Fuitina

Oggi vi voglio lasciare con una poesia che mio Padre ha scritto, tra le tante, forse l’unica in dialetto Siciliano. Il tema la “Fuitina”, altro non è che la fuga di due giovani fidanzati per mettere le rispettive famiglie davanti al fatto compiuto e, ottenere così il consenso per il matrimonio. Un tempo era molto in uso in Sicilia, soprattutto quando una delle due famiglie si opponeva al fidanzamento dei due giovani, in altri casi le famiglie erano d’accordo, per cui le nozze riparatrici erano anche la scusa per evitare le costose cerimonie che altrimenti si sarebbero dovute fare.

Non la traduco, almeno per il momento. Buona lettura.

Fuitina

‘Un poti stare senza ‘nu maritu
dda bedda figghia ‘i massaru Cola
si menti ‘nt’na truscia du’ linzola
e senza sciatu arriva ‘nt’o cannitu.
Avi ‘n’annu ca finiu ‘u surdatu
‘u fugghiu spertu ‘i Pascali ‘u niru
e n’autru tantu ca ‘u pigghiunu nngiru
‘u soggiuru, ‘a soggira e ‘u cugnatu.
Quanti pidati sutt’a ddu balcuni
cantandu ddi canzuni ‘ppassionati,
facì l’iorna e puru ‘i nuttati
stutando e addumandu ‘i muzzicuni.
Ciuri di maju e scocca di gaggìa:
sti paruleddi duci e autri rari
dici Bastianu pi farisi amari;
e Rosa Piddirinu s’arricrìa.
Accussì, ‘intr’a ‘n cantu e ‘na parrata
commu succedi ‘mmensu alli ziti
suspira Rosa e a iddu veni a siti
pi farisi d’amuri ‘na panzata.
Chianci ‘a mamma sula e scunsulata
‘u mastru Cola ‘nbraccia ‘u so fucili,
u cani sciogghi d’intra a ‘nu canili
p’assicutari ‘a figghia svirgugnata.
L’jorna passunu vardandu ‘a strata,
padri, madri e parenti fannu a pparu
mattinu e sira ‘ntornu o fucularu
tutti ‘nsemmula a gente d’a cuntrata.
Ammàtula ‘u parrinu si firrìa
‘ntornu ‘ntornu latinu a sciurinari,
di chiddi ancora ‘un si pò parrari
ca Cola Piddirinu s’abbilia.
Iornu veni ca ‘u suli è cchiù lucenti,
e già nt’e butti bugghi ‘u bonu vino
ca s’arrimodda a testa ‘i Piddirinu,
basta c’un figghiu nasci, e priputenti.
Accussì ‘a paci tonna ‘nt’a famigghia,
e festa grandi vannu a cuminciari:
Sti figghiuleddi s’hannu a maritari
‘un cc’è a farisi nudda maravigghia.

Santi

©_Copyright
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60 pensieri su “Fuitina

  1. Ciao Arthur, davvero molto bella e molto vera questa poesia di tuo padre…
    Essendo io calabrese, l’ho letta abbastanza agevolmente, certo alcune parole proprio non coincidevano, ma ci arrivavo per senso…
    Descrive uno spaccato di società di un tempo non così lontano, in fondo!!!
    Anche da noi c’era questa usanza e ricordo qualche coppia che ha fatto la fuitina e della quale si parlava in giro in paese quando ero piccola!!!
    Buona settimana e a presto…. 🙂

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  2. @ Deborath: devo confessarti che anch’io quando l’ho scoperta (la poesia) ho dovuto rileggerla più volte, perché qualche vocabolo non riuscivo a capirlo. ormai sono tanti anni che sono via dalla Sicilia, quindi non parlando più il dialetto, ho perso un po’ l’orecchio.
    Ho voliuto pubblicarla, perché è l’unica poesia che mio padre ha scritto in dialetto, almeno che io sappia, e poi, come dici giustamente tu, racconta di una usanza molto particolare e al tempo stesso, secondo me, anche molto simpatica, quando ovviamente non c’erano i coltelli, per purificare l’onta ricevuta.
    Grazie e buon inizio settimana anche a te. 🙂

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  3. Anche il mio papà scriveva poesie, solo che, a differenza del tuo, le scriveva solo in dialetto, così come ha scritto in dialetto le sue commedie. l’unica cosa che aveva scritto in italiano era un saggio di argomento sociale intitolato “Da un eccesso all’altro” e che parlava di tutto ciò che si concede oggi ai figli e di tutto ciò che NON si concedeva, invece, ai suoi tempi…
    ovviamente non ha mai pubblicato nessuno dei suoi scritti, purtroppo, soprattutto per le commedie che meritano, secondo me!!!!
    Un abbraccio, Arthur…
    Solo una domanda, se non sono indiscreta: il tuo papà vive ancora, vero?
    Il mio, ahimè mi ha lasciato 13 anni fa… 😦
    Buona giornata… 🙂

