I Complimenti.

Se vi fanno un complimento, come reagite?

Diventate rossi? Fate i modesti? Vi sentite infastiditi? Pensate subito che si voglia qualcosa in cambio?

Vi domandate per caso: cosa ci sta sotto? 

Scusate le domande a bruciapelo di prima mattina, ma è una cosa che mi sto chiedendo, leggendo qua e là, da diversi giorni e non solo.

Ricordo che nelle mie prime incursioni in rete, mi aveva colpito molto il modo che tanti avevano di colloquiare con il proprietario del blog: “baci, abbracci, ti voglio bene e… bello ciò che hai scritto… bravo… molto belle le foto… ” e così via, spesso anche senza scrivere nient’altro.

Più di una volta mi son chiesto quanta sincerità ci fosse in quelle parole, e probabilmente qualcuno, non avendo di meglio da dire, se ne approfittava un po’, quasi fosse un lasciapassare obbligato per frequentare il blog, ma leggendo le risposte ai commenti, ho poi pensato che oltre a un’abitudine diffusa, magari abusata, fosse un modo come un altro per esprimere una sorta di condivisione, visto che la parola scritta è l’unico modo per farlo.

Il blog non è una realtà virtuale e su questo non ci sono dubbi, l’anonimato, quando persiste, aiuta a liberarsi, a lasciarsi andare, ma le reazioni anche se a volte enfatizzate, rispecchiano la vita reale.

Normalmente, e chi mi conosce lo sa benissimo, non faccio mai complimenti se non ne sono del tutto convinto, piuttosto rimango zitto. Per mia fortuna, penso a torto o a ragione, l’invidia non m’interessa, la competizione la “uso” per progredire e non per sopraffare – in una società come la nostra, è un modo di pensare alquanto riduttivo, visto che chi si sa vendere, anche se non vale nulla, va avanti meglio degli altri – e quindi non ho problemi a dire, se lo trovo giusto, se ci credo, che qualcun altro possa aver scritto qualcosa di bello, che ha scattato delle foto fantastiche, che quell’architetto ha fatto un bel lavoro o addirittura che sia stato più bravo di me, insomma, come si suol dire, non ho paura di perderci, perché non ho bisogno di aggredire per farmi valere.

Non parto dal presupposto, come tanti, che il complimento sia fine a se stesso, non mi attacco a nomi, nomignoli o quant’altro, per dargli una collocazione razionale o, peggio ancora, che possa togliermi qualcosa, non trovo imbarazzo nel farlo, tanto meno nel riceverlo, perché ritengo che ognuno di noi abbia bisogno di gratificazioni, grandi o piccole che siano, anche le più semplici, vale sul lavoro, così come vale nel vivere quotidiano, aiutano a crescere (bene), aiutano a ricaricare la nostra autostima, ché altrimenti è un vero disastro. Secondo me, dovrebbero abituarci fin da piccoli a godere di queste piccole soddisfazioni, mentre invece, spesso è proprio lì che sta il problema.

E allora il “mancato” complimento diventa l’occasione per irridere, per prendere in giro, la scusa per stuzzicare la sensibilità dell’altro, l’incapacità di riconoscere che si esiste anche e soprattutto insieme e in mezzo agli altri, e non è di buoni e di cattivi che sto parlando.

E se dovessimo continuare sull’argomento, quanti non riescono a dire soltanto “ti voglio bene”???

Accettiamoli questi benedetti complimenti se sono sinceri e sforziamoci di farli se ci crediamo, con semplicità, in fondo basta così poco, anche soltanto un GRAZIE… ci aiutano a star meglio con noi stessi, e per una volta, a pensare positivo; per la vita che facciamo oggi, credetemi, non sarebbe poi tanto malaccio.

O forse mi sbaglio? 😉

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63 pensieri su “I Complimenti.

  1. Ah, io i complimenti li accetto spudoratamente, non mi faccio nessun problema: sarà perché sono abituata a riceverne, fin dalla più tenera età (e non certo dai genitori)?

    Solo sulla modestia non ne ho mai ricevuti, mi chiedo perché 😆

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  2. Modestisia? Ah no, me ne hanno dette di tutti i colori, Tremendisia, Siculisia, Tesorisia, Tenerisia, persino Donnettisia, ma Modestisia mai!

    Anzi, ti dirò, spesso mi dicono che soffro di complesso di superiorità, ma è una calunnia: non è un complesso, è constatazione dei fatti! 😛

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  3. @ Diemme: hai visto? Il tuo già fornito vocabolario si è arricchito di un nuovo termine, MODESTISIA che, tra l’altro, mi sembra ti calzi a pennello, costatazione dei fatti a parte. 🙂

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  4. @ Antonio: hai detto una verità sacrosanta, certa gente si fa fare piuttosto dieci lavande gastriche, pur di non dire qualcosa di positivo. E’ solo questione di carattere e di vissuti, immagino. 😉

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  5. Non è vero, la gente invece i complimenti li fa eccome, mi direte che non sempre sono sinceri.

    Ora, scherzi a parte, io faccio spesso complimenti, sempre sinceri, e ne ricevo anche, spero sinceri anch’essi (anche se, ahimé, talora – anche se raramente – ho avuto prova del contrario 😦 ).

    Io credo che tutto sommato il problema possa anche essere che il bene si dà per scontato, o che si pensa che un nostro complimento possa essere frainteso e allora si preferisce tacere.

    Sul fatto di dare per scontate le cose buone ci volevo pure scrivere un post, forse un giorno o l’altro lo farò.

    Ora però ti do davvero la buonanotte.

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  6. @Antonio: ma no, dai, non partiamo con questi luoghi comuni, “tanto il mondo è marcio, la gente ipocrita e cattiva, gli amici disinteressati non esistono, ti vogliono tutti fregare… “.

