Bagliori nel crepuscolo

Ormai, come da abitudine, vi lascio con una poesia di mio Padre Santi.

Bagliori nel crepuscolo

E il cielo s’adagia su quel colle
che digrada sul piano
con alberelli e fiori;
ed a me, che aldiquà m’accampo,
mi coglie indicibile sgomento:
troppo vicino è il cielo,
temo precipiti,
minaccia il mondo,
dilaga sulla terra.
Ed io che m’inabisso,
in tanto cielo mi disperdo.

Santi

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14 pensieri su “Bagliori nel crepuscolo

  1. Che forti sensazioni ha provato tuo padre per scrivere questa poesia, si è sentito minacciato dal cielo, dal suo avvicinarsi così fortemente al colle, ma nello stesso tempo ne è diventato parte, conscio di quanto potere ha la natura ed ogni suo componente. E’ come se avesse associato la scena del cielo alle difficoltà della vita, quelle difficoltà che sembrano doverci schiacciare da un momento all’altro.
    Grande sensibilità, grande anima quella di tuo padre.
    Ciao papà Santi, sarebbe stato bello conoscerti, anche se il tuo figliolo ci da la possibilità di farlo attraverso le tue poesie.
    Pat

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  2. …io la trovo struggente…
    ma tu lo sai , non mi intendo di poeti…e di poesie.
    Ho pensato all’immensità che il cielo regala a quel colle…
    le cose sulla terra son così piccole ..così desiderose di carezze
    che solo il cielo le può accarezzare tutte.
    Noi piccoli umani lo guardiamo spesso distratti…ma non chi ha occhi
    ricchi di poesia, che sappia scriverla o soltanto sentirla nel cuore.
    Di sicuro sbaglio, ma sembra quasi un’annuncio…
    un saluto al colle e un abbandonarsi alla propria vita…
    forse con un velo di malinconia…ma consapevole di quanto
    immenso sia disperdersi….
    Ecco mi ha colpito questa parola…disperdersi…

    Se poi tu riesci a spiegarmi…
    e se non puoi o non è importante…o va bene così…anche a me
    va bene così…non cambierei una sola parola e neppure toccherei
    la sensazione d’immenso che mi ha regalato….
    siamo così piccoli qui….

    Ciao Poeta Santi
    vento

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  3. Caro Arthur, è davvero molto bello questo scritto del tuo papà…
    Pensavo al cielo così basso… proprio l’altro giorno, passando sul ponte dell’autostrada vedevo questo mare immenso e, mentre di solito si scorge la linea dell’orizzonte, quel giorno non era così: cielo e mare si univano inscindibilmente… Non si capiva dove finiva l’uno e dove iniziava l’altro…
    O il cielo si era abbassato fino a toccare terra o il mare si era innalzato fino al cielo…
    Era meraviglioso…
    Penso che tuo padre avrebbe molto apprezzato quella vista spettacolare…
    A presto e ben tornato!!!! 😀

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  4. Grazie ragazze, vedo che ognuna di voi ha dato la sua interpretazione, tra l’altro molto vicine l’una all’altra. In effetti il cielo, così come tutto il resto, è solo l’occasione per parlare della vita, e lui in questo era un maestro, un’emozione indicibile.

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  5. laUra

    Molto belli questi versi di Tuo Padre, però vorrei provare a pensare al cielo come ad una grande mano che ci accarezza avvolgendoci in un caldo abbraccio e mitigando così tutte le nostre nefandezze. Pensare cioè a “bagliori” positivi che regalino allegria, speranza, condivisione.
    Un abbraccio alla vita da parte di un cielo infinito.
    laUra

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  6. @ LaUra: oopsss, ho appena lasciato un commento dove t’invitavo a commentare i miei post. 🙂

    ” Ed io che m’inabisso,
    in tanto cielo mi disperdo.”

    In effetti, se ci fai caso, la speranza è racchiusa in questi ultimi versi, perché lui si affida al cielo per superare i suoi affanni. C’è sempre una nota positiva nelle poesie di mio Padre e di questo devo ringraziarlo, perché mi ha insegnato a sorridere.

    Grazie per il tuo commento.

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  7. daniela

    In poche righe c’è l’immenso. Del cielo, del colle, del mondo, della terra. Della “vita”.

    Ottimi versi quelli di tuo Padre Santi.

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  8. @ LaUra, Daniela e Aurelio: grazie ragazzi, mi fa immensamente piacere ritrovarvi anche da questa parte del blog. Ogni tanto pubblico le poesie di mio padre, lo faccio in suo onore e poi ha scritto delle cose bellissime. E’ bello condividerle, perché l’emozione non può avere limiti.

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  9. La sensibilità di tuo padre e le sue poesie continuano ad essermi care.Lui vede con occhi speciali,come se avesse degli occhiali che penetrano la realtà,si insinuano nei sentimenti e si fanno voce di tutti.Sono estasiata nel leggerlo,mi ricorda Montale e la collezione di poesie Ossi di Seppia.Non esagero dicendo che le vedo come la loro naturale prosecuzione,intimiste e accattivanti e pronte a rilevare le piccole minuzie del nostro mondo che per mano sua,lo rendono così speciale come solo Lui sapeva descriverlo, con la mente di uomo superlativo.

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  10. …Montale….c’è una poesia di cui sono innamorata…perchè è …importante ….
    perchè io l’ho fatta mia ed ogni volta che la leggo…so quello che voleva dire…
    è dedicata alla mia Saretta… come se l’avessi scritta io..ogni tanto la pubblico…
    e l’avevo in mente qualche giorno fa….
    un bacio e buona serata a tutti…i viandanti malinconici e non.
    vento

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