La carità.

Lo vedo ormai tutti i giorni  da almeno tre anni, sempre seduto sul solito muretto nei pressi di un semaforo. Appena scatta il rosso, faticosamente si alza, va a prendere qualche spicciolo che l’anima buone di turno gli offre e sempre faticosamente, a rallentatore, torna a sedersi. Cammina aiutandosi con un bastone molto più piccolo di lui, quindi deve chinarsi per usarlo ed ha un piede, il destro, completamente rivolto verso l’interno.

Avrà circa 35 anni, capelli neri arruffati ma sempre in ordine e una barca lunga su un viso scuro. Non ho idea di dove venga, sembrerebbe albanese o forse è solo uno zingaro che ha deciso di mettere le radici; a quel semaforo senz’altro. Quando mi vede, non fa una piega, probabilmente la “conoscenza” è reciproca: lui sa che non gli lascio nulla ed io so che non gli lascerò mai nulla.

C’è sempre qualcosa che mi sfugge nel considerare chi dell’elemosina fa un motivo di vita, anche perché esistono altri modi magari meno aberranti che diano una parvenza di dignità a chi la esercita. Il tipo in questione, lo guardo sempre con un sorriso sulle labbra quando assisto a quella scenetta che lui, imperterrito, ripropone ogni volta, quasi fosse un copione studiato nei minimi particolari. Sorrido perché più di una volta l’ho visto camminare in modo normale quindi, la scena è a beneficio delle anime pure e buone, cosa che purtroppo per lui, non sono io.

Mi sento preso in giro, nel modo peggiore e, l’etica e la morale non c’entra nulla, ma è un brutto modo per impietosire il prossimo, perché fa leva su delle menomazioni che altri, purtroppo e loro malgrado, si portano dietro per tutta una vita. Dove vado a mangiare a mezzogiorno, c’è sempre un neretto che vende di tutto e ogni volta che mi vede, mi viene incontro sorridendo. Non gli ho comprato mai nulla, ma un paio di euri glieli regalo sempre volentieri.

Evvabè!!!

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56 pensieri su “La carità.

  1. Sai Arthur, il comportamento di questa persona e di chi si comporta come lui va a discapito di chi invece ha veramente bisogno di essere aiutato e non ha altra soluzione che quella di tendere la mano per vedere di raccimolare qualche euro per poter mangiare qualche cosa. E’ questo che mi mi fa arrabbiare molto, perché in questa maniera non si sa più se fidarsi oppure no di chi ti tende la mano e magari arriva proprio quello che ne ha bisogno e per diffidenza non gli dai nulla. Non mi piace molto dare l’elemosina proprio per questi motivi, proprio perché mi sento presa in giro da chi usa le vere menomazioni delle persone più sfortunate e non perché non lo ritengo giusto. Allora cerco in qualche maniera di aiutare chi ne ha bisogno in altri modi.
    Ciao dolcezza 🙂

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  2. carla

    Non ho mai offerto un panino al povero di turno perchè non la sentivo “carità”.
    Nella mia vita ho spesso diviso il panino che avevo con un povero di turno
    ma l’ho fatto solo quando avevo fame anch’io …. e forse più di lui.
    Quella l’ho sentita “carità”.

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  3. Altro giro altra corsa…
    Il venticello è andato….e arriva un’aria scoppiettante…
    Anche a Pisa ci sono i finti zoppi…che la sera poi corrono come antilopi ….A me non piece questo genere di accattonaggio…
    Preferisco un altro tipo di esibizione…quella degli artisti ..i violinisti..i trampolieri, gli equilibristi …quelli che si guadagnano qualche spicciolo esibendosi e regalando un sorriso…
    E’ una vita difficile ..senz’altro dura ma non penso che sia per scelta…voglio pensare che in quel momento non’c’è alternativa e di necessità, virtù!
    Non scendiamo nei paradigmi.. e neppure sottoscala…Io sono una di quelle che si lascia commuovere…un suonatore, un artista..a Milano una volta a natale trovai un tipo che col coltellino e una carota faceva delle roselline….un’amore…e come non sganciargli qualche spicciolo?
    Un vecchio abbandonato sulla strada con la mano tesa…beh a me dispiace…magari poi quegli spioccioli vanno a finire in un fiasco di vino…ma ormai per loro non c’è più gara.e allora che gli ultimi anni siano così..leggeri e miseri ai nostri occhi…un po’ di pena non fa male…a volte fa riflettere su quanto siamo fortunati noi… ti pare?
    in verti casi il vivi e lascia vivere…calza a pennello…ma non mi ergo ne giudice ne accusatore…questo mai…
    e non possiamo farci neppure carico di tutti i problemi dell’umanità…collaborare..si, come dice sempre una mia cara amica…con poco, qualche spicciolo e un sorriso…l’indifferenza la lascio ..non so bene dove, ma se è il caso anche quella fa bene.

