L’Amico Invisibile.

InAttesa

Giusto l’altro giorno nell’angolo di Erzicovina, che per chi ancora non lo sapesse è un posticino dove si chiacchiera del più e del meno in maniera più o meno affabile ( 🙂 ), Aurelio ha coniato un termine nuovo, almeno per me, “l’Amico invisibile”, riferito a qualcosa che in certi casi ha degli effetti devastanti su di noi, sulla nostra vita, una presenza scomoda da condividere con un quotidiano a volte dal futuro incerto.

Ci ha però tranquillizzato, a quel che sembra c’è un finale positivo e voglio crederci ma, ripensandoci poi non ho potuto fare a meno di vedere riflesso in quest’Amico Invisibile anche la figura di chi sta dall’altra parte dello schermo e di cui per tutta una serie di motivi si sa ben poco.

Una riflessione che, ammetto, mi ha turbato non poco, perché si è talmente presi in questi luoghi cosiddetti virtuali a scambiarsi parole dopo parole che non ci rendiamo conto, malgrado il bagaglio di emozioni, di quanta precarietà ci sia in questa amicizia, perché basta un nulla per farla del tutto vacillare: oggi c’è un avatar che ammicca dietro ad un commento e domani improvvisamente non se ne sa più nulla.

Da quattro anni a questa parte di gente svanita nel nulla ne ho vista tanta, alcuni amici con i quali si era creato un rapporto profondo in cui crederci non solo fatto di commenti, di saluti, baci e abbracci. Altri, sapevo già che sarebbe avvenuto, ma la lontananza, oltre che la percezione di aver vissuto qualcosa che per vari motivi non si era del tutto concretizzata, ossia, la conoscenza fisica, l’aver quindi avuto la possibilità di far coincidere le parole con gli sguardi e con i gesti, mi ha messo nelle condizioni di avere persino dei dubbi che qualcosa del genere fosse realmente esistito.

Nella vita di tutti i giorni capita di cambiare rotta e di ricominciare daccapo, ma sempre con la certezza che ciò che si è vissuto non debba e non possa essere confuso con qualcosa d’irreale, invece qui, mi rendo conto che basta soltanto un giorno per capire di aver perso ogni cosa e la cosa più sconvolgente è che avviene senza neanche saperlo.

Ecco, al di là di tutto, dall’altra parte dello schermo c’è un Amico Invisibile e la mia paura è di perderlo inesorabilmente.

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81 pensieri su “L’Amico Invisibile.

  1. La precarietà in queste amicizie è all’ordine del giorno, molti non pensano che dall’altra parte del monitor c’è una persona vera, ma solo un contatto che si può chiudere a proprio piacimento senza alcun bisogno di dare spiegazioni. Ne ho perse parecchie di persone cosiddette virtuali (io detesto questo termine però) eppure le ricordo tutte indistintamente, ovviamente non saprò mai se per loro è così oppure no. Forse è anche per questo motivo che faccio fatica da un po’ di tempo a lasciarmi andare completamente, forse è per questo che sto sempre sul “chi va là” con molte persone. Perché per troppe volte ho creduto in chi parlava di amicizia per poi ritrovarmi con un pugno di mosche in mano e non solo con chi è rimasto “invisibile” ma anche con coloro che sono diventati “visibili” . Troppe promesse che poi si sono rivelate solamente parole, le classiche parole che il vento si è portato via. Eppure nonostante tutto ogni volta che qualcuno sparisce io ci resto male anche se mi dico continuamente “non deve succedere più, non ci devo restare così male”.. ma non ci riesco. Si , il timore di perdere altri Amici Invisibili c’è sempre in me, sempre….

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  2. @ Patrizia: partendo dal presupposto che anch’io ho sempre negato la possibilità che esistesse un mondo reale nettamente in contrasto con un mondo virtuale, visto che qui ci siamo ancora noi fatti di carne e di ossa oltre che di pensieri e di emozioni, a volte mi domando cosa sarebbe stato se anziché conoscere un amico in giro per la rete, l’avessi conosciuto magari da altri amici o in ufficio, o in un locale e la risposta alle volte non riesco a darmela. Mi rendo conto che, così come spariscono gli altri, potrei un giorno sparire anch’io, con la stessa facilità, ma la domanda che mi pongo in effetti è un’altra, cioè come vive gran parte delle persone questo tipo di rapporto e se le stesse pensano che sia logico avere delle aspettative così come succede con gli amici che normalmente si frequentano in un contesto normale.

    Non credo di avere un concetto dell’amicizia tutto particolare, però sulle aspettative, sulle attese, avrei qualcosa da dire. Qui, e da un lato è un bel guaio, forse grazie all’anonimato, al fatto che anche un nome ha un’entità non del tutto definibile, si riesce a lasciarsi andare, toccando magari dei tasti che scavano nel profondo, cosa che nella “vita reale”, come vedi ci tengo a metterlo tra virgolette, si fa con più circospezione, o solo con determinate persone.
    Qui, se l’argomento del post richiede un certo tipo di coinvolgimento emotivo, basta poco cadere nel personale, pur tra tanti giri di parole, per qualcuno, proprio perché la distanza ci mette al riparo dal considerare il pudore un elemento determinante per non essere giudicati al pari di come avviene in circostanze normali.
    Tutto questo per certi aspetti è bellissimo, perché fa capire di quanto bisogno abbiamo di comunicare, è un po’ come il fatto di piangere davanti ad una scena di un film, le emozioni cercano una valvola di sfogo e, esplodono.
    Ecco, qui, in effetti, certi rapporti sono in un certo senso terapeutici, nel senso che ci confrontiamo senza alcun timore, forse una specie di prova generale per affrontare la vita reale con più forza e convinzione.

    Ma quando questa intensità si interrompe, magari perché qualcuno ha smesso di esserci o c’è un po’ meno, quel senso di precarietà di cui parlavo nel mio articolo, vien fuori tutto e con qualcuno potrebbe pesare come un macigno.

    L’Amico Invisibile… non credo che incontrarlo serva a risolvere qualcosa. Deve cambiare dentro di noi l’equivoco di questo reale e virtuale, poi, forse, ne potremo riparlare.

