Realtà o fantasia?

Ma veramente abbiamo così bisogno di emozionarci?

E’ una domanda che mi sono posto l’altra sera, mentre guardavo alla televisione il programma di Maria de Filippi, “C’è posta per te”; una novità per quanto mi riguarda, visto che ho sempre pensato che questi programmi strappalacrime che, in qualche modo strumentalizzano il dolore altrui, creando tra l’altro l’illusione di essere per un attimo dei protagonisti assoluti, sono detestabili, per cui, li ho sempre saltati a piè pari.

Eppure, l’altra sera l’ho guardato, sarà anche per il fatto che la storia che vedeva coinvolti i protagonisti, una ragazza diciottenne e il fratello con la moglie era, diciamo così, normale, il bisogno da parte della sorella di dire al fratello che gli voleva molto bene e che lo ringraziava per l’amore e la cura che lui aveva avuto per lei, dopo la morte di entrambi i genitori.

Confesso che mi sono emozionato, e molto anche ma, non tanto per la storia in se, ma perché dietro ci intravedevo l’angoscia che spesso fa parte delle persone che, stranamente, malgrado oggi la comunicazione viaggi su canali sempre più veloci e tecnologici – il telefono, gli sms, internet, le e-mail – non riescono a trovare il coraggio per affrontare con semplicità gli argomenti più importanti, quelli che ci stanno realmente a cuore e allora, si parla, si parla di tutto e di più, il tempo passa, senza rendercene conto, scorre nell’inevitabile bisogno di rimandare al momento più opportuno anche solo un “ti voglio bene”.

Ed è forse per questo che programmi come quello della De Filippi hanno tanto successo, perché tra le lacrime di chi, senza alcun pudore, racconta la sue storie dolorose, troviamo lo spiraglio per dare alle nostre lacrime una loro identità, nascosta con cura dietro a ciò che preferiamo chiamare emozioni.

O forse sbaglio?

Annunci

18 pensieri su “Realtà o fantasia?

  1. E serve un programma dove tutti ti vedono per esprimere gratitudine e dire al proprio fratello quanto gli vuole bene??? Io lo trovo eccessivo…
    Io penso che abbiano successo per la curiosità di molte persone che non sono in cerca di emozioni ma ci sguazzano bene nel farsi gli affari degli altri (non sto generalizzando, ho scritto infatti “molte persone”). Ma d’altronde… se ci vanno a mettere in tv i propri affari non vedo perché a chi piacciono questi programmi devono farsi scrupoli nel seguirli…

    Probabilmente io sono troppo esagerata con questo mio giudizio, ma più che giudizio la considero il mio pensiero. Io non andrei mai in una trasmissione per esternare i miei sentimenti, tenendo anche conto che molti non si limitano a questo ma vanno ben oltre, perché se qualche caso finisce con baci e abbracci, altri a quanto pare finiscono con cattiverie ed accuse non tanto leggere….

    Mi piace

  2. Come Patrizia, trovo eccessivo e non necessario gridare “ti voglio bene” alla persona che ami in televisione. Certi momenti ritengo debbano essere vissuti privatamente, non possono divenire spettacolo e catturare migliaia di spettatori che si paralizzano davanti alla TV. Lo trovo anzi di cattivo gusto. E’ una messa in mostra di emozioni e sentimenti che potrebbero benissimo rimanere privati, essere tenuti per sè. Ma purtroppo tutto fa brodo, tutto può essere pubblicizzato, tutto può essere venduto, anche quando in gioco si trova la vita più intima delle persone.

    Mi piace

  3. concordo con chi mi ha preceduto: “semplicità di affrontare i temi semplici” e “vado in tv per dire a mio fratello che gli voglio bene” non vanno proprio a braccetto…

    Mi piace

  4. @ Patrizia, Veronica e Goldie: spero di non essere stato frainteso, anch’io detesto questo modo di far televisione e soprattutto, questo modo di cercare consensi in nome di un protagonismo discutibile, raccontando storie dolorose. Diciamo che ciò che mi sono domandato è perché si ha bisogno di questo, perché si cercano queste scappatoie inutili e forse a volte dannose, e la domanda è forse in quella mia considerazione finale, la gente ha bisogno di veder gli altri piangere, proprio perché è un modo “silenzioso” che serve anche per asciugare le proprie di lacrime.

    Non vuole essere un’analisi da strapazzo, ma se non fosse così, non ci sarebbero così tanti programmi dove il dolore viene messo in un bel piatto, nudo e crudo, al punto da diventare a volte anche sgradevole.

