Imperfezioni.

© arthur by Photofunia

                    E parlando tempo fa nel blog di Elle d’imperfezioni, dicevo che il libero e incondizionato sentire non è poi tanto slegato dalla realtà, perchè è nella realtà che trova nutrimento, nelle cose da vedere, nelle cose in cui credere, nelle cose da amare, ed anche i voli pindarici in fondo sono determinati da percezioni che la realtà ci offre, quindi, apparentemente, niente di trascendentale. Le imperfezioni “scomode”, quelle cioè che vanno al di là di ciò che si ritiene normale, credo debbano rimanere tali, perchè ci consentono di vivere realtà che altrimenti sarebbero del tutto soffocate nei meandri della razionalità.

Credo si nasca in un certo modo, e a questo proposito mi viene in mente la mia foto da piccolo che se vista nell’intero contesto, ci si rende conto di come io sia diverso da tutto ciò che mi circonda. E’ la classica foto di famiglia, saremo una ventina di persone, tutti compunti, vestiti a puntino, senza una virgola fuori posto e anche i bambini, composti, ben pettinati e ben vestiti. L’unico elemento che sfigura, detto ovviamente in senso ironico, sono io, riccioli al vento, camicina metà fuori dai pantaloni, quasi sdraiato sulla sedia a mo’ di malandrino e la gamba in movimento, un fare da ragazzaccio che contrasta con una faccia da bravo bambino. E dire che anche oggi sono una persona che cura molto il suo aspetto fisico: la differenza di essere e/o di sentire, fa in fondo la differenza.

                    Non so cosa pensassi, ero troppo piccolo per saperlo, probabilmente, conoscendomi, mi annoiavo mortalmente, la mia testa chissà dov’era in quel momento, magari sognavo cruente lotte di barbari alla riscossa e la gamba nervosa dimostrava che avrei voluto essere dappertutto, tranne che là.

Però non è detto che razionalità e fantasia non debbano necessariamente andare di pari passo. Mi sono sempre affidato al mio istinto e, a volte ho fatto cose che scelte a tavolino non le avrei fatte mai; dopo però, una volta fatte, a mente serena le ho vissute come se le avessi scelte consapevolmente, o forse mi sono imposto di crederle tali.

                    Ma io vivo una realtà che per necessità di cose è fantastica, il mio lavoro, chissà… ma anche se non ci fosse, non potrei farne a meno.

O forse la razionalità è qualcosa che ci siamo imposti, magari per paura di perderci e sì, perchè a volte oltre che la paura, c’è anche la voglia di perdersi perdutamente nelle emozioni.

                   Guardarsi allo specchio e vedere un altro te o un nuovo te, ti offre la possibilità di capire dove stai andando, a cosa la tua ricerca interiore ti ha portato e, in ogni caso, vale sempre la pena viverla questa nuova dimensione che, poi nuova in effetti non lo è mai, visto che ha sempre fatto parte di noi stessi.

Annunci

44 pensieri su “Imperfezioni.

  1. No, non lo ricordo, e purtroppo gli articoli di Elle sono stati cancellati oppure, come spero, solo oscurati, comunque per noi non più raggiungibili.

    Io ogni tanto rileggo alcuni articoli miei, e soprattutti tutti gli interventi che ne sono scaturiti, e penso che stiamo costruendo un patrimonio umano di idee e di esperienze condivise che sarebbe un peccato perdere, ma pare che non la pensiamo tutti nella stessa maniera.

    Mi piace

  2. @ Diemme: E’ vero, hai perfettamente ragione. A volte, al di là delle cose scritte per divertimento, sono venute fuori delle belle discussioni. Non averne più traccia è un vero peccato.

    Mi piace

  3. carla

    Tu scrivi “credo che si nasca in un certo modo” io penso invece che in noi ci sia una continua trasformazione perchè nulla è “per sempre”. Quel per sempre è solo il pensiero di questo momento che ci rende prigionieri di una certezza che in fondo non esiste e che rientra solo nei canoni prestabiliti.
    Purtroppo viviamo “ragionando” troppo e dimenticando troppo spesso l’istinto. Eppure se ci pensiamo è proprio l’istinto che muove la passione, il desiderio, la leggerezza, la fantasia, le emozioni, senza i quali che vita sarebbe? Liberandoci del ragionamento, del pensiero, della riflessione possiamo permettere a nuove energie di entrare con libertà nella nostra vita. Non a caso si dice:”la vita comincia dove il pensiero finisce”.

    Mi piace

  4. Se la propria vita fosse sempre stabilita a tavolino sarebbe veramente orribile. E dove sarebbe allora il bello di buttarsi ogni tanto a capofitto in qualche cosa, anche se poi capita che sia inevitabile ritrovarsi con un bel bernoccolo sulla testa.. per non dire che ce la siamo rotta.
    No no, niente tavolino e poi non penso nemmeno che si nasca in un certo modo, ci si evolve con il passare degli anni, a volte certi comportamenti cambiano, anzi vengono abbandonati per sempre, perché il “per sempre” non penso proprio che esista. Vivere di getto certe emozioni, uhh che bello, se invece stabilissimo tutto a tavolino sarebbe monotono, anzi direi freddo, perché il calore di certe emozioni non sarebbe istintivo e fortemente sentito, ma programmato.

