La fotografia.

Rendete visibile quello che, senza di voi, forse non potrebbe mai essere visto. (Robert Bresson)

Con queste semplicissime parole, Robert Bresson, regista, sceneggiatore, soggettista, pittore, fotografo e indiscusso maestro del minimalismo cinematografico francese, descrisse la figura del fotografo, che riesce a coniugare la professionalità ad una sensibilità artistica e creativa, che solo nell’emotività trova riscontro.

La fotografia.

Oggi, complice la tecnologia sempre più sofisticata, la fotografia è una pratica che senza ombra di dubbio è alla portata di tutti, non a caso in rete crescono i siti che se ne occupano, così come concorsi e manifestazioni che, ad onor del vero, hanno il pregio di farci sentire anche solo per un attimo degli artisti, più o meno indiscussi.

In effetti, di foto belle, molto belle ce ne sono tante, così come ci sono tanti fotografi bravi, foto a volte perfette da un punto di vista tecnico, dove l’elemento che “sorprende” è spesso messo su di un bel piatto d’argento, cieli azzurri con nuvole così vere che sembra si tocchino con le mani, una natura rappresentata in tutte le sue forme con una dovizia di particolari tanto da renderla quasi irreale nella sua rappresentativa realtà; abbandonata nella maggior parte dei casi la classica foto ricordo con la persona piccola piccola che si perde in un paesaggio immenso e proprio per questo, aggiungo, inquietante, la fotografia diventa la scusa per raccontare una realtà, qualunque essa sia e in qualunque momenti si presenti l’occasione per farlo, vacanze, viaggi o soltanto un passeggiata fuori le mura.

Io che sono nato con la fotografia analogica, la vecchia e cara macchina fotografica con il rullino, conservo dentro di me dei rudimenti che, negli anni, mi hanno aiutato molto a crescere, la luce, la profondità di campo, l’uso degli obiettivi che, a seconda dei casi, servono per fotografare un paesaggio, una foto architettonica oppure un ritratto. Una teoria che abbinata alla pratica, dà sempre dei risultati positivi, ma da sola non basta.

Oggi, come dicevo all’inizio, ci sono macchine fotografiche sempre più perfette, si può dire che spesso e volentieri fanno tutto da sole, ma l’elemento umano è fondamentale, ma quanto in effetti?

Teoria, pratica e tecnologia, oltre che una predisposizione personale, indispensabile direi, sono un mix importante per ottenere degli ottimi risultati, ma non basta secondo me. Sarebbe come dire che una volta imparato ad usare un buon programma di scrittura, Microsoft Word per esempio, si diventa dei bravi scrittori, ma non è così.

Una bella fotografia, racchiude dentro di sé tante cose e più di ogni altra, la capacità “di rendere visibile” quella realtà che spesso all’occhio di tanti, passa inosservata. E parlando di questo, mi viene in mente “La ragazza afghana” Sharbat Gula, di Steve McCurry, quel bellissimo ritratto della ragazza dagli occhi verdi che catturò l’attenzione del mondo intero e che il fotografo di National Geographic realizzò nel dicembre del 1984, girando per un campo profughi in Pakistan.

La prova che la rappresentazione dell’emozione può persino turbare, perché non è di un bel viso che stiamo parlando, anche, ma di una condizione umana, sociale e culturale racchiusa dentro quegli occhi.

Ecco, l’emozione e mi fermerei qui.

Una foto bella è una foto che racchiude l’emozione e il fotografo che riesca a catturarla, è senz’altro più di un bravo fotografo, è un artista che, con le sue immagini, comunica con il mondo intero.

 Ps: quella che vedete è stata la mia prima macchina fotografica, è molto vecchia, l’ho scovata un giorno all’età di circa 12 anni, in un baule dimenticato, credo l’avesse comprata mia mamma o forse mio nonno, ma non l’aveva mai usata. La prima volta che l’ho usata, le foto sono venute tutte con le parti laterali ricurve, quando sono andato a chiedere lumi al fotografo, mi ha spiegato che prima di fotografare bisognava tirare fuori l’obiettivo e… che figura!!!

Con questa macchinetta ho fatto delle belle foto, di cui dei bellissimi ritratti, pur essendo molto limitata, per certi versi era eccezionale. Poi sono passato alla Canon, ancora con l’obiettivo fisso, ma con il telemetro, un aggeggio ottico, praticamente una visione quasi reale di ciò che s’inquadrava, una macchina fotografica più moderna, che mi ha accompagnato per diversi anni.

Beh, poi… 😉

Nota del 6 dicembre 2012: dopo così tanti commenti interessanti e, a proposito della  “La ragazza afghana” Sharbat Gula, di Steve McCurry, voglio segnalarvi a chiusura di questo post, un articolo che aveva scritto Grimilde,  una nostra amica blogger, per il numero 6 del 2010 di The Best Magazine.  “Gli occhi di Sharbat Gula” 

Occhi-Sharbat_Gula

The Best Magazine_#6

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54 pensieri su “La fotografia.

  1. Rebecca

    Anche noi al inizio abbiamo avuto una SLR fotocamera e ora abbiamo una Canon digitale, a me mi manca un po’ il ruolino, l’attesa di come sono venute le foto.. ora si vede tutto subito sul display .. abbiamo fatto di grande progressi.. ma cosi anche pian piano spariscano i foto album dalle case.. al inizio ho tutte le foto digitali stampati.. ora le ho tutti su un disco esterno al pc.. a volte mi guardo le foto album, e mi tornano ricordi belli.. se guardo sul pc le nostre foto digitale non trovo la stessa sensazione di come guardare un foto album.. forse dovrei stampare fuori gli ultimi 4 anni che ho solo sul computer.. ciao Arthur abbi una serena giornata ti abbraccio Pif♥

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  2. @ Rebecca: hai ragione perfettamente sugli album fotografici tradizionali, io pur essendo un tecnologico ad oltranza, li amo e ogni tanto, seduto sul divano, con la giusta musichetta in sottofondo, me li gusto.

    La foto digitale è più immediata, ma se non gli si da il giusto valore, così come “spunta”, finisce nel nulla.