    Non è così, mi rifiuto di pensare che sia così, prove alla mano. La vita ci cambia sì, ma non necessariamente inasprisce, anzi, a volte smussa degli angoli del carattere, addolcisce, dà equilibrio: non per niente vedere il mondo in bianco e nero è prerogativa dei giovani.

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  7. @ Diemme: sì, la gente li fa i complimenti, ma non sempre li accetta con la stessa facilità. Si danno per scontate tante cose, il bene compreso, ma solo perché si ha paura di viverlo fino in fondo, si ha paura di lasciarsi andare. E allora si fraintende, si sta vigili e attenti, aspettando la fregatura, ma come ho detto ad Antonio, è solo una questione di vissuto.
    Evvabè, parliamone domani, che in effetti adesso è tardi. 😉

    ‘notte!

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  8. Invece condivido ciò che ha detto Antonio, non è un luogo comune, e non credo lui intendesse dire che il mondo è tutto marcio e la gente cattiva. Non è di questo che stiamo parlando. Conosco persone che sono cresciute con genitori che a mala pena si davano un bacio, prova a farlo con loro, l’imbarazzo è la prima sensazione che provano.

    ari_’notte!

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  9. Io quando mi fanno i complimenti arrossisco e dico sempre cose del tipo “ma no, cosa dici”. Ma parliamo della realtà. Ai complimenti su internet, sinceramente ci credo poco, perchè sono convinta che qui non si vedano realmente le cose come sono.
    Per quanto riguarda quei commentini di cui parli tu, lasciamo perdere, sono semplicemente un modo di dire “ecco, sto scrivendo qualcosa perchè mi sembra brutto non dire nulla, accontentati” e li trovo di una freddezza incredibile. Anche io quando non so cosa dire o non ho nulla da dire, preferisco restare zitta, lo trovo più rispettoso. Sarò fredda, ma ognuno è fatto a modo suo.
    Ad esempio non mi piace dire ti voglio bene a destra e a manca, e riflettevo su questa cosa l’altro giorno, parlando sempre della rete. Come faccio a voler bene a qualcuno di cui non so quasi nulla?

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  10. Hai toccato una nota dolente, quella dei figli che crescono in un ambiente anaffettivo.

    Io ricordo la gioia e l’espansività che regnava nella mia famiglia, e mi sono resa conto molto più tardi che non era ovunque e comunque così. Per ma la “famiglia” era, è, quel grande bacino d’affetto, supporto, solidarietà, riconoscimento, ma mi rendo conto che non è ovunque così.

    Nel tempo ne ho viste di famiglie disfunzionali, di quelle magari di coppie che restano insieme “per i figli”, laddove per i figli il danno maggiore è farli crescere in quell’ambiente, e dare loro quell’immagine di famiglia decisamente poco allettante: li si condanna alla solitudine prima, durante e dopo.

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  11. ah..ora ho capito…
    caro Arthur…
    la mia espressione galante non voleva essere offensivo nei tuoi riguardi. Anzi.
    la galanteria è una bella cosa, quasi dimenticata.
    Lo so per certo. Essere galanti non vuol dire essere falsi.
    Tu ripeti spesso che la mattina dovremmo guardarci allo specchio e dirci”…stamani sono bello/a..mi piaccio…” e iniziare la giornata con quella punta di soddsfazione solo nostra, un po’ di positività che ci aiuta davvero a stare bene con noi stessi.
    Io stamani mi son guardata..ma sembravo un galletto…capelli ritti , occchiaie e occhio spento. Non sempre è così…ma non mi piaccio mai. Poi ci sorvolo e passo ad altro.
    nella vita quello che conta per essere in armonia con noi stessi sono le piccole soddisfazioni… le mie sono piccolissime…minuscole.
    I complimenti…difficile crederci benchè so che sono fatti col cuore, sono sinceri..
    a parte qualche bischerata…e fatta come dice Valentina ” tanto per..” ne ricevo abbastanza….anche sul mio lavoro di stiratrice, di lavandaia…ma quelli non mi interessano assolutamente perchè è un lavoro che aborro…lo odio profondamente.
    però alla fine mi dico “pensa te se lo amavo, questo lavoro del Piffero!!”
    sai che organizzano alle fiere le gare di tempo a chi stira in pochi minuti una camicia o un pantalone? ..sapessi qual’è la mia risposta…. alla domanda “partecipi?”
    Fossi matta…mi limito a questo.
    Mi son divagata, pardon…
    I complimenti…a me riportano sempre a quel famoso discorso di preparazione, studio e devozione…poi anche al talento…Non ci si improvvisa in nulla.
    Se qualcosa mi riesce bene è dettato molto dalla fortuna…e se mi fanno i complimenti li accetto volentieri ma si gira la medaglia…cioè a te posso credere, ma non credo in me. E’ li la differenza.
    Non mi piace essere protagonista, gareggiare, la competizione non fa per me…
    Nella mia carriera scolastica son stata bravissima in prima media, ma solo perchè ero bocciata! Sai la timidezza ha fatto da padrona sempre…io studiavo eccome, ma davanti ad una prof piuttosto arrogante mi bloccavo..la sig. Cavani e come dimenticarla??? L’anno dopo avevo una prof in gamba e mi sbloccò…risultai la migliore…. Questo penso che abbia condizionato tante cose della mia vita…
    Non mi impegno in pubblico..m’impegno in privato…ma mi manca sempre quel certo non so che che ci rende speciali…. Parlo per me, perché verso gli altri ho un grande entusiasmo, molto grande…e mi arrabbio pure quando ricevo risposte come la mia…
    Possibile sprecare la creatività in questo modo???? datti una mossa…sarei stata una brava terapista, ne sono certa, una piccola crocerossina…
    Preferisco gli altri a me stessa… brutta cosa? ma no, è solo vita…
    Comunque a te , caro Arthur ho sempre creduto…benchè come sai sono io a non credere in me.
    Dimmelo sempre quando sono brava, io sorrido…e ti pare poco???
    sapessi….sapessi caro amico…ma non te lo dico!
    Io posso anche dirtelo che ti voglio bene..perchè penso che se un giorno tu sparissi, resterebbe un vuoto, un bel vuoto che mi causerebbe una tristezza infinita…e conoscendomi , piangerei anche.
    Quindi….vedi tu.
    Mi rifiuto di rileggere quanto ho scritto..troppo lungo…
    Un bacio a Carlitass.

