Indifferenza.

OP-Indifferenza

The Best Magazine_#4

Capita alle volte di fare delle considerazioni su ciò che siamo e su come ci rapportiamo con le altre persone, nel quotidiano, durante tutta una vita. Le ho fatte giusto in questi giorni e così mi è venuto in mente un articolo che avevo scritto per la mia rubrica “L’opinione” nel numero 4, maggio 2010, di The Best Magazine, utile, secondo me, se non altro per farci su qualche riflessione.

Buona lettura!

L’indifferenza, male del secolo; forse lo è sempre stato, perché l’indifferenza colpisce chi non vuole essere coinvolto delle cose altrui.

E allora mi viene in mente un episodio di tanti anni fa di un’attualità sconcertante, tanto è frequente oggi nelle nostre città.

Ero in giro per il centro di Milano e sotto i portici del centralissimo Corso Vittorio Emanuele, scorgo un uomo sdraiato per terra che sembrava stesse male. Ero dall’altra parte del marciapiede e la cosa che più mi colpì fu innanzitutto la gente che gli passava vicino e che pur guardandolo, non accennava a fermarsi. Ho attraversato, mi sono chinato su di lui per chiedergli se stesse male o se avesse bisogno di qualcosa e, improvvisamente si formò un capannello di persone, dapprima un po’ in disparte e dopo, sempre più vicine, curiose, interessate.

Ecco, l’indifferenza è paura del coinvolgimento in cose che non ci appartengono, in cose che non ci toccano da vicino o forse paura delle sofferenze altrui, paura di non sapere cosa fare.

Coinvolgimento che è emozione, che vuol dire per una volta mettersi nei panni dell’altro e se soffre, soffrire di quella sofferenza e cercare il modo migliore per aiutarlo, ma tutto questo implica un’enorme considerazione della persona che ci sta accanto e poi, che perdita di tempo, direbbe qualcuno.

Ormai siamo schiavi dei nostri variopinti egoismi e l’altro ci interessa solo se non ci coinvolge troppo personalmente. E’ frequente sentire “lascia stare”, “di che t’impicci”, è frequente girarsi dall’altra parte per non vedere, tranne poi coinvolgersi in storie contorte di cronaca nera che ci propina la TV, in tutte le salse, senza trascurare neanche il più piccolo dei particolari.

Ma è una storia di altri, noi siamo solo spettatori protetti da un mobile di plastica.

Poi c’è l’indifferenza di chi non ascolta, l’indifferenza di chi non gl’importa nulla se tu ci sei oppure no, l’indifferenza se l’altro ha paura, se l’altro ha da mangiare, se l’altro ha una vita da vivere, l’indifferenza se si distrugge la natura, l’indifferenza su ciò che è giusto e su ciò che è sbagliato, l’indifferenza che ti fa diventare vittima e al tempo stesso carnefice, un po’ come Grace, la protagonista di Dogville, nel bellissimo film di Lars von Trier, che usa una pietas oltre ogni limite per sopportare la vigliacca natura umana che la circonda.

Ho molto paura dell’indifferenza, perché se mai la dovessi provare, vorrebbe dire che ho smesso di provare emozioni.

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24 pensieri su “Indifferenza.

  1. Mi soffermo sulle ultime parole… la penso esattamente come te, provare indifferenza significa non provare più emozioni. Sai, mi è stato detto che essere troppo sensibili e sentirsi troppo coinvolti da ciò che ci circonda è stupendo perché significa essere vivi, sentire che anche gli altri sono vivi, sentire emozioni, provare sensazioni. Tutto questo ha un risvolto che spesso diventa un macigno, perché chi mi spiegava tutto questo ha aggiunto che si arriva ad un punto di stare male, male per tutto quello che si prova, male perché si vorrebbe fare di più ma non si riesce (non tutto è possibile anche se lo vorremmo), male perché subentra come un senso di colpa anche se colpe non se ne hanno…. ecc. ecc. ecc. Beh, ha concluso, quando io ho detto: allora sarebbe meglio essere più menefreghisti ed indifferenti?? Nooooooo, assolutamente no. Vivono peggio loro di chi invece è anche troppo sensibile e attento agli altri, nonostante si rischi il risvolto di cui mi ha parlato…..
    Non so, probabilmente non volevi dire questo con le tue parole, ma io invece mi sono sentita di scrivere questo dialogo che ho avuto poco fa con questa persona…
    Un bacione, Pat