    Ricambio l’abbraccio e l’augurio per una serena giornata. 😉

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  3. Rebecca

    Quanto e vero, ma mi preocupa se perdiamo il gusto della fotografia.. beh adesso vado a vedere nei miei album sul pc… e cerco alcune foto che meritano ad essere stampato ed inserito in un’album … si come io ho ancora 10 album vuoti qui a casa… e cosi una di queste serate lo guardiamo assieme mio Gianni e io.. con un buon bichiere di vino 😀

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  4. carla

    Un tempo credevo che l’emozione, lo stupore, la meraviglia fossero manifestazioni dell’animo umano che attraversano la mente, il cuore e lì si fermano a decantare. Quello che si dipinge sul viso è solo lo strascico di tutte quelle sensazioni, una specie di coda che poco o niente rappresenta di quel vissuto. Sbagliavo!
    Conobbi trent’anni fa circa Antonio, una persona diventata di lì a poco mio marito per una manciata di mesi, che vedeva cose che io “non vedevo” e me ne accorsi casualmente proprio dalle sue fotografie. Ricordo come fosse adesso una gita fatta in montagna, a giugno, in Trentino. Avevamo visto le stesse cose, anche se con occhi diversi, e lui aveva scattato molte fotografie, a colori e in bianco e nero. Guardando le sue fotografie mi rendevo conto che se io avevo visto un paesaggio, lui lo aveva suonato. Amava la fotografia in bianco e nero forse per quella similitudine, quella assonanza con i tasti del pianoforte. Fotografie che non ritraevano solo la natura, guardandole ne potevi ascoltare il canto con una partecipazione di tutti i sensi.
    “Rendere visibile quello che agli altri passa inosservato….” niente di più vero e non è capacità di tutti carpire questo.
    Leggendo questo post ho rivissuto un pò quell’emozione, una nostalgia per fotografie che purtroppo non ho più rivisto.
    Una specie di coda nel mio vissuto, uno strascico decantato.

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  5. …questo post è meraviglioso…
    bastava la foto e l’aforisma di Bresson…..
    Ma per rendere tutto perfetto però hai aggiunto le tue perle romantiche , quelle parole che fanno riflettere…
    Oggi siamo tutti fotografi..io che giro e giro nei vari blog foto ,vedo fotografie meravigliose.
    Alcuni sono tecnicamente perfette, incredibilmente perfette…ma la cosa fantastica è che esprimono l’attimo.. quell’attimo che le rende uniche.
    Molti fotografano per ricordare i loro momenti E a me fanno tenerezza.
    Altri costruiscono un percorso, seguono un progetto e chissà dove li porterà…
    Io , senza rendermene conto , a volte c’ho pianto su…perchè mi lascio prendere dall’anima che quella persona mette nel suo scatto…
    ma ci riso anche su…ci sono scatti esilaranti….di magnifica allegria..
    E poi..poi…e poi tante altre cose uniche ed irripetibili….
    ..e quindi…ripasso….
    un bacio e buona serata a tutti…
    Bel pezzo Arthur….mi garba molto!!
    bacio♥

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  6. Silvia

    Io ho appena comprato una macchinetta fotografica e ogni volta che guardo i risultati, mi compiaccio con me stessa. Hai ragione, la tecnologia oggi ci mette a disposizione mezzi che aiutano molto anche a renderci dei buoni fotografi, ma condivido il tuo punto di vista, la passione oltre che l’occhio per determinati particolari è importante, forse indispensabile, se poi ci aggiungi l’emozione, il percorso è completo.

    Condivido il pensiero di Semprevento, un bel pezzo che, aiuta a riflettere.

    Buona serata.

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  7. Eccomi qua. dunque… sai non è facile scrivere qualche cosa dopo aver letto le tue parole.
    Innanzitutto sono rimasta subito incantata dalla foto che hai inserito per mostrare la tua prima macchina fotografia, sarà perché io adoro le “vecchie” macchine e quando ne vedo esposte mi ci incanto sempre, non verrei più via. Non sono certo un’esperta ma secondo il mio modestissimo parere apparteneva a tuo nonno 🙂
    Tornando alle tue parole sai benissimo, ma io lo ribadisco, che pure facendo tante foto e ricevendo complimenti, io non mi sento affatto un’artista. C’è sempre tanto da imparare, ma soprattutto io sono una semplicissima appassionata di fotografia e ho lo scatto convulso, si si, proprio così, lo scatto frenetico e quindi tante volte è anche questione di fortuna se le mie foto per chi le guarda sembrano così belle. La mia passione nasce tanti anni fa, penso avessi avuto anche meno dei tuoi 12 anni. E’ scattata all’improvviso quando è entrata in casa la prima macchinetta fotografica presa dai miei genitori, purtroppo non l’ho più trovata, l’ho cercata anche poco tempo fa ma mi hanno detto che molto facilmente la mia nipotina l’ha trovata e l’ha distrutta. Mi sarei mangiata le mani dalla rabbia per non essermela portata via in tempo per poi metterla in salvo, sgrunt… e pure ari-sgrunt…
    Comunque, da quel momento io ho iniziato ad interessarmi di foto e praticamente non ho più smesso. Appena ho potuto mi sono presa una macchinetta tutta per me. Che caos le prime volte inserire bene il rullino, ci litigavo continuamente ahaha, ma poi è iniziato a filare bene e viaaaa non mi sono più fermata. In seguito è arrivata la “macchina fotografica vera” come l’ho subito definita io. Con obiettivi intercambiabili, innesto a baionetta, flash e altre cosucce. E qui sono iniziati i guai, eh si, perché ne scattavo veramente tante di foto e alla fine mi ritrovavo sempre con un sacco di rullini da far sviluppare. Quando sono stata in Puglia, ci sono rimasta due settimane, ho scattato ben 8 rullini da 36 foto, poi sono quasi infartata al momento di pagare lo sviluppo di tutti i rullni ahahah, ma ne è valsa la pena. Ho foto che difficilmente mi capiterà nuovamente di poter scattare e poi sono proprio belle, si si, questa volta me lo dico da sola, io ero proprio soddisfatta delle mie foto con rullino. Ma in seguito mi sono dovuta decidere e ho preso la prima digitale, la Nikon D40, alla quale ha fatto seguito la Nikon D300S e la piccola, la Nikon P7000.
    Ora mi ritrovo con diverse macchine fotografiche, ma la mia preferita resta in assoluto la vecchia ammiraglia con rullino. E’ li nella sua custodia, piccola piccola rispetto a quelle che uso ora, ma tanto tanto bella. Grazie a lei ho riempito un sacco di album, penso di avere all’incirca 5000 foto raccolte negli album. tutte con le varie etichettine che indicano il luogo e la data di dove sono stata scattate. Ora invece cartellette nel pc ed copia di sicurezza in una memoria esterna, quante siano non ne ho proprio idea, ma sono tantissimissime e chissà quante altre se ne aggiungeranno. Tanti ricordi, tanti attimi fermati per sempre e che bello quando riprendo in mano gli album e mi metto a sfogliarli. La mente prende il volo e riallaccia tutti quei momenti, rivede le persone che non ci sono più, che se ne sono andate per sempre, ma che sono nel cuore. Rivede luoghi nei quali forse non tornerò mai più, rivede sorrisi e scherzi, volti amati e beh si, a volte anche antipatici e mi dico, ma perché cavolo hai fatto la foto?? beh, non si poteva evitare… capita anche questo quando si fanno foto…
    Attimi, attimi, attimi, tutti li raccolti insieme, da far rivere ogni volta che se ne ha nostalgia….