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  12. @ Venticello: nO, ti sbagli di grosso,non mi sono offeso perché mi hai detto galante, e perché mai avrei dovuto. Ieri sera, anzi, ieri notte, ero in vena di precisazioni, che nascono fondamentalmente dal fatto che non è mai sprecato il tempo che ci dedichiamo e che dedichiamo agli altri. Ripeto, niente buonismo, e lo dico per prevenire eventuali commenti o considerazioni fuori luogo. Tu sei come una ragazzina da portare con mano, non credi in te stessa e senz’altro non ci riuscirò io a farti cambiare idea, per la distanza che ci separa, per i vissuti, perché bisognerebbe conoscersi a fondo e da queste parti, non è del tutto facile. Per mia fortuna ho sempre avuto persone che credevano in me, i miei genitori per primi, ma sai quante occasioni ho buttato ugualmente alle ortiche? Tante, ma non me ne pento, perché come mi ha detto una volta la mia Socina Bella, noi siamo quel che siamo riusciti a costruire, forse, aggiungo io. Sono cresciuto in una famiglia che ha sempre messo in primo piano il sorriso, l’accoglienza, la riconoscenza, il pudore di considerarsi non al di sopra degli altri, ma al pari, mio padre era un uomo con una grande cultura, eppure non lo dava mai a pesare. L’umiltà è un’arma a doppio taglio, perché può essere fraintesa, ma solo dalle persone troppo presuntuose e piene di sé.

    Ne abbiamo parlato tante volte e lo sai come la penso, tu sei una donna con molto talento, forse un po’ grezza, ma crescendo s’impara ad affinare le proprie conoscenze e in questo senso ne hai fatti tanti passi da gigante – io è una vita che studio e sono contento di farlo – . I miei complimenti nei tuoi confronti, nascono fondamentalmente dal fatto che voglio spronarti, per quanto mi sia possibile, per farti capire che il percorso che hai intrapreso è quello giusto, ma non per arrivare chissà dove, ma solo per acquistare un po’ più di sicurezza e fiducia in te stessa, se poi diventi anche famosa, meglio, non credi? Come ho già detto una volta, la rete è piena di gente “brava”, che scrive bene, che fa delle belle foto, anzi, alcuni sono veramente fuori dal normale, ma tutto finisce lì, secondo me. Si può essere bravi – che poi se ci pensi vuol dire tutto e niente insieme – ma mancare di quel qualcosa che fa la differenza. Solindue, per esempio, non è soltanto brava, ha una marcia in più e secondo me, la grinta giusta per portarla avanti. E questo in un certo senso, vale anche per te. Certo, devi crescere, devi studiare, ma chi lo ha detto che queste due cose non si possano fare divertendosi?

    Ecco che allora, se da un lato sorrido alle tue reazioni – e non solo alle tue… 🙂 -, dall’altro sento il bisogno di chiarire, perché è vero che galante è una bella cosa e magari lo sono anche – GRAZIE per questo – ma non c’entra nulla con ciò che ti dico: il talento non andrebbe mai sprecato, se ci riesci, cerca di credere in te stessa, ne vale sempre la pena.

    Mi viene in mente una cosa che mi è successa sabato scorso, ero nel mio solito panificio e mentre la commessa mi serviva – una ragazza giovane, che si è appena sposata, un po’ cicciottella con un bellissimo sorriso e un bel viso – le dico che il sughetto che mi aveva consigliato era veramente buono. Lei arrossisce, non sa più da che parte guardare e a quel punto arriva la proprietaria che mi guarda con un sorriso e con fare interrogativo. Sorrido a entrambe e dico che avevo fatto i miei complimenti alla commessa perché era stata brava a consigliarmi bene. Ero sincero e sono sicuro che la prossima volta la commessa sarà più motivata nel fare il suo mestiere.

    Poi c’è anche chi pensa che si possa aiutare una persona mettendola davanti alle sue difficoltà, i complimenti, per carità, montano la testa, piuttosto è meglio dire quello che è andato storto, così la prossima volta non sbaglia più… che palle!!!

    Tutta sta pappardella, compreso ciò che ho scritto nel post, vuol soltanto dire che le gratificazioni servono, così come servono gli input positivi; un tassello dopo l’altro e il puzzle è fatto.

    Mi sono spiegato?

    Parole, parole, parole… 🙂

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  13. @ Diemme: ho giusto visto ieri sera un flim che parlava proprio di questo, un bambino dislessico che il padre non riusciva ad accerttare, perché avrebbe voluto che fosse come lui. Un trauma che si è portato dietro per tutta la vita.

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  14. @ Valentina: è normale dire “ma no, cosa dici”. Sui complimeti su internet sono d’accordo con te, ma ci sono per fortuna le eccezioni, ci si finisce con il conoscere e dopo è inevitavbile volersi bene.