    ‘notte! 🙂

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  3. Vero. l’amico invisibile..colui o colei che senti da subito, a pelle…lo percepisci come qualcosa di diverso dal solito…ti colpisce nel profondo..e non sai bene come mai si scatena quel senso di esatta similitudine che ti trascina oltre.
    Io , una persona così l’ho conosciuta…e mi sono sentita fortunata.
    Se sparisse, cosa che fa immancabilmente, anche se poi vedo la sua faccina su in alto, ne soffrirei moltissimo. Eppure il rischio c’è, qui come nella vita.
    Gli amici di scuola, l’amichetta del cuore, il primo ragazzo, i colleghi…tutto piano piano scivola via inghiottito dalla vita, dalle strade che prendono diverse direzioni. Ci si allontana con la promessa che non ci perderemo mai. ma poi non è così. Ogni tanto ti ritrovi a pensare a chi ha fatto parte di quella schiera di Veri Amici che adesso non ci sono ..son troppo lontani e non sai neppure come rintracciarli. Ti dici che è un gran peccato e poi volti pagina perché così deve essere.

    Un giorno all’epoca di windows live scoprii una realtà che non avevo mai considerato: la morte.
    Il fratello di Michele, così si chiamava, annunciava che era morto…e che avrebbe gestito lui il blog. A prescindere che scatenò diverse opinioni che io onestamente non considerai…piansi a dirotto, ne rimasi davvero turbata.
    Fu un po’ come vedere un film…mi ero affezionata a quel contatto di cui non conoscevo neppure il volto….ma leggevo i suoi brevi post…Fu ancora più allucinante scoprire che era tutta una bufala ben architettata… fu anche una grande delusione, davvero.
    Ogni tanto mi domando come si fa a far del male in modo così gratuito.Per me era un “amico invisibile”. In molti andavamo da lui…era uno che parlava poco ma sapeva come parlare.
    A volte arrivava qualche messaggio provato, ma era solo un modo per preparare ad arte la sua uscita di scena. Che tristezza misera..

    Anch’io son come Patrizia, mi affeziono alle persone, i famosi nik nascondono una faccina, un sorriso, una vita. Son rimasta di questa idea…forse son più selettiva, e godo del momento, prendendo ciò che mi viene dato senza nulla chiedere.Se poi questo mi viene tolto …ci resto male di meno. Un modo come un altro per difendersi dal peggio.
    Sono una che aspetta…non “invado”, chi mi cerca lo deve fare perché gli ispiro simpatia o perché ha solo bisogno di scrivere…perché sa che può fidarsi.
    Punto.
    ( per ora)
    vento

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  4. @ Arthur
    Già da un pezzo sto cercando di non avere aspettative quando conosco una persona, perché ho sbagliato quando l’ho fatto, probabilmente anche perché io stesso sono stata parte in causa della perdita di diverse persone. Tu dici che qui anche se con un giro di parole alla fine parliamo delle nostre cose personali, che ci si lascia andare. Si, penso proprio che si vero quello che dici, ma non fino in fondo. Io non mi sono mai lasciata andare completamente, ci sono tante cose di cui non parlo mai e delle quali non parlerò mai in rete, dove chiunque può leggere. Ovviamente le mie sensazioni e opinioni quando si toccano certi argomenti e non si fanno solo chiacchiere caciarone, ci sono, certo che ci sono e sono vere. Ma tantissime volte non rispondo agli argomenti oppure a ciò che dicono gli altri proprio perché occorrerebbe entrare troppo nel personale e a me non va di farlo. Mi riesce molto più facile quando sono a tu per tu con la persona che mi ispira fiducia, con la quale si instaura un rapporto più stretto. Con alcune, una in particolare, di quelle persone che da invisibili sono diventate visibili l’ho fatto ed era proprio la persona che più di tutte le altre ha sempre parlato di amicizia, di rapporti veri, di rapporti che niente e nessuno avrebbe mai potuto intaccare perché ha sempre ritenuto l’amicizia al di sopra di tutto. Parole solo parole, è bastato un niente e questa persone è sparita, prima poco alla volta poi definitivamente. Tu dici che qui è terapeutico, che serve come prova per poi affrontare la vita reale. No, per me non è affatto così, non uso il blog ed i rapporti che ci instauro a scopo terapeutico. Io qui sono la stessa che sono nella vita reale. Anche tu potresti sparire, eccome no, come potrei farlo io e come potrebbe farlo chiunque, ma c’è un particolare che io non ho mai sottovalutato, quello di lasciare almeno un saluto di avviso e non sparire improvvisamente come tanti hanno fatto oppure fanno.
    Per me non c’è nessun virtuale o reale, ci sono contatti umani e basta, ma non è così per tutti e non vedo di cosa si dovrebbe riparlare visto che su questo punto ho le idee chiare. Persone nella vita di tutti i giorni sia quelle reali che quelle non reali, ma sempre persone….
    E sai una cosa, io mi sono chiusa ancora di più invece da quando frequento il cosiddetto virtuale, molto di più, anche se forse può sembrare il contrario, ribadisco forse…
    ‘notte a te

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  5. @ Patrizia: il mio “terapeutico” ha molte sfacettature, infatti ho detto che in un certo senso questi rapporti sono terapeutici per la vita reale, non nel senso che considero il blog come un lettino dello psicanalista dove qualcuno che ascolta c’è sempre, che tra l’altro ho SEMPRE contestato, non a caso non ho mai fatto post dove la mia vita privata è lì in bella vita, post lacrimosi e che cercavano una spalla su cui appoggiarmi. Quindi non volevo dire che uso il blog per fini terapeutici, non lo credo e men che meno lo faccio, ma ciò nonostante, considero questo tipo di apertura nei rapporti con gli altri positiva e in questo senso può servirci nella vita di tutti i giorni, soprattutto in un momento storico dove i rapporti, malgrado tutti, sono quelli che sono.

    E poi, mia cara, e lo dico senza presunzione, non è necessario parlare di sè per farsi conoscere. Anzi, alle volte le persone più chiuse, sono le più comprensibili, perché se si ha voglia di vedere al di là delle parole, alcune verità spuntano fuori senza bisogno di sbandierarle a tutti i costi.

    Saper vedere, come ho sempre detto, non è facile, bisogna soltanto averne voglia che poi, questa voglia è anche relativa all’interesse che si ha in generale per le persone e in particolare, per quella persona.

    Per il resto, mi pare che siamo abbastanza d’accordo, Ventolino compreso.