    troppo serio oggi.
    vento

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  4. ps: OGGI è VENUTA LA MI MAMMA IN LAVANDERIA A DAMMI UN BACINO…E IO GL’HO DETTO…TI CI SEPPELLISCO DI BACI…TE LI MANDA QUELLA BANDA DI SGANGERATI TIRATORI DI CETRIOLI E QUANT’ALTRO…E LE SU BABY SITTER….SON SEVERE MA C’HANNO RAGIONE!!! 🙂
    ecco qua..la volevi???? 🙂

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  5. Comunque la parola carità è veramente brutta, io preferisco chiamarlo: dare un aiuto, un sostegno, lo sento più come una comunione tra persone che non vivono nell’indifferenza…

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  6. @ Patrizia: vedo che la pensiamo alla stessa maniera. Io non riesco a farmi impietosire da certi spettacoli e a questo proposito mi viene in mente una cosa. Gli ultimi anni che mia mamma ha vissuto, il sabato lo dedicavo a lei. Andavo a prenderla a casa, così la sua badante faceva mezza giornata di pausa. La portavo dal parucchiere e poi andavo a riprenderla, per poi portarla a pranzo, a volte fuori al ristorante e a volte a casa sua dove cucinavo qualcosa per entrambi. Lei mi diceva sempre: Arturo, mi porti a fare un giro? E così la portavo a fare una passeggiata in macchina, andavo pianissimo, dalle mie parti ci sono le cosiddette “mura venete”, una bella passeggiata con sotto un bellissimo panorama. Lei mi raccontava sempre le stesse cose ed io l’ascoltavo sorridendo. Al solito semaforo c’era il solito (non quello del racconto, ma un altro) omino che chiedeva l’elemosina. Lei a tutti i costi voleva lasciargli qualcosa e al mio “maddai…” lei rispondeva sempre: forse ci prende in giro, ma non m’importa, senz’altro sta peggio di noi.

    Ebbene, a me questa cosa mi ha fatto sempre riflettere molto e forse aveva ragione lei. Però è anche vero che le cose bisogna sentirle, altrimenti non hanno nessun valore.

    Comunque, anch’io mi sento preso in giro e la “carità” cerco di farla altrove.

    ps: ho scelto appositamente la parola “carità”, perchè ha un significato con tante valenze. 😉

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  7. mirko

    @semprevento
    Grazie bellezza per esserTi ricordata di regalare baci da parte nostra a Mamma Rita. In fondo dobbiamo a Lei che Ti ha brevettata il merito per averTi conosciuta e aver scoperto che bella persona sei (e lo scopriamo in ognuno dei Tuoi passaggi, commento dopo commento).
    E chissà…. se un giorno in quella lavanderia non ci vedrai sbucare anche a noi? Tra un piumone e un pantalone, una camicia e un tailleur credo che tutto possa succedere e ci riconosceresti subito, non tanto per il cetriolo o l’aeroplanino di carta nel taschino della giacca quanto per la scrivania sollevata sulle nostre teste a mo’ di cappello. 🙂
    Niente è impossibile!
    Un bacio grande anche a Te.

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  8. @ Ventolino: ‘nnagg… sai che anch’io mi fermo sempre quando vedo qualcuno che suona per strada e gli lascio sempre qualcosa? MI piace ascoltarli ed alcuni sono davvero bravi, infatti sono la disperazione dei miei amici quando siamo in giro, perché io mi siederei ad ascoltarli sernza stancarmi. Probabilmente m’immedesimo in loro. Anch’io suono la chitarra e magari… 🙂

    Troppo serio oggi? No, ogni tanto una sana riflessione non può che farci bene.
    Ciao, Venticello. 😉

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  9. @ Arthur
    Anche io spesso mi dico: sicuramente sta peggio di me e qualche volta cedo, lo ammetto.
    Però più di una volta si è scoperto che persone che chiedevano continuamente la carità, alla loro morte hanno lasciato c/c con cifre astronomiche. Questo mi fa arrabbiare molto perché porta le persone a non fidarsi e non va bene purtroppo, ci rimettono quelli veri e sinceri. Tua madre aveva ragione, ma tante volte proprio non ci riesco e quindi volgo lo sguardo da altre parti, nel senso che quel che posso donare lo dono ad associazioni oppure tramite persone delle quali mi fido e che sono veramente a contatto con i bisognosi.
    Forse questo mio comportamento può non essere gradito, nel senso di considerato egoistico e sbagliato, ma io in cuor mio sento di fare la cosa giusta e di aiutare persone che con grande dignità non chiedono nulla, ma mancano veramente di tutto.