    P.S. Eri proprio caruccio Arthurino birichino 🙂

    Mi piace

  5. @ Carla: il tuo discorso non fa una grinza, e in effetti quando dico “la differenza di essere e/o di sentire, fa in fondo la differenza” dico la stessa cosa. Quindi, concordo in pieno. Spesso si ha paura ad affidarsi alle emozioni e invece senza emozioni il mondo non sarebbe più lo stesso. I rapporti tra le persone sono frutto di emozioni, l’arte è frutto di emozioni, la natura nel suo splendore è frutto di emozioni, la vita tutta è un’emozione.

    Quando dicevo che si nasce in un certo modo, intendevo che probabilmente nel nostro dna c’è qualcosa che ci porta ad essere in un modo anzichè in un altro, come una sorta di marchio che senza volerlo ce lo portiamo impresso dentro per tutta la vita, pur considerando i tanti condizionamenti esterni, ma ciò non toglie che nulla è “per sempre”, come dici tu, anche se quel “per sempre” io lo prenderei un po’ più con le pinze: un artista, nel momento in cui crea qualcosa di impensabile, conserva dentro di sè quella parte che ai tanti è sconosciuta, la purezza di un pensiero che nel tempo non si è mai sporcato.

    Mi piace

  6. @ Pat: anche a te dico più o meno la stessa cosa che ho detto a Carla, il mio pensiero è simile al vostro e non potrebbe essere diversamente, altrimenti anzichè fare ciò che faccio farei l’ingegnere… 🙂

    Però insisto nel dire che si nasce in un modo e ciò non toglie che poi ci si evolva. E’ inevitabile, perché la vita è evoluzione, in positivo e in negativo che sia.

    ps: e sì, ero proprio caruccio da piccolo. Peccato che mi sono rovinato crescendo. 🙂

    Mi piace

  7. Laura

    Le imperfezioni, senz’altro non fisiche, quelle che a volte ci si chiede se è giusto modificare o no, ci portano al di là del razionale, non seguono regole e neanche si sottomettono a tentativi di essere chiuse dentro a degli schemi prefissati. E nel vivere quotidiano queste imperfezioni ci sono e sono tante, così come a volte è tanta la voglia di scappare da una realtà che spesso soffoca.

    Mi piace

  8. @ Arthur
    Che ti sei rovinato lo dici tu, dobbiamo stare sulla tua parola e poi come fai a dire che è più bello il tuo fotomontaggio se il mio non l’hai visto?? Mica l’ho pubblicato hihihhi
    Tiè e aritiè 😛

    Mi piace

  9. Ma come Patrizia, non conosci l’autostima di Arthur? Tutti gli altri, per quanto bravi, possono ambire al massimo al secondo posto 😛

    Oddio, ogni tanto fa la mossa di schermirsi, ma mi sa che è solo per essere smentito. 😆

    Mi piace

  10. A scanso equivoci dichiaro ufficialmente che stavo scherzando, mi andava di sfruculiarlo un po’ perché, diciamocelo, sfruculiare Arthur è divertente 😛

    PS: la dichiarazione mi è stata estorta naturalmente, che ve lo dico a fare! 😆

    Mi piace

  11. @ Diemme: guardi, e la mi scusi per cotanto ardire, cara Donna e Madre, nonchè ormai riconosciuta e indiscussa Tremendisia delle Valli Blogghiane e Dintorni, buona (con il qui presente Arthur…) come lei ‘n c’è nezzuno (zz=ss), ma che dico, dippiù, dippiù, anzi, visto che oggi è il primo giorno di primavera, mi voglio rovinare, dippiùASSAIdippiù.

    e così giusto per dire… de se confesso non creditur super crimine alterius. 🙂

    ‘porcc… anzi, tripla porcacc_cc_cc…!!!

    Mi piace

  12. Rispondo sempre a Silvia: traduzione a parte, il senso dei proverbi citati sfugge anche a me: “Il reo confesso non viene creduto sui reati che attribuisce agli altri”? E che vuol dire?

    La verità è figlia del tempo mi sta bene, ma a quale verità di riferisce? 🙄

    Sul fatto della pentola e del cucchiaio, potrebbe un po’ assimilarsi al nostro “ogni simile riconosce il suo simile”, ma pure qua mi sfugge il nesso.

