Il dottore.

Marzapane

Il vantaggio di andare a pranzare sempre nello stesso posto è che dopo un po’ ci si sente come a casa propria; i proprietari della trattoria e i ragazzi che servono, ti “dedicano” un occhio di riguardo che, magari dopo una mattinata burrascosa fa senz’altro piacere.

Ma al di là dalle coccole gratuite e bene accette, credo che la cosa più bella sia incontrare le stesse persone, un sorriso, un saluto e due parole, l’occasione per sentirsi coinvolti, una sorta di comunità nata dal nulla che, per un attimo, lascia da parte le formalità, per sentirsi complici lo spazio di una mezz’ora.

E come in tutti i posti che si rispettino, anche qui c’è un personaggio unico, non tanto per il modo di fare, quanto per il modo del tutto originale che ha di porsi agli occhi degli altri. Ha passato da un pezzo la settantina, ed è forse più vicino agli ottant’anni, piccolo e tarchiatello, ha delle sopracciglia foltissime tutte bianche, che creano una specie di strana barriera tra la fronte e gli occhi, una chioma fluente in perfetto ordine di un bel colore ambrato, sempre in giacca e cravatta con degli accostamenti che ritenerli azzardati è puro eufemismo, grossi quadretti per le giacche e fiori sgargianti per le cravatte, magari con delle camicie a righe rosse e gialle. E’ perfettamente a suo agio con quella mistura di colori, cammina rimarcando il passo ora su un’anca ora sull’altra e da quel che so faceva il  dottore, adesso in pensione.

Non viene mai da solo in locanda, l’accompagna una signora più o meno della sua stessa età, anche lei parecchio vistosa nel vestire ma, entrambi, di una cordialità e simpatia che fa quasi tenerezza. Sempre gentili e molto educati, rispondono con un sorriso al saluto di benvenuto della proprietaria della trattoria, si siedono, lui mai prima di lei, un po’ come ai vecchi tempi, in nome di una galanteria che probabilmente non è ancora passata di moda e lei ogni volta lo ringrazia, quasi sorpresa da tanta gentilezza. E’ sempre lui che ordina il pranzo e lo fa ad alta voce, tipico delle persone che ci sentono poco, con un vocione in perfetta sintonia con il suo aspetto fisico: fantastico!

Non credo siano sposati; lui è vedovo, da quel che si dice in giro si sono conosciuti da qualche anno e, unite le loro forze, si fanno compagnia. Come tutti ormai sanno, sono molto sensibile a questo tipo di storie, sono sensibile all’idea che due teneri vecchietti trovino il coraggio di percorrere con rinnovato entusiasmo, dopo aver vissuto tutta una vita in tutt’altra direzione,  un pezzetto di strada insieme e sì, perché guardandoli è questo che colpisce di loro, la voglia di ridere senza imbarazzo anche delle cose più semplici, magari di una pennetta al ragù di pesce che incautamente cade sulla sua cravatta, donandogli per un attimo una nuova nota di colore, quasi ne avesse avuto bisogno.

Beh, inutile dirlo, anche a ottant’anni vorrei innamorarmi se mi si presentasse l’occasione, perché voi non lo vorreste?

Annunci

43 pensieri su “Il dottore.

  1. Beh, innamorarsi fa sempre bene, specialmente se questo innamoramento toglie anche la solitudine che molte persone anziane vivono. Sai, è molto bello questo pezzo di vita che hai descritto. In effetti è vero, frequentando sempre lo stesso luogo, nel tuo caso per il pranzo, nel mio caso per la colazione, fa in modo di creare situazioni che si possono anche definire in certi casi “familiari”, tanta diventa anche la complicità con i gestori e spesso con altri clienti. E poi si ha modo di fare le cosiddette “quattro chiacchiere” che ti distraggono per un po’ dalla routine del lavoro, così la mente si libera e respira meglio, altrimenti sclera totalmente 🙂

    Hai descritto così bene questa coppietta che è stato come vederli, eh si, proprio così, li ho visti che ridevano, quel ridere fatto di complicità birichina e nello stesso tempo anche bambina, quella che non ha nulla a che fare con l’età.

    Ahhhhh.. (sarebbe un sospiro :lol:) l’amore…..