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  10. @ Patrizia: non c’entra nulla l’egoismo, come ho detto, bisogna sempre fare ciò che si sente. Io la penso come te, ma alle volte, immagino come te, faccio un’eccezione. Ci sta e d’altronde, bisogna saper alle volte tornare sui propri passi.

    ps: ma al tipo del semaforo, mai! 🙂

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  11. @ Arthur
    Se ti riferisci al non aver la patente non è poi una gran fortuna… devo sempre dipendere da qualcuno per determinati spostamenti, mentre se l’avessi potrei arrangiarmi da sola senza chiedere nulla a nessuno 🙂

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  12. Leggevo qualche giorno fà giusto un articolo su una rivista che tratta di neuroscienze del legame tra empatia e compassione e di quanto alla fine reprimere la compassione perchè razionalmente consapevoli del voluto inganno del mendicante porti a una forma di sofferenza….Per questo forse io sono tra coloro che in fondo cercano di non sentirsi ingannate, ma pensano che se si arriva tanto in basso da mettersi ogni giorno da un semaforo fingendosi storpi si è proprio disperati…. 🙂

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  13. @ Heleneaurore
    Non tutti lo fanno per disperazione, ma solo per avidità. Per anni ed anni ho visto una vecchietta vestita praticamente di stracci chiedere la carità e moltissime persone davano ogni giorno qualche cosa. Quando è morta ha lasciato conti in banca più che milionari e chi la conosceva bene (perché veniva da un paese limitrofo) ha confermato che faceva quella vita per non spendere denaro ma per accumularlo. I conti scoperti in banca ne sono stati la conferma e come lei tanti altri lo fanno. Questo non significa che ci siano persone che lo fanno per vera disperazione, ci sono eccome…

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  14. Antonella

    -Il tuo nuovo post mi fa pensare a tante cose ….chissa’ come guardano l’umanita’ che li circonda , fermi a quel semaforo ….chissa’ come sembriamo visti da quegli occhi …..me ne vengono in mente diversi , ognuno con le sue caratteristiche. Uno in particolare lo chiamo “la tassa “, perche’ ogn volta che passo sul Lungotevere a quell’altezza il semaforo si fa sempre rosso ! Si avvicina zoppicando , ma credo proprio sia sincero. Mi sta simpatico, gli lascio sempre qualche monetina. Ho provato diverse volte a pensare a quello che dici tu , cioe’ all’alternativa piu’ dignitosa….ma poi penso che bisognerebbe trovarsi per qualche giorno negli anni dell’infanzia di queste persone, qualche altro giorno nell’adolescenza e poi nella maturita’….forse riusciremo almeno a capire ….senza giudicare .
    Ce ne sono altre due , in un altro punto, che invece mi spaventano. Sempre a piedi nudi, sporchi, vestiti solo di un cappotto in estate e in inverno. Gli occhi…gli occhi azzurri fissi nel vuoto, paurosamente luminosi, sembrano quasi trattenere gelidamente la luce… ogni volta mi chiedo cosa si muove o si e’ mosso nell’anima di quelle persone…ancora non sono riuscita a dare una monetina…e’ stupido ma quegli occhi mi fanno paura , anche se so che loro sono innocui.
    Un’altra volta mi e’ capitato di parlare con un addetto alle pulizie dei vetri di un negozio che si trovava vicino ad un semaforo. Si lamentava del fatto che i suoi attrezzi fossero stati spezzati . La guerra per il territorio. Per la sopravvivenza ? In una zona non molto periferica della capitale.
    La gente di strada mi ha sempre colpito, affascinato anche se non riesco spesso a capire . Me li trovo davanti come fotogrammi, ma non mi viene in mente un prima e quasi mai un poi . E’ come se vivessero sradicati rispetto al tempo, almeno per come io lo concepisco. In ogni caso , le loro condizioni estreme , mi mettono quasi sempre di fronte ai miei limiti. Non dimentichero’ mai la voce della donna , in un’affollatissima via del centro di Roma, che gridava ” non ce la faccio piu’ ” ….nessuno di noi passanti ( la cosiddetta umanita’ ” normale ” ) , ha avuto il coraggio di fermarsi accanto a lei. Sono passati anni, quella voce mi perseguita ancora….quel momento e’ ancora qui . Quel momento ha mosso qualcosa . Per un’altra donna , anziana, seduta davanti ad una libreria del centro , mi sono fermata . Con il cuore , e lei l’ha capito. Al di la’ dei pochi spiccioli , mi ha ringraziato con un sorriso, cambiando espressione, sembrava per un secondo sollevata….. Umanita’…..

