1, 2, 3, 4, 5… 724… 965… 10.827…

Com’è il vostro rapporto con il sonno?

                  Tranquilli, non sto facendo nessuna statistica, la mia è semplicemente una curiosità. Per quanto mi riguarda, ho sempre dormito poco, tant’è che provavo un’invidia viscerale (detto ovviamente in senso buono… 🙂 ) nei confronti di mio padre e di mio fratello che, incuranti delle ore che passavano, la domenica dormivano fino a mezzogiorno.

Che rabbia!!!

Avevo un amico che una volta si era addormentato seduto per terra, con la testa appoggiata sul braccio che a sua volta era appoggiato sul sedile di una sedia. Noi, amici, chiacchieravamo alla grande e lui, come se nulla fosse, era nel mondo dei sogni.

                    Una storica notte insonne mi è capitata quand’ero a Firenze, allora studiavo all’università (evvabè, si fa per dire…) e abitavo in un appartamento praticamente in centro, che dividevo con due colleghi studenti. Capitava spesso che rimanessi da solo ed era un vero spasso. Una sera, malgrado fossi andato a letto tardissimo, non riuscivo a dormire. E così, dopo l’ennesima sigaretta fumata nervosamente in giro per la casa, decido di uscire e sono andato a spasso per Firenze. Che meraviglia girare nelle strade quasi deserte, mi dava un senso di appartenenza che non avevo mai provato. I palazzi, i monumenti, le viuzze, sembravano diverse, potevo guardare senza che nulla mi distogliesse dal farlo. Ho praticamente girato tutta la notte e tornando verso casa, su Ponte Vecchio ho “incontrato” l’alba. Un’emozione che malgrado siano passati diversi anni, ricordo ancora.

‘nnagg… evvabè, l’altra sera non riuscivo a dormire e così decido di fare un giro in rete, chissà, dico tra me e me, magari incontro qualcuno. Dopo un po’ di vagabondare, in lontananza vedo una lucina accesa, mi avvicino, e appoggiandomi allo stipite di una bella porta leggermente socchiusa, mi sporgo e chi ti vedo? La Carla che con un libro in mano, cercava di darsi un contegno.

                    Come dire, non dormo ma, qualcosa di sicuro la faccio.

“’sera… ‘notte… vista l’ora, ‘giorno… evvabè, ciao, come mai ancora sveglia?” Mi guarda incuriosita e con un sorriso ironico, mi fa: “ sai… non riesco a prender sonno e così…”

“Capita!” le rispondo cercando di darmi un contegno per la mia saggezza improvvisata.  “E visto che siamo in due, mal comune mezzo gaudio, che dici?” Battutaccia!

“Fai in fretta tu a dire così, ma dopo averle provate tutte, non è che mi consola sapere di essere in buona compagnia, almeno in questo senso.”

“Ah, sì, le hai provate tutte? Oh mannaggia, ma tutte, tutte, tutte?” Cerco di soffocare un sorriso, onde evitare di trovarmi con quel bel libro polposo in testa.

“Sì, guarda che ti ho visto, cosa credi…”

“Maddai..”

“Sai… ho provato ad addormentarmi contando le pecore mentre saltano lo steccato ma perdo il conto e ricomincio da capo, e alla fine tutto quel gregge mi s’impapocchia. Penso, le metto tutte a sinistra, le faccio passare una ad una e le porto a destra così tengo bene bene il conto e mi addormento? Ma loro mi guardano con quel muso inespressivo da pecora ebete masticando un filino d’erba, tutte bianche e lanicciose; sono lente come lumache a muoversi e mi sembra di doverle in qualche modo spingere e dirgli: guardate me e fate gli stessi gesti, prima una gamba e poi quell’altra…”

“Oh porcacc… parli con le pecore? Caspita, come sei esperta in movimentazioni varie, e poi?”