    Ciao ciao, Pat

    Mi piace

  2. Io ci metterei la firma per vivere almeno la terza età in compagnia di un galantuomo.Vedi Arthur,purtroppo molti di noi attraversano ancora quella fase nella quale si pensa che,chissà..possiamo incontrare la persona giusta,che ci fa sognare,ci migliora l’esistenza nel senso che finalmente porta la sua mezza metà di mela che a noi manca.Invece,a quella età,non ci sono più quelle aspettative,la compagnia dà tutto e ci si rende conto che ci si è arrabattati inutilmente per tanto tempo ma,alla fine,era solo perchè QUELLA fase lo richiedeva,.Invece in questa,si fanno grandi risate su piccole cose,piccoli viaggetti organizzati con quei pochi spiccioli che avanzano dalla pensione e se mancano anche quelli,ci si riunisce per un burraco o una scopa a casa così,senza angosce,non si pensa più all’abito di marca ma a vestiti che fanno passare la malinconia dai tanti colori e comodi più che altro e poi, via a mangiare qualcosa insieme ben sapendo che i modi gentili fanno essere principi e re più di una rolls royce o di una parure di gioielli o una borsa di Gucci.Tutto è vissuto con meno ansia,il sesso è un ricordo su cui sorridere in molti casi,e tanti pensieri che prima erano causa di tormento,diventano oggetto di battute.Certo,la crisi ha un pò falciato questa fase di serenità,ma poi in tivù vedi quei vecchietti davanti al tavolo di un bar di qualche sperduto paese,che,nonostante tutto,non hanno perso il sorriso perchè si fanno forza stando insieme e affermando che ..”tanto ..loro ne hanno viste già tante ..”

    Mi piace

  3. @ Patrizia: Ahhhhhhh… (sarebbe un sospiro 🙂 ), l’amore!!!

    Sono due persone veramente carine, anche se sotto certi aspetti, un po’ grotteschi per come si vestono. E’ strana questa abitudine alle cose vistose, strano perché sono persone molto fine, però i gusti non si discutono.

    Mia madre dopo qualche anno che era morto mio padre, aveva conosciuto un signore, con il quale usciva spesso. Lui, un ottantenne avanzato, l’accompagnava in tutte le sue scorribande, a lei piaceva andare ai concerti, a teatro e lui era sempre al suo fianco. Tra l’altro, incominciava a non ricordarsi più le cose, per cui lui guidava la macchina e lei le diceva le strade che doveva fare. ( 🙂 )

    E insieme ridevano tanto.

    Ciao, bentornata, mi mancava la tua voce.

    ‘notte! 🙂

    Mi piace

  4. @ Carlotta: ciao cara Carlotta, siamo on line a quel che vedo. Giustissimo ciò che hai detto, ma non sono d’accordo sulla questione sesso e non lo dico ovviamente per conoscenza diretta. 🙂

    Sembra, da statistiche fatte, che i pensionati hanno una vita sessuale molto intensa, vuoi per maggior tempo a disposizione, vuoi perché hanno meno pensieri, se non hanno particolari problemi economici, crisi permettendo, tra un viaggetto e l’altro… 🙂

    Boh, vedremo. 🙂

    Mi piace

  5. SyS

    ma pure a 36 e mezzo non sarebbe male… 😛
    comunque… non mi ricordo chi ha detto “le persone non smettono di innamorarsi perché invecchiano, bensì invecchiano perché smettono di innamorarsi.”.

    ah.. questa te la snocciolo così con un mocaccino in mano….

    Mi piace

  6. SyS

    ma comeeeee????? non sai… ma nooo ma come faiii?? mandovai se.. ok.. mi fermo
    allora
    il mocaccino è (la versione originale) un cappuccino con panna e cioccolato.
    la variante è il marocchino…
    o ancora il top dei top è il Bicerin di Torino (sempre caffè crema di latte e cioccolato…)

    io al momento mi accontento del mocaccino della Nestlè (https://www.nescafe.it/prodotti/mocaccino.aspx) insomma… uno sbeberone caldo che ricorda il cappuccio….

    Mi piace

  7. carla

    Arthur che bella storia hai raccontato.