    Non so, ho scritto tanto ma nello stesso tempo mi pare di non aver scritto nulla di sensato, tante parole messe una dietro all’altra così come venivano, di getto, senza tanto pensarci, proprio come con le foto. A volte dico, eh no oggi niente foto non c’è nulla che mi ispira, non ne ho proprio voglia e poi zacccccc aspetta aspetta, quella fontana però la devo fotografia e viaaaaa chi si ferma più ahahaha. Ecco, le digitali hanno questa comodità, si può scattare tanto e poi scegliere quelle migliori da far stampare oppure da inserire in una nuova cartelletta. Prima c’era l’attesa dello sviluppo del rullino, ora comunque, almeno per me, c’è l’attesa di poter scaricare la scheda sul pc per vedere se ho scattato bene, se la foto è venuta come volevo io…
    Ok ok, ora basta, la sto facendo troppo lunga.. ultima cosa però… spesso rimpiango di non aver fatto degli scatti, vuoi perché mi sembrava di essere invadente, vuoi perché non mi è stato proprio possibile per vari motivi.. quegli attimi non li ho saputi fissare e mi dico.. che peccato!!!

    Forse quanto ho scritto non c’azzecca nulla con il tuo post, ma ho scritto quello che sentivo veramente, come faccio sempre.
    Ciao, Pat

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  8. Patrizia..te sei più tenera di me…
    sarò che invecchiando la carne si ossida? o è il metallo?
    va chiesto a nonno Archi..lui sa tutto anche se fa finta di non capire..ma capisce bene…
    Oggi non c’eri..e si vede…stasera ci sei e si vede 😆 !!!
    ….ma come sarai tenera!!!
    E’ un espressione tipica mia…e di tanti!
    ciao ..anche domani saremo dissidenti….anarchiche insomma..faremo ciò che ci spiace assai..lavurà sempre lavurà!! ..battuta misera lo so…ben venga il lavoro…
    Io ho dei problemucci con L’Assunta dalla bazza unta…mi fa dannare quella figliola…per forza ascolta radio maria… le ho detto che deve smettere e mettere disco music,,,e che diamine!!
    cmq…..
    ringrazio la Silvia,, ma troppo buona …io scribacchio e quant’altro…ma lo faccio sempre in armonia…o con l’armonica… 🙂
    notte a tutti. cari assenti
    Ciapa un bacio amor mio♥ / mirkino♥mio/
    e uno a te Capitano..chissà che covi…uhm!

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  9. @ Patrizia: assolutamente no, hai scritto delle cose sensate ma, scusami, ti risponderò più tardi, adesso non posso.

    Ciao, buona giornata, a dopo.
    Ripasso! 😉

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  10. aurelio

    E allora…. il Capo consiglia di cantarmela un pò. Quasi quasi glielo dico che ci ha preso. 🙂 Io di fotografia non m’intendo 😦 ma qualche canzone l’ho scritta e con la chitarra me la suono pure! Qui si parla però di arte 🙂 mica di guazzabuglio come il mio 😦 e allora arte sia!
    Cogli l’attimo, il momento, l’istante, cogli l’emozione che un panorama ti regala, quel momento prezioso che è un battito di ciglia e subito lo perdi. Cogli l’emozione del momento, se emozione c’è stata. Parole che si sposano perfettamente con l’arte della fotografia, 🙂 quella tecnica in grado di fregare qualcosa di te e farla sua. 😳
    Conosco dei bravi fotografi nel reale, vicino a casa mia, in Maremma. Ho girato spesso con loro e con le loro attrezzature, sembrava si partisse per il campeggio, con loro ho montato e smontato cavalletti e attrezzi vari ma non mi sono mai cimentato nella cattura dell’immagine. Una volta uno di loro per fotografare una specie di anatroccolo si è mimetizzato con una tenda e quando ho visto la fotografia ho visto un quadro, pure l’anatroccolo era stato miracolato in cigno.
    Ogni tanto prendo la mia macchinetta, l’appendo al collo e vado in giro. La utilizzo come una collana insomma 😆 …. e le fotografie le fate voi che siete capaci, bravi e talentuosi, 🙂
    io sono un indigeno… con la collana fotografica al collo!

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  11. @ Aurelio: rispondo per primo a te, proprio perché hai raccolto il mio invito con piacere. La passione per la fotografia alle volte gioca brutti scherzi, è quasi normale partire armati di attrezzatura, cavalletti e quant’altro, magari per fotografare determinati soggetti, come dicevi tu dei tuoi amici. Io per esempio un anno in Kenia, l’ho girata in lungo e in largo sempre con una borsa pesantissima a tracollo dove dentro c’era la mia fidata telecamera, la mia macchina fotografica, rullini e cassettine di riserva, e tante altre cose. Una fatica che non ti dico, ma poi sono stato premiato dai risultati. Quell’anno c’era la mia compagna che per fortuna si occupava delle foto, tra l’altro molto brava, infatti di quel viaggio ho un bellissimo ricordo anche per tutto il materiale fotografico e dei filmati che quando li guardo mi viene una nostalgia infinita. Non so se tu sei stato in Africa, ma è vera quella cosa del mal d’Africa e tanto anche. Comunque, al di là di questo, fotografare è sempre un atto di umiltà, secondo me, perché ci si mette a disposizione di qualcosa, che sia natura o un viso, o delle scene di vita. Ecco cosa mi piace della fotografia, l’essere per un attimo in simbiosi con ciò che mi circonda.