    La storia che vi ho raccontato, cioè quella dei fratello e sorella, mi ha in qualche modo emozionato, ma perché in fondo era tenera e forse l’unico modo per far si che la ragazza potesse regalare al fratello un Francesco Totti in carne e ossa. Certo, non è necessario un programma per poter dire ti voglio bene, ma oggi viviamo secondo me in un’epoca dove la comunicazione, malgrado tutto, è assai carente e lo è tra le persone che vivono nello stesso tetto e lo è tra le persone che vivono un rapporto di amicizia. Ci si racconta poco e se lo si fa, c’è sempre un limite che spesso è dovuto a delle paure che un’educazione non sempre felice ha, ahimè, generato.

    Insomma, il “problema” non è secondo me così semplice e più che criticato, andrebbe capito. Aldo Grasso ha scritto di Maria de Filippi: “Sì, l’ho definita la burattinaia dei poveri cristi e non me ne pento. I personaggi dei suoi programmi le affidano le loro esistenze e lei le pilota portando in scena una commedia umana piena di tristezza. Però le riconosco un merito: intuisce ciò che desidera la gente…”

    Mi sento in linea con il pensiero di Aldo Grasso ma, la critica non può essere fatta solo alla De Filippi, perché coinvolge tutti noi che, guarda caso, grazie a questi programmi siamo diventati dei grandi voyeur, e il Grande Fratello ne è la dimostrazione lampante.

    🙂

    Mi piace

  5. Allora, se il tutto serve per fare una sorpresa gradita come quella che la ragazza ha fatto al fratello e cioè fargli incontrare Totti, beh penso che sia uno dei pochi modi possibili per poterlo fare quello di partecipare ad una trasmissione del genere. Altrimenti non capisco perché chi ci va solamente per ricongiungimenti od altro abbia bisogno delle lacrime altrui… e scusami, ma la mancanza di comunicazione viene sopperita con l’esporre il tutto davanti a migliaia di persone??
    Ummmmm, strano modo di comunicare anche quello però….. mi è un po’ difficile da capire….
    Che la De Filippi riesca ad entrare nel in ciò che desiderano le persone può anche essere vero, in effetti penso sia una persona alquanto sensibile, almeno per quel po’ che l’ho seguita, non è che sia una sua assidua ascoltatrice.
    Il grande fratello poi è un altro discorso, quello è la ricerca della notorietà, una ricerca volutamente sfacciata per la quale ci sono persone disposte a fare di tutto…. ma proprio di tutto e sinceramente fanno alquanto piangere, ecco si, loro fanno proprio piangere perché sono assurdi.

    Mi piace

  6. @ Patrizia: le mie sono solo delle ipotesi, altrimenti come ti spieghi il proliferare di questi programmi? Non amo il programma della De Filippi e non sono d’accordo sul discorso “sensibilità”, lei fa il suo mestiere e, per quanto possa esserci del coinvolgimento, dovrebbero esserci dei filtri oltre i quali non bisognerebbe andare. E allora va benissimo la ragazza che vuole “regalare” Totti al fratello, ma non va bene la mamma che vuole incontrare una figlia che neanche conosce, mettendola in diretta, davanti a delle scelte dolorose che forse neanche tra le quattro mura di una casa potrebbero essere fatte, senza creare delle lacerazioni incolmabili. Questo avviene in quel programma e non lo condivido.

    Sono molto critico, ma nonostante tutto, vorrei capire e allora mi faccio delle domande e, soprattutto, cerco di darmi delle risposte.

    Mi piace

  7. Arthur, lo so che sono ipotesi le tue e io rispondo in base alle tue ipotesi con quello che penso io.
    Ovvio che la De Filippi fa il suo mestiere, ma questo non significa che non possa essere una persona sensibile, però sicuramente dovrà seguire le direttive che ci sono nel programma, come si sono in tutti i programmi presumo.
    Io sono del parere che chi partecipa a certe trasmissioni lo fa per mettersi in mostra, io e sicuramente tanti altri, non andrei mai a mettere in piazza gli affari miei, soprattutto in situazioni come quelle che hai descritto tu, una madre che vuole incontrare la figlia che ha abbandonato praticamente alla nascita. Ho visto degli spezzoni mentre fanno la pubblicità delle trasmissioni, dove le reazioni di chi è cercato non sono state certamente delle migliori. E io devo andare a rischiare una cosa del genere solo perché penso che la commozione del pubblico possa far presa sulla figlia che ho abbandonato?? No, qui c’è sicuramente dell’altro…. c’è anche chi ha ipotizzato che queste persone siano pagate. Sarà vero??? Bohhhhhhh
    Che sei critico lo so benissimo, ehhh se lo so…..