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  4. @ Deborath: no, anche mio padre non c’è più, è morto nel ’96. Aveva pubblicato due libri di poesie ed aveva ricevuto anche tanti riconoscimenti, ma sai com’è, in Italia si legge poco, figuriamoci le poesie. 🙂

    Peccato che tuo padre non abbia pubblicato, ma scusa, perché non lo fai tu per lui? Oggi c’è il self publishing, il libri in formato e-book, hai mai procvato a parlare con qualche editore?
    Oppure pubblica qualcosa nel tuo blog, se lo fai, lo leggerò volentieri. Io ogni tanto lo faccio con le poesie di mio padre. E’ sempre un bel ricordo.
    Scappo adesso, ciao e a presto. 😉

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  5. E dove si possono trovare i libri di poesie di tuo padre?? si possono ancora reperire??
    Io leggo tanto, anche libri di poesie….
    Questa in dialetto sono riuscita a capirla abbastanza bene, a parte qualche parolina e la trovo molto bella, descrive passo passo la fuitina e lo fa con delicatezza e quella passione che porta i due ragazzi ad effettuarla. Grazie per averla pubblicata, un’altra perla di tuo padre di cui sono potuta venire a conoscenza

    Buona giornata, Pat

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  6. carla

    La fuitina una tradizione del passato per legittimare un rapporto: molto bella la poesia di Tuo Padre e giusto pubblicarla nella sua versione originale.
    🙂

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  7. No, Arthur, non ci avevo mai pensato a dire il vero, proverò a pensare se pubblicare qualcosa da me o meno, non ne sono molto convinta, forse non è ancora il momento giusto per me…
    Vedremo, chi vivrà vedrà…
    Ciao Arthur e buona continuazione… 🙂

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  8. aurelio

    La poesia mi è stata tradotta altrimenti non sarei riuscito a comprenderla bene del tutto.
    Una fuga per potersi unire. Complimenti per aver reso omaggio a questo scritto che senza dubbio merita conoscenza.
    – Aurelio

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  9. A volte la fuitina la si fa ancora. Per esempio la signora che a casa mia aiuta per le pulizie qualche anno fa mi ha detto “ma tu ormai sei grande, mia figlia alla tua età era già ‘fuiuta’ e aveva un bambino”. O_ò

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  10. L’ho capita perchè Camilleri mi ha svezzata con tanti termini in siculo acquisiti durante la lettura dei suoi libri.Deliziosa la poesia e delizioso come sempre tuo padre che descrive la fuitina con una grazia rara,considerando che la poesia e la prosa siciliana sono state sempre un pò a “tinte forti”ed anche in uno stato di grazia particolare trovando molte rime nella non banalità d’espressione.Se non fosse stato medico avrebbe avuto la fama già pronta che lo attendeva!

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  11. Laura

    Non sapevo che tuo padre avesse scritto delle poesie in dialetto siciliano, è molto bella. Anch’io me la sono fatta tradurre da un’amico che è di Catania, perché ci sono dei termini che non conosco.
    Come sempre, un momento magico. Grazie.

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  12. ehm…se tuo padre, un dolcissimo uomo , e su questo nessun dubbio, avesse conosciuto il mio ex marito…forse …Stendo un velo pietoso perchè dalla fuitina…per nulla riparatrice è cambiata la mia vita. Ma è servita…
    ti ricordi quella foto che pubblicai? due fidanzatini in fuga?eh beh…mica ero io..ma qualcuno molto molto vicino a me…
    Bellissima poesia…con un finale degno di tanto spavento….evviva le fuitine se son vissute così….
    Usa più di quanto pensiate “la fuitina” anche se son certa molti giovincelli non ne conoscono il significato e neppure l’importanza….
    detto questo…penso che la traduzione sia superflua…e ppi carlitas di sicuro mi passa la sua…
    se l’ha fatta camilleri saprà anche di tabacco….quindi…è doc!
    Un bacio a voi e a Santi,…grazie di cuore.

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  13. Silvia

    Ho sempre sentito parlare della fuitina, e ho due amici siciliani che per sposarsi l’avevano fatta e a sentirli raccontare, è uno spasso.
    Non ho capito molto, ma da quel poco, è descritta con molto garbo.

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  14. @ Patrizia: i libri non si trovano più, ma sto digitalizzandoli e poi ho in programma di dedicare tutto un sito alle sue poesie. Ti terrò informata. 🙂

    Grazie!