    Ciao caro, grazie per il tuo commento. 😉

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  12. Della foto mi attrae il tuo tavolo, intarsiato.
    Mi ricorda le cene a casa di amici, di tanto tempo fa. Quando facevo la principessa.
    Tavolo da pranzo intarsiato, niente tovaglia ma solo sottopiatti di argento. La luce di due candelabri con tre bracci ciascuno.
    Serate sempre molto sociali con i ragazzini piccoli che presto si alzavano da tavola (sempre chiedendo permesso al padrone di casa) e noi “grandi” che restavamo a chiaccherare fino a che le candele non finivano.
    Poi tutti a casa.
    Ciò che non può la fotografia può il racconto.

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  13. @ Solindue: come dire, altri tempi, mannaggia, comunque il mobile in questione, quello cioè dove c’è la mia vecchia macchina fotografica, non è un tavolo, ma un comò fine ‘700 a tre cassetti stile Maggiolini, molto bello, anche se non è un Maggiolini, ari_mannagia, originale. E indovina cosa c’è sopra che io ho tolto per fare la fotografia? Due candelabri d’argento con tre bracci ciascuno, aririri_mannaggia. Quando dicasi combinazione! 🙂

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  14. e poi…. anch’io sono curiosa di sapere come va a finire 😀
    ora magari scopro che hai un armadio pieno di macchine fotografiche 😛
    Mio papà ha inziato da ragazzo con una toy camera una ferrania eura.. e mia mamma purché ne avesse da ridire su quella camera ha sempre sostenuto che dopotutto faceva delle foto bellissime nonostante fosse tutta plasticosa 😀
    poi il papy ha abbandonato un po’ questo mondo e io… beh ho deciso di riprenderlo in mano e ora faccio i miei esperimenti con la “bestiolina” ma ahimé il sentimento non riesco ancora a catturarlo penso che non arriverò mai a farlo…

    piuttosto, ti ricordi che una volta ti dissi: “la tua foto mi ricorda ‘ la ragazza afghana’ ” 😀 ecco in quella foto vedevo i sentimenti… te lo ricordi Arthur?? neh 😀 😀

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  15. @ Lely: si ricordo il particolare, ma non ricordo quale è la foto, grazie… 😉

    Sì, ho una discreta collezione di macchine fotografiche e un po’ come Patrizia anch’io se vedo una macchina vecchia e storica, divento matto. 🙂

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  16. Antonella

    -caro Arthur, come faccio a stare ancora lontano dal tuo blog dopo questo bellissimo post ?

    La prima cosa che mi viene in mente leggendo, e’ il pensiero di Franco Fontana su Baia delle Zagare ( Gargano, Puglia ) fotografata da lui negli anni ’70 : «Rappresenta il mio modo di intendere la fotografia. Io credo infatti che questa non debba documentare la realtà, ma interpretarla. La realtà ce l’abbiamo tutti intorno, ma è chi fa la foto che decide cosa vuole esprimere. La realtà è un po’ come un blocco di marmo. Ci puoi tirar fuori un posacenere o la Pietà di Michelangelo»

    e ancora :

    «Baia delle Zagare – conclude – la feci con una Pentax, poi sono passato alle Canon e ho sempre usato quelle. Ma non sopporto chi ti chiede mille particolari tecnici, pensando siano fondamentali: la macchina fotografica è come la penna stilografica per uno scrittore, solo uno strumento. Quello che conta è quello che sai scrivere».

    Questa foto e’ famosissima soprattutto in Francia , paese che, si racconta, si senti’ talmente
    rappresentato da questa immagine da esporla addirittura nelle ambasciate e nei centri culturali.

    La seconda cosa che mi viene in mente , naturalmente, e’ la serie di ricordi personali legati ai miei scatti. Un buffo ricordo di qualche anno fa : ero a Milano o Firenze ( ora non ricordo ) . Ero stata colpita anche li’ dal morbo dello scatto , al punto da dimenticarmi che con me c’era la mia amica che , pazientemente , aspettava che io la finissi di scattare …..aspettava, aspettava, aspettava…. poi alla fine si infilo’ di prepotenza ( giustamente aggiungo io ) nelle mie foto !!!

    cosi’ nelle ultime foto del viaggio ( fatte ancora col rullino ) si vedono monumenti con tanto di tuffo laterale dell’amica !!!!! messaggio della foto : esisto anch’ioooooo !!!!! Scusa !!!!!
    Solo chi scatta mi puo’ capire…….

    non so, invece, se vi e’ mai capitato di perdere l’attimo . O di non aver avuto la macchinetta in quell’istante per immortalare l’insolito, il contrasto, la meraviglia , l’emozione. A me si, purtroppo. Conservo vivide in mente determinate immagini che non sono riuscita ad immortalare . Ecco le mie foto non scattate piu’ belle :

    Firenze , Duomo sullo sfondo , violoncellista seduto di fronte , bimbo che si ferma incantato a sentire le note e mamma di spalle che si china accanto a lui mentre osservano il musicista

    Roma , lungotevere , arcobaleno sul fiume che svanisce nell’arco di pochissimi secondi

    Roma , metro A , arrivo di corsa ma perdo il treno , mi fermo mentre si chiudono le porte ma riesco a vedere due suore di Madre Teresa di Calcutta con il tipico abito, una regge un mazzo di fiori bellissimo , il tutto incorniciato dalle scritte dei writers metropolitani

    Roma, ghetto ebraico , un uomo seduto a terra, accompagnato da un piccolo organetto suona Hava Nagila ( canzone popolare ebraica ) , una turista dai capelli lunghi apre le braccia al cielo mentre cammina sul ponticello e si lascia andare sulle note . E l’uomo sorride mentre suona.

    Che bella passione ragazzi. Che belle foto vedo in questo blog e non solo tue Arthur .
    un caro saluto a tutti !