    Mi piace

  8. ammappate!!1
    ma quanto avete scritto?!
    va beene, dico la mia e salto a piè pari , o quasi i vostri pensiero… che poi sono interessanti…Condivido molte cose..ma una in particolare…Io come la Pat non andrei mai…ma se vi dicessi che sono stata ad un programma simile??’ ci credereste??? beh per amore di una figlia si fanno molte cose, specie se è lei che lo chiede.
    ma sorvoliamo….
    La De filippi penso sia una persona in gamba, soprattutto perchè sa gestire un sacco di cose….tra cui la sua immagine. E’ intoccabile.
    Questo programma fa indubbiamente una presa eccessiva sulla gente…che ci sia davvero bisogno di piangere in Italia? per problemi oltretutto non nostri?
    Eppure va così, il suo programma ha dei picchi d’ascolto non indifferenti.
    A me piace l’idea di far felice qualcuno che sogna di incontrare Totti o la Ferilli, o Del Piero la Cucinotta e il buon ballerino albanese, che mai mi ricordassi com si chiama…ecco se serve a questo ben venga! Ma se devo mettere in piazza i tradimenti, gli abbandoni dei figli.. del marito, l’alcolismo e quant’altro…beh preferirei rivolgermi all’assistente sociale.
    Sempre però pensando che siano programmi veri e non pilotati….
    Non amo questo genere di spettacolo e mai lo amerò…Non mi piace guardare una ragazza che piange …se fossero lacrime finte , accidenti come recitano bene, direi che sono da Oscar.
    La disperazione di un figlio o chi che sia., di un padre fa davvero auditel? penso di si visto il ripetersi con successo della serie… anche i poveri piangono….
    , non è per esser acida, ma non mi risulta ci sia mai andata la moglie di un primario…il muratore si ….la casta è la casta…Posso anche sbagliarmi….ma ci credo poco!
    Detto questo…caro Arthur preferisco un film su rai Moovie…
    comunque il grande fratello lo guardo al rush finale…mi diverto….e ha ragione Pat..tutti vogliono la fama e poi invece fanno la fame!
    ora mi mangio qualcosa!!

    Mi piace

  9. Anche a me non piacciono questi tipi di programmi, mi danno la sensazione che siano scritti e sceneggiati ad hoc e così mi dà fastidio quello che io percepisco come esibizionismo mascherato dietro a sentimenti che sono alla fine importanti e pertanto mi dà fastidio che vengano usati allo scopo di farsi vedere o fare audience….. insomma mi sembra tutto un pò falso……. 😦

    Mi piace

  10. @ Heleneaurore: bentornata… concordo, anche se sul fatto che siano preparati ad arte ho qualche dubbio, perché penso che è la gente che cerca questo tipo di visibilità, per cui è praticamente normale che questi programmi abbiano successo, sono costruiti su di loro.

    Mi piace

  11. @ Elena: beh, mi trovo perfettamente in linea con l’adorare le emozioni, ma la mia era più che altro una riflessione e l’emozione che ho provato era riferita alla fragilità delle persone che nelle lacrime (in pubblico) trovano magari l’occasione per sentirsi dei protagonisti, d’altra parte non si spiega come mai questi programmi siano così seguiti, se non appunto per questo.

    A presto, senz’altro! 😉

    Mi piace

  12. ma sai che quel pezzo l’ho visto pure io? aspettavo che venissero a prendermi per uscire a “fare la brava” e mi sono vista quasi fino alla fine questa storia….
    Sinceramente anche se non dimostro spesso i miei sentimenti alle persone che mi stanno accanto per come sono non sarei mai capace di andare in tv per farlo e ovviamente non farlo nella tranquillità ovattata dei miei affetti ma davanti a persone sconosciute in uno studio e con milioni di persone a casa che mi guardano… insomma non mi piacciono le manie di protagonismo e non mi piacciono i curiosoni anche se a volte sono io la prima ad esserlo! ma c’è curiosità e curiosità a questo mondo 😀

    PS: Anche questo sabato ho visto i primi minuti di questa trasmissione, ma stavolta si rideva perché c’era la Littizzetto!! 😀

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...