ex: entravamo in casa insieme tipo alle 9 di sera lui con il cappotto in mano si girava e chiedeva “che c è per cena?” e si spalmava sul divano. ecco… io a tipi del genere che poi si lamentano pure metterei in mano il mestolo dicendogli “vedi un po’ tu se fai meglio” (e poi il mestolo può pure essergli dato ripetutamente sulla testa q.b.)

    Solindue, mi pare il modo migliore di cominciare qualcosa, e non solo in cucina! 🙂

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  16. @ Carlotta: Carlottina cara, qualsiasi ricetta va benissimo, anche una bruschetta, semplice, semplice, quel che importa è stare in compagnia, prima – quando si legge la ricetta – dopo – quando si comprano gli ingredienti per prepararla, poi – quando messo il grembiule incomincia la creazione e, alla fine – quando seduti in tavola, guardansosi negli occhi, s’incomincia a gustarla, con qualche gridolino di approvazione… hihihihihiiiiiiiiiiii… e perché no? 🙂

    Quindi, fai pure con calma, che come diceva mia mamma, a tavola non s’invecchia. 🙂

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  17. @ Sys: quanche anno fa vivevo in una casa con la mia ex compagna e nell’appartamento accanto, c’erano due nostri amici con i quali eravamo parecchio affiatati. La sera capitava spesso che cenassimo insieme e la casa più usata per questo era sempra la nostra. Era anche un’epoca dove non giravano molti soldi quindi, un buon piatto di pasta asciutta fatto magari in modi diversi, era il piatto che spesso andava alla grande. Una sera stavo per mettere la pasta nei piatti – il cuoco di casa ero sempre io, mannaggia… – quando il mio amico con fare un po’ ironico_scherzoso_ dastronzoqualificato mi dice: “ancora pasta asciutta””

    Ovviamente alla battuta ci sono state risatine generali, ed io, senza scompormi per niente, e ancora con il piatto fumante in mano, con un profumino che giusto quella sera era da sballo, lo guardo con un sorriso e gli rispondo: “non preoccuparti, non ci sono problemi, peccato però!”

    Mi giro, apro il secchio dell’immondizia e ci verso dentro la pasta asciutta piatto compreso.
    Beh, non ti dico come è rimasto il mio amico, anche perché poi ha dovuto accontentarsi di pochi fili di spaghetti che la sua donna, bontà sua, ha voltuto regalargli. Non abbiamo litigato per questo, anzi, da quel giorno le mie cenette, qualsiasi cosa ci fosse in tavola erano apprezzatisime, con complimenti e, bla, bla, bla. 😆 😆 😆 (Venticello, altro che a modino!!!)

    ‘nnagg… !!!

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  18. Laura

    Io cucino volentieri e la domenica, se non siamo in giro, faccio qualche piatto diverso. Ma non perdo mai troppo tempo in cucina e credo dipenda dal fatto che se ci si sa organizzare, il tutto si risolve in breve tempo.

    E vista l’ora, buon pranzo a tutti, padrone di casa compreso.

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  19. Adoro l’idea dell’uomo ai fornelli !!!
    Ovviamente quello a cui piace la ……… compagnia.
    Non certo i bisbetici come te che vogliono la “concentrazione assoluta e star da soli”.
    Et voilà…

    DIS.

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  20. @ Dis-: Oh mio Dio, mi hai chiamato bisbetico, ma ti rendi conto di cosa mi hai detto? 🙂

    Mi hanno detto di tutti in questi anni, persino che sono un tipo a modino, (…) che poi è tutto dire, mannaggia, ma bisbetico, no, dai, cosa dici mai?

    Allora, ricapitoliamo, io non amo nessuno in cucina, nel senso che da bravo bisbetico impenitente (l’hai detto tu, ricordi? 🙂 ) voglio essere l’unico artefice del disordine che faccio e poi considera anche che generalmente sporco poco, ho sempre le mani nell’acqua e se una pentola ho smesso di usarla, la metto subito in lavastoviglie (confesso di essere anche un po’ zitello, per questo… 🙂 )

    E poi, beh mi piace che ci sia qualcuno a farmi compagnia, e se poi è una donna, meglio ancora, ma il problema è un altro, voi donne siete buone e care ma… c’è un ma grande quanto una casa e, purtroppo, corrisponde alla nuda e cruda verità.

    Voi donne, quando vedete un uomo in cucina, chissà perché scatta subito in voi quel senso di protezione materna che deve essere a tutti i costi riversato su qualcuno, Mon Dieu de la France, ogni cosa che fa quel poverino malcapitato, voi a dire come sarebbe stato meglio farla, e bla, bla, bla…

    Una volta ero nella casa di alcuni miei amici e stavo, come sempre, cucinando dei buoni manicaretti. La cucina era piena di persone, e si chiacchierava amabilmente. Io ero con il mio inseparabile grembiule e, lo ammetto, un po’ facevo la prima donna che con sapienza mescolava gli ingredienti nel modo giusto, d’altra parte mi toccava, mannaggia di una mannaggissima. 🙂

    C’era una mia amica, gran bella donna, ma con la sindrome della zitella a gogò che per tutto il tempo – praticamente per i primi tre minuti – mi ha guardato e poi, ‘nnagg… ogni cosa che facevo, c’aveva qualcosa da dire. E la cipolla che andava affettata così, e il pomodoro che doveva essere messo dopo un tot, e il sale a pizzichi non era il momento giusto, e perché usavo quel brodo e come mai la zucchina non l’avevo scottata prima e… insomma, per farla in breve, mi ha torturato per tutto il tempo ed io, che ancora non avevo scoperto quanto ero bisbetico, a sorridere e a spiegarle con pazienza le mie ragione.

    La volta successiva, l’ho mandata a quel paese, ma sempre con il sorriso sulle labbra ovviamente.

    Comunque, sia, se vuoi redimermi, ci sto, inforco il mio pedalò di fiducia e arrivo tout de suite. 😆

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  21. “Voi donne, quando vedete un uomo in cucina, chissà perché scatta subito in voi quel senso di protezione materna ”
    protezione materna :O ma quale protezione… nel mio immaginario l’uomo in cucina fa tanto “sesso” ma dipenderà dal fatto che tra fidanzati e marito mai nessuno è stato capace di fare nemmeno un uovo 😛

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