“uhmmmm…loro mi guardano e dicono: ma noi abbiamo le zampe e dopo che ne abbiamo passate due siamo rimaste ciondoloni sul quel cacchio di stecca mezze di qua e mezze di là e tu, una ad una, ci hai dovuto far saltare le altre due zampette dall’altra parte. Hai fatto tutto questo lavoro ed hai smesso di contare. “

“’nnagg… quando si dice sfortuna…”

“ Sì, sì, anzi, no, no… ma ‘ste pecore non servivano per prendere sonno? Ma vada alla mecca chi s’è inventato ‘sta cosa che non serve a niente, ti fai solo un mazzo tanto con la transumanza ed io ho fatto proprio una fatica a cammellare tutti ‘sti ovini che adesso mi devo andare a fare una bella doccia col mio bagno schiuma preferito, alla vaniglia. E addio sonno!!!”

Beh, a quel punto la lascio da sola. Lei, malgrado non ci fossi più, continuava a raccontare, raccontare. Vuoi mettere che aveva trovato un nuovo sistema per prendere sonno???

Meglio darsela a gambe levate, non sia mai, magari nella doccia trova una bella pecora bianca, lanicciosa, con lo sguardo da ebete, che mastica un filino d’erba…

ps: oviamente questo pezzo è scritto a quattro mani, le due di Carla e le due mie. 😉
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47 pensieri su “1, 2, 3, 4, 5… 724… 965… 10.827…

  1. T_T non parlarmi di insonnia che sul dizionario accanto alla parola per far capire meglio il concetto c’è una mia foto di notte con le occhiaie e una tazza di latte caldo!

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  2. Perché, di notte si dorme?? Ahhh, ma tu guarda che scoperta ho fatto. E io che avevo sempre pensato che invece fosse normale restare svegli…. come faccio sempre notte dopo notte…

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  3. @ Godot: benvenuta nel club dei nottambuli, ma oltre a bere latte caldo, cosa fai per cercare di dormire? No, così, che se magari funzionasse, potremmo brevettarlo… 🙂

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  4. carla

    Amico d’insonnia non hai saputo che nella doccia ho trovato poi un bel cane maremmano e con il sonno che avevo l’ho scambiato per una pecora! Posso solo raccontare che il bagnoschiuma alla vaniglia non l’ha gradito ed a quel punto………. 😦

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  5. carla

    Ehi voi tutti! Cosa avete pensato?
    ………ed a quel punto gli ho offerto quel bel libro “polposo” che avevo in mano. Se l’è guastato tutto d’un fiato e si è addormentato beato.
    Anche quella notte ho vegliato su un gregge di pecore e su quell’unico cane.
    Però, nell’aria, che bel profumo di vaniglia che c’era…..

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  6. Antonio

    Io da quando non sto più sul computer la notte, dormo meglio e di più.

    @ Carla
    Interessante il tuo metodo, ma a quanto pare, di poco effetto. 🙂

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  7. @ Carla: uin cane maremmano nella doccia? Orcaccio, hai una doccia grande allora, di tipo matrimoniale, bellissimo!!!

    Non ho mai provato il bagno schiuma alla vaniglia, è consigliato anche ad un uomo rude comu ammia? 🙂

    ps: bella la tua camicia da notte!!! 😉

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  8. @ Patrizia: maddai, sistemi le scartoffie di notte? Evvabè, stasera passo da te e così ci facciamo una chiacchierata. Verso l’una e quaranta, va bene? 🙂

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  9. @ Godot: pensa che io invece anche se dormo poco di notte, di giorno sono sveglissimo. Uno di questi giori se sentite un tonfo, sono io che sono crollato, porcacc… !!! 🙂

    ps: qualche tisana da consigliare? 😉

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  10. pensierieperline

    .. io faccio compagnia agli amici di insonnia!! :mrgreen:
    poi va beh alla mattina alle 6 è duraaaaaaaa e di giorno capita che dormicchio tra una cosa e l’altra… ‘nnaggia!!
    Il senso di appartenenza che hai descritto tu quando ti sei messo a passeggiare per Firenze… beh l’ho provato anch’io ed è stato bellissimo!! anche per me quello è un vivo ricordo, proprio come se fosse appena successo 😀

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  11. @ Pensieri&perline: oh mannaggia Lely, c’eri anche tu su Ponte Vecchio quella mattina all’alba? Bastava mi facessi un cenno e avremmo fatto colazione insieme. 😆

    E’ vero, ogni tanto ti vedo vagabondare per blog all’una passata, ‘nnagg… Lelyna.