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  15. @ Antonella: non vorrei essere frainteso, cara Antonella, non voglio assolutamente giudicare chi per motivi suoi, che siano di nascita, o di tradizioni o perché la vita li ha condotti dall’altra parte della barricata, ha fatto delle scelte diverse dalle mie.

    Quel che dici tu è molto giusto.

    Sai quante volte in questi tre anni guardando quel tipo mi sono chiesto cosa pensasse, quali fossero le sue gioie e i suoi dolori? Praticamente quasi ogni giorno, perché quell’attimo lì fermo al semaforo, è come un’eternità se si ha voglia di spenderlo bene.

    C’è un altro ragazzo fermo in un altro semaforo che chiede anche lui l’elemosina, ha veramente una gamba storta, è impossibile non accorgersi che non finga, e tempo fa, l’ho visto nel parcheggio di casa mia dentro ad un camper, con i suoi genitori, immagino. Anche quella volta non ho giudicato, so che quella è la loro vita, i zingari sono uguali e forse è meglio che chiedano l’elemosina, piuttosto che andare a rubare.

    E’ senz’altro un mondo a parte, che noi “gente normale” difficilmente riusciremo a capire del tutto, ma ciò nonostante, credo che bisogna fare dei distinguo. Per loro, quello, è un lavoro e ognuno s’impegna a modo suo, ma concedimi il lusso di non sentirmi a mio agio se qualcuno mente spudoratamente sapendo di farlo, proprio per impietosirmi.

    A Pasqua e l’ho anche scritto, ero al mare e un giorno, ho visto un ragazzo che chiedeva l’elemosina e nel frattempo si faceva il pedicure e non sto a descriverti la scena perché non è il caso.

    La cosa mi ha fatto molto ridere e ho lasciato qualche spicciolo. Dopo, ripensandoci, quel suo atteggiamento strano, in effetti, l’ho letto in un paio di modi diversi.

    Lui, forse per timidezza, faceva il pedicure per sembrare in qualche modo normale, insomma, come se non desse troppa importanza al fatto di essere lì a chiedere la “carità”., un modo forse per metabolizzare la situazione.

    Lui, forse con arroganza, fregandosene di chi gli passasse vicino e assistesse ad uno spettacolo per niente eclatante, faceva il pedicure, sicuro che tanto qualcuno qualcosa gli lasciava senz’altro.

    Timidezza o arroganza?

    Insomma, non era certo l’atteggiamento dimesso di chi di solito fa quel “mestiere”, e mi va anche bene, perché al contrario mi fa arrabbiare di più, ma non è un modo quanto meno strano?

    Quello che voglio dire è che anche in quelle cose esiste un limite, discutibile senz’altro, ma esiste.

    Che poi questa umanità mi colpisca senza per questo impietosirmi, è vero, lo ammetto, d’altronde, se non fosse così, non ne parlerei neanche.

    Però, se devo essere sincero, provo molta più pena per chi si trova dall’oggi al domani a dovere abbandonare ogni cosa, per motivi economici, o per altre sfortune che nella vita sono sempre tante. Guardo con rispetto la loro dignità, che non ha nulla a che vedere con l’arroganza di chi pretende l’elemosina solo perché è una sua scelta di vita.

    Non voglio provare pietà, ma considerazione che sa di condivisione.

