Ancora… realtà o fantasia?

Leggo nella cronaca di oggi: Torino… Famiglia investita sulle strisce, ragazzino rubò l’iPhone alle vittime.

Una famiglia composta da un padre, madre e un bambino di sette anni, attraversando le strisce pedonali viene investita da un auto pirata. Nell’impatto il bambino di sette anni morirà da li a poco.

Sulla scena dell’incidente, un iPhone caduto per terra dalle tasche del padre del bambino morto; un ragazzino di tredici anni lo vede, lo raccatta e lo porta a casa. Il padre invece di sgridarlo, gli consiglia di cambiare la sim.

Il padre verrà poi denunciato per ricettazione e il bambino affidato ad un tribunale per un intervento educativo.

Perché riporto questa vicenda?

Non per dimostrare tutta la mia disapprovazione, quindi, scanso equivoci, niente facili moralismi, se solo dovessi farlo, dovrei tutti i giorni scrivere di fatti di cronaca che coinvolgono non solo la gente normale, ma anche buona parte della nostra classe politica. Lo faccio solo per riflettere sui i valori che ha una vita umana che, purtroppo, riescono a passare in seconda linea, anche solo per un banalissimo gadget alla moda, l’espressione di un desiderio che va al di là di qualsiasi immaginario, almeno per quanto mi riguarda.

Di queste cose non se ne parla mai abbastanza, ed è un vero peccato, perché non è con il silenzio che si mette a tacere la cattiva coscienza di una società troppo stanca per proporre modelli che, non siano necessariamente legati al bisogno sfrenato di apparire diversi da quel che si è, solo perché si possiede un oggetto alla moda che, per quanto bello possa essere, è pur sempre un oggetto e nulla più.

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13 pensieri su “Ancora… realtà o fantasia?

  1. Non ho molto da dire, se non che il comportamento di quel padre mi ha disgustata, soprattutto se il figlio gli ha riferito dove aveva preso l’Iphone. Dico solo che viviamo in un mondo sempre più vuoto, dove non c’è più rispetto di nulla e dove la moralità delle persone sta scomparendo sempre di più…. ora ciò che conta è essere alla moda, avere tutto di tutto ma che sia l’ultimo modello sul mercato… ed essendo così per i genitori figuriamoci se insegnano ai loro figli che invece ciò che conta è ben altro…
    Fortunati quei figli che invece hanno genitori ben consapevoli di cosa sia il rispetto e anche il saper rinunciare a quello che spesso è superfluo….

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  2. @ Patrizia: è solo questione di modelli che, questa società consumistica ha creato, senza offrire in cambio delle valide alternative. Io mi ritengo un consumista, nel senso che amo la tecnologia e ne sono fruitore, ma mai e poi mai metterei in secondo piano altri valori, che sono anche una sorta di coerenza che non mi fa cambiare il cellulare solo perché ne è uscito uno nuovo e così via.

    Sul fatto che ho riportato, credo si debba riflettere, e tra l’altro non sono poi così sicuro che il ragazzo tredicenne che ha raccolto l’iPhone per terra sia veramente così responsabile o piuttosto è il frutto di un’educazione che a sua volta ha sofferto certe lacerazioni, al punto da renderla già compromessa in partenza, insomma, non si può insegnare ciò che non si ha e probabilmente il padre di quel ragazzo, il problema non se lo è neanche posto: che bello, un iPhone gratis, cosa di più?

    Che tristezza!

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  3. Oh mamma, è vergognoso…
    Viviamo ormai in un mondo in cui gli oggetti valgono più delle persone, in cui si uccide per pochi spiccioli e in cui i valori sono capovolti…
    Lo so che mi dirai che vedo tutto nero, probabilmente, ma queste cose mi fanno ribrezzo e mi spaventano… 😦
    Un abbraccio e a presto…

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  4. Premetto che scrivo “di pancia”.
    perché quel fatto mi rimase impresso a suo tempo (è avvenuto sotto natale) e i primissimi di gennaio sono passata proprio su quelle strisce pedonali, davanti al negozio di giocattoli e c erano così tanti fiori che non potevi restare indifferente.
    e, così, di pancia, io penso: che sì, anche quel ragazzetto ha le sue responsabilità perché a 13 anni un minimo di differenza tra bene e male lo conosci. o per lo meno, le urla, il caos che ci sarà stato te lo fa capire. il fatto stesso di prendere un telefono di nascosto e metterlo in tasca di nascosto è sintomo di cattiva fede.
    mi sono immaginata la scena, se l avessi fatto io credo che mio Padre mi avrebbe rivoltato la faccia a ceffoni. e niente telefono azzurro, dato il contesto.
    riguardo al padre in questione, concordo con Patrizia, mi ha letteralmente disgustata. fa schifo.
    come uomo, come padre, come essere umano.

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  5. Qui si tira in ballo un sacco di problematiche socio ambientali familiari scolastiche economiche ….in poche parole “i tempi moderni.”
    Se da un lato ben venga questa epoca di ” benessere” , dall’altro non ci sono più alcuni valori etici che un tempo erano davvero importanti.
    E’ sconvolgente che un padre suggerisca una cosa del genere al figlio!
    Ed è sconvolgente che un figlio di tredici anni sia già così freddo davanti alla morte…
    Di pancia e di cuore, la penso come Voi. e non solo mio padre ma anche mia madre, mi avrebbero menato …e parecchio!
    Mi è capitato diverse volte di ascoltare programmi in tv , in cui si parla di valori…e mi è capitato sempre di sentire che la causa è la famiglia assente, la scuola assente,” il tempo” assente.
    ..e se è vero che i bambini prendono esempio dai grandi…uno + uno fa due..

    notte …e un abbraccio
    vento

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  6. sono basita… sono senza parole… questo fatto mi era sfuggito sarà che ormai la rassegna stampa mattutina non fa altro che alterarmi e farmi andare la colazione di traverso e così a volte mi distraggo per evitarmi un inizio di giornata pessimo!
    Che coraggio il 13enne a prenderlo e soprattutto che buon padre che ha questo ragazzo!! gli da proprio dei buoni consigli!! -___-”
    Anch’io sono stufa di questo mondo che si basa solo sull’apparenza… a volte mi piacerebbe aver inventato la macchina del tempo per tornare indietro negli anni… quando i valori erano ben diversi!

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  7. @ Lely: sai una cosa, non credo che i valori siano nel frattempo cambiati o che non ci siano più, dipende dalle persone e dall’educazione che i genitori sono disposti a dare ai propri figli, il fatto che oggi purtroppo molto spesso di demanda agli altri, in questo caso a ciò che la società nel bene e nel male è in grado di insegnare, non per niente alle volte si dice che si è figli del proprio tempo. Ecco dove sta l’inghippo secondo me e comunque, ci sono giovani e genitori che non fanno parte di quella categoria, dove i valori, che nel tempo si sono evoluti, ci sono ancora tutti.

    E tu mi pare che fai parte di questa categioria. 🙂

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