    A parte gli scherzi, quelli sono i ricordi più belli. Insieme a… e poi a… e poi a… senza contare… e se vogliamo dirla tutta… evvabè… 😆

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  12. pensierieperline

    No, non c’ero quella mattina a Ponte Vecchio 😦 ma ti pare che se c’ero mi perdevo la colazione con te??!?! 😀

    Urca, hai spiattellato la mia seconda vita notturna.. vagabondare per i blog aspettando che Morfeo passi a prendermi…

    Hai ragione, ma ti ho mai raccontato di quella volta che…. e invece di…. e la volta….
    va beh.. bla bla bla e ancora bla! 😆

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  13. Le pecore che saltano lo steccato non hanno mai funzionato con me.
    Se devo essere sincera, quando non riesco a prendere sonno mi ritrovo sempre a pensare all’arcobaleno. Poi magari il sonno non arriva nemmeno così, però intanto è come se…distendessi completamente le membra “mentali” e muscolari.

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  14. @ Scrutatrice Di Universi: interessante questa teoria delle membra che si distendono. In una mia precedente casa, sulla testata del letto avevo messo un grande pannello fatto con i pennarelli, dove c’era un arcobaleno. In effetti era distensivo. Se vuoi vederlo, lo trovi nella penultima pagina di un mio magazine di fotografie “Dettagli”

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  15. pensierieperline

    @Arthur: ahahahahahah 😆 appunto questo viene sempre di notte a prelevarmi.. ho idea che i vicini curiosi inizino a spettegolare un po’ troppo!!! 😀

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  16. Questa è una delle cose che ho sempre INVIDIATISSIMO agli uomini! Non dormo? Me ne esco mi faccio un giro e chissà dove arrivo! Accipicchia ..se esco io, ho terrore di chi incontro, se butto la spazzatura alle 2 di notte trovo un maniaco? Un vampiro? Un lupo mannaro? E allora quando mi ricordo che devo farlo, perché trovo il sacco lì bello e pronto davanti alla porta, infilo il giubbino, prendo le chiavi di casa ed il telefonino (non si sa mai!Il numero della polizia memorizzato) e faccio una corsa con la cagnolina al seguito (50 cm.di pelo bianco non di più,altro che maremmano!) e lei mi guarda con la testa un po’ piegata e mi segue in silenzio, si infila nell’ascensore con me e arriviamo a ..destinazione e poi su di corsa verso casa! E invece voi uomini vi fate il giro della città! Porcacc… Sono una nottambula, lo sapete tutti, ma al mattino sono un cencio con la pressione sotto zero che aspetta un orario decente, dopo una macchinetta di caffè, per incominciare ad emettere sillabe, mentre tu, Arthur, sei pronto a fare un convegno a quell’ora…. COME TI INVIDIO!!! COME TI INVIDIO!!!!

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  17. pensierieperline

    Arthurrrrrrrrrrrrrrrr non dormo!!! sei sveglio? dimmi di si 😀
    Ascolta cosa dici se passi a prendere me e poi andiamo dalla Carlitasss buttiamo la spazzatura e poi ci facciamo un giro a Firenze?! chissà mai che li poi incontriamo Morfeo :mrgreen:

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  18. SyS

    insonne a fasi alterne…
    ma odiavo il mio primo “fidanzatino” che alle 21 in punto gli calava la palpebra e dava colpa al divano!
    una sera, Bologna, PUB CON MUSICA DAL VIVO a 3 metri dalla batteria, ciondola e tac… fronte sul tavolone di legno. erano le 23!!
    dopo qualche anno, di rientro da Asti perdo la coincidenza e mi ritrovo alle 22 a Bologna, lo chiamo (ci si sentiva ancora così pour parler) e gli chiedo se gli va una birra visto che ho il treno intorno a mezzanotte e lui mi risponde “sai… verrei volentieri ma sono già in pigiama e pantofole”.
    ho cancellato il numero 42 secondi dopo.

