Pattino o vedetta?

© arthur

In effetti, come giustamente ha scritto Alan nel suo ultimo commento al mio post precedente, in qualsiasi posto si vada la vita non cambia più di tanto, forse un leggero cambiamento può esserci perché trovandosi in un posto nuovo, all’inizio si vive tutto con più entusiasmo, la ricerca del diverso stimola e ci fa sentire più vivi, ma probabilmente è solo tutta apparenza, perché quel che c’è dentro rimane tale e quale.

Quindi, caro Alan, hai ragione, a che serve spostarsi? Sarebbe come dire che un posto vale l’altro ma, concedimi qualche piccola perplessità in proposito.

Alcuni anni fa, un amico un giorno mi ha confidato che intendeva andare in India per aiutare la gente bisognosa, per dare così uno scopo alla sua vita.

Indubbiamente una scelta degna di rispetto ma, quanto di vero c’era in questo suo bisogno e quanto di vero invece c’era nella voglia di evadere da una realtà che lo opprimeva al punto da non farlo sentire realizzato?

Conoscendolo, ritenevo la seconda ipotesi la più verosimile, malgrado avesse una famiglia, malgrado avesse un lavoro abbastanza soddisfacente da un punto di vista economico, qualsiasi scelta o imprevisto, lui lo viveva come se fosse insormontabile, insomma, c’era un’insoddisfazione di fondo che lo attanagliava e l’alternativa diversa diventava improvvisamente la soluzione migliore.

Ma senza fare della psicologia spicciola, quanti di noi vivono più o meno questo tipo d’insoddisfazione?

Ho sempre pensato che nessuno di noi è paragonabile ad un altro, c’è chi per un’ora di lavoro in più va in crisi, c’è invece chi come me, per esempio, che non ha problemi a finire e ricominciare a lavorare allo stesso tempo. Quindi assoluto rispetto. Questo per dire che non sottovaluto gli altri, perché qualunque sia il percorso, è giusto che ognuno lo adatti al proprio modo di essere.

Ma allora ciò vuol dire che cambiamento e illusione viaggiano di pari passo? No, non credo neanche questo. Se per tutta una vita rimanessimo schiavi di scelte forzatamente volute per paura di oltrepassare l’immagine della cosiddetta normalità, secondo me il prezzo da pagare sarebbe altissimo, perché vorrebbe dire che non riusciamo ad accettare l’eventualità che crescita voglia dire evoluzione.

Siamo uomini, fragili, insicuri e bisognosi di tanto, affetto, comprensione, gratificazione, ricerchiamo il piacere, desideriamo di possedere qualcuno o qualcosa, abbiamo bisogno di tenere sotto controllo tutto ciò che ci appartiene. E’ vero, qual è il problema? Siamo uomini e guai se non fosse così. Cosa potremmo mai desiderare d’altro se non circondarci di assolute certezze, l’amore, sapere di essere nei pensieri dell’amata, sposa o compagna che sia, sapere di appartenere a qualcuno e che quel qualcuno ci appartenga, sapere di provare piacere per tutto questo ma anche dolore, rabbia e sconforto, perché sappiamo, o per lo meno crediamo di saperlo che, amare, così come vivere è anche soffrire; non c’è amore se non si è coinvolti emotivamente in maniera profonda.

L’unicità dei sentimenti ci colloca in una dimensione più “personale”; amo e non sono amato allo stesso modo. Ognuno ha una sua scala di valori e di gradazioni.

E forse è per questo che il tempo scorre inesorabilmente sotto ai nostri piedi, come dice Alan, perché spesso ci fermiamo senza tener conto di alcun traguardo da raggiungere, che alla fine vuol soltanto dire cambiamento.

                    Uhmmm… quand’è che si parte? 🙂

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42 pensieri su “Pattino o vedetta?

  1. Caspita che argomento difficile proprio in questo periodo….
    Umm no, qualsiasi risposta darei sarebbe influenzata da ciò che sto vivendo e non andrebbe bene, perché l’unica cosa che vorrei fare ora è andarmene via da tutto quanto….

    Magari ci penso un po’ e poi in seguito potrei aggiungere qualche cosa di più sensato. Ma se il voler cambiare luogo è solo legato all’insoddisfazione che si vive in un determinato momento non credo proprio sia la soluzione migliore. Per cambiare vita, luogo, persone e tanto altro bisogna essere decisi, avere uno scopo preciso, una meta da raggiungere che sia importante e non solo una via di fuga….

