Cronaca di una serata normale, persino semplice.

Che storia!

                    Il locale era alla buona, il classico ristorante di paese, un po’ trattoria d’altri tempi, con un arredamento tipico delle baite di montagna; due sale non grandi ma comunicanti, dove in una c’erano i tavoli apparecchiati con la gente che mangiava e nell’altra vuota, da un lato il bancone del bar e dall’altro l’attrezzatura per fare musica. Un tipo con baffetti, capelli pettinati all’indietro stile anni sessanta e occhiali, sistemava gli strumenti.

I miei amici lo avevano detto che non c’era d’aspettarsi molto, niente lusso, lustrini e camerieri in livrea, e, in effetti, appena entrato una signora con un grembiule rosso sgargiante, mi saluta urlandomi la buona sera con un bel sorriso sulle labbra. I miei amici seduti nell’angolo della sala mi stavano aspettando e così mi avvio facendo la gincana tra i tavoli, sotto gli occhi curiosi dei signori che mangiavano. Oh mannaggia, dico tra me e me, come mai mi guardano?

                    Beh, c’è da dire che l’età media era circa di settant’anni, e da un lato la cosa mi ha fatto sorridere, perché sembrava che tutti quei signori si fossero dati appuntamento lì, ma c’era un motivo ben preciso per questo: dopo, si ballava il liscio.

Trippa in umido con le verdure, era il piatto forte della serata. Tra l’altro adoro la trippa, anche se la preferisco alla Fiorentina, un po’ più asciutta e con tanto formaggio parmigiano, e poi casoncelli con pancetta, burro, salvia e formaggio grattugiato, tipico piatto della cucina Bergamasca, tagliatelle con i funghi, involtini di carne con polenta e patate, brasato con polenta, carne salata con la cipolla cruda (WoW, chissà dopo…), pochi piatti, ma sinceri. La signora con il grembiule rosso arriva per le ordinazioni, un po’ caciorona, di una simpatia unica, tra una battuta e l’altra, consiglia, ammicca, sorride e con una potente pacca sulle spalle, dopo avermi convinto che la trippa come la facevano loro fosse il piatto giusto per me, Siculo importato nel NODD, scrive e poi sparisce come un vento dietro alla porta della cucina.

                     Incominciamo a mangiare e, incomincia la musica. Tango, valzer, mazurca, qualcuno dai tavoli si alza e si metta a ballare.

Man mano che l’atmosfera si scaldava, gli uomini, panciotta abbondante, in maniche di camicia, paonazzi in viso, forse per qualche bicchiere di barolo in più, con sguardo di circostanza, volteggiavano nella sala con le signore che, tenendo la testa leggermente voltata da un lato, si lasciavano guidare senza battere ciglio. Insomma, erano dei professionisti nostrani, ma che spettacolo guardarli.

Inutile dire che poi anch’io mi sono buttato nella mischia. Nella compagnia, sono uno dei pochi uomini che balla di tutto e anche di più ( 🙂 ) e quindi, quale occasione migliore. Faccio un favore agli amici uomini che così stanno lì a guardare e faccio felici le mogli, che così “finalmente” ballano. Insomma, mi tocca.

                    All’una di notte eravamo ancora lì a ballare, Per finire abbiamo fatto il coro con il musicista cantando canzoni anni sessanta, Lucio Battisti, New Trolls, Claudio Baglioni, Don Backi, Edoardo Bennato, Jimmi Fontana, Luigi Tenco, Lucio Dalla, un tuffo nel passato che ormai è diventato storia.

Una serata normale, persino semplice, ma che aveva molto di speciale; trippa buonissima, gente simpatica e un’atmosfera d’altri tempi.

                    Da ritornarci!

Ps: si accettano prenotazioni. 😉

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33 pensieri su “Cronaca di una serata normale, persino semplice.