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  17. @ Carla: sai… credo che come in tutte le cose, la conoscenza è fondamentale, altrimenti ci si affida alle sensazioni del momento e, visto che parliamo di foto, con una foto ricordo pensiamo di immortalare un attimo che nel tempo ci farà da mentore.
    E invece secondo me non è così. Certo, la fotografia è una passione e in quanto tale, racchiude dentro di sé tante e tante piccole sfumature diverse per ognuno, ma ugualmente comprensibili se per esempio si usa la fotografia come racconto di un evento, piuttosto che come mera rappresentazione dell’evento stesso. Alcuni anni fa, sono stato in vacanza per poco più di un mese in Kenya, l’ho girata cercando di non farmi mancare nulla, safari compresi. Avevo con me una telecamera e la mia compagna di allora, la macchina fotografica. In sostanza eravamo “completi”, nel senso che ognuno raccontava la realtà mettendoci è vero molto del proprio modo di vederla ma, allo stesso tempo, ciò che non poteva la fotografia lo evidenziava il filmato e viceversa. La mia compagna era una fotografa molto esperta, lei amava i ritratti, come me ma, contrariamente a me che prediligevo l’estemporaneo, lei era una patita della posa, magari anche un po’ costruita, per cui alla fine del viaggio aveva una serie di ritratti e di storie fotografate che erano davvero fantastiche. Lei ha raccontato il Kenya fotografandolo, mentre invece io l’ho raccontato filmandolo. Ecco, per conoscenza, indipendentemente dalla teoria, dalla tecnica, intendo questo, sapere che con una macchina fotografica puoi anche andare oltre al ritratto con paesaggio compreso, se solo s’impara a guardare quello che ci circonda, che poi, diciamolo, è tutto.
    Antonio probabilmente a questo c’era già arrivato.

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  18. @ Patrizia: credo che la passione sia tutto nelle cose, al di là dei risultati che, se ci pensi, sono sempre subordinati a parecchie cose e tra tutte, agli obiettivi che ci proponiamo. Quindi, che importa sentirsi o meno degli artisti che poi, la parola stessa ha dentro di sé talmente tante implicazioni che difficilmente riusciremmo a renderla riduttiva nel senso etimologico del termine.
    Tu, oltre che alla foto, ti dedichi alla poesia, due modi completamente diversi di esprimersi, anche se le emozioni in ambedue sono determinanti ma, secondo me, se mi permetti un piccolissimo giudizio nei tuoi confronti, tu sei una curiosa, la natura, visto che la fotografi in ogni sua forma e dimensione, ti attrae, infatti non a caso ti ho sempre detto che le tue macro sono davvero fantastiche, non tanto per la resa cromatica o l’ottima riuscita da un punto di vista tecnico, ma per il taglio, l’inquadratura, quel tuo modo particolare che hai di “raccontare” dei petali o solamente un fiore.
    Usi la macchina fotografica come se fosse un’altra parte di te e, non saprei dirti se ci sia dell’arte in tutto questo, l’emozione senz’altro, cosa chiedere di più?
    Nella poesia invece ci sei tu e solamente tu. Non solo emozioni ma, quella parte di te che insegue i sogni, un percorso viscerale dove si sente la passione, il dolore, la paura di perdere e di perderti, ci sono i tuoi pensieri più nascosti che riesci a elaborare facendoci, a noi che ti leggiamo, sentire partecipi, come se fossero nostri. Mai un lamento, anche se c’è dolore, un percorso che, proprio perché lo si comprende, sembra che tu lo faccia insieme a chi in quel momento ti sta leggendo, la capacità di “rendere visibile” anche un sospiro o un battere di ciglio.
    A proposito, Complimenti per il premio che hai ricevuto ieri, la Medaglia di Bronzo, per una tua poesia inedita “Ho raccolto le chiavi” al XXX Premio Firenze che, tra l’altro abbiamo appena pubblicato nel nuovo numero di Scriveregiocando. Come vedi, anche chi ne sa più di me ti apprezza come poetessa.

    Brava! 😉

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  19. Purtroppo a me le foto piacciono solo quando me le fanno vedere,sarà che nessuno mi ha mai avviata alla nobile arte ,ma poco ne capisco di pixel.Comunque mi piacete tanto come fotografi!Vabbè un abbraccio,e buona domenica a tutti. 🙂

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  20. Arthur e ora che devo dire dopo averti letto?? Mi hai letteralmente stesa, emozionata e fatta arrossire come un peperone al massimo del suo color rosso 😳
    Si è vero, io sono una curiosa e ciò che più mi attrae, nonostante io cerchi di spaziare anche in altri ambiti fotografici, è la natura. E’ talmente ricca, ha talmente tanto da offrire e talmente tanto da far scoprire che io ogni volte che mi ci immergo sto bene, mi sento libera, mi sento leggera e dopo averla assaporata con tutta me stessa ed averla fotografata con la mente devo poi mettere in funzione anche la macchina fotografica. A volte penso che le piante, i fiori o gli insetti se potessero dirmi qualche cosa direbbero: Eddaiii ma non hai ancora finito?? Lasciaci un po’ in pace!!!
    Sì, c’è l’emozione in me quando scatto, non l’arte. L’emozione di essere riuscita a catturare un movimento lieve, la vibrazione di un petalo, le sfumature di un colore. Si, tanta emozione, quella che nasce dal cuore quando ci si sente bene 🙂
    Grazie di cuore per le tue parole, sono l’analisi attenta di chi sa andare ben oltre ciò che è un blog, ben oltre a quello che per molti è un semplice contatto attraverso un monitor ed è anche questo che ti rende speciale !!!

    Ehmmm grazie anche per i complimenti al mio premio 😳

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  21. cara Patrizia , balliamo?????
    ti vedo muovere tra la gente con un bel foulard giallo…spruzzato di viola…..
    grandi occhi curiosi e labbra rosse….
    che regalano un sorriso ai curiosi….
    ..sei così bella ..e scatti foto ai tuoi canali,
    alle barchette ancorate , al’acqua che riflette un cielo azzurro…
    Poi ti fermi e prendi il quaderno…ti accigli e scrivi alcuni versi…
    osservi dentro i cuori della gente…accarezzi il tuo.
    Sono attimi…ma da lontano qualcuno ti guarda…
    e ti protegge….

    Sei un film che ho già visto ma che non mi stanco mai di rivedere…
    Complimenti per la tua poesia…
    un bacio immenso.