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  19. @ Carlotta: maddai, e perché mai m’invidi? Basta un po’ di coraggio o forse è meglio dire, d’incoscienza, e comunque sia, visti i tempi che corrono, fai bane a stare attenta.

    Beh, in due è meglio… a che ora paso a prenderti? 🙂

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  20. alanford50

    So che susciterò magari qualche raro e possibile momento di invidia, ma, da quando sono diventato padrone del mio tempo, vivo con un fuso orario molto personalizzato, dormo il mattino e vivo (nel senso di sto sveglio) il pomeriggio e soprattutto la notte con i suoi magici silenzi, dove tutto tace, tutto dorme ed io che aspetto l’arrivo dell’aurora, momento magico l’arrivo dell’aurora, il fresco sulla pelle, i pensieri leggeri, la certezza della gente ancora assopita che presto dovrà alzarsi per recarsi al lavoro, il godimento di un attimo unicamente tuo, a me piace tantissimo godermi quell’attimo, in cui la luce e il buio riescono a fondersi come in un fugace, brevissimo, abbraccio d’amore, e quando la fresca arietta che ti accarezza il viso ti fa socchiudere gli occhi, un gesto per me quotidiano, l’attimo prima di andare a dormire.
    Ciaooo neh!

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  21. carla

    @ alanford50: sono, ahimè, ancora “operaia” del mio tempo: è lui che detiene la mia vita scandendo modi, tempi e condizioni. Vigliaccamente mi ha promossa “addetta alla contabilità notturna” che mi vede sommare pecore una dopo l’altra, sottrarre il cane maremmano da esse, dividere velocemente gli uni dagli altri e moltiplicare il mio nervosismo per l’ennesima notte insonne.
    Godo però negli “intervalli” e vivo alla Tua maniera dimenticando le angherie subite dal tiranno tempo al quale offro, con innocente sorriso, dell’ottimo castrato diminuendo così l’esasperante conta! E detto tra noi, in certi momenti …. arrostirei anche il cane! 🙂

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  22. @ Alan: in effetti, sei un privilegiato in questo senso, poter decidere in libertà del proprio tempo è una gran bella cosa e immagino tu sia in pensione. Per quanto mi riguarda non mi lamento, probabilmente anche in pensione sarei frenetico come adesso, senza dimenticare però il piacere di godere delle mie scelte, sia nel tempo libero che in quello lavorativo. Dicono che il lavoro nobilita l’uomo, come recita il famoso detto, e probabilmente immagino che sia vero, ma va comunque vissuto con il giusto equilibrio, senza per questo diventarne schiavo. Ho la fortuna di fare un lavoro che amo, anche se alle volte mi verrebbe la voglia di mandare tutti a quel paese, ma il coinvolgimento è sempre talmente tanto che passa in secondo piano.

    Per il resto, beh, sono sempre stato un nottambulo ed al mattino, magari dopo una notte insonne, riesco ad essere ugualmente in forma, infatti quando avevi il blog, speso c’incontravamo di notte nel commentare qualcuno, se ricordi. Quindi in questo senso abbiamo più o meno gli stessi orari, ma contrariamente a te, l’alba non la vedo spuntare, a meno che non sia come la nostra Carla che, impegnato nella conta delle pecore, con un occhio la guardo spuntare e con l’altro controllo che gli ovini ci siano tutti.

    ‘nnagg… !!!