    Aaaaaaaaaaarthuuuuuur!!! Ci viene a spiegare cosa intendevi? 😯

    Mi piace

  13. Allora, mannaggia Diemme…
    Mi spiego:

    De se confesso non creditur super crimine alterius, che tradotto vuol dire… Chi confessa un delitto non è credibile sui delitti che attribuisce ad altri… e visto che tu dici che io ho un’autostima enorme, anzi, abnorme, non è forse che la stessa cosa riguarda anche te? 🙂

    Veritas filia temporis, che tradotto vuol dire… La verità è figlia del tempo. (Gellio) come dire che il tempo mi darà ragione oppure darà ragione a te, dipende da che punto di vista la si guarda la cosa.

    Ipsa olera olla legit, che tradotto vuol dire… La pignatta sceglie da sé le sue verdure. (Catullo), come dire che in fondo i simili si scelgono sempre.

    E per dirla in Siciliano: Nuddu si pigghia si ‘un si assimigghia, che tradotto vuol dire… Le persone si scelgono perchè si somigliano.

    Ma, come ho già detto, visto che è il primo giorno di Primavera mi voglio rovinare… Ama a cu t`ama si vo` aviri spassu, chi amari a cu nun t`ama e` tempu persu
    che tradotto vuol dire… Ama chi ti ama se vuoi trarne piacere, perche` amare chi non ti ama e` tempo perso.

    ps: i Siciliani erano saggi, d’altra parte se Garibaldi non fosse sbarcato a Trapani, voi mangereste ancora con le mani. Che c’entra? C’entra, c’entra, perché la stessa cosa l’ha fatta Cesare ai tempi dei romani e se ci fai caso, i detti latini derivano tutti dal Siciliano… giusto per tirarmela un pochetto! 😆 😆 😆
    Fonte: Wiki_Arthur

    Ho citato la fonte, onde evitare che qualcuno (non faccio nomi) venga a dire che dico smargiassate. 🙂
    Qualcuno potrebbe dire: e che c’entra con l’imperfezioni? C’entra, c’entra!!!

    Mi piace

  14. Contesto, tanto per cominciare, il “Chi confessa un delitto non è credibile sui delitti che attribuisce ad altri”, che farebbe saltare tutta la strategia dei collaboratori di giustizia (la razza peggiore, oltre che delinquenti, pure spie traditrici dei propri pari!) e per quanto riguarda il resto… chi si somiglia si piglia? Vero, ma a volte ci si somiglia solo per certi aspetti, in un certo tempo, e quindi pure il prendersi è a tempo determinato, ed è un peccato.

    In verità gli aspetti comuni potrebbero e dovrebbero essere una base su cui fondare il dialogo, che poi può espandersi anche ad argomenti che in comune non si hanno, ma che ci possono arricchire.

    Io ho molti amici che la pensano diversamente su varie questioni, e ogni volta che parlo con loro, e che argomentiamo, si allargano gli orizzonti miei e loro; questo, ovviamente, perché il dialogo avviene nel rispetto dell’altro, partendo dalla certezza della sua buona fede e dalla voglia di capirlo.

    “Ama a cu t`ama si vo` aviri spassu, chi amari a cu nun t`ama e` tempu persu…”? Ma non sono stata proprio io a dirti sempre “Ama chi t’ama e segui chi ti chiama”? Ah, m’avessi dato retta!!! 😛

    Mi piace

  15. Urca, qua ci diamo al latino, qualcuno sa il greco?? Io no… di latino ricordo solamente questa di Catullo

    “Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris.
    Nescio, sed fieri sentio et excrucior”

    Mi piace

  16. Carlitasss

    E vogliamo metterci anche “excusatio non petita accusatio manifesta” tanto pe gradì?Che poi è anche in tema….’Nnaggia..scusa Arturì!!!

    Mi piace

  17. Carlitasss

    Una versione rivista sotto un’altra angolatura di “De se confesso non creditur..”Se ti giustifichi senza che ti sia richiesto,manifesti la tua colpevolezza .. 😉

    Mi piace

  18. Carlitasss

    Diemme:Esatto ,Infatti rispondevo ad Arthur,che mi chiedeva il perchè della citazione,se leggi in alto la trovi scritta tra le mie risposte.Un saluto!

    Mi piace

  19. Letto, hai ragione, era palese, solo che ricevendo i commenti via e-mail qualche volta si perde di vista la sequenza e si risponde solo all’ultima cosa 😀

    PS: ehm, questa mia è un’excusatio petita o non petita? 😯

    Mi piace

  20. @ Diemme: detto così non fa una piega, ma non sempre è così, purtroppo.

    Pensa che la mia razionalità cozza sempre con la mia fantasia e per fortuna, la seconda vinve sempre, ma solo perché è INDIPENDENTE, autonoma, insomma, se ne frega se la razionalità spadroneggia, anzi, le fa un bello sberleffo. 🙂

    Mi piace

  21. @ Scrutatrice di Universi: benvenuta e grazie dei complimenti. Ho anche un blog fotografico, se vuoi visitarlo. L’indirizzo lo trovi a fianco della testata.
    E per quanto riguarda le imperfezioni, hai ragione, servono per migliorarsi, senza compromessi però, lasciando libero spazio all’istinto.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...