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  15. Non mi piacciono i complimenti, perché spesso sono di circostanza e soprattutto sono anche falsi. Sono poche le persone che riescono a far capire quando li fanno con sincerità. Io difficilmente faccio complimenti molto espliciti, è proprio il mio modo di essere, esterno molto poco quello che provo e non credo di aver mai scritto “ti voglio bene” in un blog, se è capitato era proprio perché sentivo che ciò che provavo era vero e sincero, ma sicuramente l’ho fatto gran poche volte. Lo penso, lo tengo dentro di me, ma non lo scrivo o non lo dico molto facilmente, anche perché si può essere fraintesi oppure non ritenuti sinceri. Penso però che se una persona mi piace, si capisca anche da quello che scrivo, dalla presenza quasi costante e non ci sia poi bisogno di aggiungere continuamente complimenti, ti voglio bene vari e via dicendo. Quando invece sono stata esplicita, beh sorvoliamo che è meglio, dovrei scrivere per ore e non mi pare il caso…. anche perché come ho già detto e ridetto, non amo molto parlare così apertamente di me, non pubblicamente almeno. Son così, prendere o lasciare come si suol dire…. e non t’azzardare a dire che esagero ecc ecc o all’improvviso sentirai un morso allucinante che ti lascerà un gran segno …

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  16. omammaaaaaaaaa!!!
    s’è alterata!!!
    …certo che io son buffa…a me piace un po’ tutto e lo dico!!!
    Non mi piacciono le cose volgari.
    Pat quello che dici è giustissimo. Non fa una piega 🙂 ( me ne intendo di pieghe).
    Per esempio..a me tu piaci molto e lasciando perdere i complimenti…perchè non vuole esserlo…capiscimi Dio Santo!!!
    Nelle cose che tu pubblichi non c’è nessuna ruvidità, anzi, TU sei speciale…è inutile che tu voglia negarlo. Pigliati questo complimento e non rompereeeeeeee!!!
    Ok che a me piace un po’ tutti gli stili…perchè all’origine c’è sempre l’umiltà (mia)
    ma riesco a distinguere chi ha quel qualcosa in più e non ne fa una bandiera da sventolare ai quattro venti ( che poi son di più , ma lasciamo stare)
    Tu sei così…riservata e ben consapevole delle tue possibilità. Se regali un “oh che meraviglia!” ti pare poco? a me pare tanto, invece.
    Leggo le tue poesie…guardo le tue foto, vedo la cura che metti nel postarle…
    Qui siamo grandi, e non dei bischeri… a 50 anni non vorrai mica che mi metta a fare la sguerguescia, eh!!!!
    Se dico una cosa è perché la penso…poi eclisso su tante altre , mi astengo dal mettermi in discussione con chi di parole ne sa molte più di me…é già dura fuori…qui voglio la pace…( non eterna, ma quasi). Io mi relaziono nelle cose semplici, alla mia portata…ma capisco gli animi…li osservo…e me ne vò.

    Tutto questo per dire cosa??? che ho letto sia la risposta tua che qualla di Arthurrrrr…
    😦 m’ha chiamata grezza!!!! hahahahahhahaha…ha ragione da vendere anche al pescivendolo…
    Anzi , il prossimo pasticcio lo dedico a lui…di sicuro schizzerà sulla sedia…ma sarà a dondolo??? 🙂 avesse a cadere!!!….scherzo…però reggiti…un si sa mai!!!
    baci a tutti…come siete impegnativi…boia deh!!!

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  17. @ Pat: ‘nnagg… tu e Ventolino siete la mia spina nel fianco… 🙂

    Comunque sia, esageri, come sempre d’altronde! (Ahiaaaaaaaaaaaaa! 😆 )

    A parte gli scherzi, si può essere sinceri senza per questo essere di circostanza. Capisco ciò che dici, capisco che lasciarsi andare non è facile, come capisco che alle volte le difese aiutano a sentirsi più protetti.

    Evvabè, d’ora in poi, ogni volta che vedo una tua (bella) foto o leggo una tua (bella) poesia, dirò… ‘nnagg… così su due piedi non mi viene, ci penso e poi ti faccio sapere. 🙂

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  18. Arthur hai messo nero su bianco parte dei miei pensieri di questi giorni. Hai ragione quando dici che il blog non è un mondo virtuale, perché esiste nella realtà del nostro quotidiano ed è spesso uno dei pochissimi posti (l’unico, talvolta) in cui possiamo essere noi stessi, quindi è reale, perché è fatto di persone reali, che sono realmente così.
    Ma questa storia dei complimenti ha sempre lasciato perplessa anche me, perché nella realtà non li tollero molto, e anche sul blog dopo l’ennesimo “scrivi bene belle foto” io sarei sbottata facilmente (“è possibile che capitino da me solo persone a cui piaccio?? mentono senz’altro!!” pensavo), ma per fortuna sono sempre riuscita a trattenere gli istinti al ruggito e a rispondere con un grazie e una battuta per sdrammatizzare la serietà (apparente?) del complimento.
    E poi mi sono ritrovata io a pensare le stesse cose davanti ad uno scritto o ad una foto altrui, e a non avere il coraggio di commentare per paura di apparire finta come vedevo finti gli altri, e sono riuscita a districarmi da questo dubbio esistenziale solo mettendoci del mio: ognuno di noi, oltre all’ammirazione può senz’altro trovare qualcosa in più da dire, un aneddoto, un ricordo, una suggestione, una riflessione, una minchiata qualsiasi che non sia il trito e ritrito “scrivi bene belle foto”, ma qualcosa che permetta di capire che dietro quel complimento c’è davvero qualcosa, che davvero quello scritto e quella foto erano così belli, altrimenti non avrebbero suscitato nulla a parte la cieca e automatica ammirazione di chi va in giro a lasciare biglietti da visita per il proprio blog e non davvero a leggere ed osservare il blog in cui si trova.
    Come nella realtà anche nel blog mi scoccio all’ennesimo complimento e penso: “sì va beh belle foto basta l’hai già detto le ho fatte sempre io sempre con la stessa macchina fotografica!!” Ma sono contenta di non averlo mai scritto, di aver ringraziato, magari con una battuta di Spirito per schermirmi, ma gentilmente, perché in questo modo ho potuto scoprire la cosa più importante di certi complimenti faciloni, ovvero che a volte sono solo un modo semplice per rompere il ghiaccio in un mondo dove ognuno è se stesso ma senza la sua faccia, senza sguardi, senza sorrisi, senza gesticolare, solo con le parole scritte, ed è un po’ come se fossimo bambini all’asilo che si osservano, si piacciono, si avvicinano, e cercano timidamente un modo per fare amicizia: a volte regalano un piccolo oggetto senza valore, ma prezioso, altre volte si tirano i capelli, ma alla fine l’amicizia, se deve nascere, nasce 🙂