    Un sentiero stretto e uno steccato sul fondo. Puoi essere la fine del viaggio o la ripresa. Puoi aver voglia di aprire il cancelletto o decidere di fermarti lì.
    Se hai ancora voglia di innamorarti hai voglia di vedere un panorama meraviglioso, colline, case ed alberi in fiori. Forse troverai anche un grosso calabrone ma tutto è incredibilmente tranquillo, nessuna nuvola, in cielo solo un aeroplano a volare nel blu.
    Se non hai voglia di innamorarti puoi lasciare quelle lacrime maledette piangere come quando ci si infatua della malinconia.
    Un viaggio finisce solo quando si desidera che sia finito, se non lo si desidera non c’è steccato che tenga. La vita i momenti più belli te li offre all’improvviso ed è una sensazione meravigliosa.
    E cosa conta l’età?

    Eppure avrei voluto iniziare questo commento in ben altro modo e cioè:
    “che bella foto a cornice di questo post, senza avere ottant’anni me ne sono innamorata.” 🙂

    Mi piace

  8. @ Carla: ho raccontato una bella storia, lo ammetto ( 😳 ), e aggiungo commentata divinamente da te, con una delicatezza che ti è propria.

    Sì, l’età non conta nulla e non c’è steccato che tenga (bella questa immagine…), credo sia questo che conta nella vita, anche solo innamorarsi dell’idea può fare la differenza, ma con serenità, sempre con quella voglia di ridere e di complicità che fa diventare un rapporto speciale.

    E per la foto… sai che sono di marzapane? Lo ammetto, postandola ho pensato attia. 🙂

    Mi piace

  9. Ciao Arthur, grazie per la visita che ti volevo ricambiare (finalmente sto internet mi lascia entrare…l’ho chiuso ed aperto piu’ volte..).
    Davvero belle le canzoni di Claudio e Mia Martini, la musica che e’ sempre la benvenuta comunque sia ( 🙂 alludo alla mia….). Forte anche l’arista francese, vero? Io lo conosco da quando avevo 18 anni, lui si fece conoscere’ in Italia proprio con “the fool”. 🙂 A presto Arthur.

    Marghian

    Mi piace

  10. Oops, sono uscito da questa pagina senza salutare ..Carlitass e… Carla!!!
    Tutto sa di genuinita’, nemmeno io ho voglia di innamorarmi…magari perche’ non sono attualmente stuzzicato dalle situazioni. Poi, chissa’ 🙂

    Ciao Carle, anzi…carle

    Marghian

    Mi piace

  11. aurelio

    “Invecchiare e innamorarsi” 🙂
    Una strategia mortale di ballare un pò con l’eterno… ma io mi fido delle bugie.
    Per adesso m’innamoro dell’idea, se poi era solo un’idea resterò comunque innamorato! Sempre della Vita:
    abbracci 🙂

    Mi piace

  12. Silvia

    E’ vero, ogni tanto tu parli dei vecchietti e a me piace sentirtelo fare, hai per loro un rispetto reverenziale, sintomo di un bel rapporto che tu hai avuto con i tuoi nonni.
    E’ bello innamorarsi a qualsiasi età, senza mai la paura di perderci, come spesso dici tu, quindi nel caso, ben venga.
    Ciao Arthur, sono d’accordo con Patrizia e Carla, hai raccontato una bella storia.

    Mi piace

  13. mirko

    Buonasera ciurma d’alto bordo, Capitano in testa 🙂

    L’amore in “tenera” età è qualcosa che sugge la vita, ne ride insieme, ne piange e l’assapora..
    E’ la promessa di occhi ormai quieti. E io m’innamoro.
    Bel post, intrigante la foto con quella firma ad hoc, sul “fico”. 😆

    Mi piace

  14. @ Aurelio: in effetti la mia domanda era solo una provocazione, in un certo senso la risposta me l’ero già data, cosciente del fatto che ognuno di noi è un po’ vittima della sua storia, detto in senso buono ovviamente.

    Dici innamorato della vita? Sempre ti rispondo volentieri, anche in nome di quella precarietà che è la vita stessa e quindi, perché sciuparla inutilmente?

    Ma innamorarsi della vita vuole anche dire rimettersi in discussione e per un attimo, considerare l’eventualità che l’amore non sia mai circoscritto in un ambito predefinito, anzi, più è grande e più ha motivo di esistere.