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  15. @ Carla: grazie Carla, so che sei una estimatrice della lingua Siciliana e poi non sarebbe stato giusto pubblicarla tradotta.Pensa… giusto ieri un’amica mi diceva… 🙂

    Ciao, buona serata.

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  16. …con tutto il rispetto per questo angolo fiorito e delizioso,
    devo aprire una parentesi che nulla ha a che fare con le fuitine.
    Caro Arthur,
    oggi mi è venuta la malsana idea di cambiare impostazione alla carmen…
    quindi ho scattato alcune foto in raw…o come cavolo di scrive.
    EBBENE come le visualizzo ora??????????????????
    Come le apro??? con l’apriscatole???
    Chiunque sa quanto io sia dura peggio del marmo di Carrara con le pine verdi comprese.
    …e vorrà dire che la colpa è Tua, caro aggeggino tennologi’o.
    Ma pensa te, ho il mio windows che mi fa vedere tutte le mi fotine…il programmino Pothoscape che mi fa giocare e il concertitore non lo so usare! ma brava!
    Via via, si torna ai vecchi metodi ma sicuri e facili…jpg….ecco!
    C’ho una crisi di nervi….ploff!
    Chiusa parentesi.
    Un carissimo saluto
    🙂

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  17. @ Deborath: l’ultima poesia che mi padre ha scritto, è stato il giorno prima che morisse. E’ una poesia molto bella, quasi lui sentisse prossima la sua fine. L’ho fatta incidere sulla sua tomba, che lui ha insieme a mia madre. Tutte le volte che vado a trovarli, è un’emozione unica.

    Ho pubblicato diverse volte alcune sue poesie, un omaggio, un ricordo, un modo per farle vivere anche dopo di lui.

    Per tuo padre, fai quello che ti senti di fare. Beh, i nostri genitori avevano qualcosa in comune, l’amore per la poesia e per la letteratura.
    Ciao carissima, buona serata.

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  18. @ Aurelio: immagino che la traduzione l’abbia fatta un’amica comune, che per l’occasione ringrazio. Un grazie anche a te per le tue parole, è un vero piacere averti qui sul mio blog.
    Ciao. 😉

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  19. @ Valentina: sì, lo so che la fuitina è ancora in voga dalle nostre parti. Tra l’altro ho diversi amici che all’epoca l’anno fatta. Beh, io ero già via e quindi… 🙂
    So che sei fidanzata e u, allora, non fai la fuitina? 🙂

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  20. Mio Dio, Arthur, mi dispiace molto, non sapevo che anche la tua mamma non ci fosse più… 😦
    Mi rattrista molto questa cosa…
    Credo che i genitori siano il dono più grande che Dio ci abbia fatto e che l’amore che loro ci hanno dato e ci danno tuttora non sia assolutamente equiparabile a nient’altro…
    Ti prego di accettare un abbraccio stretto stretto con tutto il mio affetto…

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  21. @ Deborath: mia mamma se ne andata l’anno scorso, era molto malata purtroppo ma, non preoccuparti, non ci sono problemi.
    Grazie comunque per il pensiero: abbraccio accettato e preso al volo. 😉

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  22. @ Carlotta: ma pensa ‘sto Camilleri, quante cose aiuta a fare!!! 🙂

    Non avevo dubbi che l’avresti capita lo stesso, d’altra parte era giusto pubblicarla nella versione originale.
    Tutti i medici sono un po’ degli artisti, dei poeti, sarà per gli studi classici, non lo so, certo è che una passione che accomuna tanti.

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  23. @ Ventolino: quando si dice combinazione!!!

    Non sapevo che le Pisane leggesero anche il Siciliano, mannaggia.

    Per l’S.O.S. RAW, ti ho già risposto via e-mail. Come vedi, visto che mi sento un po’ in colpa, ho subito provveduto. 🙂

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  24. scusa eh….ma cone hai fatto a capì che era un S,O.S?????? …sei troppo avanti te…ne sai ne sai…uuuuuuuuu se ne sai…
    cena …brodino d’acciughe ciucciate e sedano in salsa tartara…ahahahhaha vuoi venì????
    ….

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  25. Antonella

    miiiiiii……. mi viene da piangere ! Un aiutino anche a me ? C’e’ una traduzione ? Io adoro le poesie di tuo padre, non puo’ mancare questa perla nel mio PC . Ho sempre pensato che dovresti farle pubblicare di nuovo. Smack , grazie Arthur .