  1. Carissimo,
    ti prenoto io! Non sapevo che fossi ANCHE ballerino, ogni tanto mostri un lato nuovo di te, ogni tanto ci butti una perla.
    E poi, dopo un giro di walzer, ti farò un bel piatto di trippa alla fiorentina…

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  2. @ Aracne: adoro la trippa alla fiorentina (beh, forse l’ho già detto… 🙂 ) se poi è fatta da una Fiorentina DOC come te, uhmmmm… dev’essere stupenda. E poi, che dici, un giro di tango argentino magari al suono di Libertango?
    Dimenticavo, oltre alla trippa, adoro Astor Piazzolla…

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  3. Signur signurrrrrrrrr cosa leggo!! 😀
    Allora Arthur un ballo te lo prenoto pure io 😀 tanto tu sei bravo e non sarà difficile portare una donzella come la Lely 😛
    Senti un po’… la prossima volta posso unirmi al coro pure io? guarda che però se la Lely ha delle doti con le perline non le ha di certo nel canto.. perciò magari ci sarà qualche nota stonata… 😳

    La signora col grembiule rosso mi ricorda “la zia” come la chiamiamo noi studenti.. una signora che con il marito gestisce una tavola calda vicino la mia facoltà… li si che si mangia bene!! e sembra di essere a casa propria… gente simpaticissima e onestissima… penso un po’ il clima che hai assaporato tu in questa serata…
    e poi vuoi mettere la nouvelle cusine in un ristorantino a modino con i camerieri in livrea ecc ecc a un bel piatto genuino e abbondate di cucina “nordica” 😀 😀 😀 e a volte ci vuole!!! 😛

    PS: l’attraversamento della sala con tutti che ti guardano è qualcosa che mi mette sempre a disagio :-S Mi sa che la prossima volta che mi ricapita un’occasione così ti chiedo di scortarmi 😀 così mi sentirò meno “sola” in questa impresa titanica hahahaha

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  4. Che invidia Arthur!!!!
    Mi ci vedo col grembiule rosso che sparisco come un vento!!!
    ..ma la pacca sulla spalla però non l’avrei data….troppo intimo!!!
    🙂 ..e come si dice qui ” un c’è trippa per gatti….”
    le serate semplici son sempre le più belle…avrei rispolverato il tango che mi insegnò il mi’ babbo…e t’avrei avvinchiato di brutto!!! ..a me il vino fa perdere le staffe!!!
    hahahhahaha…vado ma torno….stamani tutto a posto???? uhm…lo spero.
    Aspetto che legga la mi’ ‘ Carlitass…. 😆 son sicura che ..la spara alta!!!
    ‘cio e ‘ccio.
    🙂

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  5. Laura

    La trippa mi piace ma non ne vado matta, non sono bravissima nel ballo, ma me la cavo. Il tango argentino è bellissimo, anche difficile da imparare. Vorrei andare a fare un corso, ma mio marito non ci sente da quell’orecchio e quindi rinuncio. 😦

    Conosci qualche ricetta vincente per convincere gli uomini e farli ballare?

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  6. @ Pensierieperline: oh Signur, Lelyna, anche tu vuoi provare un giro di valzer? 🙂

    La signora con il grembiule rosso era una sagoma, tra l’altro, essendoci la musica di sottofondo, urlava come una matta.
    E’ stata veramente una bella serata, e poi il ballo ritempra, scarica le tensioni, fa sta bene. Un tempo ballavo più spesso, oggi un po’ meno, ma quando capita, non perdo mai l’occasione di farlo.

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  7. @ Venticello: immagini la scena? Entro nella sala, sulle panche ci sono delle signore che aspettano di essere invitate per ballare. Mi avvicino e vedo una bella bionda che con fare disinvolto mi guarda senza togliermi gli occhi di dosso, caschetto corto, sguardo impertinente e sorriso ironico appena abbozzato. La guardo, sorrido, faccio un leggero inchino e le chiedo se vuol ballare. Lei si alza, s’aggiusti la gonna, si metti leggermente in posa pronta a volteggiare al suono di un tango argentino all’ultimo respiro e… : “ma scusi…” le faccio guardandola meglio, “ forse che dovessimo già conoscerci?” – Oh mannaggia, parlo come il tipo di Erzicovina delle Valli Ruspanti, evvabè… –

    Poi la porto verso la luce – sai com’è, la penombra delle sale da ballo alle volte fa brutti scherzi… – la guardo meglio e: “Ventolino, maddai, che ci fai tu da queste parti?”

    “Ciaooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo… “ 🙂

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  8. 🙂 e fu così che t’innamorasti!!!
    hihihiiiiiiiiiii…non sono io…la gonna un la porto ..
    l’ultima volta che la misi un soffio di vento me l’alzò bene bene…ero in Ponte Vecchio
    e avevo 20 anni…sigh!!!!!