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  19. Beh, io parto da presupposti diversi da quelli di Elle, ma sono arrivata alle stesse conclusione. Oramai da me di quelli che vengono a lasciare il biglietto da visita per il proprio blog non si accostano proprio, ma io do sempre per scontato che il complimento sia sincero, e che inoltre sia un modo carino per rompere il ghiaccio.

    Per la verità sono piuttosto indifesa davanti alla falsità delle persone, non mi appartiene e quindi non la riconosco. Ci rimasi molto male quando vidi un blogger, che all’epoca stimavo sincero, di fronte a una blogger che considerava una povera deficiente, egocentrica, egoista, immatura, genuflettersi in duemila complimenti. Ho pensato persino che, in qualche modo, potesse aver cambiato idea: macché, continuava a considerarla una cacchina, e a scriverle ogni volta quanto era contento di leggerla: blah!

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  20. Uffaaa ehhhh
    Ma io mica ho detto che reputo tutti falsi quando scrivono qualche cosa, non parto dal presupposto che lo siano, ecchecavolo. Dico solo che non mi lascio andare a sdolcinerie, che quello che scrivo è perché lo penso veramente, se una cosa mi piace non ho nessun problema ad ammetterlo, come non ho problemi ad ammettere quando una persona mi piace e penso lo si capisca dal continuo batti e ribatti che a volte si crea. Oh Ventolino, eccelosò che quando mi scrivi qualche cosa lo pensi veramente, come lo so di altre persone, ma nonostante ciò non mi fido di tutti quanti. Prendi ad esempio Vito, io per lui sono “sorellina” e lui per me è “fratellone”, già questo per me è un esternare che la persona piace e che la si reputa veramente sincera e quindi ritengo superfluo scrivere TVB ecc ecc… oppure anche quando scrivo Kiss, da parte mia è una dimostrazione di rispetto e anche di affetto, ma oltre non mi piace proprio andare. Sono così anche nella mia vita quotidiana, non sono una che fa buffetti continui, sorrisini e altro, dico quel che penso senza tanti fronzoli.
    Quindi Arthur, togliti pure la spina dal fianco, io tale sono e tale resto…. poi chissà, magari ci sarà anche il momento nel quale mi verrà spontaneo scrivere qualche cosa di più affettuoso. Eccelosò come sono veramente, ma questo non significa che lo devo dimostrare agli altri, chi lo vuole capire ci arriva da solo, chi non lo vuole capire e si sofferma solamente alle apparenze, vuoi che sia dal vero, vuoi che sia qui nei blog, beh faccia come vuole. Non nego che tante volte ci sono rimasta male, soprattutto dopo periodi nei quali i rapporti erano intensi e continui, vedere di punto in bianco persone che senza nemmeno una parola si sono dati alla latitanza con me, ma le vedo essere tutte cici cocò da altre parti. E dimmelo in faccia che ti ho rotto le scatole o che hai trovato persone che ritieni più adatte a te, dimmi pure che ti faccio schifo, ma almeno abbi il buonsenso di farlo per la miseria… Ecco perché ormai ci vado con i piedi di piombo e non è solo questione di autodifesa, ma proprio perché voglio evitare, come Ventolino, ulteriori discussioni come ne ho avute in passato…

    Arthur, spero che il morso abbia lasciato un segno moollltoooo profondo, tiè

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  21. @Patrizia: io pure sono una che dice le cose senza fronzoli, però contemporaneamente sono anche molto espansiva e affettuosa, ovviamente con le persone con cui provo veramente quello che esprimo.

    Ho voluto risponderti direttamente perché mi colpiscono molto gli episodi che tu citi, “ci sono rimasta male, soprattutto dopo periodi nei quali i rapporti erano intensi e continui, vedere di punto in bianco persone che senza nemmeno una parola si sono dati alla latitanza con me, ma le vedo essere tutte cici cocò da altre parti.”

    E’ una cosa che mi ha fatto sempre soffrire moltissimo, credi che con una persona ci sia un’amicizia speciale, un affetto solido, e poi un brutto giorno, all’improvviso, non ti conoscono più.

    Almeno, si degnassero di dare una spiegazione: macché! Ti lasciano col dolore, lo sconcerto, il senso di abbandono, e sono cose che lasciano il segno. Ho sentito tante persone soffrire questo tipo di abbandono e di una cosa sono certa: una persona con cui c’è un rapporto importante, solido (o che così sembra o così è stato), anche di lunga data, può anche decidere che non ha più niente a che scompartire con te, che non vuole più frequentarti, ma una spiegazione franca che chiarisca la situazione E’ DOVUTA, altrimenti è una mascalzonata e basta.

    Ipsa dixit.