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  16. vedo che la cosa si fa complessa…
    Ognuno di noi vive questo momento a suo modo ma qualcosa ci accomuna tutti: quell’attimo di umanità, di sensibilità che ti fa pensare a chi è più sfortunato.
    I grandi gesti a volte valgono poco…son le piccole cose che fanno grande un gesto. Per alcuni è semplice regalare un piatto di pasta…per altri è umanità dividere il proprio ed è lì che vedi il valore del gesto.
    Ad ogni semaforo non puoi regalare qualche spicciolo, i semafori sono tanti lungo la strada. Dovresti uscire carica di spiccioli ed è difficile pensare di poter far felici tutti.
    Fai quello che puoi… riesci a dare qualcosa a chi ti sembra ne abbia più bisogno ma anche lì le scelte son difficili.
    e poi si sa ci si aiuta tra poveri…lì c’è veramente la solidarietà. Le istituzioni muovono passi lenti e spesso corti corti…basterebbe meno spreco anche nei supermercati…nei panifici…a me il pane piace anche posato…e penso piaccia a tanti… e allora alle mense dei poveri un po’ di pane posato non guasterebbe, anzi. la frutta se ha qualche ammaccatura…penso che non sia da buttare…è matura e pronta per essere mangiata.
    Ma non basta…Occorre ancora qualcos’altro… la bontà della gente che non sempre è disposta a fermarsi per ascoltare…per vedere dove alberga la disperazione, quella vera.
    E’ in aumento la miseria, l’accattonaggio, e pari passo la desolazione.
    Dove posso faccio del mio…dove non posso non devo sentirmi in colpa. Devo ritenermi fortunata, moltissimo.
    E questo mi aiuta a superare le mie difficoltà.
    Per il carattere che ho non riuscirei mai a chiedere aiuto, piuttosto preferirei morire.
    E’ anche vero che non si deve dare nulla per scontato. ma mi conosco troppo bene….
    La nostra coscienza va dove deve andare e se non ti soffermi alla prima…ti soffermi alla seconda…e cerchi in qualche nodo di alleviare un immenso dolore dovuto a scelte sbagliate, a situazioni estreme di miseria o allo stesso stile di vita di un popolo.
    Capisco benissimo Antonella perchè anche a me per una sciocchezza è capitato che una signora senza biglietto mi dicesse ” che Dio ti benedica” solo per averle dato il mio biglietto al controllore….Era commossa ed io con lei, per così poco…
    Il ragazzo che suona la chitarra …e ti sorride , beh, anch’io mi fermo ad ascoltarlo…e lo spicciolo cade lì, nel cappello, e si confonde in mezzo a tanti…
    Il mio titolare allunga sempre lo spicciolo al senegalese..ogni giorno…ma poi si è sparsa la voce e vengono in molti….e allora diventa difficile….
    io vado da Margherita e non le prendo nulla….per due faccende e due chiacchiere e intanto ridi e scherzi ..ma che vuoi fare? è bello stare in compagnia…ti pare?
    per alcuni sarò anche scema…ma io sto bene così….almeno poi posso raccontare le sue storie da Erzy…. 😉
    Ciao bella gente..

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  17. Antonella

    Una precisazione : dicendo “forse riusciremo almeno a capire senza giudicare”, intendo che se fossimo in grado di conoscere l’intera vita di un uomo, non ci fermeremo al giudizio. Per me il giudizio e’ umano, fa parte della nostra limitata capacita’ di conoscere . Diverso, naturalmente, e’ il caso di un giudizio malevolo, della sentenza emessa con l’intenzione di ” marchiare “. Ma questo e’ un’altro argomento. C’e’ una certa innocenza nel giudizio quando questo e’ frutto della limitata capacita’ di conoscere, come dicevo prima. Tuttavia , secondo me, e’ un’innocenza pericolosa .
    Il significato del tuo pensiero per me e’ chiaro.