    Ciao carissimo e buon fine settimana.

    @ Carla: ottimo il castrato, quand’è che organizziamo? 🙂

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  23. @ Carla: CIAO…non potremmo metterci anche qualche caprettino insieme alle pecore che conosco una ricettina con i fiocchi (di mia nonna Clelia) da fare a forno con le patate accompagnato da una buona bottiglia di Rapitalà riserva speciale che di più non si può?

    ‘giorno! 🙂

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  24. carla

    Certo che possiamo e poi con il Rapitalà riserva speciale è la fine del mondo. Chiama a raccolta tutti gli amici io inizio subito ad apparecchiare e a preparare il fuoco. Presto che è tardi……

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  25. alanford50

    @CARLA.
    Leggo che sei “operaia” del tuo tempo, che dire, ovviamente sotto una certa forma mi dispiace per te, anche se, anche se, anche se…. significa che sei giovane come “l’aglietto” e non come me che è risaputo che con i miei 999,99999(9periodico) anni sono coscritto di Matusalemme, l’unico consiglio che mi sento di darti molto spassionatamente è quello di perseguire il noto imperativo di “RESISTERE”, continua a contare le pecorelle che finché ci sono numeri c’è speranza.
    @RE ARTHUR
    Essendo tu RE ARTHUR devi sopperire ai tuoi impegni istituzionali, quindi è giusto che tu dedichi le tue energie a gestire il tuo bellissimo regno, mentre per me lo sai che la mia è una vita dura e monotona, perché essere un “Life observer” è una cosa durissima e ci vogliono anni e anni e anni e anni di duro allenamento e spirito di abnegazione, stare seduto perennemente sulla riva del mio sacro fiume ad osservare il lento scorrere della vita richiede uno spirito di sacrificio non indifferente, ahahah, buon weekend a tutti/e…
    Ciaooo neh!

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  26. @ Alan: vedo che non hai perso la tua proverbiale ironia e questa è una gran bella cosa, oltre che una gran bella dote. Qualcuno (se vuoi ti dico il nome in un orecchio… 🙂 ) leggendoti ha detto che sei un GRANDE, ma non credo che sia per i tuoi ormai risaputi 999,9999 (9 periodico ) anni, ma per quello che sai comunicare, parola dopo parola. Oggi parlando con un’amica blogger, le ho detto che eri venuto a commentare nel mio blog e non puoi immaginare di quanto fosse felice che giravi ancora per questa (impervie) vie. Insomma, non so se si è capito, da queste parti sentono la tua mancanza, che forse forse, con i tuoi tempi e i tuoi orari, pensi di ritornare??? 🙂

    Dai!!!

    Ciao carissimo, è sempre un piacere.

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  27. @ Carla: oh ‘nnagg… 🙂 di tutto mi hanno detto, ma “lenza” è la prima volta che me lo dicono. Ma… devo confessarti che la pesca mi annoia un po’, quand’ero piccolo andavo la sera d’estate in barca a pescare i totani con mio zio perché era il suo passatempo preferito. Hai mai pescato i totani? Si usa un amo che consiste in un tondino metallico d’acciaio lungo una ventina di centimetri e con un diametro di pochi millimetri, con a capo un ciuffo di ami robusti e privi di ardiglione e all’altro un anello saldato che permette di assicurare il totano alla lenza. Per tutto il tempo, fermata la barca e con la luce della lampara che attira i totani, bisogna con il braccio andare su e giù, in modo che il pesce vede questa cosa muoversi e così incuriosito pensando che sia una preda, abbocca all’amo. Il problema è che quando lo tiri su, lui per difendersi ti sputa un po’ di acqua di mare e se non stai attento, ti lava. Ecco, non è che amassi molto farlo, però c’era poi il vantaggio che una volta tornati a riva, l’indomani puliti in acqua di mare e fritti in padella con l’olio Siculo, oppure cotti con il pomodoro, erano divini.

    Ecco!!! 🙂

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