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  9. @ Arthur: come solo valzer? eh mi sa che ti riempio il carnet di ballo 😀 li voglio fare tutti!! ma proprio tutti!! :mrgreen:

    il ballo è terapeutico!! *__* e a quanto vedo non ti mancano certo le “dame” da far volteggiare sulla pista da ballo … non so se devo esserne gelosa?! 😆

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  10. ..ma noooo Perlina!!!!
    Gelosa no!!!!
    tanto io la gonna non la metto…metto i mimetici…
    ti pare che l’Arthur balla un tango con una dei marin’s???
    un ci pensa manco per nulla.
    😆

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  11. Questa volta sono decisamente fuori dal coro.Per me il liscio non esiste come musica,anzi ritengo che sia una”defaillance intestinale”(..! )della Musica e la trippa non mi piace per niente,anzi, mi fa un pò senso a dire il vero.Ma apprezzo il tuo voler partecipare anche con qualche tentennamento iniziale,ad una serata che a me avrebbe fatto fare una fuga a gambe levate,fuori da quel tipo di locale,per me impraticabile anche per come era allestito .Un pò come mettere un cespo d’aglio sotto il naso di una strega!…

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  12. @ Lely e Venticello: beh, cara Ventolino, ballare il tango con la tuta mimetica non è il massimo, non peraltro, le scarpe devono poter scivolare senza fatica e l’abbigliamentoma non deve essere costrittivo, onde evitare saune inutili, ma per te questo ed altro, divertendoci tutti, cara Laly, senza gelosie di sorta, mannaggia. 🙂

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  13. @ Carlotta: maddai, non mi dire che sei un po’ NOBLESSE OBLIGE!!! 🙂

    Io amo decisamente i posti con i camerieri in livrea (ma ci sono ancora?) e i posti dove la padrona è allo stesso tempo cameriera, magari un po’ caciorona, che se non esagera, non è niente male. E poi ti confesso una cosa, pur non essendo uno che ama ingozzarsi fino allo spasimo, ma senz’altro un buongustaio, in certi ristoranti alle volte ti passa la voglia di tornarci. La Nouvelle Cusine è per certi aspetti stimolante, il gusto alle volte divino, la presentazione eccellente, piatti prelibati con gusti e retrogusti inimmaginabili, ma vuoi mettere una buona trippa paesana servita in una tazza dozzinale magari anche un pochetto sbeccata, insieme ad una bella compagnia? 😆 😆 😆

    Qualche anno fa, ho portato i miei genitori a mangiare in un ristorante in Franciacorta di un noto Chef, (non faccio il nome perché non voglio fare pubblicità). Il posto da sogno, e un menu che solo a leggerlo era un piacere. Beh, lo sai che alla fine del pranzo quasi quasi avremmo ricominciato a mangiare di nuovo? 🙂

    Scherzo ovviamente, ma questo per dire che va benissimo assaporare certi sapori, un piacere per la vista e per il palato, ma ogni tanto una trasgressione non fa per niente male e ti confesso che per esempio sento la mancanza delle vecchie cantine di una volta, dove i cibi erano saporiti non per la sapienza nell’averli combinati, ma per la bontà dei prodotti usati, naturali e genuini, come quelli dei tempi andati. Nostalgia?

    No, solo voglia di godere delle cose semplici ogni tanto, così giusto per rituffarmi in un’atmosfera che per certi aspetti mi è più congeniale; via le etichette, a lume di candela si può star bene anche nella trattoria sperduta di un paesino abbandonato.