    Beh, qualche cosa praticamente l’ho già scritta e come una sclerata me la sto dicendo e cantando da sola, penso si noti…sgrunt…

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  2. Laura

    L’alternativa al cambiamento è la staticità e non credo che una vita tutta uguale possa soddisfare.

    Si cambia anche solo crescendo, l’esperienze della vita, negative o positive che siano, aiutano a vivere nuove dimensioni, pur rimanendo sempre nello stesso posto. Io vivo ancora nella stessa città dove sono nata e non la sento come una costrizione. Però non ho mai chiuso le porte ai cambiamenti importanti, lo studio, il lavoro, la famiglia, così come gli amici e i traguardi che man mano ci siamo riproposti di raggiungere. Siamo ancora all’inizio del nostro percorso ,ma ritengo che non sia indispensabile arrivare a tutti i costi alla fine.
    Una buona metà basta e avanza e questo non vuol dire accontentarsi, ma vivere con coscienza.

    Come ha detto Patrizia, un argomento difficile da trattare, trattato da te come sempre senza nessuna forzatura.

    Ciao e buon fine settimana a tutti, oltre che al padrone di casa.

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  3. ..io son tra qulle che se ne vuole andare via, qualsiasi posto andrebbe bene, mi basta ci sia il mare.
    la voglia di cambiamento risiere in molti di noi…come al solito siamo fatti in molti modi. nessuno è uguale all’altro. A volte vi troviamo simili, ci somigliamo ma poi scopriamo di avere tante piccole sfumature che ci differenziano, per fortuna, aggiungo.

    E’ un bell’argomento, pieno di fascino. Ho letto la risposta di Alan, indubbiamente dettata dalla sua esperienza, dall’aver capito qualcosa di più della vita o qualcosa di meno. Senxa offesa, non mi fraintendere. tentare di scervellarsi nel capire certi misteri rende le persone più fragili. Vero anche che non sempre è così.
    ma chi si fa domande enormi rischia di varcare la soglia della ragionevolezza.
    E allora è meglio restare dove siamo e lasciare che il mondo si muova per noi.tanto sempre lì dobbiamo restare o tornare.

    Io penso che per me sarebbe stato bello seguire il mio istinto che mi suggeriva di andar via…a 28 anni volevo fare la missionaria in Africa. Ci credevo fermamente …poi il mio migliore Amico, di quelli veri, che capitano una sola volta nella vita, mi disse di non farlo. sarei morta laggiù.
    Allora , forse per paura o forse perchè era un progetto troppo ambizioso per me, mollai.
    Mi sono pentita diverse volte di tale scelta. Forse oggi potrei essere felice.
    ma ho messo al mondo una figlia e adesso immaginare una vita senza di lei mi sembra a dir poco assurdo.

    Allora faccio la vedetta…osservo chi se ne va e poi torna o come alcuni amici che se ne sono andati in Thailandia e vivono felici….lo so per certo.
    Vedi, alla fine si tratta di coraggio….restare a far la vedetta non include coraggio se si tratta di gridare al lupo al lupo….essere lupo invece include non poco coraggio….

    e chissà se sono stata spiegata…. 😉
    Notte a tutti
    vento

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  4. @ Patrizia: come credo si capisca, non sono molto d’accordo con Alan, e forse dipende dal fatto che nella mia vita di cambiamenti ne ho fatti tanti, per cui non ho paura del diverso, male che vada mi tiro su le maniche e ricomincio. Ricordo quando sono venuto la prima volta a vivere nella città che tutt’ora mi ospita. Ero ancora all’università, avevo avuto una specie di crisi di identità, nel giro di pochi anni, avevo incominciato l’università in un posto, l’avevo continuata in un altro e il quel momento stavo per finirla in un altro ancora. Insomma, sfido chiunque a non andare in crisi. Ero appena tornato da Firenze, avevo litigato con mio padre e ho passato quasi tre mesi praticamente chiuso in casa (più o meno…) a dipingere. Stavo sperimentando nuove tecniche, portavo avanti un nuovo modo di espressione pittorica, insomma, per farla breve, mi sono completamente dedicato a me stesso, prescindendo da tutti e da tutto, fino a che mi sono reso conto che non era il modo migliore per affrontare una nuova stagione della mia vita. E allora, pur continuando a fare ciò che stavo facendo, mi sono guardato in giro e ho creato le basi per inserirmi in un contesto sociale che altrimenti mi avrebbe senz’altro rifiutato. Ho praticamente accettato il cambiamento e ne ho fatto parte. Ma non è successo perché sono stato bravo, ma perché ho affrontato la sfida e per fortuna mi è andata bene. Cambiare vita, luogo, persone, non sempre è una via di fuga, alle volte diventa una scelta necessaria, altrimenti l’alternativa è soccombere. Non è giusto per noi ed che per le persone che ci stanno intorno, perché la felicità come l’infelicità, molto spesso si condivide con gli altri e quindi…