    T’immagini un uomo e una donna quasi ottantenni che decidono di vivere insieme, magari dopo una vita vissuta all’insegna dell’indipendenza e bla bla bla? Ci sarà forse il bisogno di colmare quella solitudine che da vecchi spesso è difficile da sopportare, ci sarà forse il bisogno di ritrovare quell’affetto che è fatto di tenerezze e piccole attenzioni, ci sarà forse quel che sarà, ma secondo me deve essere bellissimo, perché nel farlo è un po’ come ricominciare a vivere, ogni cosa è da scoprire, l’occasione per guardare la vita sgombra da aspettative che spesso rovinano tutto, se non quelle di vivere serenamente e, appunto, con amore, il tempo che resta.

    E per incominciare, è bello anche innamorarsi dell’idea. 🙂

    Mi piace

  15. aurelio

    @ Arthur: innamorarsi dell’idea che l’amore possa fare la sua comparsa in età senile è sicuramente un gran bel passo verso la magìa dell’Amore. Il mal d’amore non conosce tempo, anzi, pensa a ottant’anni quante cose potrei raccontare a quel mio nuovo amore… senza nulla togliere a tutto ciò che nell’attuale presente la vita mi sta con grazia elargendo! 🙂
    Per cui, se la Morte fosse in ascolto, è pregata di ripassare in altro momento perchè io a ottant’anni ho un inderogabile impegno e “non posso certo mancare”! 😉

    Mi piace

  16. Buonasera Mirko, mi fa piacere che il mio post ti sia piaciuto, in effetti ti confesso che è questo tipo di comunicazione che mi piace portare avanti nel mio blog, se capita un momento di riflessione e, meglio ancora di partecipazione.

    E quando succede, cioè quando in questo senso sono ispirato, ne sono felice, motivo in più per essere contento del mio blogghino. E voi vi siete rivelati degli ottimi compagni di avventura e di questo vi ringrazio.

    Intrigante la foto? Mannaggia, che ridere che mi hai fatto fare con la storia della firma sul “fico”. 🙂

    Non ci avevo pensato,’nnagg…!!! 😆

    Mi piace

  17. Grazie Silvia, sei sempre carinissima cummia, è un argomento che mi piace affrontare, e poi è bello rispecchiarsi in “quei vecchietti”, t’immagini io magari senza dentiera che vado a spasso con una vecchietta bastone compreso sospirando alla vista del mare? 🙂

    Mi piace

  18. laura

    Ma “il dottore” se lo sarebbe immaginato questo scribacchiare su di lui? 🙂
    E quando avremo ottant’anni ci sarà un blogger che scriverà: “…Il vantaggio di andare a pranzare sempre nello stesso posto è che dopo un po’ ci si sente come a casa propria; i proprietari della trattoria e i ragazzi che servono, ti “dedicano” un occhio di riguardo che, magari dopo una mattinata burrascosa fa senz’altro piacere…..” ? 🙂
    Arthur, Arthur… se non ci fossi Tu con tutto il Tuo mondo, che vita sarebbe? 😳

    Mi piace

  19. mariagrazia

    Secondo me innamorarsi aiuta a vivere, se manca l’affetto si precipita nella solitudine.
    Bellissimo è fantasticare un ipotetico futuro, vivere un tempo che ancora non c’è programmandolo con un bell’innamoramento.
    Viene quasi voglia di invecchiare! Per il momento godiamoci la nostra vita, i nostri anni, gli affetti presenti tenendo sempre in mente che…. anche il domani può essere lieto.
    Ciao a tutti 😆

    Mi piace

  20. Cara Laura, credo che se raccontassi al dottore che ho scritto di lui sul mio blog, dopo essere diventato tutto rosso (è un po’ timido… 🙂 ), sarebbe contento, invece non so se da vecchietti troveremmo qualcuno che con tenerezza parla di noi ed essendo un inguaribile romantico, oltre che ottimista ( e qui il caro amico Alan mi perdonerà), voglio sperare che ciò accada. In fondo, se ci pensi, sarebbe come sperare che qualcuno si accorga di noi.

    Sarebbe bellissimo.

    ‘zie! 🙂

    Mi piace

  21. E’ giustissimo Mariagrazia, innamorarsi aiuta a vivere, con più gioia aggiungo io, parafrasando un modo di dire di Carla che tutti voi conoscete benissimo.

