Vito.

Vito è un ragazzo di quasi cinquant’anni, sì, un ragazzo, perché a guardarlo non gliene dai più di quaranta. Fa il cameriere in una trattoria dove in genere vado a mangiare all’ora di pranzo, è sempre allegro, corre con i piatti in mano nella sala come un forsennato, ha la battuta pronta ma, non si prende mai troppe confidenze, anzi, è rispettoso in un modo che sfiora il paradosso; generalmente quando arrivo, mi “lancia” da lontano il suo buon giorno e si fa in quattro per cercarmi un tavolo libero. Mi vizia un po’, lo devo ammettere, magari portandomi cose che non sono contemplate nel menù giornaliero ed io, me ne approfitto, infatti se vedo un buon puré di patate, che a me piace tanto, insieme ad un piatto di brasato, che a me non piace tanto, me lo faccio portare da solo e lui schiacciandomi l’occhio, mi dice sottovoce che prova a far fesso il cuoco.

Alla fine, il puré me lo vedo arrivare lì caldo e fumante, un vero e proprio piatto speciale!

E’, quel che si dice, malgrado il suo modo caciarone, un professionista di sala e anche grazie a lui, la pausa pranzo  diventa una cosa gradita.

Oggi, aspettavo che mi portassero ciò che avevo ordinato, e intanto mi guardavo intorno; giovani e meno giovani, operai, impiegati, professionisti, tutti intenti, magari tra una chiacchiera e l’altra, a mangiare quel che avevano nel piatto e guardandoli, pensavo che la vita alle volte è come un attimo. Una sana riflessione sull’argomento sarebbe da fare, se non altro per fermarsi, per cercare di riprendere fiato, perché al di là dei vecchi e cari luoghi comuni, le rivalse, le lotte, il predominio, o solo aspettare nascosti dietro ad una tastiera che qualcun altro soccomba, lasciano il tempo che trovano.

Null’altro!

Oggi ho saputo che Vito ha un tumore al cervello, di quelli impossibili da operare. E’ sotto chemioterapia e, come sempre in questi casi, la speranza è l’ultima a morire ed io mi auguro, per lui e per la sua famiglia, che lo sia davvero.

E’ forse questo un argomento poco sereno, ma il messaggio che voglio lanciare è assolutamente positivo, perché come diceva qualcuno che conosco molto bene, abbiamo due giorni da stare al mondo e allora, cerchiamo di viverli al meglio, il resto, credetemi, non serve a nulla.

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25 pensieri su “Vito.

  1. Che finale amaro e triste… mi hai reso allegra descrivendo Vito e poi….
    sai cosa, io ammiro Vito per come stia affrontando la cosa… moltissima gente vede in questa parola bruttissima, ovvero tumore, un mostro la cui forza è superiore alla propria.. e perciò decidono che la lotta è impari e gettano la spugna… io invece sono conteta quando vedo persone come Vito che lottano, supportate dai propri cari, per quel dono prezioso che è la vita.

    PS: anche a me piace il purè… e meno il brasato 😛 però non ho un Vito che mi vizia!! 😀

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  2. aurelio

    Scrivo seduto al computer del mio ufficio mentre ascolto il ticchettare dell’orologio sulla parete. E’ lunedì e aspetto qualcosa o qualcuno, uno squillo sul cellulare o una persona cara, che però non arriva. Arriva invece il rumore di un’auto che passa sulla strada e che mi fa precipitare sulla porta ma quando vedo che passa oltre, senza rallentare, capisco l’inutilità della mia attesa. Sono solo con i pensieri che mi trapassano il cervello con la violenza di una spada. Un po’ come quando vedi la realtà ma la tua mente si rifiuta di accettarla e le lacrime sono come granelli di sabbia rimasta sotto le palpebre.
    Eppure voglio crederci che non sia tutto finito così.
    Anche Vito merita un pezzo di vita che non sia solo un misero scampolo.
    Auguri di cuore Vito. A Te e a me.

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  3. Cara Lely, non è triste il finale di questa storia, ma la sorte di quest’uomo che spero di cuore, riesca a farcela.

    E per il purè, beh, abbiamo dei gusti in comune, vedo, gusti semplici, per le cose buone ma, immagino che anche tu avrai qualcuno che ti vizia in questo, d’altra parte, come si fa a non viziare la Lelyna? 😉

    Ciao e buona serata.

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  4. @ Aurelio: hai ragione, alle volte i pensieri trapassano il cervello come una spada ma, deve pur esserci qualche via d’uscita, che non è mai rinuncia a credere, per lottare, per essere fino in fondo, protagonisti della propria vita. Conosco Vito da circa quattro anni e ho sempre apprezzato quel suo modo di essere positivo malgrado le avversità della vita, e anche quando raccontava che aveva chiuso il suo piccolissimo ristorantino perché non ce la faceva, lo diceva senza cercare colpe o quant’altro, si era adattato facendo un nuovo lavoro, il cameriere e lo faceva mettendo il meglio di sé. Spero proprio che almeno questo gli vada bene.