    ‘nnagg…!!! 🙂

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  6. @ Arthur
    Ma non eri andato a dormire tu?? ‘naggia 🙂
    L’ho capito che non intendevi terapeutico in senso stretto della parola, ormai un po’ ho capito che tu usi le sfaccettature di molte parole per esprimerti. Si, diciamo che siamo abbastanza d’accordo.. si abbastanza… molto di più con Ventolino però.. tiè

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  7. @ Ventolino: beh, quello scherzo era proprio di cattivo gusto e chi lo ha architettato non è certo una persona affidabile e degna di considerazione. Come ho già detto, anch’io non credo nel virtuale e così siamo in tre. Com’era quella canzone?

    ‘notte Venticè, vedrai che tra poso arriva la nostra Carlotta che a quel che so, in questi giorni è stata al mare, mannaggia. 🙂

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  8. …molto molto bella…ti ho ringraziato nel blog foto….disattento!
    Carlitasss ha cappottato nel lettone…e c’ha fregato …chissà com’è bell’abbronzata… color bronzo…luccicante….wow!!!
    Io e Pat siamo bianche come mozzarelline vero?
    gnamo va’ tanto quell’ ignifuga di Carlitasss un viene…
    ..io però avrei bisogno ogni tanto di terapia..magari se è un bel terapista…un po’ di transfert lo farei… 🙂
    notte e buona domenica bei ciospi…
    io aspetterò trepidante lunedì…quando torna il mi Mirkino♥

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  9. Che dire ragazzi, un pianoforte è sempre un suono che coinvolge, se poi a suonarlo è Ryuichi Sakamoto ancora meglio.

    Stasera voglio fare un pensiero agli amici, quelli che ci sono e quelli che, ahimè, sono da qualche altra parte.

    Lo so Ventolino che è anche il tuo musicista preferito e… che ci sto a fare altrimenti? 🙂

    ‘sera a tutti!

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  10. Ho pensato anche io ultimamente al concetto di Amico Invisibile, perché ho attraversato momenti di sconforto al di qua dello schermo che, come sempre, mi hanno portata a voler mandare tutto, ma proprio tutto, all’aria, al grido disperato di “non serve a nulla!”. Questo perché questa volta ho aperto il blog come fuga mentale dal mio mondo chiuso, mondo che però è rimasto (e per di più quasi invariato). Al di là dello schermo trovo persone come me, perciò definisco il mondo dei blog “il mio mondo”, lo considero un luogo in cui è più facile avvicinarsi a persone simili a noi, che ci fanno sentire “a casa” ed è più facile evitare le persone che ci fanno stare male. Mi pare.
    Ultimamente ho odiato anche tutto questo, perché mi sentivo incapace di portare avanti conversazioni piacevoli, visto il mio malumore, solo per questo.
    Ma poi ho pensato alle persone che mi seguono e che, forse, mi definiscono con questo termine che ha coniato il tuo amico, e che, forse, si sarebbero sentite.. tradite da una mia partenza (leggi pure “fuga”) senza salutare. Non avevo mai avuto lettori e contatti nei miei vecchi blog, è stato più facile chiuderli di punto in bianco, ma stavolta sono riuscita solo ad assentarmi silenziosamente finché son stata meglio. Inoltre alcune delle persone che leggo con piacere, e che mi leggono, da Amici Invisibili, col tempo sono diventate Amici di Penna, nonostante il mezzo usato sia la mail (Amici di Tastiera però non mi piace ihih), e non potrei fare più a meno di questo rapporto. Per me è forse una prassi più normale, visto che ad ogni trasloco in un’altra città ho lasciato dietro di me amicizie preziose che ora sono davvero “di penna” (ci vediamo una volta all’anno se va bene), perciò so come si fa, e so che dall’altra parte di uno scritto ci sono persone, e so che sono altrettanto importanti di quelle più vicine fisicamente, se non di più. Perché dipende dalla persona in sé, non dalla sua posizione geografica, né dal conoscere la sua vera faccia (nel mondo dei blog, esclusa la foto del profilo, nessuno conosce la mia).

