I nonni, che bell’invenzione!

© arthur

             I nonni, che bell’invenzione!

Ho vissuto molto quand’ero piccolo con i miei nonni materni che, ovviamente, mi coccolavano un sacco.
                    La mia nonnina era una donna minuta, mangiava pochissimo, sempre sofferente, ma con un carattere energico ed autoritario. I suoi pranzi erano uno spettacolo, entrava in cucina fin dalle prime ore del mattino ed era l’unica regina incontrastata di un regno che non condivideva con nessuno. Tutti i suoi segreti culinari li custodisco gelosamente. (vedi braciolette di pesce spada al forno).
Penso fosse lei “l’uomo” di casa, in nome di quel matriarcato spesso non riconosciuto, perlomeno ufficialmente.

Essendo il coccolino di casa, l’accompagnavo spesso in campagna, quando c’era la vendemmia, quando raccoglievano le olive e, a vederla trattare con i contadini, era tutto un programma: autoritaria, ma sempre con un sorriso benevolo sulle labbra.

                    Mio nonno invece, gran bell’uomo (tutto suo nipote… 🙂 ), aveva passato una gioventù molto avventurosa. Era stato per tanti anni in Egitto, dove i suoi genitori vivevano prima di ritornare definitivamente in Sicilia, Aveva avuto, prima di sposarsi, tante donne (e forse anche dopo…Oops!!! Scherzo ovviamente.) e infatti, alla vista di una bella signora, era di una galanteria sconvolgente. (…)

Lo ricordo come un distinto signore siciliano che girava per casa già fin dal mattino, con la sua giacca da camera e il suo inseparabile papillon, una sigaretta Edelvais tra le labbra e, un sorriso dolcissimo.

Che bella invenzione i nonni!!!

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27 pensieri su “I nonni, che bell’invenzione!

  1. Laura

    Che bel signore tuo nonno, tipico uomo d’altri tempi.

    Il nonno non l’ho conosciuto, ma mia nonna viveva in casa con noi e l’ho adorata.

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  2. I nonni quasi non li ho conosciuti,tra l’altro eravamo distanti anche per come volevano ci comportassimo,(bisognava essere affettuose ma non infastidire!)Se avessi avuto un nonno o nonna come ne sono venuti dopo tutti insieme appassionatamente e più a tu per tu,sarebbe stata festa tutti i giorni,gli avrei perdonato tutto,anche le corna alla nonna!!!… 😉 😛

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  3. Ciao Arthur
    grazie per la visita, mi fa molto piacere conoscerti.
    Ho esposto una idea a Ivana, penso ti abbia raccontato…..
    Mi ha detto che settimana prossima proverà a fare qualcosa.
    Conto sulla tua bravura ed esperienza per coordinare e impaginare il tutto.
    ciao
    con simpatia
    duil

    Ps: bello il nonno, bella la Sicilia…il maestro che mi ha avviato alla professione di fotografo, era siciliano un vero signore……. Aldo Ballo.

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  4. Che nonni speciali hai avuto, veramente persone bellissime
    In effetti al nonno assomigli, si si, la bocca e il mento sono uguali 🙂

    Mia nonna era dolcissima, vittima forse di un matrimonio non veramente d’amore, ma forse imposto, non ne sono sicura, non l’ho mai capito bene. Purtroppo se ne è andata troppo presto, ma ho tanti ricordi bellissimi e ancora riesco a vedere il suo viso, le sue mani sempre intente a lavorare la lana. Ricordo la sua pazienza, infinita, mentre mi insegnava a lavorarla, infatti ho imparato da lei a lavorare all’uncinetto, passione che ho coltivato per molti anni ma che poi ho abbandonato per vari motivi, ma non ho dimenticato come si lavora 🙂
    Il nonno era molto severo, chiuso, di quelli proprio padre-padrone e di conseguenza è rimasto tale anche come nonno, con la preferenza per i nipoti maschi e sempre pronto a brontolare, sorvegliare ecc ecc. e nello stesso tempo mai presente. Questi i nonni materni

    Quelli paterni, beh l’esatto contrario. Lei autoritaria, da piccola ero arrivata a detestarla. Ogni volta che andavo a farle visita mi rifilava un biscotto e diceva , parlando in dialetto, ” ora vai, vai a casa tua” e intanto sentivo che in casa sua c’erano invece gli altri nipoti, quelli prediletti. Nonno invece era la dolcezza fatta persona, sempre pronto a scherzare, a fare battutine, a giocherellare, ma purtroppo non c’è stata la possibilità di stare con lui quanto avrei voluto, dato che nonna mi mandava via.

    Che differenza eh??

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  5. Pat,sai che ho avuto anch’io questa impressione?
    credo che Arthur somigli al nonno….si!
    Anche Te , Arthurino sei dolce e tenero..ma non hai la sigaretta tra le labbra…e neppure tra le mani…
    Stasera essendo malinconica..sto zitta….
    ho letto e quando torno….sto via qualche giorno…ritorno.
    Comportatevi bene….un bacio a tutte queste tenere nipotine…
    vento

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  6. @ Pat: non so se somiglio veramente a mio nonno, probabilmente quanlcosina ci sarà senz’altro.

    Li ho vissuti tanto, perché da piccolo ero spesso a casa loro. Mio nonno la domenica mi portava a messa e poi in un bar del centro rinomato per le sue bonurie e mi comprava un rustico fatto di pasta sfoglia e prosciutto e formaggio, tipico Messinese: buonissimo!!! Sarà per questo che oggi adoro le torte salate fatte con la pasta sfoglia? 🙂
    Poi l’accompagnavo a trovare gli amici, con i quali aveva sempre un bel rapporto. Uomo di altri tempi, e per certi aspetti, Il tipico uomo Siciliano, sornione, ironico e bonario al momento giusto.
    E con le donne era di una galanteria eccezionale!

    Tutto suo nipote!!! :lo:

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  7. @ VentolinelloBelloBello: oh porcaccia alla miseria, come mai sei tristolina? Dimmi subito chi è stato che lo faccio nero, anzi, dippiù, dippiù. 🙂

    Grazie per il “dolce e tenero”, non so se lo sono veramente, ma alle volte ci provo, come tutti d’altronde.

    Ma scusa, dove vai? Non mi hai detto che partivi, mannaggia!!!

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  8. @ Carlotta: non sei la sola che dice che i tuopi nonni non volevano essere infastiditi, ma un tempo c’era il sacro terrore dei “grandi” che spesso e volentieri veniva confuso con il rispetto.

    In questo i miei nonni erano più “democratici”, nel senso che si scherzava e si giiocava come se nulla fosse, pur essendo d’altri tempi.

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  9. E tornando sempre a mio nonno, questa foto è stata scattata mentre cantavo al Teatro Vittorio Emanuele di Messina. Era sempre lui che organizzava queste cose, mi voleva canterino a tutti i costi, infatti ho cantato anche con il Mago Zurlì ed io mi vergognavo tantissimo. Lui è seduto con la sua inseparabile Edelvais tra le dita e il sorriso compiaciuto sulle labbra. Dietro di lui c’è mio fratello che guarda e ascolta. 🙂

    Com’ero caruccio!!! 🙂

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  10. ma quindi hai anche un passato da cantante!
    Sì, grande cosa i nonni. Io li ho conosciuti tutti. Mia nonna paterna è campata fino a cento anni e tutta la mia prima vita l’ho trascorsa con lei. Ci facevamo compagnia sul divano: io leggevo o ascoltavo musica, lei leggeva o sferruzzava a maglia. E quando brontolava le davo sempre ragione.

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