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  22. Luisa G.

    Io sui commentini veloci veloci avrei qualcosa da dire. Ognuno sa l’animo con cui li fa. In genere io sono di poche parole, se riesco a scrivere quello che penso in poche righe sono più felice. Non ho mai amato scrivere e non lo amerò mai. Se vedo qualcosa che mi piace, per me anche un secco “bello” ha un suo valore. Non mi sono mai posta il problema che chi ricevesse il complimento sincero potesse rimanerci male. Ho fatto un solo commento non sentito, e mi ricordo perfettamente dove come e perchè. Mai più. Ma le persone vanno conosciute, solo così si può tentare di dare il giusto valore ai complimenti che ci fanno. Sono un po schiva anche per quando riguarda le carinerie pubbliche, ma quando m’è sfuggito un “Cara” è solo ed esclusivamente perchè lo penso e perchè dietro il pubblico c’è un rapporto privato ben più solido, altrimenti nisba.

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  23. A me è stato rimproverato che chiamo tutti “caro” ma nel mio blog, oramai attivo da quasi cinque anni, c’è un rapporto di familiarità e anche i nuovi arrivati arrivano in un salotto per l’appunto familiare.

    Se qualcuno non mi piace, e questo credo sia noto, non ci metto molto a farglielo capire, se non sono d’accordo con una persona pure glielo dico chiaro e tondo (ma non per questo, magari, la persona mi è meno cara). Non credo che ci siano modi giusti o sbagliati di esprimersi (quando sinceri), ci sono modi e basta.

    Poi, c’è sempre la questione del non confondere il pubblico con il privato: i latini dicevano “Amicum secreto admone, palam lauda”, “Ammonisci l’amico in segreto, lodalo in pubblico”: se non si tiene presente che qui si è sulla pubblica piazza, direi che la mancanza è piuttosto grave.

    Poi, ci sono pure persone che agiscono al contrario. Per esempio, un mio ex blogamico (sempre lo stesso di cui parlavo prima), faceva tanto il duro in pubblico, e poi lo scivoloso in privato: mi sono sempre chieste se dovesse mantenere una facciata, dovesse dare pubblica dimostrazione di essere un duro, oppure ne doveva tenere buona più di una, e quindi si barcamenava non sbilanciandosi pubblicamente.

    Non ho mai saputo la risposta, comunque poveretto, maleducazione a parte, deve essere stata pure una gran fatica! 😛

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  24. @ Diemme
    Grazie per quanto hai scritto, almeno Arthur la pianterà di dire che sono esagerata quando dico queste cose. (ora oltre al cuore mi vorrà mangiare pure il fegato, gulp…. )

    @ Luisa
    Penso che non sia la quantità di parole che fa sincero un commento, anche io spesso mi limito a poche parole, ma sono quelle che sento veramente, poi sta in chi è dall’altra parte riuscire, anche se non è sempre facile, capirlo. Diciamo che si crea una sintonia che cresce con il tempo, con la presenza della persona, ovviamente tutto legato al tempo che si ha a disposizione, ma il tempo per le persone alle quali si tiene veramente in qualche maniera lo si trova. A me viene spontaneo dire che magari mancherò per un certo periodo quando mi capita, in modo da non sembrare sparita all’improvviso 🙂

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  25. Luisa G.

    Beh, ovvio che in pubblico occorre essere più prudenti e stare attenti a quello che si scrive. Capisco bene che ricevere scudisciate pubblliche e carezze in privato possa lasciare quanto meno perplessi, per non indare un po inc… 😯

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  26. @Luisa: perplessi no, ci vuole poco a capire a che gioco l’altro sta giocando (quarant’anni di democrazia cristiana, e vuoi che non capiamo questi giochetti? 😆 ). Il problema è solo la tristezza e il dolore che ti causa l’aver voluto bene a una persona che rivela questo aspetto di sé.

    Sarà vero che gli uomini sono sempre un po’ Peter Pan? Beh, sempre no, ma certo che ad alcuni il costumino verde si addice…

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  27. Luisa G.

    @Patrizia , è vero la sintonia si crea col tempo, con la frequentazione. A volte si pensa sia una cosa ma poi era il solito calesse, ma di solito questi sentimenti non sono univoci, e quindi si può proseguire sereni… Frequentarsi o non frequentarsi è anche veramente questione di tempo, la solita copertina troppo corta dice una mia amica, a volte non si hanno proprio le energie e, inevitabilmente, si sceglie. Sembra brutto,ma è così. M’è capitato di sparire da tutte le parti per 4 giorni a causa di un’emergenza in famiglia. Quando sono tornata ho trovato su uno dei blog che seguo ” dov’è finita Luisa nostra”, non sai che tenerezza, non pensavo ci tenesse.Ho sentito questa persona veramente vicina, non interessava avere un commento in più o in meno, era una preoccupazione sincera. Ecco, è bello sia così. Se il blogger può avere dubbi sulla sincerità del commentatore, a chi commenta può venire il dubbio di servire solo per far aumentare il numeratore dei commenti e della persona non importi niente.