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  11. aurelio

    Ho acceso ieri il computer e ho trovato il tuo avatar con un vecchio pensiero, un commento a qualcosa di scritto, la percezione che tu sei ancora qui a condividere momenti di vita. A volte tutto questo mi rallegra, mi fa star bene, mi sembra di possedere qualcosa che non perderò mai, eppure come gli amici della vita di tutti i giorni improvvisamente ti sento lontano, troppo, penso addirittura che tu voglia farmi un dispetto o peggio ancora uno scherzo, mi guardo intorno e quel monitor diventa improvvisamente ostile e realizzo quanto il virtuale sia in fondo precario, invisibile agli occhi. Quando si soffre il segreto è cercare l’estraneità, si diventa inermi spettatori del proprio dolore dove solo la vita può decidere al posto nostro. Nella precarietà del virtuale è poco quello che veramente si conosce di noi, persone invisibili legate da una virtuale amicizia che raccontano una minima parte della loro quotidiana vita e che spesso scacciano pensieri e sentimenti intrisi di malumore e tristezza per essere accettati in un ideale difficile da raggiungere e che non ci identifica, sconosciuto a noi stessi e che ci attacca, purtroppo, a un’illusione.
    Stavolta è per sempre, sarai la stessa persona o dovremo imparare a conoscerci come due estranei? Dove vaga la tua mente, adesso? Sei sdraiato in una posa immobile, non lotti più contro il male, dormi senza sogni con voci che ti arrivano remote. Ti costa fatica muoverti collegato a una mezza dozzina di tubi e di sonde ma cerchi di alzarti in piedi per accogliere e congedare chiunque ti faccia visita come quando in casa accompagni gli amici fino al cancello del giardino”.
    E il virtuale è reale in quest’edificio bianco dove regna l’eco e dove non esiste la notte, dove anch’io perdo la nozione del tempo in un viavai di camici, dove sento tante fragranze farmaceutiche e vedo facce di pietra, chissà se sono loro gli amici invisibili, figure minacciose che si sono chinate un giorno sul tuo letto cercando di riportarti al luogo dell’innocenza assoluta. I corridoi sono lunghi con portafinestre che affacciano sul giardino e dove arriva un cono sbieco di luce dai vetri che rileva il pulviscolo sospeso nell’aria, dentro ci passa una suora in un’immensa assenza di cose, solo getti di vomito, esistenza di larve, l’odore del cloroformio, pastiglie sul comodino che non aspettano più nessuno. Qui dentro ti senti polvere che cammina ed io mi sento sfondato dal dolore in un silenzio di gente ammutolita.
    Io ti conosco per quello che sei nei momenti che stiamo insieme ma non so cosa sei con gli altri però di certo so che hai un bel cuore. Tu sei quello che pensavo sarebbe stato più giusto essere in questo momento e per te io sono quello che non riesce ad essere mai. L’uno nell’altro. Abbiamo passato un sacco di momenti insieme, momenti di confusione, anche, ma ci siamo sempre capiti. E quell’infermiere che prima si è bloccato davanti a me indicandoti mi ha chiesto dopo una breve pausa “il signore è suo parente?”, “sì” gli ho risposto e se n’è andato. Io e te ci siamo messi a ridere come matti. Dobbiamo imparare a riconoscerci come due estranei. Incolleremo i frammenti spezzati del tuo passato e potremo inventare i tuoi ricordi man mano secondo le tue fantasie, per adesso ti racconto di me seduto al tuo fianco mentre osservo su uno schermo le linee luminose che indicano i battiti del tuo cuore, tento di comunicare con te per tenerti legato a questo mondo. Tu mi giustifichi sempre, sorridi come si sorride a un fratello che ne combina sempre una, ma lo tieni così perché invecchiando cambia tutto, siamo compagni di classe delusi dalla bocciatura e pensiamo adesso ad un’estate senza mare. Noi che al mare stavamo sempre fino a diventare blu dal freddo, raccoglievamo conchiglie, mangiavamo panini con sabbia e gelati di limone semisciolti mentre guardavamo il tramonto del sole dagli scogli e aspettavamo per esprimere un desiderio, attenti all’ultimo raggio che sorgeva nel preciso istante il cui il sole spariva all’orizzonte. Io chiedevo sempre di non perdere la tua amicizia e suppongo che tu chiedessi esattamente il contrario.
    Ho acceso oggi il computer e non ho ancora trovato il tuo avatar con un nuovo pensiero, un commento a qualcosa di scritto ma se allungo una mano posso quasi toccarti e mi sembra che tu abbia addosso il vento breve di chi è venuto da di là quasi di corsa. Hai sempre su una maglietta due taglie più grandi, forse anche due e mezzo e l’avanzo delle maniche ti clownizza un po’. Hai un modo di dirmi “matto” come se fosse un complimento, ho questo modo di dire “grazie” come se mi desse fastidio ma non me la prendessi. I primi minuti siamo stati lì un po’ in equilibrio sul filo della formalità, molto sul “come ti senti… senti che caldo…. mi sei venuto in mente stanotte cioè a dire il vero era quasi l’alba ma non mi ricordo per cosa” poi ti sorrido e non parlo più. E mi viene in mente quella prima volta che andammo ad un concerto insieme, c’era un occhialuto che stava avvilendo “Imagine” seduto al pianoforte, davvero una rovina. Si fermava, ci ripensava, ricominciava. I suoni erano una balbuzie che faceva venire il prurito ma niente che mettesse paura alla biondina che gli stava dritta al fianco e che gli faceva i canti e i controcanti. Ti ritrovi?
    Sei come una goccia in mezzo all’oceano, la goccia è niente in rapporto all’oceano eppure l’oceano non avrebbe alcun senso senza quella piccola goccia. Io ogni tanto te lo voglio ricordare.

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  12. @ Aurelio
    Mi hai fatto venire i brividi nonostante il gran caldo. Non so cosa dire davanti alle tue parole che ho letto e riletto più volte. Solo che… non so, è come se mi trasmettessero una strana sensazione, un malessere particolare che mi ha portata alle lacrime…

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  13. aurelio

    @ Patrizia
    BuonGiorno Lady 🙂 nessuna lacrima che non sia di gioia. Stamattina venendo al lavoro la radio ha passato un pezzo di Baglioni “Io sono qui” che alla fine dice:
    “e si torna a scendere in pista un altro viaggio
    e io sono qui
    non perdiamoci più di vista nel coraggio di riprenderci
    dentro l’abito della festa quello scuro
    ora sono qui
    l’unica paura che resta del futuro è di non esserci
    tra sparare oppure sparire scelgo ancora di sperare.”
    ….. e ancora sottovoce me la canto. 🙂
    Qui ci sono pasticcini a volontà ed il peccato di essere virtuali, in fondo, è anche questo. Ma se ne prendo uno al cioccolato fondente e te lo dedico, dici che sembra “reale”? 🙄
    a dopo….. ma, presto presto!

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  14. @ Aurelio
    Si, è come se quel pasticcino fondente seppur virtuale io me lo sia mangiato e con gusto, il sapere che c’è gioia significa tanto, ma tanto tanto e ferma le mie lacrime
    Grazie, bacione
    Pat

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  15. carla

    @ buongiorno a Tutti! 🙂
    @ buongiorno Arthur! :mrgreen: (maddai…che è così bellino!)

    Riprendo il filo proprio dall’inizio di quella canzone di Baglioni che ha nominato Aurelio:

    “dove sono stato
    in tutti questi anni
    io me ne ero andato
    a lavarmi i panni
    io sempre lo stesso”

    e io sono qui……. 🙂
    corro a vedere dov’ero rimasta prima del bucato…… 🙄

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  16. @ Aurelio: ciao Socio, ci sai fare anche tu con le parole a quel che vedo ma, ok, brindiamo e… così però non vale, sai quanti passi devo fare per smaltire cinque o sei cioccolattini fondenti? Almeno 16.000, più o meno, e sì, perché adoro il cioccolato fondente, ‘nnagg…!!! 🙂

    Un bacio alle donne della tua compagnia e a te, come al solito, una stretta di mano. 🙂

    A dopo.