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  22. Carlitass a me nessuno mi ci ha avviata, mi ci sono appassionata vedendo gli altri quando ero bambina e poi bumm è scoppiata la passione che ancora è viva e forte, qualche suggerimento ed insegnamento da parte di un bravissimo fotografo che conosco fin da bambina e tantissime foto da autodidatta oltre alle varie letture di articoli scritti in internet da chi se ne intende veramente.
    Tu sei bravissima in altre cose, esempio in cucina con le tue fantastiche ricette, io se ci provassi come minimo avvelenerei tutti quanti, sono negatissimaaaaa
    Ciaoo, serena notte cara : -)

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  23. Ventolino, ok balliamo, ma ti avviso che io sono alquanto elefante come ballerina ahahaha
    Occhi curiosi si, labbra rosse abbastanza (di più se metto il rossetto ma non lo uso tantissimo ), bella.. umm non proprio, ma fa niente ahahah, quello che per me conta è essere accettata per come sono, con i miei pregi (se ne ho) e anche con i miei difetti (che sono parecchi 😉 )

    Si si, balliamo 🙂
    Kisssss

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  24. @ Semprevento: ed eccomi anche da te, in ritardo, ma ci sono. E’ vero, come ho già detto e come hai confermato tu, oggi in rete c’è di tutto un po’, ma nel senso che secondo me si carica di troppa enfasi una passione che al contrario dovrebbe essere “vestita” di semplicità. C’è troppo spesso il diverso a tutti i costi, come tu ben sai, io amo le foto al naturale, senza troppe elaborazioni, altrimenti la foto diventa qualcos’altro, che io faccio comunque, ma dandogli un altro significato, uso il mouse come fosse un pennello e il video come se fosse una tela, e allora la foto può diventare un punto di partenza che, però immagino, non necessariamente un punto di arrivo.
    E allora il cosiddetto percorso “artistico” e come vedi lo metto tra virgolette, è fondamentale, determinante, perché presuppone una coerenza che va di pari passo con una prospettiva, con una visione della vita stessa che in qualche modo si cerca di rappresentare, e questo vale sul figurativo che sull’astratto.
    Io la foto preferisco vederla nella sua estrema nudità, passami il termine, perché se io non riesco a dare delle emozioni con un ritratto, difficilmente potrò darle se quel ritratto lo elaboro e lo faccio diventare qualcos’altro. Questo per fare un esempio.
    Quelle parole “rendere visibile” io ci credo tanto e allora il mio percorso diventa il raggiungimento di quest’obiettivo, nient’altro, ma solo perché non puoi portare avanti una miriade di concetti che magari si contrappongono uno all’altro.
    Ma per fare questo, bisogna provare, certamente, bisogna darsi del tempo, perché qualsiasi percorso artistico ha in questo caso, bisogno di tempo.
    Tu per esempio, da un anno a questa parte, hai fatto dei passi da gigante, sei cresciuta tantissimo, le tue foto di adesso, sono molto diverse dalle tue foto di allora, non che fossero meno belle, diciamo diverso l’approccio verso le cose e soprattutto, il modo di guardarle. Spesso e volentieri dici che pasticci, ma speso e volentieri, io ti dico che i tuoi non sono pasticci, sono solo un modo di concepire un’espressione e quindi, di realizzarla. Non per niente tu hai dipinto e i tuoi dipinti, almeno quelli che ho visto, avevano dentro una componente naïf, quella ingenuità che li rendeva prepotentemente in balia dalle emozioni, cosa che tu fai quando elabori le tue foto.

    I tuoi cosiddetti “pasticci”, sono secondo me l’inizio di un percorso espressivo che potrebbe portarti lontano, ed in ognuno alle volte ci trovo talmente tanto equilibrio da un punto di vista formale che, guardandolo, alle volte mi dico che non poteva essere diverso da come ce l’hai proposto.

    Non è un caso che io abbia voluto la tua composizione fotografica per quella famosa copertina dell’ultimo numero di The Best Magazine.

    Ecco, detto questo, direi che occorre crederci e allora quel famoso “rendere visibile” diventa alla portata anche di chi passa di fretta e magari guarda con occhio distratto.

    Ciao Ventolino. 😉

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  25. …nell’imbarazzo ..ho inviato…sarà meglio lasciare così…che è bello lo stesso!
    Mi viene da dire Vi amo..un modo del tutto orihinale per far capire quanto sia felice di avervi trovato….
    M’è piaciuta tanto anche l’Antonella…la capisco….eccerto che si!!
    Ora vadoa ninna…ma prima….devo vedere due cosette.,,,hihiihi
    strabacissimo!

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  26. Guarda che non devi rispondere a tutti i costi, cara Ventolino Bello, questo post nasce prima d’ogni cosa per scambiare dei pareri su di un argomento che appassiona un po’ tutti noi, ma anche per riflettere, si potrebbe parlare all’infinito credo, magari potando esempi su esempi, ma la cosa più bella è comunque parlarne oppure, leggere soltanto. 😉

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  27. Stavo leggendo ciò che ha scritto Antonella
    Eccome se ti capisco, io quando inizio a far foto mi dimentico di essere insieme ad altre persone a tal punto che mi capita quello che è capitato a te con la tua amica. Arrivano all’improvviso e si tuffano nell’inquadratura. Spesso la prendo in ridere ma a volte mi arrabbio, però hanno ragione, lo devo ammettere. E allora quando riguardo quelle foto ci scappa sempre la risata. Risata che non mi scappa quando invece mi capita che le persone lo facciano di proposito con solo l’intento di rovinarti una foto. Persone che ti si piazzano davanti appositamente per impallarti la visuale… grrr come li prenderei a bastonate se potessi 🙂

    E poi gli attimi perduti,, uhh quanti ce ne sono stati e quante volte mi sono detta… cucca che sei, ma perché non hai portato la macchina con te?? Oppure… ma perché non hai scattato, che te ne fregava se ti vedevano o ti prendevano per stramba?? Oppure quando vedi qualche cosa ma proprio non puoi fare la foto perché sei impossibilitata da tanti motivi.. Però sono scatti che mi restano nella mente, anche se non posso riprodurli in nessuna maniera… come uno sguardo che non dimenticherò mai… uno sguardo che ha lasciato una cicatrice che se toccata fa ancora male…
    Ehm vabbè, questo non c’entra nulla, pardon…

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  28. C’entra, c’entra, tutto c’entra, anche se non sono d’accordo sulle occasioni perdute, perché nel frattempo le hai vissute comunque. Ti è mai capitato di fare una foto e, dopo averla vista, renderti conto che non era così quello che avevi visto? (scusa il gioco di parole… 😉 )

    A me tante volte.

    Vado a fare un giro per vedere cosa avete combinato. 🙂

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  29. Si Arthur, infatti ho scritto che restano nella mente, proprio perché sono stati vissuti.
    E per quanto riguarda l’aver scattato foto nelle quali poi non ci vedo quello che avevo veramente visto.. ehhhh eccome se mi è capitato, un sacco di volte e mi sono pure chiesta?? Ma cosa cavolo ho combinato, mica volevo fotografare così….