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  28. Sono d’accordo con Luisa G., le persone vanno conosciute, per questo sono contenta di non esser mai stata scortese di fronte ad un complimento che a me sembrava eccessivo, ma di aver invece aspettato di conoscere un pochino meglio la persona che l’ha fatto (talvolta anche tramite il suo blog, altre solo grazie ai commenti al mio) prima di sospettare che quello non fosse un modo carino per rompere il ghiaccio; ma anche prima di convincermi che fosse davvero un complimento sincero, espresso a suo modo, certo, ognuno ne ha uno, come dice anche Diemme; io ho imparato a conoscere ed apprezzare il modo di ogni persona che passa da me, così come gli altri hanno imparato il mio modo di fare commenti nel loro blog.
    Chi lascia solo il “biglietto da visita” ma non è davvero interessato al mio blog non torna, ma c’è anche chi dopo un “mi piace ripasserò” è tornato davvero, seppur in silenzio; dipende dal carattere di ognuno, siamo noi stessi sul blog come nella realtà, in fondo, quindi se una persona è più schiva commenta e se ne va, o legge e apprezza in silenzio, c’è invece chi torna per rispondere alle risposte, e c’è chi è così socievole e chiacchierone da riuscire a intavolare conversazioni sotto un post che coinvolgono anche altri commentatori, tranne quelli che non amano molto essere coinvolti, ma senza forzature e senza dichiararsi offesi se il bottone non attacca (e senza rubare la scena al post e stravolgere l’argomento del discorso), perché ognuno è fatto a modo suo.
    Cerco sempre di ricordarmi che non ci sono solo quelli che usano “cara” (per riprendere l’esempio) come intercalare, bensì anche quelli che lo considerano una sorta di benvenuto, un “ora sei fra i cari”, o chi non lo usa affatto, ma non per questo non ha cari da appellare, e se lo usa lo sente davvero: possiamo sapere in quale “cara” (o in quale assenza di “cara”) siamo incappati solo conoscendo meglio la persona, e questo l’ha detto anche Patrizia M. quindi sono d’accordo con tutti e tre gli ultimi commenti 😉

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  29. @ Luisa: il mio discorso sui commentini veloci era riferito a quando all’inizio giravo in rete e nel leggerli, mi meravigliavo sempre di come fossero (sempre) stringati. Ma la meraviglia cresceva sempre di più, perché alcuni, non tutti ovviamente, in ogni post dicevano più o meno sempre le stesse cose, “Ciao, bello, bacio”. 🙂
    Oggi non li critico più, anche perché ho imparato a conoscere questa moltitudine di gente che gira in rete.
    Comunaue sia, dipende sempre dalle persone. Io ormai conosco tutti voi e so che anche soltanto un “ciao” può voler dire tante altre cose, per cui, oggi come oggi il problema non si pone per nulla.

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  30. @ Elle: ho sempre avuto la fama di uno che commentava come se scrivesse dei post, quindi per niente stringato, ma ciò non toglie che alle volte capita anche a me lasciare dei commenti che esprimono in maniera essenziale il piacere che ho provato nel guardare una foto o a leggere un testo.

    Per quanto mi riguarda non temo, come ho già detto, non ho timore a farli i complimenti, né a riceverli, e questo perché parto sempre dal presupposto che dall’altra parte ci sia una persona sincera. Non mi metto sulle difensive e accetto ciò che mi viene dato, senza pensare al peggio.

    E credo sia questo l’atteggiamento giusto da mantenere. Sono in buona fede e penso che anche gli altri lo siano. In ogni caso ci si accorge se uno vuol prenderti per i fondelli, sia nella vita reale che in quella virtuale, quindi…

    Secondo me è importante manifestare la propria ammirazione se qualcosa ci colpisce in modo particolare, in fondo scriviamo non soltanto per noi stessi, ma anche per gli altri, per essere letti e un riscontro positivo può aiutarci a continuare a farlo.

    Pensa… Diemme l’ho conosciuta dopo aver lasciato un commento in un blog che frequentava anche lei. Mi ha scritto che uno che scriveva come me, avrebbe dovuto aprire un blog… ebbene, come vedi, sono qui. 🙂

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  31. @ Pat: sai com’è, le spine nel fianco mi piace temerle, perché un doloretto ogni tanto non ci sta niente male. 🙂

    Per il resto, concordo con te, quanto meno una spiegazione è d’obbligo.

    ps: il segno del morso si è già rimarginato. 🙂

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  32. Chi era quel blogger? Caro Arthur, si dice il peccato ma non il peccatore! 😛

    A proposito di come ci siamo incontrati (chiedo scusa per l’off topic) sai che qualche giorno fa ho incontrato in autobus la Sissunchi, e forse venerdì faremo una rimpatriata?

    Ah, che tempi, che tempi! Di’ la verità, come t’ha cambiato la vita incontrare la Diemme? E qui non sono off topic, sono proprio a caccia di complimenti!!! 😆

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  33. @ Diemme: quel che è giusto, è giusto, tu mi hai fatto conoscere un mondo che mi era sconosciuto, dal quale ho imparato tantissime cose, una tra tutte, che ognuno di noi ha un estremo bisogno di comunicare.
    E per questo e per tante alte cose ancora: GRAZIE!!!

    ‘nnagg… !!! 😉

    ps: la discusione è diventeta davvero interessante e di questo ringrazio tutti voi, te compresa ovviamente. Torno a lavorare che ho già perso troppo tempo.
    A dopo!

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  34. Si si e anche occhiali spessi come i fondi delle bottiglie di vino, quelle proprio grosse grosse, il che significa che sono completamente cecata e poi tanto altro. Dai, svelo un po’ alla volta o ti viene un coccolone hihihihihihi

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  35. @ Pat: guarda che anche gli occhiali spessi come i fondi delle bottiglie hanno il loro fascino. Comunque se può consolarti… evvabè, non posso dirti tutto suvìbito. 🙂

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  36. ‘naggia, non cedi proprio eh?? E fai pure il misterioso ora, prrrr 🙂

    Vabbuò, finisco un lavoro che oggi mi sono rigirata tra le mani per troppo tempo. Questa sera me ne vado al cinemaaaaaaaaa
    Ciaooo

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  37. @ Patrizia: lasciami gongolare, che mi sono appena tolto un macigno dalla scarpa…