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  17. Ciao Elle…
    mi son riletta il tuo commento.
    Come sai ognuno di noi interpreta il blog a suo modo.
    Io ho avuto la fortuna di trovare belle persone…alcune le ho conoscciute altre sono una voce e un volto in foto..altre sono…intendo dire che fanno parte di questo mondo ma che essendo tanti non posso approfondire la conoscenza…restano comunque dei piacevoli contatti.
    Un po’ come le persone che incontri tutti i giorni in autobus…due i chiacchiere e un bel sorriso, senza nulla pretendere.
    Diventerebbe un lavoro senza tregua dover interagire con tutti. Mi capisci no?
    Segui chi ti ha davvero coplito, chi ti è affine o completamente diverso da te.
    Io lo prendo come un insegnamento…tecnico e di punti di vista che non sempre si riescono a vedere quando ci riguardano.
    Ecco, credo di esser stata chiara…Senza nulla togliere a nessuno…ma le simpatie e i legami ci sono qui come nella vita reale…le fregature si prendono qui ma si prendono anche fuori…i contatti si perdono qui ma si perdono anche fuori.
    E’ una vita parallela…fatta di altre cose ma se mentre cammini ti viene da pensare a quella persona o a quel determinato argomento..è indiscutibile che faccia parte del reale…non trovi?
    C’è chi ci mette la faccia…come me e tanti altri…c’è chi preferisce una bella foto, un fiore o una fata o un mazzo di peperoncini, senza fare nomi, l’Arthur!
    sai perchè ho apeto il mio blog?
    perchè andavo alla ricerca di notizie su una malattia e sulle sue eventuali cure.
    vedendo il prendere sempre più piede Messenger, mi sono iscritta…e da lì è iniziata la ricerca…con pazienza e calma…perchè mica puoi spiattellare al mondo le tue cose…il modo era quello di scrivere storie, pensieri…idee…ma alla fine il mio stile è quello…sognare…ricordare , far tesoro di quello che è stato e di quello che poi sarà…
    Qualcosa ho raccolto…nulla di troppo importante ..ma so che c’è…ed è un modo per tenermi aggiornata.
    poi è arrivato w. p. e la cosa è diventata ancora più grande…perchè qui mica scherzano!
    ma ormai ci sono e chissà che non esca qualcosa di positivo…
    Quindi….va bene così!
    Grazie dell’attenzione cara Elle.. 🙂

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  18. @ Carla: BuonGiorno a te mia cara Carla (nostra, vostra, de tout le Monde, evvabè non allarghiamoci troppo… 🙂 ) quella cosa verdolina, lo sai che non mi è simpatica, ma visto che quei carciofi non sono buoni neanche per farci un Cinar, soprassiedo e me la faccio piacere, ma solo se la metti tu. (tutti gli altri sono avvertiti!!! ) 😆 😆 😆

    E tra un filo e l’altro, a dopo. 🙂

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  19. ..leggendo Aurelio…come fai a pensare che tutto sia virtuale ?
    Ci ha coinvolto in qualcosa di immensamente vero…
    e te caro Aurelio sei quella goccia in mezzo all’Oceano…
    che senza te non esisterebbe…
    posso dirti grazie?
    ormai l’ho detto quindi accettalo…
    forse non sai bene il perché, ma io si.
    un bacio
    vento

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  20. carla

    I panni in questi giorni li ho lavati, stesi e stirati. Tutto è a posto in ordine nei cassetti. Per qualche breve attimo ho pensato però di eliminarli per sempre, sono pesanti per me da indossare ed ora è arrivato il caldo e poi chissà se li avrei potuto mettere di nuovo, in fondo la vita ti cambia. Poi in mezzo al mucchio ho intravisto quel maglioncino bianco con la farfalla colorata, l’ho tirato su e l’ho stretto a me. Era caldo, avvolgente e la farfalla inanimata. Guardando quel maglioncino pensavo che il destino è davvero strano ed alle volte è proprio dentro le tue stesse mani. Come il maglioncino. Che ho lavato e messo al sole. Sono tornata dopo un paio d’ore ed era asciutto, morbido morbido e bianco. Ho fatto bene a non buttarlo via, a crederci ancora, a sperare. A volte i miracoli avvengono e quella farfalla colorata dal maglioncino è volata via. Finalmente libera.

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  21. @ Carla
    Finché quella farfalla riuscirà a volare significa che c’è vita e voglia di viverla 🙂

    @ Heleneaurore
    Io non ho mai avuto un amico invisibile da piccola, ne ho ora che sono alquanto grande 🙂

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  22. carla

    @ Patrizia: 🙂
    sei abilitata anche tu a fare le faccine verdi perchè ogni tanto occorre sovvertire le regole per poterne creare di nuove. Ok? Ogni tanto i Capitani fanno la voce grossa per intimorire, come i cagnolini abbaiano ma scodinzolano con la coda, ahahahahahah 🙂

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  23. @ Carla
    Eh si lo so che ogni tanto occorre sovvertire le regole, ma poi il Capitano con me si arrabbia veramente e mi mette sottocoperta in punizione perché sono sempre troppo discola ahahah

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  24. Fin da quando ho aperto il blog, ho sempre pensato che rispondere ai commenti sia molto importante, proprio per quel di senso di ospitatiltà che mi porto dentro e poi, alle volte è un modo per portare avanti delle belle discussioni che, mai e poi mai, sono fine a se stesse.

    Però, 😳 , ammetto che ogni tanto mi piace stare a guardare; seguo i vostri commenti e me la rido tra me e me, non senza una sorta di compiacimento ahimè (scusatemi, sono un narciso internauta… 🙂 ), perché quando vi “vedo” a vostro agio discutere amabilmente e alle volte, come direbbe l’Arthur, dippiù, dippiù, capisco che qui ci state bene, come dire che questo AMICO iNVISIBILE che in questo caso sarei io, qualcosa di buono l’ha fatto. ‘nnagg… !!! 🙂

    Insomma, è bello leggervi, è un po’ come vedervi sedute sui gradini di una porta, (avete presente le case dei paesini del nostro meridione?) e tra l’altro, ho sempre pensato che quando voi donne chiacchierate, non c’è mai il rischio di annoiarsi.

    ‘nnagg… l’ho detto!!! 😆

    Ciao neh!!! Come direbbe il mio amico Alan. 🙂

    ps: occhio alle faccette verdi, a buon intenditor poche parole. 🙂

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  25. @ Patrizia: ammetto, mio malgrado, la tua prorompente creatività. 😆

    Ma dove l’hai presa quella faccina???

    ps: evvabè, concessa puru attia.

    Però adesso basta concessioni, porcacc…!!! 🙂

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  26. daniela

    Devo esser sincero, oggi è una giornata un pò anomala da noi, però scusatemi….. non intristiamoci con l’amicizia virtuale che non mi sembra il caso. Siamo qui, non ci vediamo è vero ma ci sentiamo, abbiamo una conversazione speciale tra noi, ridiamo addirittura e ci prendiamo amabilmente in giro…. cosa vogliamo di più? Se per qualche giorno uno di noi manca all’appello può darsi che sia saltata la connessione, che sia venuto un lontano parente, che stia facendo un piccolo viaggio, che gli è venuto un giradito all’unico dito che muoveva i tasti…. pensiamola così.
    Personalmente ho perso amici che incontravo tutti i giorni da un momento all’altro …. coraggio, siamo qui 🙄

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  27. @ Daniela: condivido e sottoscrivo ogni parola che hai scritto. Però, sai perché abbiamo una conversazione speciale? perché il sorriso ( 🙂 ) non l’abbiamo perso mai.