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  26. @ Mirko: ho un amico che ha il tuo stesso nome, e per quanto riguarda la fuitina, concordo, anch’io sono favorevole, anche se avrei avuto qualche problema se fossi vissuto nell’epoca in cui la fuitina stimolava qualche coltellata di troppo. 🙂
    Grazie, un saluto e buon lavoro anche a te.

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  27. A questo punto vorrei dire un GRAZIE grande grande, anzi, dippiù, dippiù a tutti per la vostra partecipazione. Se mio padre avesse letto le vostre parole, sarebbe stato contentissimo. Come il figlio, ebbene sì, l’Arthur, in fondo in fondo era un vanesio, ma credo sia una caratteristica di tutti gli artisti*** 🙂

    Ma lui lo merita, perché era un’anima sensibile, con una particolare attenzione a tutto ciò che lo circondava. A casa dei miei, una volta c’era una gran bella abitudine, periodicamente si riunivano con degli amici, all’insegna del bel canto e della lettura di poesie. Ricordo che lui era sempre emozionatissimo quando leggeva le sue, non riusciva ad avere un tono spontaneo, tanto era il coinvolgimento. In quelle rare volte in cui ero presente, provavo per lui una tenerezza profonda, che malgrado siano passati diversi anni, provo tuttora. Alle volte rimpiango di non averlo seguito di più in questo sua passione, ma come si suol dire, non è mai troppo tardi. 😉

    *** onde evitare gli strali infuocati di condottieri senza macchia e senza paura, che girano per la rete in/a difesa della verità, la parola Artisti era riferita solo ed esclusivamente a mio padre. *** 🙂 🙂 🙂

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  28. @ Arthur
    Quanto sei tenerone, mi hai fatta commuovere.

    Tuo padre era ed è un artista, perché le sue parole sono rimaste e perché ha lasciato a te una bellissima eredità, il suo ricordo.

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  29. Un salutino veloce…vado a ninnaaaaaaaaaa!!!!
    Dov’è la mi Carlitassssssssss????
    …urge un incontro a tavolino….sei sempre a pillacchera???
    eheheheh un lo sai che vordì!!! tranqui , non è un’offesa…
    e neppure pillaccherona…senti ho in mente di fare una festa–
    Ho dipinto la nave di fuxia…e messo le vele arancioni…
    gli alberi l’ho decorati come i totem…e al timone c’ho messo attaccati agli e peperoncini…
    du cipolline di quelle belle fresche… ho incollato i vasi di limoni…per lo scorbuto..sai com’è..
    si navigherà molto quest’anno… ho intenzione d’andà in quell’atollo sperduto nell’oceano indiano.
    L’isola di North Sentinel…sarà un’esperienza unica dato che accolgono gli estranei a frecciate!
    ma secondo me rimarranno spiazzati dai colori delle vele…e noi…ho disegnato le divise nuove per l’iccasione.. …son da vedere…hahahahahhaha………depilati cara se ne hai bisogno, io grazie alla mia mamma no….sule gambe non tengo peli!!!
    invidiosa?? in casa mia la ceretta un c’è!
    Notte ciurma
    vento

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  30. Ciao
    molto bello e commovente il racconto che parla di tuo padre.
    Dalle tue parole mi sembra di vederlo….
    Un grade uomo sensibile e sereno pieno d’amore……
    Bravo Arthur
    ciao
    un commosso saluto
    Duilio

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  31. @ Duilio: grazie Duil, in genere ci si commuove se l’emozione fa parte di noi e tu di sensibilità ne hai tanta. Finiti i lavori di casa? Ho una proposta da farti, poi ti scrivo in privato.

    Ciao e buon pranzo.

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  32. Qui si confabula, si inciucia….
    ah ma no poblem…io c’ho la Carlitassss….tiè!!!!!
    te lo scrivo anche qui….oggi ho fatto quella cosina con il raw …..
    senti, non so se son più nelle le foto..ne ho fatte solo 6 e mi son fotografata pure i piedi…
    però la foto di Shakira è un incanto!
    mi pare spontanea …mica s’è messa in posa sai…anzi..era piuttosto imbronciata nel vedere Carmen…dunque son stata brava….MOLTO MOLTO!!

    Detto questo me ne vado…bye bye.

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  33. Iummei Pat..lo vedi? un si pole mai sta a pillacchera che subito ti ‘ombinano quarcosa….alle spalle….o che c’ha da dì il capitano al mi allievo?
    me lo vole travià….ah ma se lo fa …vado in quel borgo..l’aspetto e ne ne dò tante….che gli fo venì la scarlattina a rombi. hihihiihih dev’ano esse i fumi del percloro…mi sento bria’a.

    però che maleducata..in questo post non dovevo….ma ormai l’ho fatto…. perchè so che l’aArthur mi vuole un bene da ciospa….:-)

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