    ‘notte!!! 😉

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  5. Non cambiando città, ma di cambiamenti ne ho fatti anche io, a volte dovuti, spesso voluti.
    Quello che volevo dire è che non penso che scegliere di fuggire perché in un determinato momento la situazione si fa critica sia la soluzione migliore.
    Vabbè, troppo lungo e personale da spiegare
    ‘notte 🙂

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  6. @ Venticello: mia cara su una cosa ti sbagli, qui nessuno si sta scervellando sui misteri della vita e quanto meno io. La risposta di Alan, che condivido metà e metà, è solo l’occasione per riflettere, per darci delle risposte, ma senza la pretesa di arrivare a chissà quali conclusioni. Lascio questo compito a chi pensa che l’unico modo di interagire con gli altri sia scrivere delle cose intelligenti a tutti i costi, come se parlare di pizza e conpanatico siano scelte da sottoculturati.
    Ecco, in un certo senso è di questo che stiamo parlando, la pizza è la nostra vita e il companatico, il modo come riusciamo ad affrontarla. La mia vita è stata tante volte cambiamento, quindi nostalgie non ne ho tante, purtroppo o per fortuna, dipende da che angolazione la si guarda.
    Ho comunque capito cosa intendi. 😉

    Su un’altra cosa non sono d’accordo, credo ci voglia più coraggio a restare che a partire, perché le certezze che si hanno, alle volte, sono molto più difficili da sopportare.

    E chissà se mi sono spiegato. 😉

    ‘notte a te, solamente a te!

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  7. @ Laura: hai detto delle cose giustissime, ma soprattutto una mi è piaciuta, che l’alternativa al cambiamento è la staticità. E la vita non può essere solo l’attesa che arrivi il calare del sole.

    Ciao e buon fine settimana anche a te.

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  8. Caro Arthur la risposta l’ho data ad Alan nel precedente post ma un po’ andava bene anche per questo, al di là di tutto, basta essere consapevoli di come si vive, c’è sempre qualcosa (o qualcuno) dietro, se rimani o vai via, anche un po’ tutti quanti, lo abbiamo sognato almeno per un giorno nella vita. Diciamo che nessuno è veramente padrone della propria vita mentre il Tempo, quello si, la fa da padrone. 🙂

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  9. @ Carlotta: oltre che romantica sei anche saggia, qualche altra qualità che non conosco??? 🙂

    Ma ci pensi, siamo praticamente in linea… e allora, ‘nnagg… ‘notte! 😉

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  10. @ Carlotta: ‘nnagg… ci sei tu, non basta??? 🙂

    Stanotte c’è caldo, sembra d’essere in estate… ‘notte a te! 🙂

    ps: spero, promitto e iuro vogliono sempre l’infinito futuro… 🙂

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  11. …devo andare,,,,,ma torno…
    baci a tutti.

    PS: carlitas….che storia è questa?????
    sei fidanzata col ciospo????………..amorinoo??????maj!!!!!
    da approfondire bene…
    🙂

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  12. Ventolinello di un Ventolino, ma come, se anche fossi fidanzato con quall’amorino di Carlotta, ci sarebbe qualcosa di male? Mannaggia!!! 😦
    Maddai che si scherza, siamo troppo lontani per fare una pazzia del genere e mi sa che l’unico approfondimento da fare sia quello di cercare di passare un fine settimana senza la tentazione di andare a lavoro e se dovesse succedere, ALLELUIA. 🙂

    Ciao. (curiosa!!! 🙂 )

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  13. Ciao Arthur. E’ bello saper raccontare e..sapersi raccontare, come fai tu.
    ******************************************************************
    Ti ho risposto, raccontandomi un po’ anche io,, sull’argomento “la fede”.
    Non ti riporto qui tutto il commento perche’ e lungo…ciao Arthur, a presto e buon week end.
    Marghian

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  14. @ Antonella: ‘nnagg… Anto, da dove sbuchi fuori? Ti davo per dispersa… 😆

    Grazie per i complimenti, alle volte sono ispirato.
    Cerca di non sparire nuovamente.

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  15. Ciao topo…visto l’acquisto? hehehehehhe grande vento..meglio di così!!

    Orsù, è ora di cena…io vado a tre passi…da qui.
    T’aspetto domani…senza fidanzatine a seguito….t’ho sognato..
    .un incubo!!! ..eri troppo a modino e m’hai disarmato… 😦
    Ciao a tutti…
    Carltasss sentiamoci….t’aggiorno sulle cozze..