    Grazie per il tuo commento.
    Ciao e buona serata.

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  5. Ciao Arthur,
    arrivo ora. Giornata lunga e stressante, ma tutto diventa assolutamente leggero quando leggo queste storie , ahimé , di tutti i giorni.
    ..qui a Pisa il reparto oncologico è sempre pieno…arrivano da tutta Italia…qualcuno ce la fa e qualcuno lascia qui il la sua valigia piena di speranza.
    Sono triste si….seppur non conoscendo Vito…son delle gran belle persone queste , che meritano tutto il nostro rispetto.
    Noi che siamo sani e scontenti di questa vita un po’ bislacca…Non è una colpa , certo che no…ma dovremmo tenerci cara questa gran fortuna.
    Non posso dirti altro se non che augurare a Vito una lunga vita in salute…e accanto ai suoi cari.

    In questi giorni sarà poco presente, il lavoro mi chiama.
    Un bacio, buona serata e un buon risveglio.
    vento

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  6. eh si caro Arthur, spesso ci si accorge che molti sprecano il proprio tempo e rovinano quello degli altri con inutili cattiverie e inutili lotte che non portano proprio a niente se non a perdere minuti preziosi che potrebbero essere impiegati per cose molto più piacevoli. A volte mi accorgo di farlo anche io, correndo dietro a questioni che poi alla fine mi fanno solo innervosire e mi tolgono il gusto della semplicità, della battuta ed altro ancora. Ed allora cerchiamo di vivere ogni attimo, non come se fosse l’ultimo, ma come se fosse sempre il primo di una lunga serie e spero che di attimi ce ne siano tantissimi per Vito, attimi da vivere con la sua famiglia e con tutti coloro che gli vogliono bene. Tantissimi auguri di tutto cuore Vito!!!!
    Grazie Arthur…. si, grazie 🙂

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  7. Ciao Arthur, che cosa triste!!!! 😦
    E’ vero, anche mia mamma dice sempre che “campiamo 4 giorni” e dovremmo cercare di viverli al meglio, seminando solo semi di bene, spargendo solo parole buone, anche perchè, a volte, capita di dovercele rimangiare e così è meglio rimangiarsi le parole buone che quelle cattive…
    Tante volte, invece, ci si perde dietro a sciocchezze, ci si appiglia a cose di davvero poco conto, se teniamo presente che nel mondo c’è gente che lotta ogni giorno per sopravvivere…
    Ti auguro una buona giornata e preghiamo per Vito, che il Signore lo aiuti…

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  8. Grazie Deborath, vedo che entrambi la pensiamo alla stessa maniera e la cosa mi fa enormemente piacere. La vita è troppo breve per sciuparla inutilmente e queste storie, quella di Vito, ce lo insegnano.

    Ciao e buona giornata anche a te. 😉

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  9. Silvia

    Sono stata tempo fa in ospedale in un reparto dove fanno chemioterapia e vedere tutti quei bambini senza capelli mi ha colpito come un pugno nello stomaco. E’ vero ciò che dici, ma è anche vero che non si può vivere pensando al peggio. Che poi debba esserci coscienza, senza alcun dubbio.
    Ciao Arthur.

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  10. Laura

    Mi hai fatto venire i brividi leggendoti, ma in effetti i brividi vengono fermandosi a riflettere su ciò che la vita ci offre e su ciò che bisogna fare per non complicarcela troppo.

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  11. Ci sono volte in cui vorrei NON sapere.
    Vorrei poter essere ignorante (nel senso di ignorare i fatti); vorrei poter leggere “Vito ha un tumore al cervello” e poter rabbrividire come Laura, essere colpita allo stomaco come Silvia o riempita di tristezza come normale che sia.
    Purtoppo so. So troppo per commentare.

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  12. carla

    Tommaso ha quattro anni e in testa un sacco di domande.
    Vito ha cinquant’anni e in testa un tumore.
    Tommaso e Vito vorrebbero risposte a domande che iniziano tutte con un “perché?”.
    Già… perché? Non posso dire “perché è così”.
    E allora racconto che la Vita è un insieme di nuvole e farfalle, di mari e montagne, di sogni e speranze, di colori e suoni, di gioie e lacrime. E tossendo un pò come se avessi un rospo in gola che preme l’ugola dico pure che è Vita un piatto di purè caldo da portare al tavolo di un cliente.
    Quel rospo in gola adesso non se ne vuole andare.
    Fa da tappo alle mie ultime parole.

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  13. @ Patrizia: Ricordo che una volta c’era una signora che quando si parlava di morte, faceva mille scongiuri, l’idea che se solo se ne parlasse la mandava in crisi, come se parlarne portasse male. E invece, parlandone o almeno, avendone coscienza, ci si rende conto di come sia vita sia un bene prezioso che, ahimè, potrebbe anche finire.