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  18. Vogliamo dirla tutta?
    sono sicura che se la nazione leggesse questo tuo trafiletto…giudicherebbe anche te…malevolmente. Il mondo è pieno di pregiudizi e marchi…
    ma i ladri e le persone cattive e disoneste ci sono in ogni paese e vengono da ogni paese.
    Siamo stati nche noi popolo di emigranti e anche noi siao stati a suo tempo marchiati.
    Eravamo disonesti e puzzolenti. Il popolo americano ci vedeva così e ci emarginava…
    Forse ce lo siamo dimenticato….abbiamo dimenticato quella sofferenza. e quella differenza.
    Poi qualcosa è cambiato e da un po’ esiste la piccola Italia…non solo in Canada e siamo amati e rispettati. E’ costato tanto…però. Anche la dignità.
    Siamo dei giudici spietati anche tra di noi…eppure siamo tutti italiani.
    Eppure siamo tutti fratelli, senza differenza di colore della pelle e di religione, ma questo è scritto sulla carta,lo sappiamo.
    Allora…allora se possiamo facciamo delle buone cose tra di noi, tra vicini di casa, e cerchiamo di avere tolleranza. e benché il mondo sembra andare in un’ altra direzione, non molliamo.
    Si, hai ragione cara Antonella…il discorso di farebbe lungo e complesso. io sono dell’idea che occorre lavorare tanto, sin dall’asilo per intenderci. Andiamo incontro ad una società sempre più multietnica e c’è tanto da fare.
    Ed io sono per il rispetto e la pace.
    La mancanza di tali principi mi manda in bestia..come chi ruba ed è disonesto.
    Ciao Antonella, è stato un piacere leggerti. ♣
    Notte serena a tutti.

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  19. @ Semprevento e Antonella: non credo che qui ci siano, in nessuno dei nostri commenti, dei pregiudizi. Stiamo parlando d’altro mi pare, che niente ha a che vedere con la pace, la fratellanza il rispetto per la gente diversa e quant’altro. Antonella ha voluto portare l’argomento sul fattore umano, dicendo tra l’altro che siamo fatti per giudicare, proprio perché non siamo in grado di conoscere l’intera vita dell’uomo.
    Non sono d’accordo, ma per il semplice motivo che il mio articolo parlava di tutt’altro. Parlavo di un atteggiamento che oggi più che mai è sotto gli occhi di tutti, cioè di questa falsa pretesa di impietosire il prossimo per ricavarne qualcosa in cambio: denaro. Parlo di quelle pratiche che immagino esistano tuttora in certe popolazioni nomadi, dove i bambini vengono appositamente menomati, per poi mandarli in giro a chiedere l’elemosina.
    Il tutto per far leva sui nostri sensi di colpa, su di noi che siamo frutto di una società opulenta, dove gli sprechi potrebbero sfamare popolazioni intere. Ma questo è un altro discorso.
    Quel tipo al semaforo non lo guardo con odio o rancore, lo guardo con il sorriso sulle labbra, perché la sua “ingenuità”, oltre che mala fede, se da un lato mi offende, dall’altro mi fa sorridere.
    Ma questo cosa c’entra con il fattore umano? Cosa c’entra con il rispetto verso chi è diverso, cosa c’entra con il giudizio che, in questo caso, mi pare normale formulare? Nulla!
    Così come è diverso il discorso sulla solidarietà, della signora che per non farle fare brutta figura, le offro il mio biglietto del pullman, o del neretto che gli regalo quasi ogni giorno qualche euro, senza comprargli nulla, del vecchietto che aiuto per attraversare la strada, e così via dicendo.
    Il mio “amico”, quello per intenderci che non è più mio amico, aveva un’abitudine per Natale, anziché arrivare con il solito e scontato regalino, arrivava con una busta intestata ad ognuno di noi amici, dove c’era dentro un la somma che lui devolveva a nome nostro a chi ne aveva bisogno.
    Ho sempre criticato questa iniziativa, oltretutto poco elegante, primo perché se devo fare della beneficenza scelgo io come e dove farla e secondo perché nella mia testa, la beneficenza non è mai una cosa da sbandierare ai quattro venti. Insomma, giudicavo, a torto o a ragione, un brutto modo di condividere qualcosa che altrimenti sarebbe stata una bella cosa.
    E in questo sì che c’entra il fattore umano. Comunque sia, cara Antonella, meno male che siamo in grado di poter giudicare, se lo facciamo senza malevolenza o pregiudizio, perché altrimenti questi discorsi non avrebbero motivo di esistere.

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  20. Sono dello stesso parere di Arthur (‘naggia gli devo dare ragione sgrunt)
    Qui non si tratta di giudicare o di mancanza di umanità o di intolleranza verso chi viene da un’altra Nazione o quant’altro. Ma solamente di un comportamento un po’ scorretto da parte di coloro che vogliono raccimolare soldi. Può anche essere che ne abbiano veramente bisogno, e chi lo nega, ma il semplice fatto che come mi è capitato di vedere si mettano in mezzo alla folla con false protesi e bambini volutamente addormentati con intrugli di ogni sorta (ed è stato appurato, non sono fandonie) sinceramente mi fa arrabbiare. Usare bambini in maniera così ignobile è veramente orribile, come lo è pizzicarli volutamente per far vedere che piangono dicendo che hanno fame. Eh no, il discorso è totalmente diverso da quello che è la pace, la fratellanza, la buona convivenza…