    E visto che la serata volge al termine, buona serata a tutti, sempre con gioia. 🙂

    Mi piace

  22. E” davvero bello trovarsi ogni mattina nella stessa locanda-o bar, la sostanza non manca- e vedere la gente che consuma le bevante, latri che a due a due sono appoggiati al bancone e parlano. La ragazza che con un “buongiorno” mi serve un caffe’ macchiato… gente che anche se non e’ con me..e’ con me, e’ un immergersi nella vita. Piccoli momenti, piccole cose della vita quotidiana ma che… fanno la vita.

    Per cio’ che concerne l’innamorarsi-alla terza, quarta, quinta eta’..- questo lo sa solo Dio. Intanto, viviamo i momenti passo passo, chissa’ che non arrivi anche quel..momento. L’amore puo’ anche aspettare, siamo noi che non possiamo smettere di aspettare. “Speranza”, letteralmente, significa “attesa”; pazienza, letteralmente..significa “attesa”. Dunque, aspettare equivale a..sperare (senza pretendere troppo…). Ciao.

    Marghian

    Mi piace

  23. E’ vero, sperare significa attesa, bisogna soltanto crederci e chissà, i sogni si possono sempre avverare.
    Caro Marghian, mi piace il tuo essere positivo, in questo ci somigliamo.

    ‘notte! 😉

    Mi piace

  24. Buondì Arthur ..Certo ora con la famosa “blù” si può tutto,ma io preferivo il sorridere ad occhi bassi dei nostri nonni a qualche battuta allora detta..”sagace” anzichè i goffi tentativi di afferrare pelle in caduta libera che si fanno ora!..A presto. 😉 Baci, Marghian!

    Mi piace

  25. Ciao Arthur…sono capitata nel tuo “mondo” tramite una persona proveniente dal tuo Blog che ha visitato e commentato il mio 🙂 E la ringrazio virtualmente per avermi fatto scoprire quello che scrivi. Complimenti.. 😉

    Mi piace

  26. @ stephymafy: benvenuta Stehy nel mio mondo e grazie per i complimenti. Sì, Carla è una mia assidua lettrice ormai da un annetto credo ed è un piacere ospitarla tra queste pagine, una ragazza positiva, sempre con il sorriso sulle labbra, creativa e con un dono e una dote che ritengo importante, l’ironia. Sempre pronta, quando lo chiedo, a nuove sfide, letterarie ovviamente. Abbiamo scritto diverse cose insieme ad altri amici blogger, e “Giovanna e Giovanni” è l’esempio di una felice collaborazione che spero continui nel tempo. La seguono alcuni suoi amici, la cosiddetta “Ciurma”, Aurelio, Mirko, Laura, Daniela, Mariagrazia e Marcello, tutti ragazzi simpaticissimi e ognuno di loro ha scritto qualcosa per questo blog. Insomma, ci divertiamo se capita e questa è la cosa più importante. Beh, ti confido una cosa, ogni tanto mi riposo e così loro scrivono per me. Cosa chiedere di più? 🙂

    Torna pure quando vuoi, sarai la benvenuta. 🙂

    Mi piace

  27. Eh, Arthur..essere positivi e’ spesso una cosa che ti devi cucinare sempre, non e’ un piatto pronto. Essere positivi e’ come….remare contro corrente. :)lo so, questa metafora del remare contro corrente sembra una cosa negativa, perche’ e’ come dire che “il mondo e’ contro di noi”. Un po’ e’ vero, ecco che essere positivi e’ una lotta continua, “eh….l’è dura”, dicono i lombardi.
    Ciao Arthur

    Mareghian

    Mi piace

  28. … e ora come ve lo dico.
    Quando ho letto il titolo “Il dottore” ho pensato ai giochi dell’infanzia pre adolescenziale, invece questo è un post sui giochi in vecchiaia…che però sono uguali a quelli dell’infanzia…perchè si sa invecchiando si torna bambini.
    Chissà, forse se ci pensiamo bene pre adolescenza e vecchiaia sono i momenti migliori per innamorarsi.

    Mi piace

  29. @ Caro Marghian, l’essere positivi è quella ciliegina che ci fa vivere le cose, anche quelle negative, con un po’ più di serenità, certo, l’è dura ma è così. 🙂

    Mi piace

  30. E così, cara Martina, anche tu hai giocato al dottore da piccola, mannaggia. 🙂

    E’ vero, l’adolescenza e la vecchiaia sono i momenti migliori per innamorarsi e… evvabè, in mezzo non ci s’innamora più?

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...