    L’ho scritto tante volte e non mi stancherò mai di scriverlo, io purtroppo ne ho avuto coscienza dopo la morte di una persona cara e da allora, la vita la vivo con un sorriso in più.

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  14. Arthur, capisco benissimo ciò che vuoi dire con le tue parole, avendo perso persone care, di cui una in maniera talmente repentina da non riuscire a capacitarsene anche dopo anni da quel momento, (uscito al mattino per recarsi al lavoro e mai più ritornato se non…. beh si capisce come è tornato)… So che la morte ci è accanto senza che ce ne accorgiamo, ma non ci penso mai, sarebbe come vivere da morti, cioè senza avere più la spinta giusta per continuare il cammino che è la vita, senza sentire veramente l’entusiasmo che nasce quando si deve intraprendere qualche cosa di nuovo, senza più sangue che circola…

    E capisco anche il tappo alla gola di Carla… quanti perché ci sono ai quali si vorrebbe dare una risposta più concreta eppure non ci si riesce e non essendo sufficiente un “perché è così” allora si ricorre ad altre vie, quelle meno dolorose…

    Spero di essermi spiegata, anche se ho scritto un po’ sconclusionato… 😳

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  15. @ Semprevento: ho visitato il reparto di oncologia dell’ospedale della mia città alcuni anni fa, ero con il primario, un mio amico, che stava facendo un giro perché c’era una festa che alcune ragazze, volontarie, avevano organizzato per festeggiare il compleanno di un bambino che era lì ricoverato. Che dire, è stato un bel pomeriggio, passato con serenità e quei bambini non riuscivo a vederli diversi da quegli altri bambini che stavano fuori da quel reparto. Ecco, questa cosa mi è rimasta impressa.

    Non ho idea di quale sia stata la loro sorte ma, in ogni caso, quegli occhi, quei piccoli sorrisi, mi avevano dato tanto.

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  16. @ Patrizia: sì, ti sei spiegata benissimo, sono d’accordo con te che non si può vivere pensando alla morte, sarebbe assurdo e quanto meno controproducente ai fini del nostro buon umore, però averne coscienza, nel senso di sapere che ci sono quei famosi “quattro giorni per stare al mondo” dovrebbe, e ribadisco, dovrebbe aiutarci a complicarci meno la vita, con lotte, malvagità e quant’altro, tutto qui, che poi è il leitmotiv di tutto il nostro discorso, mio, tuo e di tutti quelli che hanno commentato questo mio articolo.

    ‘giorno! 😉

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  17. @ Laura: beh, ti confesso che i brividi sono venuti a me quando ho saputo di Vito, il mio primo pensiero è stato per la sua bambina che ho conosciuto una volta e che, essendo grassottella e vivendo praticamente nel ristorante del padre con salumi e formaggi a portata di mano, era sempre una lotta per tenerla a dieta e quando me lo raccontava ridevamo come matti, al pensiero di lei che zitta zitta andava a “rubacciare” i pezzettini di formaggio dal tagliere che era stato preparato per i clienti… 🙂

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  18. @ Carla: e già, la vita è anche un piatto di purè caldo e fumante portato con un sorriso.

    E poi… mi piace l’idea di descrivere la Vita come “un insieme di nuvole e farfalle, di mari e montagne, di sogni e speranze, di colori e suoni, di gioie e lacrime”, non potevi trovare modo migliore per farlo.

    Ciao… 😉

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  19. alanford50

    “abbiamo due giorni da stare al mondo e allora, cerchiamo di viverli al meglio, il resto, credetemi, non serve a nulla.”
    Parole sante, vere, semplici, fino a diventare quasi utopia, a dimostrazione che a noi poveri esseri umani il vivere la verità e la semplicità è difficile quasi come vivere l’utopia…
    Ciaooo neh!

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  20. Non ho ancora internet ma un breve saluto lo faccio lo stesso via telefonino vi abbraccio tutti un bacio ad Arthur e Ventolino ..mi mancate tanto tanto….a presto!Il mucchio selvaggio che fa?:-*:-*:-*

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  21. Anche io e PierPaul abbiamo il nostro ‘Vito’ ci ha seguito in quasi tutta la nostra storia d’amore…lui ci vezzeggiava con trattamenti culinari speciali e noi ci coccolavamo e ‘facevamo coccolare’ da lui, predisposti al massimo ai ‘trattamenti speciali’ come eravamo allora…….. un saluto e un abbraccio forti 🙂

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  22. Che bella sorpresa Carlotta, ancora senza ADSL? Mannaggia, quasi quasi vengo da te e a costo d’inventarmi un nuovo lavoro, te la metto io l’ADSL.
    Guarda che manchi tanto anche a noi e poi qui c’è bisogno di una ricetta nuova, quindi, ARRIVA, che siamo in trepidante attesa. 🙂

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