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  21. @ Heleneaurore
    Come puoi sapere se io sono avara o no??? Non sono una di quelle che sbandiera ai 4 venti se fa beneficenza oppure no, non me ne vanto mai, sono affari miei, solo io so quanto faccio e agli altri non deve interessare. Sbandierare che si fa beneficenza è solamente un voler mettersi in mostra e non è da me…
    Stai giudicando un po’ troppo in fretta una persona che non conosci, cosa che io non mi permetto di fare… e sinceramente la cosa mi da alquanto fastidio

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  22. @ Patrizia: inszomma, inszomma, come è possibile che voi me ne dite più o meno anche se con il sorriso sulle labbra, di tutti i colori ed io non posso fare una precisazione?
    Cara Patrizia, qui in casa mia regna la democrazia, per cui puoi dire ciò che vuoi, ma la discussione mi pare fosse un’altra. Ho solo spiegato che le mie intenzioni erano altre, ciofeche a parrte. 😉

    ‘giorno! 🙂

    ps: che carattere!!!

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  23. @ Heleneaurore: in effetti non capisco neppure io questo tuo commento e se è riferito a Patrizia o a chiunque sia intervenuto nella discussione, vorrei pregarti di spiegare, perché gli equivoci, nel caso ci fossero, non sono mai belli.

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  24. @ Arthur
    Non mi pare che ci siano dubbi sulla persona alla quale si riferisce Heleneaurore visto che ha messo il mio nome… quindi io di equivoci non ne vedo nemmeno mezzo….. e mi fermo qui perché sono veramente incavolata nera…

    Per quanto riguarda le ciofeche, sai benissimo che mi piace stuzzicarti e darti le battutacce, ma lo faccio sempre nel massimo rispetto della tua persona.

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  25. @Patrizia: no no, non ci siamo capite, parlavo di quella signora che dicevi………….chiedeva l’elemosina e non ne aveva bisogno, anzi era parecchio ricca…………… :)non parlavo di te………

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  26. Mi ero assentata dal PC e non ho visto che ero stata fraintesa, io dicevo che di fronte a uno che chiede l’elemosina e sospetto mi stia ingannando, spero che lo faccia perchè disperato, e così pensando che alcuni lo fanno per avidità mi vengono i brividi 🙂

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  27. @ Heleneaurore
    Ti chiedo scusa per la mia reazione, le tue parole sembravano proprio rivolte a me e quindi mi sono sentita offesa. Grazie per il chiarimento e scusami ancora

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  28. …quindi avrei equivocato! 🙂
    La parola Carità ha tante valenze…e secondo me le abbraccia un po’ tutte le azioni buone e sta bene alla base dei gesti.
    Il giudizio , certo che serve quando però non punta il dito a priori. Giudicare significa anche valutare…e valutare forse è più leggero come termine..
    Spesso io agisco d’istinto e dopo ne pago le conseguenze.
    ma essere caritatevoli alla fine che significa? sganciare un euro a chi chiede l’elemosina con la mano tesa? a chi organizza uno spettacolini sul marciapiede suonando cantando e ballando?
    Offrire una colazione a chi ha fame? regalare i panni smessi alla Croce Rossa? I giocattoli vecchi? Queste cose si fanno già….e si sta zitti perchè è gesto nostro…e solo nostro.
    Io credo che la carità abbracci tante cose… come la fratellanza e la pace, la misericordia di cui si parla tanto…Poi se ho sforato..embeh? che v’aspettate dal vento?

    Una ventata buona a tutti.

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  29. @ Venticello: hai equivocato sia tu che Antonella, nel senso che non era di queste cose che si stava parlando. Ma ci sta anche, se una discussione diventa l’occasione per parlare anche d’altro.
    Cosa mi aspetto da te? Al di là del fatto che ami ridimensionarti, mi aspetto un tuo parere che quasi sempre nasce dalla tua capacità di essere abbastanza aderente alla realtà, obiettiva, per certi versi molto saggia, che poi non è altro che la saggezza che ti ha insegnato la vita.