    ‘nnagg… !!! 🙂

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  14. ahahhahahah…l’aglio sotto il naso della strega un la sapevo…credevo fosse il vampiro a darsela a gambe!!
    la mi Carlitasssssss ..un s’è voluta smentire..eheheh te pensavi di falle un piacè a invitalla alla trippa per gatti e du mazurchine con le gambine sempre a saltellà e invece lei appulendata com’è…ma non troppo..se la fa col ballerino….una bella baciata… e un magna magna…. 🙂

    O ciccia, ma se ci sono io…vado dal cuoco e ti faccio preparà du’ involtini trifolati….
    poi un si sa, col vino va giù tutto meglio..io trippa , te trifolino di verdura….e si balla il tuca tuca …. con Arthurino nel mezzo!!!!
    Abbi fede, vedrai che ti divertirai tanto tanto…
    hihihihihiihihiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii un sai il finale…col botto!!! te l’assicuro!
    bacio Carlitass….quando sei libera???? drin drin…

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  15. A me piacciono un sacco i posti come questo, li trovo così vitali e spontanei e poi mi diverto un sacco a vedere le coppie che ballano.
    Io non mi metto in coda per fare un ballo con te, non so ballare niente di niente e rischieresti solamente di beccarti dei grandi pestoni e di rimetterci i piedi
    Ciao, Pat

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  16. Caro Arthur,non è per far la schizzinosa,ma,ti giuro,la trippa proprio non mi và!E come chiedermi di mangià la cervella,le animelle,milza,fegato,interiora e tutte quelle(pardon)”fetenzie”..che fanno parte della categoria delle ghiandole-spurgo e simili, del corpo di un essere vivente.Se la vogliamo dire tutta,se non fossi abituata da piccolissima e se non avessi sempre sofferto di una leggera anemia,avrei fatto a meno anche della carne,come poi ho fatto,in certi periodi in estate o quando c’era il morbo della mucca pazza( ricordi?).Per quanto riguarda i locali,per me se c’è il linoleum a terra,la televisione accesa,il paraschienale attaccato al muro di quel color “beigino-cuoio” a cannelle la stufetta elettrica e lo stanzone con la luce al neon(perdonami!)nemmeno con te e Venticello mi godrei la serata,perchè penserei anche di essere più brutta e antipatica,in un locale come quello!Qualche volta mi è capitato ma,che vuoi da me,non vedevo l’ora che finisse quel tormento.Non è per posa,ci sto davvero male con il neon e la mazurka di periferia!!Non mi servono camerieri in livrea,ma solo un ambiente accogliente con luce dorata,calda e che non mi ricorda un mattatoio! @Venticello:Sei libera tu a quest’ora? ho avuto svariati casini ma siccome non riesco nemmeno più a fare un’ora in palestra,drin.. drin.. ci sta! 😉

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  17. È arrivata la gelosona di turno!!! 😀 hahaahah maddai scherzo :mrgreen:
    Venticello & Arthur potete star tranquilli la mia era solo “una battuta”…
    comunque Venticello pure io sono una di quelle che porta sempre i pantaloni anche se non sono i mimetici 😛
    che dici per una volta ci sacrifichiamo e mettiamo la gonna per l’Arthurino? 😀
    Basta che non ci fa volteggiare troppo se no poi quella si alza. e …. 😳
    😆 😆 😆 hahahahahaha 😀 😀 😀

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  18. @ Pat: ti confesso che quelle coppie che ballavano erano molto tenere. Magari in casa litigavano sempre, ma lì invece sembravano uniti nella stessa passione. Credo sia una delle cose più belle che possano capitare ad una coppia, avere degli interessi in comune e viverli con la stessa intensità. Non male come cosa, che dici? I miei genitori, per esempio, avevano un carattere molto diverso, mia madre un po’ rompicchia ( come tutte le donne d’altronde… 🙂 ) e mio padre che spesso lasciava correre, ma quando mia madre si sedeva al pianoforte a suonare e lui si metteva a cantare, erano le persone più felici del mondo, ed era bellissimo. 🙂

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  19. @ Arthur: l’ho scritto nel commento sopra… porto esclusivamente pantaloni 😀 apri il mio armadio e troverai il 90% di pantaloni e il restate misero 10% composto da qualche vestito e pochissimisssssssime gonne… ora che ci penso…. mi sa che la gonna da tango non ce l’ho mica!! ma un vestito che potrebbe andar bene si!! 😀
    può andar bene lo stesso!? 😆

    PS: fidati.. meglio che quella gonna/vestito non si alzi.. la Lely non ha poi delle belle gambe 😦