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  16. carla

    “In qualsiasi posto si vada la vita non cambia più di tanto….”
    La vita non cambia perché segue il suo corso, siamo noi che dobbiamo cambiare il nostro approccio verso la vita quando qualcosa non va più per il verso giusto. La condizione è che deve essere un “qualcosa” di valido, importante e non una sciocchezza da poco o un momentaneo colpo di testa per sfuggire ad un presente che non ci rappresenta in quel determinato momento. Perché rimanere insoddisfatti della nostra vita che è unica e irripetibile, perché doversi accontentare? Non basta lamentarsi o rimandare ad altra data per pigrizia o per non perdere le comodità, i vincoli, le impostazioni di una vita già consolidata, la paura di deludere qualcuno, occorre avere il coraggio di prendere una decisione, saper voltare pagina senza neppure parlarne troppo, imporsi il cambiamento e mirare dritti al traguardo. Non è facile tutto questo, per carità, anzi alle volte sembra addirittura assurdo eppure alla fine è sostenibile come pure la decisione di restare è comunque una scelta e non può né deve essere biasimata perché merita comunque rispetto.
    Non si può fermare il tempo che spesso lavora per noi o contro di noi ma se vogliamo essere noi a dare un senso al tempo, a dargli il suo giusto significato dobbiamo saper prendere una decisione, andare verso un cambiamento e rischiare e una volta raggiunto il traguardo dire ”il tempo può essere anche galantuomo”.

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  17. @ Carla: vedo che la pensiamo più o meno alla stessa maniera. La vita non cambia, siamo noi che cambiamo, come dire che la vita e noi viaggiano di pari passo. Scusa il gioco di parole, ma condivido il concetto.
    Io sono per una vita meno “statica”, ma c’è una spiegazione a tutto questo, credo. E sta nel fatto che in fondo dentro mi sento un po’ zingaro, pur avendo delle radici molto radicate. Ho seguito i miei genitori passando da un liceo ad un altro, da una università ad un’altra. Ho dovuto cambiare più volte vestito, adattarmi a luoghi e gente sconosciuta. Ora sono anni che vivo nello stesso posto, ma non per questo la mia vita è stata tranquilla e “regolare”. In un certo senso sono abituato al cambiamento, per cui non mi fa paura, anzi, trovo che sia stimolante, che aiuti a sentirsi vivi, aiuta soprattutto a crescere. Oggi sto imparando a godere dei traguardi raggiunti, ma ciò non vuol dire che oltre non ci sia più nulla. Ma non per questo sono irrequieto, anzi, in un certo senso sono molto più tradizionalista di chi invece ha più o meno vissuto sempre alla stessa maniera. Ho un amico, per esempio, che detesta viaggiare, l’idea di andare il luoghi nuovi lo manda in crisi, e allora quei pochi viaggi che fa, sono all’insegna dell’organizzazione perfetta. Adoro il Carpe Diem che nell’avventura mette un pizzico di “peperoncino” in più.
    Pensa che in una discussione recente mi sono sentito dire che non essendo stato sposato per trent’anni con una donna, non potevo di certo giudicare… ed è proprio lì l’inghippo, rispetto chi non la pensa come me e anzi, mi adatto, visto che alle volte non ho alternative, ma chi invece è chiuso nel suo piccolo mondo, difficilmente riesce a guardare ciò che ci sta fuori.
    Evvabè, questo non c’entra nulla. Pardon, sono andato fuori tema.

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  18. daniela

    Io sarei un pattino fermo sulla spiaggia e mai messo in acqua. Non ho coraggio di effettuare alcun cambiamento nè di buttarmi a capofitto in un’avventura e per questo ho già perso tanti treni nella mia vita. Sul lavoro ho bisogno di chi decida per me e sul piano affettivo lo stesso. Sono priva di ambizioni, lo confesso, non a caso vengo definita un’ameba.
    E il tempo scorre inesorabilmente anche sotto i miei piedi…..