    A proposito, ho una cura strepitosa per il giradito, vuoi passarla a chi di competenza? 😆 😆 😆

    Allora, bisogna prendere un ettolitro di acqua calda ma non bollente, scioglielrci dentro due etti abbondanti di polvere empirica importata dal Mar dei Caraibi, una pasticca di menta piperita, delle foglioline di alloro di Lampedusa, bicarbonato di sodio senza conservanti che è molto meglio, aglio, cipolla, sedano, lattuga sbrisolata, cornetti di lamponi appena colti, pomodorini pachino raccolti in una serata di luna piena, spine di trotta affumicata e baccalà del mari del nord essiccato al sole della Sicilia bedda, una canottiera di lana e una di cotone, preferibilmente bianca, un grembiule con la faccina di un porcellino e una mostarda appena colta.

    Mescolare con cura il tutto, non senza essersi messi prima la canottiera di lana e verso la fine quella di cotone. Finita la mescolanza, immergere il dito dentro all’impasto che deve avere un aspetto denso ma non troppo e dopo tanta, ma tanta, ma tanta pazienza, se il girodito non è guarito, rivolgersi a una casa di cura, per le “cure” del caso. Astenersi perditempo.
    ‘nnagg… !!! 🙂

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  28. daniela

    @ Arthur
    Ahahahahahah… ma alla Casa di cura per le cure del caso di quel coso…. vieni con me? Sai com’è non è solo il grembiule con la faccina di un porcellino a preoccuparmi ma tutto il resto….
    e il giradito a quel punto “è niente”. ahahahahahahahah 🙂

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  29. aurelio

    Certo presentarci ad una Casa di Cura dicendo:
    – siamo amici virtuali invisibili
    – il Caposocio tiene in mano una pianta di peperoncini
    – siamo a bordo di una nave dove sappiamo solo cazzare la randa
    – una di noi redige denunce ed una pulisce fagiolini
    – una mette i colleghi sotto la scrivania
    – una ci legge perchè sembriamo un fumetto
    – una sta al sole e scrive di notte
    – un uomo è seduto sulla sponda del fiume
    – un altro scrive a Vento le sue tempeste
    – un altro loda Lady 🙄
    – una parla e risponde da sola all’amico invisibile
    ecco siamo qui per curare un “giradito”….
    ma che davvero?

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  30. mirko

    @ Patrizia
    dovremmo essere uno in ogni posto. Quando più di uno sono nello stesso posto, ti assicuro che fanno male i morsi e i giraditi. E voi non vedete le occhiatacce, i labiali e quell’indice che punta la scrivania (mica può farsi sentire dal logorroico). Ecco…. ma il giradito a quell’indice, no? Pensa come sarebbe bello! 😆

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  31. @ Mirko
    Urca, hai ragione, voi siete nello stesso posto e quindi se vi date un morso lo sentite eccome 😆

    ‘naggia, io ieri ho minacciato di prendere a morsi qualcuno ma non ha fatto nessun effetto non essendo nello stesso posto, ufff, sgrunt…

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  32. aurelio

    @ Pat:…. credo che dobbiamo spostarci su “Erzicovina” è li che si chiacchiera, questo è un post serio, l’Arthurpeperlizia ci ha creato appositi spazi, ha studiato il design mica le pappardelle come me, lui mi chiama socio ma sono soltanto un bucaniere. Forza prendiamo le cadreghe e via prima che sollevi le sue ire funeste. 😆

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  33. @ARTHUR.
    Sono contento che hai usato il mio classico saluto di “ciaooo neh!” significa che anche se sono molto poco presente non sono ancora del tutto invisibile e questo mi fa molto piacere, sai che ultimamente mi sono scontrato con il peso ed il valore delle parole tra le persone, al punto di avere cancellato di brutto il mio vecchio e tutto sommato caro blog, però sapere di potere rendermi visibile saltuariamente alla bisogna o semplicemente quando lo sento, questo compromesso mi rende per ora molto contento.
    Ciaooo neh!

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  34. @ Alan: carissimo, tra tutti gli amici bloggher che ho avuto la fortuna di conoscere, tu sei forse il meno invisibile, nel senso che tra queste pagine conservo alcuni tuoi interventi che possono considerarsi storici, per la profondità di certi pensieri, i tuoi, che a loro volta, hanno stimolato delle bellissime conversazioni. Sai che ho sempre amato il confronto e tu me lo hai fornito ogni volta su di un piatto d’argento, e di questo ti ringrazio di cuore. Tu sai apparire nel momento opportuno e per me è un segnale, vuol dire che in quel post o in quella foto, c’è qualcosa che ha attirato la tua attenzione, segno che qualcosa ha funzionato. Non è il quanto, ma il come che conta e tu in questo sei maestro. Come potrei dimenticare quindi il tuo famoso “Ciaoooo neh”?

    E sullo scontro con il peso e il valore delle parole tra le persone, beh, ne avrei da raccontare tante di cose ma, ripeto, nella mia esperienza di bloggher mi ritengo molto fortunato, perché ho sempre avuto accanto a me, delle persone meravigliose, e se anche alcune non ci sono più, l’importante e non dimenticarle, se in qualche modo hanno contribuito a farmi crescere. Cos’altro chiedere di più? 😉

    Ogni volta che lo vorrai, sai che ci sono, almeno per il momento, per me sarà sempre un piacevolissimo momento, l’occasione per l’ennesimo confronto. Il mio blog non è mai stato un diario ma, un libro aperto a chi aveva voglia di leggerlo, e tu l’hai fatto tante volte. Grazie per questo.