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  20. ..e così abbiamo saputo un dettaglio in più per niente trascurabile!
    (però nella stiva con tutto quel pizzo di cozza trifolata, ci stavai..ricordi?) 🙂
    I traumi non si dimenticano…probabilmente la maestra di Carlitass era una avvezza alla mazurca e lei non l’ha dimenticato..siccome non le riusciva il saltellino , la metteva sempre in ginocchio sui ceci….come mio zio Enelio , a cui non piaceva il tacchino e altri pollami ….ma siccome il padre era un uomo dedito al comando con bacchetta glielo faceva mangiare per forza sennò eran bacchettate sulle nocche…Lui, mio zio da grande non ha più voluto vedere una piuma ….neanche il boa di struzzo che fa tanto sec_si !!!
    Ordunque si evince che Carlitasss va indirizzata verso un locale stile facciamoci un drinc che poi SDRAIO sul divanetto ..o sul puff , come viene meglio nel momento.
    ma se dovessero esserci gli sgabelli…io resto in piedi…mi ci vuole la scaletta per mettermi seduta. E se poi dovessi per sbaglio mettermi la gonna rigorosamente a tubino….un ce la fo a montare…non vorrei fare una RAMBATA…..

    E’ comprensibile che noi donne siamo molto sensibili ..i traumi infantili non si dimenticano. indi per cui cara Carlitassa ti porto in versilia…da Briatore..è a un tiro di schioppo da casa mia…al massimo se ci fosse la sua foto in bella vista …con gli occhialotti blu e i fluenti capelli grigi ..vedila positiva ….è il fascino (?) dell’omo maturo.
    Bon…son già stanca di mattinata…dormito poco e male.
    c’ho la taticardia…ieri sera soffiava un vento che sbatcchiava le quelle veneziane del vicino in modo tambureggiante…m’urtava l’orecchio.
    Ciao carlitass Arthur….belle donne….buonissima giornata!
    vento

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  21. 0h mannaggia, è sparito quello che ti avevo scritto ieri sera ed era stuzzicarello hihihihi

    Umm se non erro avevo scritto che noi donne siamo un po’ rompicchie perché abbiamo a che fare con voi uomini che ci portate ad esserlo….. capisci ammè…

    Inoltre ho trovato dolcissimi i tuoi genitori e ti ringraziavo per questo bel ricordo che hai donato 🙂

    Buona giornata, Pat

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  22. @ Pat: eri rimasta insieme a Ventolino in standby, in attesa di approvazione. Strano, non so come mai. 😉

    Sì, i miei genitori era dolcissimi, ma quando mia madre incominciava a rompicchiare… 🙂

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  23. @ Venticello: i traumi infantili sono un problema, sia per gli uomini che per le donne. Pensa che io da piccolo vedevo sempre la cameriera di mia nonna che viveva insieme a noi, che di nascosto mangiava i capperi prendendoli a pugni dal barattolo che c’era nella credenza. Sai che a me i capperi, anche adesso, non i piacciono?

    Ehhhhh… so’ rimasto traumatizzato, mannaggia alli pescetti… 🙂

    ‘giorno!!!

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  24. ahahahhahahaha!!!!! pensa te !!! A me la salsiccia!
    Ora però la mangio con dovuta cautela…da piccoletta ne rubai una intera in frigo…me la mangiai tutta senza pane…fu un trauma di una settimana!!!
    Che schifo..sono stata anni senza poterne vedere una!
    Poi mi son fatta fuori una scatola di ceci…e poi …oh ma quanto sei ganzo te…fai i trabochetti per sapè tutti i segreti nostri!!!
    ..comunque io a manate mi mangio i capperi!!! e son troppo boniiiiiiiiiii!!!!!
    vo via.

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  25. Carlitasss

    Si ..e metteteci anche i pipistrelli .Un trauma che non vi dico!Ma quelli nessuno me li voleva far mangiare!Mi sono solo capitati..però,a difesa di maman,devo dire che non ha mai preteso che assaggiassi una fetta di milza o una fettuccia di trippa anche se le cucinava per altri! 🙂

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  26. …e allora era una donna molto intelligente….credimi…anch’io son così…cioè, non intelligente…è solo che non insisto…se Saretta non vuole pesce mica insisto!!!!
    A lei le fa schifissimo…anche l’odore cucinato…mah…a me non mi somiglia penniente!!!!

    Una lambada, cara????
    vo a far cena…riso al burro…e du fettine ai ferri…maremma zucchina!

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