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  30. Cara Antonella, infatti me lo domando anch’io, come puoi restare lontana dal mio blog? 😆

    Conosco Franco Fontana, un fotografo straordinario, certe sue foto di paesaggi che sembrano dei quadri impressionisti, talmente delicati nei colori e a volte con delle sfumature decise, il colore come forma espressiva.

    Parlando di fotografia, di fotografi celebri, si potrebbe spaziare tra tanti universi spesso tanto diversi tra loro che, però conservano tutti un elemento in comune, comunicare oltre che interpretate la realtà, facendocela vivere come se fosse un privilegio; vederla attraverso i loro occhi, rendendocela come se fosse una cosa comune, normale e in effetti lo è se ci pensi.

    Alle volte mi capita di sfogliare qualche album o libro fotografico e lo faccio con ingordigia, una voglia spasmodica di “vedere” ciò che quel fotografo ha visto.

    Fantastico!

    Però cara Antonella, non trascurare le amiche, altrimenti diventa normale vederle sbucare all’improvviso dentro l’obiettivo. 🙂

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  31. Eccomiiiiiiiiiii…per poco ma ci sono…!!! Ciao Arthurino topolone adorato!!! :lol:..
    …Che belle cose leggo…. / ciao bella Carlitas!!! lo so che m’aspetti ma ho perso il treno…tra poco vado in Sardegna con la mia ciospina…la vigilia sarò là…ora mi sto concentrando su come organizzare le cose..il lavoro..e tutto il resto…ma nei miei progetti ci sei anche te..non adesso ma presto..se hai la pazienza di aspettarmi… anche solo una giornata mi basta per farti fare due risate …tranquilla che arrivo..come faccio a non conoscerti? sarebbe una bestemmia contro l’ospitalità, il buongusto e l’amicizia… ..un bacio immenso bella donna!! ..e che cuoca!!! )
    …tanto lo sai , caro capo che io sono innamorata della fotografia….passione prorompente ma mal guidata…nel senso che non faccio nulla per ammaestrarmi..son rozza…sono tanto sbadata…
    Purtroppo son fi quelle persone che devono esser prese per mano e guidate…altrimenti pasticcio e mi occorre un bel po’ per capire… difatti c’ho messo un sacco ad imparare quelle due o tre cosette…Però c’ho occhio per gli altri…mi garba sempre tutto e mi sento felice…
    ma guarda un po’ che son stranetta io!!
    comunque..si va avanti come si può…tra una foto e un flash mancato…tra una prova venuta male e tre peggio…e pazienza…si va avanti con la gobba o senza e ci china a chi della fotografia ha fatto storia, arte e profumo…A chi ha portato idee innovative e a chi con semplicità propone a suo modo un panorama…e che panorama!! …in rete c’è di tutto…e come ho già detto la cosa bella è che ogni foto ha la sua storia.
    Sicuramente se va come vorrei che andasse approfondirò la conoscenza della mia Carmen…per ora va bene così…son troppo brava a pasticciare!!!
    ..così Duil rosica! Lui è così pignolaccio!!!. uffgg!!
    ora vado a ninna…metto du fotine ..e vado…domattina sveglia all’alba!!
    dumila Bacisssssssimi a todo el mundo ciurmo!

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  32. Ciao Arthur
    Capitano ho letto tutto, non ho commentato…..
    Sono incazzato nero con la linea ADSL e sono un pochino depresso, non si riesce a risolvere nulla, ieri sono andato a litigare in un centro tim, speriamo che la cosa migliori…..
    Ho sbalzi di umore, forse sono come Befy sono in attesa….però non ho la pancia gonfia.

    La fotografia oltre essere il mio lavoro è anche il mio amore…..
    Condivido molte cose che sono state scritte….e altre no
    Come avevo già scritto, credo proprio sul tuo blog, le foto si fanno con la testa….e il sentimento…. le fotocamere moderne permettono a tutti di fare foto corrette, ma non é detto che siano belle foto……
    Ho sviluppato con tanti anni di fotografia una mia personale visione, non sono d’accordo che le fotografie digitali non possano essere manipolate con programmi adatti…
    Pure in tempi passati, nell’era della pellicola, se frequentavi la camera oscura, ti saresti reso conto di quante diavolerie si facevano anche a quei tempi, prima era solo per un certo numero di persone professionisti o amatori evoluti, ora è più facile per la grande massa di fotografi.
    Per molti anni ho scattato foto perfette per lavoro, alcune agenzie mi dicevano che erano troppo perfette, ma facendo foto per architettura e pubblicità non mi sembrava che si potesse fare altrimenti, poi con la Polaroid ,sopratutto per mia esperienza personale ho scattato foto ,e le ho manipolate subito dopo lo sviluppo, operazione fantastica che rendeva ogni scatto una creatura irripetibile.
    Non penso che bisogna dire che le foto sono belle, anche quando sono delle ciofeche, la critica deve essere costruttiva….se si vuole migliorare la propria esperienza fotografica, senza voler fare il saputello ma proprio non riesco a essere falso nel mio giudizio.

    Per concludere ho conosciuto di persona Franco Fontana personaggio sensibilissimo e bravissimo fotografo….
    Steve Mc Curry se vi interessa a Genova in questo periodo è in atto una mostra con i suoi scatti migliori, io l’ho vista a Milano è molto bella e interessante anche il modo in cui sono esposte le foto, sono appese dall’alto e il visitatore può girare nello spazio intorno alle foto.

    Grazie Arthur per avermi stimolato, ero un pochino pigro e poco disposto…..

    auguro a tutti di scattare foto bellissime e non cercare la perfezione, ma mettere se si riesce sentimento e comunicazione nelle proprie foto.
    Bisogna scattare e rivedere le proprie esperienze visive, a volte foto che avrei subito buttato,mi riappaiono con una visione diversa.
    Guardate cosa fanno altri c’è sempre da imparare e fare nuove esperienze…..
    Buon scatto
    Duil

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  33. ..velocemente rispondo al megattero ….
    Duil caro,
    se va per questo i miei scatti son tutti pieni di sentimento!!!
    ..quindi son tutti meravigliosi!!!
    naturalmente scherzo!!! .mica tanto però.. 😆
    . Torno seria per un mmentino: meriti molto di più che una semplice battura caro Duil.
    A te scoccia un po’ pasare per quello saputello, in realtà lo sei ma del resto della fotografia ne hai fatto la tua professione. Quindi, tanto di cappello…
    Ora scappo anch’io ..c’ho un bel biondo che m’aspetta 🙂
    Wow, sicchè hai conosciuto il Fontana??? e allora quand’è che io conoscerò il famoso Duilio di Cornaredo??????…mi pare il minimo no?
    baci a tutti…
    e menomale che s’è svegliato …. ☺☻♥

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  34. @ Duilio: ti aspettavo, in effetti mi chiedevo come mai non fossi venuto a commentare un argomento come questo e quindi ti ringrazio per averlo fatto.