    E poi, dicono (le male lingue) che ho la puzza sotto il naso, ‘nnagg… e allora, gongolo, gongolo. 😆

    Oh ari_mannaggia, adesso diranno che sto cercando consolazione… mi sa che non ne faccio una buona. 🙂

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  38. Uff..Finalmente!Mi siete mancati in questi due giorni,non so perchè,ma ho sempre meno tempo per me e so già che più in là sarà sempre peggio.Dicevo,mi siete mancati,Specialmente tu,Arthur e Venticello,ma anche tutti gli altri che,per quanto sconosciuti,siete pur sempre le persone con le quali dialogo di più, se e quando mi leggete.Di conseguenza per quanto si possa assottigliare la mia famiglia,tanto si allarga quella virtuale alla quale,pur usando la giusta cautela,mi rivolgo spesso con una certa confidenza.Non trovo che sia un complimento,ma una realtà così sincera del mio pensiero da trasformarlo in positività nei vostri confronti,per carità,senza crederci in modo assoluto,ma io la invio declinandola così,chi vuole non ci creda e chi vuol esser lieto sia,a me comunque viene così, tanto non credo che qualcuno possa arrossire,tu si Arthur…?!?

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  39. maremmina 54 commenti…tanta roba! Ma io
    cercavo la Carlitasss….
    tesora ma hai bisogno di una mano????
    ce so ..stirare le tende e tendaggi…centri e tendine…camicette e quant’altro….
    sono a tua disposizione…
    Detto questo…son troppo brava a fare il mio mestiere….e so un sacco di trucchetti…eh…
    per esempio ..lo sai che…..hihihih te lo dico a voce!!!
    Ciao Arthur…buona serata ….anzi vista l’ora….notte serena….
    io vado a ninna … sono strastanchissimissima… bacio

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  40. @ Carlotta: oggi non sono molto in vena di complimenti, la giornata è iniziata male ed è continuata peggio. Per fortuna in serata le cose si sono aggiustate. Ma ciò nonostante, mi preme dirti che anche tu mi manchi quando non ti leggo tutte le sere come hai sempre fatto da un anno a questa parte. Mi manca il tuo tipico modo che hai di raccontare le cose, parti sempre alla lontana, ma sai sempre arrivare alla giusta conclusione, sempre con un sorriso sulle labbra e non è da tutti. Per cui, sì, arrossisco pure io, anzi, dippiù, dippiù… 🙂

    ‘notte!!!

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  41. @ Venticello: mi spiace molto, ma sai com’è, sono uno scorpionaccio… 😉
    Grazie di tutto.
    ‘notte serena anche a te.
    Un bacio!

    ps: scussa (s=ss), come sarebbe a dire che conosci un sacco di trucchetti e che lo dici a voce solo a Carlotta? 🙂

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  42. Buongiorno Arthur,
    spero la mattinata sia iniziata meglio…
    (c’ho messo del mio per esaltare le curve!!!) 😆

    Dunque dicevamo….i segreti…
    io e Carlitass siamo due anime in una barca….se remo io deve per forza venirmi dietro.. e viceversa…Si, ogni tanto ci diamo qualche remata sulle nocche ma fa parte del mestiere!!
    le faccende di lavanderia…ehmm , si sa, ” i panni sporchi si lavano in famiglia”.
    Quindi ssssssssssssssh 🙂
    Buona , buonissima giornata, oggi è venerdi…fuori c’è un bel sole…ed io sono ancora in pigiama…stamani mi gongolo…
    hai visto che le giornate sono allungate??? alle 18 c’era un tramonto fantastico …ma ero in autobus…a bocca aperta…e mi godevo quel rosso vivo…
    accccccccc….che meraviglia!
    ripasso… 🙂

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  43. Ma che gioielli che siete!!Ciospa major,se dovessi aver bisogno della tenda t’informo,ma mi sa che ad arrivà alla tappezzeria ce vò un pò di tramonti di seguito!!Casomai facciamo per l’estate..L’Arthur l’è sempre più dolcino,sarà l’aria di primavera con”qualche mazzo rosso di bacche e qualche fior di primavera bianco”..Io lo stimo perchè ,pur essendo una bella scarda,(a Roma direbbero “un ber fijo de na..”)ha un animo sensibile che a distanza avverte i tuoi scompensi ed interviene con la frase giusta e carina.Ecco,a parlare di complimenti gliel’ho fatto io così questa volta non esco fuori tema con le mie elucubrazioni e voli pindarici..”Pane al pane” ,disse il tizio ..e tu di che panino sei!? 😉 😉

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  44. Buona sera Venticello,spero che la giornata sia andata bene. Io non posso lamentarmi, anche se in serata… evvabè, sei ancora in pigiama? Ma no, dai, a quest’ora ti sarai messa di nuovo in pigiama. E allora buona notte e… hai detto che ripassavi ma poi, mannaggia!!!

    ‘notte! 😉

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  45. I complimenti mi infastidiscono spesso perchè mi mettono in seria difficoltà… diciamo che non riesco sempre a distinguere quelli sinceri da quelli “mielosi”! E la cosa mi innervosisce…

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  46. Cara Godot, se chi mi fa i complimenti non è sincero, fino a che non lo so è un problema suo, io me li prendo tutti e me li godo: sono timida sì, ma in altri campi!

    Comunque, se i complimenti sono per arruffianamento con me cascano proprio male, non sono mai stata sensibile alla “captatio benevolentiae” 😉

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  47. @ Godot: in effetti sono in tanti a dire la tua stessa cosa, però esiste sempre la possibilità che dall’altra parte ci sia buona fede e sincerità, che dici?

    Io sono CONVINTO che i complimenti aiutano, se fatti nel mondo lavorativo, se fatti nell’ambito personale, nel privato.

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