    *** Ciao! ***

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  35. Ritorno anch’io ..perdonatemi ma son giorni di fuoco in tutti i sensi!Il mare l’ho visto per un’ora e mezza!Nooo..niente abbronzatura Venticè!Partendo dalla pelle color mollica di pane che ho, ti svelo un segreto,quest’anno mi sto abbronzando con le salviettine ..quelle che si passano sul viso e sulla pelle e sembra che torni dalle Seychelles..tanto per non sfigurare quando cammino per strada che c’è gente che sembra che ha già fatto tre mesi di mare!I lavori mi turbano ma quando incominceranno i pacchi(non quelli dell’Insinna Flavio!)tremo al pensiero e vi anticipo che sarà difficile farmi un giro qui..SOB!Abbiate la compiacenza di perdonarmi se parlo del titolo del post chessò..sulle erbette di montagna mentre voi nel frattempo avete intavolato un discorso sulla caducità della cinematica ed io casomai penso che è una spezia per condire i ravioli di zucca!!Ma tornando al discorso,gli amici ce l’hai nel cuore se ti son cari,certo conoscerli di persona ti darebbe più certezze ma tante volte spariscono perchè cambiano vita e quando t’incontrano,cambiano anche strada, come se chissà quale torto tu gli abbia fatto.Forse ti hanno detto qualcosa che tu non hai afferrato perchè chissà che avevi nella mente quel giorno lì e poi,all’improvviso,ti vedono come un nemico perchè non eri pronto in quel momento per loro.Bah..meglio gli amici-avatar,a parte che Venticello c’è e ci sarà sempre..la corsarona bella!Ma anche voi altri,quante volte mi capita di pensarvi mentre sto facendo tutt’altro,mi viene in mente una frase,una vostra interlocuzione o un vostro modo di dire con tanto di copyright!Un saluto al Capitano mio Capitano che sa in che fase mi trovo..quella del:”Signoraaa.. deve venire subito.. dobbiamo vedere insieme..non ho capito,forse non mi sono spiegato..deve decidere altrimenti..”AAAARRGGGGHHHH!!

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  36. @ Carlotta: già, so perché sei così impegnata ma, un posticino qui per te c’è sempre, poi se mi chiami Capitano mio Capitano, dippiù, dippiù. 🙂

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  37. @ Patrizia: non devi ringraziarmi, ho solo fatto un pensiero ad alta voce e nel caso, sono io che ringrazio te, per come ci fai vivere le tue emozioni e, credimi, non è cosa da poco. 🙂

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  38. Elle

    Eccomi, io mi sono un po’ persa. Innanzitutto ciao a tutti quelli che mi hanno detto ciao, mi pare Semprevento, Patrizia M e Arthur, ma anche agli altri.
    Poi, Semprevento mi ha scritto, e ora rispondo (aspetta prima rileggo tutto).
    Io ho aperto il blog perché mi trovo in un mondo chiuso, ho scritto: ci sono due, massimo quattro persone, con le quali non ho molto in comune, sono mondi e lingue diverse, è un po’ come se mi trovassi in mezzo a degli sportivi che pensano solo agli allenamenti che parlano solo delle gare che vedono il loro mondo limitato agli spostamenti per le competizioni che riducono tutto in questi termini. Io non sono sportiva e ho sempre “ridotto tutto” alle mie letture e alla mia curiosità di conoscere persone e mondi nuovi. Viverne e conoscerne solo uno mi faceva mancare l’aria.
    Ma non potevo spostarmi (traslocare) perciò ho cercato un modo per viaggiare e conoscere mondi e persone nuove senza muovermi fisicamente: un blog. Non volevo dire (forse si è capito così) che tramite il blog si conoscono persone migliori che nella vita reale, bensì che nel mio caso ho avuto maggiori possibilità di scelta tramite il blog, che non nella vita reale, dove per cause di forza maggiore attuali non ho alcuna occasione di incontrare nuove persone, di avviare amicizie, di coltivarle, di litigarci disastrosamente, di mandarle a quel paese senza alcun valido motivo ecc.
    Ho avuto altri blog (anch’io messenger) ma per altri scopi e senza lettori e commentatori, quindi chiuderli è stato semplice come accartocciare un foglio. Chiusi quelli, ho continuato a scrivere, perché tutto si semplificava con questa necessità: scrivere di me, per capirmi e ricordare. Perciò anche quando ho aperto il blog che ho ora, pubblico, non mi sono mai crucciata di non avere lettori nei primi mesi. Poi i lettori sono arrivati e, come dici tu, non si può interagire con tutti, alcuni sono piacevoli, altri meno, alcuni come ho detto li ritrovo anche fuori dal blog, ma sempre in maniera virtuale. Ho anche già litigato pesantemente con qualcuno sul blog 😉 mentre con qualcuno ho avuto semplici scambi d’opinione, talvolta anche accesi, ma senza feriti a terra, e poi come dici tu alcuni sono solo volti e parole, altri parole senza volti, altri sono parole che condividiamo quasi sempre, altri parole con cui cozziamo ecc.
    Nella vita reale io non ambisco ad avere tanti amici, mi piacciono i soliti pochi ma buoni. Ho in tutto quattro amiche, non frequento nessun altro, due le conosco da vent’anni, due da dieci, e durante questi anni ho avuto tante conoscenze, persone che son durate il tempo di un estate, un anno, pochi mesi, più inverni, un fine settimana piacevole, niente di duraturo a quanto pare (perché lo si scopre sempre un po’ dopo). Il motivo per cui non ambisco a tante amicizie è proprio che interagire con tutti non si può, io mi ci impegno così tanto che più di una nuova amicizia per volta non la concepisco nemmeno: io sono così. E siccome sono così, va da sé che in qualsiasi contesto, anche quello virtuale, mi comporto allo stesso modo. Anche sul blog non ambisco all’amicizia duratura con ogni singolo lettore/letto ma quando ho pensato di chiudere questo blog senza avvertire nessuno mi sono fermata e mi son resa conto che, virtuali o no, non potevo far questo alle persone che mi seguono: sarebbe stato come aver passato un anno intero a seguire un corso a scuola con una classe di persone precise, ognuna col suo modo di essere e di interagire (con me), attraverso legami stretti a varia intensità come succede a scuola: c’è il compagno di banco quasi amico del cuore e c’è quello dell’ultimo banco, simpatico ma a ben vedere non ci ho mai parlato seriamente, per poi sparire prima della fine dell’anno, nel nulla, irreperibile, non rispondo al telefono (o alle mail) sparisco e basta. Io queste cose non le faccio. Che poi col tempo questi “legami” si rivelino più blandi di quel che sono ora non è escluso, perché dietro lo schermo siamo umani, e se siamo in un certo modo in piedi per strada lo siamo anche seduti al computer. O almeno io lo sono.
    E ora temo di aver incasinato ancor più l’argomento, la conversazione e il mio punto di vista 😉 se non addirittura di aver ripetuto quello che hai detto tu ma a parole mie 🙂

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  39. carlaparla

    “Quando un pesce viene tirato fuori dall’acqua
    si dimena, si dibatte…. è tutto inutile.
    E’ inutile manifestare il proprio disappunto
    quando non esiste nessuna retromarcia.
    Bisogna saper accettare,
    accettare e ripartire.
    con più esperienza”

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  40. @ Elle: scusa il ritardo, eccomi.