    Io non sono come te un professionista della fotografia, ma l’amo ugualmente, forse perché mi ha accompagnato in tutti questi anni facendomi scoprire alle volte degli orizzonti diversi che mi hanno aiutato a vedere certe realtà con l’occhio di chi ha voglia di capirle, oltre che vederle.

    Da giovane ho sperimentato la camera oscura, lavoravo quasi esclusivamente con il bianco e nero, quelle meravigliose pellicole della Ilford dove il bianco e il nero erano veramente tali, una camera oscura improvvisata dentro nel bagno di casa e infatti ricordo che avevo tutta una serie di marchingegni nel senso di piani amovibili che servivano giusto per l’occasione. Quindi capisco cosa tu voglia dire con la manipolazione dei negativi che, nel mio piccolo e fatto a livello amatoriale, a seconda dei casi facevo anch’io.

    Cosa che d’altronde faccio anche adesso con gli scatti digitali, utilizzo Adobe Photoshop per questo, sono un fruitore dei programmi di Adobe, uso per esempio per i miei montaggi video Adobe Premiere che trovo sia meraviglioso e che nelle ultime release offre talmente tante possibilità che forse non riuscirò a usare mai.

    Questo per dire che non ho nulla contro le elaborazioni fotografiche, anzi, diciamo che la foto, l’immagine, preferisco usarla al “naturale”, senza per questo svilirla in elaborazioni che alla fine la fanno diventare tutt’altro. Insomma, per dirla in poche parole, scindo le due cose e come ho già detto mi pare a Ventolino, preferisco tenere le due modalità separate, se il percorso che ho intrapreso me lo consente e, paradossalmente, me lo richiede. Ho smesso di dipingere con le tele e i colori alcuni anni fa e oggi la grafica digitale la vedo come un complemento se non addirittura una continuazione di un modo di esprimersi che, al pari della pittura, mi da delle possibilità espressive davvero enormi. Come dire, non lascio nulla di intentato, ma un bel ritratto, magari in bianco e nero, preferisco lasciarlo così com’è.

    Malgrado non abbia mai lasciato troppi commenti alle tue foto, per esempio, ho seguito molto il tuo “percorso” di questo ultimo anno, trovo che le tue elaborazioni siano a volte raffinate, un termine che in qualche modo descrive l’uso che fai dei colori e delle sovrapposizioni, segno che non lasci nulla al caso, al di là dei tuoi scatti al naturale, dove la tua professionalità si vede tutta e non si discute. Non so quali siano i tuoi progetti in proposito, ma un percorso artistico non può prescindere secondo me da una sorta di coerenza che quanto meno descriva un periodo o un momento storico dell’artista in questione. Credo che in questo, se me lo permetti, senza per questo voler dare un giudizio, ti stai avvicinando, le tue elaborazioni un po’ per volta trovano un riscontro obiettivo in questa coerenza espressiva, e ciò significa che la tua crescita in questo senso è vicina al traguardo, pur mettendo in conto che come tu sai benissimo, non si smette mai di crescere, per fortuna, aggiungo.

    Per il resto, concordo con te dicendo che l’umiltà sia un elemento indispensabile, sia nei rapporti con gli altri, sia, appunto, per crescere nella maniera giusta.

    Grazie carissimo per il tuo commento, è un piacere confrontarmi con te.

    Dimenticavo, ho visto i tuoi ultimi magazine, quello sulla ceramica è davvero molto bello, l’uso delle pagine colorate e il posizionamento delle foto ha aggiunto un elemento grafico molto bello nella realizzazione.

    *** Ciao! ***

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  35. Ciao Arthur
    grazie sei sempre un gran signore…..
    Maremma Maiala una volta che scrivo tanto nessuno commenta…….
    saranno mica tutti in crisiiiiiiiiiiiii
    Se puoi vai a Genova la mostra di Steve Mc Curry è veramente molto bella……
    buona giornata
    Duil

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  36. Duiliuccio io avevo letto, giurin giurello, ma sono talmente infognata che non so più dove trovare il tempo da dedicare a voi amici. Ebbene si, sono in crisiiiiiiiiiii e di brutto, non mi riesce di trovare entusiasmo in questo periodo, forse perché presa troppo da altre cose e quindi la mente non è libera come dovrebbe essere 🙂

    Ovviamente quanto da te scritto è molto interessante. Io credo che la fotografia con la ricerca della perfezione tolga entusiasmo e anche emozione per chi ama la fotografia come passione per se stessi e poi anche come condivisione con gli altri. Tu per lavoro dovevi per forza fare foto perfette, ma poi hai avuto modo di sbizzarrirti nel tuo personale, nel tuo privato, ecco diciamo così. Io le mie foto a casa le smanazzo tantissimo, poi però non le pubblico perché non mi soddisfano, non mi dicono più niente, probabilmente le stravolgo troppo, ma nello stesso mi è di aiuto per cercare di capire dove probabilmente sbaglio, dove esagero ecco…
    Da imparare ho tanto, tantissimo, soprattutto da quando uso la digitale ho perso parecchio, invece di avanzare sono regredita sigh sigh. Mea culpa però, mi sono affidata troppo alla parte automatica delle digitali, quando invece avrei dovuto continuare con le nozioni che mi erano state insegnate quando usavo la manuale. Beh dai, qualche pastrocchio alla fine esce bene visto che ci sono diversi apprezzamenti nel mio blogghettino 😛

    Ciaooooo

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  37. …Le foto….che passione!!
    ma mi occorre un professore…un lapis, un quadernetto..e una penna…
    naturalmente anche Carmen… 🙂

    Fa un freddo citrullo…mi son messa i calzettoni di lana.. 🙂
    …nevica????…che bello…i bambini son felici!!
    ..il resto è storia!
    ora salto dalla Erzuccia!
    bacicci
    vento

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