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  19. @ Daniela: maddai… per fortuna ognuno di noi ha una sua personalità, che dipende molto anche dai nostri vissuti. Ma chi non prende decisioni non è necessariamente il più debole, anzi, e poi, se c’è qualcun altro che lo fa per noi, perché non lasciarlo fare? 🙂

    Diciamo che tu, se mi permetti, più che un pattino fermo sulla spiaggia, sei una vedetta in attesa di prendere le sue decisioni, che dici, non è meglio???

    ps: purtroppo o per fortuna, non lo so ancora ad essere sincero, il tempo scorre sotto ai piedi di tutti, bisogna soltanto cercare di non lasciarselo scappare… 🙂

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  20. carla

    @ Daniela: estrapolo una frase “sul lavoro ho bisogno di chi decida per me”.
    sai …. che non sono della tua stessa idea? 🙂
    quindi io frequenterei un’ameba? 😦 ma fammi il piacere! 🙂
    p.s. ti ricordi che “ti voglio tanto bene”? 🙂 🙂 🙂

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  21. aurelio

    @ Carla: ehm….ehm…..ehm….ehm….
    Daniela NON prende decisioni perchè ti esponi sempre tu e lo sanno tutti. 🙂
    Daniela E’ un’ameba ed è la pura verità (ihihihihi) e lo sanno tutti 🙂
    pertanto:
    ti comunico ufficialmente che io non prendo mai nessuna decisione :-((
    e sono da questo momento una tripla ameba, un’amebissima :-(((
    adesso dici anche a me pubblicamente “ti voglio tanto bene”???? 🙂
    Si chiama “par condicio” in amicizia 🙂 🙂 🙂 🙂

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  22. carla

    @ Aurelio: appena usciamo dall’Agenzia giuro …. che ti strippo. Contaci…. 😦
    @ Arthur: ho un amico babbo, molto babbo, babbissimo 🙂

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  23. aurelio

    @ Carla: 1 2 3 4 5 6 7 basta contare o vado avanti?
    Ho capito ….. stasera la solita razione di sberle e a letto senza cena. 🙂 🙂
    Col Padrone di Casa però mi scuso per l’intemperanza, a me Carla me l’ha insegnata l’educazione cosa credete? 🙂
    @ Arthur: è stato solo un momento goliardico nulla più. Ho capito che sei simpatico, allegro e spiritoso quindi mi sono lasciato prendere la mano e giocare un pò perchè in ufficio Carla è tutta seriosa, tutta d’un pezzo e fuori Agenzia è esattamente l’opposto, scherzosa, ironica e giocosa. Ora lei sarà attapirata mentre tu hai capito perfettamente lo spirito del gioco. ‘Ste donne! 🙂
    Suerte

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  24. @ Aurelio: e come c’hai ragione Aurelio, ‘ste donne, mannaggia a loro!!! 🙂
    Comunque, nessuna intemperanza e de che, dicono a Roma, sei/siete simpaticissimi, e poi siamo qui anche per sorridere un po’, altrimenti che noia, non credi?
    Tranquillizzala, sono sicuro che tu sai come fare. 🙂

    E per Daniela… beh, parliamone!

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  25. alanford50

    Ciao a tutti;
    La domanda è andare o restare?
    Io non ho dubbi, come ho accennato nel post precedente la cosa è assolutamente indifferente, ma non bisogna confondere l’andare con il cambiare, perchè sono convinto si tratti unicamente di adattamento, ossia, se non sto bene qui è ovvio che cerco un’altro posto dove andare, quindi non si tratta che di riuscire ad adattarmi al nuovo che mi viene incontro, ma io nel post precedente dicevo che in qualsiasi posto si vada si è sempre se stessi, quindi non si cambia quasi mai, ci si adatta, ma non si cambia.
    Da questa convinzione la mia personale scelta di sedermi in riva al sacro fiume ad osservare il lento scorrere della vita, devo ammettere per onestà intellettuale di avere visto scorre nel sacro fiume il cadavere di tutti, compreso più volte il mio, ed ogni cadavere che passa mi guarda e in quello sguardo non può esistere menzogna, si è completamente nudi ed indifesi, la verità oggettiva tende a prendere il sopravvento sulle varie e perchè no giuste verità soggettive, insomma l’uomo è quello che è ma assume mille sfaccettature per adattarsi alla vita ed alle circostanze cui deve fare fronte, io sono quello che sono sia che stia seduto in riva ala mio sacro fiume sia che viva in qualsiasi altro posto dell’universo.
    In questo senso affermo che l’uomo è fermo ed è il tempo e la vita a scorrerci sotto i piedi, la riprova inconfutabile è il fatto (almeno a mio modestissimo parere) l’uomo da quando esiste è sempre lo stesso e ciclicamente torna a ripetere i medesimi errori, visti e rivisti nei cicli storici, quindi è incapace di migliorare e di cambiare, riesce unicamente ad adattarsi alle ciorcostanze e ai modi di vivere che il proprio tempo gli propone.
    Ora Vi saluto caramente, un classico CIAOOO NEH! a tutti e arrivederci alla prossima….

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