    Nessuno si aspetta nulla da nessuno, perché non dobbiamo passare nessun esame. 🙂

    Ma tornando a noi, sai perché ho scelto la parola carità come titolo alla mia storia? Non intesa nell’accezione classica del termine, che può essere anche solidarietà, fratellanza, pace, misericordia, come hai giustamente detto ma, perché è la parola che spesso si sente da chi chiede l’elemosina. Quindi in questo senso è molto più riduttivo come termine.
    E sul fatto di agire d’istinto, cara Ivana, non dolertene, perché vuol dire che dentro di te c’è una parte genuina che ha solo voglia di venir fuori. E lo si vede.

    Ciao, con un sorriso. 🙂

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  30. aurelio

    @ Patrizia.

    Lady…..me lo fai un sorriso…. “per carità”???????? 🙂 🙂 🙂
    Non sarebbe elemosina ma … solidarietà, e ce n’è tanto bisogno credimi!!!!!
    Kiss…… :-))))))))))

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  31. aurelio

    @ Patrizia

    capisco perfettamente e non voglio assolutamente disturbare la Tua concentrazione. Anche noi in ufficio siamo oberati (INPS, INPDAP, ILOR, F24, IMU, Bilancio, Riunioni, Consigli e Collegi…….)puah! 😦 e poi i servizi fuori sede presso le aziende da visitare…. ari_puah! 😦
    In genere però quando arriva questo periodo -durante la settimana non conosciamo sosta- però il venerdì, sabato e domenica ce ne andiamo in giro dappertutto.
    Comacchio non è poi così lontana….Lady, occhio!
    A proposito di occhio …. il pavone è spettacolare 🙂
    🙂
    🙂
    🙂

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  32. aurelio

    Sparisci??????? Nooooooooo. :-((((
    E’ un’ingiustizia questa e pure bella grande…. 😦
    Meno male che ci si incontra da Arthur. 🙂
    Meno male 🙂
    Però …. che male! :-(((

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  33. aurelio

    Patrizia mia che eddai eddai, eravamo ad un pelo dal “quagliare” e Tu non circoli…..
    ma mi domando e dico “si fa così” ????????????? 😦

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  34. carla

    @ Aurelio: mannaggia la miseria…………
    siamo “ospiti” cerchiamo di non diventare proprio “indesiderati”. 😦
    @ Pat: ciao carissima ho letto che sei oberata in questo periodo e ti capisco, peccato non poter girovagare di notte sul blogghino visto che Morfeo ci cattura presto. A proposito di Aurelio….. non prendertela – mi raccomando – è un zuzzerellone ma assolutamente innocuo, ha scoperto che sei una persona eccezionale e che vuoi…. gli piace interagire con te. 🙂
    @ Bacioni a Tutti 🙄

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  35. aurelio

    @ Lady Patrizia

    Quagliare = stringere una sincera amicizia. Un’amicizia che non sia occasionale. Un’occasione, ecco diciamo così. Un’occasione che la vita ci regala.
    E l’amicizia regge il moccolo all’occasione! 🙂
    p.s. sono riuscito a incasinarmi da me stesso…..

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  36. carla

    Pat… lo sai che non mi ero accorta che stavo sul post della “carità”?. 🙂
    Scappo subito prima che arriva “il boss” :mrgreen: raccolgo i miei amici (tra l’altro si è aggiunto Massimo, spero che quanto prima scriva qualcosa anche lui) e ci incamminiamo verso le nostre casette.
    Un abbraccissimo 🙂

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  37. Ho dato uno sguardo veloce ai vostri commenti,riguardo l’argomento dei mendicanti e,vi dirò,sono a conoscenza del fatto che si è messa in moto una vera e propria macchina dell’orrore.Non so se è stato già scritto in questo post e mi è sfuggito,ma nei paesi dell’est almeno per ciò che ho letto,spero sia circoscritto lì e basta,prendono bambini ,gli spezzano arti e li riattaccano con interventi fatti nelle peggiori condizioni,storti volutamente e poi li fanno entrare nel giro dell’accattonaggio anche qui in Italia per suscitare ulteriore pietà.Una autentica barbarie!!Non oso pensare cosa possano provare quei bambini o adolescenti davanti a una simile nefandezza operata sul loro corpo!A questo punto si dovrebbe pensare che dando soldi si alimenta anche questo indecente mercato.Io mi regolo così,dò soldi e faccio beneficenza ogni volta che sento un desiderio irresistibile di farlo,senza regolarmi sul effetto visivo che suscita il soggetto in questione,meglio ancora via sms o in via anonima,per quel che posso.

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