    Credo che in questo momento, viviamo in due mondi paralleli, ma per niente distanti l’uno dall’altro. La realtà, quella del vivere quotidiano, in qualche modo è in simbiosi con quella realtà così detta virtuale, perché siamo ancora noi che interagiamo, siamo ancora noi che raccontiamo le cose che ci stanno a cuore o quelle che invece ci deludono e ci fanno star male. L’unica differenza è che qui c’è un “pubblico” più vasto disposto ad ascoltarti, per convenzione se vuoi, oppure per abitudine o simpatia o interesse magari determinato da un certo feeling che prima o poi si crea, oppure solo perché poi a tua volta sei pubblico per lui.

    Insomma, c’è una varietà di persone che quanto meno dimostrano interesse, cosa che nella vita reale, vuoi per la mancanza di tempo, vuoi perché mancano le occasioni per incontrarsi, succede con più difficoltà e poi, ammettiamolo, in genere certe confidenze si fanno solo agli amici intimi, mentre invece qui, ci si confida anche con chi non si è mai visto.

    Ecco che, senza per questo confondere i due mondi, perché altrimenti la vita diventa irreale, questo mondo cosiddetto virtuale in qualche modo ci può essere di aiuto, soprattutto nel considerare che gli altri esistono, che la nostra vita la viviamo anche in funzione di chi ci circonda, senza per questo essere un’isola felice lontano da tutti e da tutto.

    Qui, secondo me, c’è l’opportunità di comunicare al di là del ceto sociale, delle condizioni economiche, se si è belli o brutti, se si è giovani o vecchi. L’unica difficoltà è di farla diventare realtà ma, provandoci, perché no.

    Ciao e buon fine settimana. 🙂

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  41. Con la speranza di avere ben compreso il senso di questo dire tra il reale ed il virtuale, posso riportare quanto scrissi tempo fa nel mio vecchio blog, dove esprimevo il mio pensiero sulle differenze tra le due realtà, dove il virtuale veniva visto come estrema possibilità di nascondersi dal reale:

    Nascondersi nella vita e nel web.

    Non posso che dare ragione a chi pensa che il web molta gente lo usi per nascondersi, ma, non è solo così, per fortuna, quello è un pericolo che è vero che nel web proprio per le sue caratteristiche fisico/tecniche/logistiche ne è diventato un po’ il modus vivendi, ma, il medesimo pericolo lo si corre paro paro anche nella vita reale, l’uomo sa essere così meschino che anche guardandoti negli occhi riesce a fare i suoi comodi e ad esprimere le sue cattiverie, pur mantenendo lo sguardo fisso nei tuoi occhi ed utilizzando la sua più suadente e ferma voce, diciamo che certe caratteristiche negative sono e fanno parte dell’uomo nella sua interezza e complessità e queste caratteristiche vengono espresse in ogni luogo e con ogni persona, bugie e falsità sono anche state dette dai pulpiti delle chiese,o dai parlamenti dei governi, tanto per farti capire che non è il posto che conta, ma la singola persona e quello che in essa è contenuto, quindi sono dell’idea che in fondo non c’è grande differenza tra il reale e il web, l’unica differenza è che il web è uno spazio enorme che nel reale non è possibile realizzare, sta nel numero di persone che è possibile trovare, quindi nel bene e nel male il rischio di incontrare persone sbagliate è esponenziale, ma altrettanto proprio per la legge dei grandi numeri è altresì possibile trovare belle persone in un numero anch’esso esponenziale rispetto alla vita reale.

    Poi sono convinto che la persona che si nasconde nel web per fare le proprie nefandezze, agisce nello stesso preciso modo anche nella vita reale, ovviamente è solo una questione di proporzioni numeriche e di occasioni, ma non credo siano molti i Dott. Jeckil & Mr. Hydes (spero che si scrivano così i nomi) che di giorno sono santi e di notte diavoli, santi nel reale e diavoli nel web, certamente ne esistono, ma non credo poi così tanti, credo piuttosto che il web diventi come uno specchio della maleducazione e della pochezza dei valori della società, questo SI sicuramente, nel web si assiste ad un grado di maleducazione mostruoso, ma ribadisco che non è null’altro che il riflesso di quello che è la vita reale, in realtà viviamo in mezzo ad una maleducazione invadente ed in fase di aumento esponenziale, di pari passo con la totale perdita e volontà di vivere e perseguire dei valori, quindi anche in questo non vedo grandi differenze tra le due realtà.

    Con la speranza di non essere finito fuori tema, il mio solito saluto a tutti/e, ciaooo neh!
    Alanford50,

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  42. @ Alan: è inutile dire che mi trovi perfettamente d’accordo con quello che hai scritto. Ma più che persone che si nascondono nel web, propenderei per la seconda ipotesi che hai espresso, pur consapevole che la rete è un posto perfetto per nascondersi, se non altro agli occhi degli altri.

    Parlo dei maleducati, delle persone invidiose, di chi ha dei seri problemi a rapportarsi con gli altri nella vita reale e che accentua queste sue “caratteristiche” in questo virtuale, anche grazie al fatto che l’anonimato o alle volte, non poter ribattere prontamente e nella giusta maniera, gli da la possibilità di fare i suoi porci comodi.

    Questo è uno spazio che offre secondo me, delle grandi possibilità, prima tra tutte la condivisione spensierata e disinteressata di pensieri che, il più delle volte, fanno rigflettere e perché no, aiutano a vedere la vita da un’altra angolazione: migliore. E chi usa questa condivisione nel modo sbagliato, cioè attaccando o criticando senza alcun motivo l’operato degli altri, perde una grande occasione e, concedimelo, che noia questa gente.

    Per il resto, beh, questo viortuale esiste, perché non cercare di cogliere il massimo?

    Ciao carissimo, è sempre un piacere. 🙂

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  43. Pingback: Ciao Raga! | arthur…

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