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  2. Invece cara Patrizia sono perfettamente in sintonia con te. Condivido anche il pensiero di chi ti ha dato quella risposta, che vivono peggio loro, ma è una magra consolazione, ahimè.
    Quest’articolo l’ho scritto, come puoi vedere, un paio di anni fa, ma il mio pensiero non si è mosso di una sola virgola. In questi giorni ho sperimentato sulla mia pelle alcune delle cose che ho descritto e quando ci penso, continuo a ripetermi che dovrei imparare a farmi scivolare di dosso le cose, le situazioni, ma è più forte di me, i coinvolgimenti emotivi sono sempre tanti ed io ci casco come un pollo, d’altra parte non si può vivere come se fossimo chiusi dentro ad una campana di vetro, un torto, una lite o certe incomprensioni non nascono mai dal nulla e allora è importante capirne i motivi, domandarselo quanto meno.
    E se giri le spalle a qualcuno, non puoi chiederti quanto di umano tu abbia perso. L’indifferenza rende aridi, e probabilmente anche in questo c’è sofferenza.
    Un bacione a te e vista l’ora, ‘notte!

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  3. Silvia

    E’ tutta una questione di difese, anche se conta tanto in che ambiente si è cresciuti, i valori morali sono fondamentali e tante persone li capestano perché non hanno idea di cosa siano. Poi come hai giustamente detto, la paura del coinvolgimento fa il resto.

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  4. laura

    …che dire?
    ognuno di voi ha già espresso quello che anch’io penso e scrivo..
    il tema non è nuovo…basta pensare agli”indifferenti” di Moravia…di parecchi decenni fa..
    persino gli animali esprimono le loro emozioni…
    mi raccontava un amico di una scena in montagna alla quale aveva assistito: un cacciatore aveva sparato ad un uccellino che era stramazzazo al suolo…e la sua compagna (o compagno..che importa? ) dalla disperazione si sbatteva contro un albero ripetendo i colpi all’impazzata ( o impazzita ?!) dal dolore…
    una lezione ben più alta di una normale “empatia”!!

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  5. @ Laura: è bello vederti ogni tanto da queste parti, so che mi leggi, che lo fai spesso in silenzio, ma è anche bello leggerti. Ma è la storia dell’uccellino che racconta tutto, sì, hai ragione, non è soltanto una questione di empatia, è molto di più, se nel frattempo non si sono congelate le emozioni. (…)

    Grazie per la piacevole sorpresa, ti aspetto ancora. 😉

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  6. Triste.. triste sapere che c’è un mondo che gira lo sguardo altrove, ma in tempi bui come questi è già tanto essere sicuri di quelle poche cose certe che abbiamo.La solidarietà, che a volte non costa niente, diventa un’illustre sconosciuta per alcuni,mentre per altri ,è tra i gesti naturali e spontanei senza se, senza ma.e senza un perchè.

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  7. C”è moltissima indifferenza ormai nel mondo. La gente pensa solo a se stessa, l’egoismo fa la parte del leone. Purtroppo è sempre peggio, meno male però che qualche brava persona esiste ancora.
    Un salutone a te e a tutta la tua ciurma 🙂 🙂 🙂

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  8. @ Dupont651: l’indifferenza come giustamente ha scritto Silvia, mi pare, è anche una difesa, la paura del coinvolgimento in una realtà indifferente, fa girare la testa dall’altra parte, proprio per non sentirsi gli unici.

    La ciurma in questi giorni è in tutt’altre faccende affaccendata, ma alla prima occasione te la saluto senz’altro. 🙂

    Ciao.

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  9. Arthur, ho riletto il mio commento e sinceramente non so cosa volevo scrivere al posto di ….”leone” … ma spesso se non rileggo non mi accorgo che il computer mi scrive una cosa per l’altra. Io mi sono fatta una risata, ma tu vorrei sapere cosa hai pensato quando hai letto quella frase 🙂 🙂 🙂
    Ti assicuro però che non ero ubriaca ahahahahahahah 😉

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  10. Te lo sai..la commozione e` nel mio DNA.
    L’indifferenza non fa parte della mia vita.
    Semmai ,a volte me la impongo perche` non posso farmi carico di tante situazioni che vedo.
    Ma sono sempre le piccole cose che formano le grandi cose…e se tutti le mettessimo in atto….
    A tal propisito guardati un film….Un sogno per domani. E` un film toccante ma rende il messaggio chiarissimo.

    Buona giornata a tutti….sabato dovrei essere operativa ….. 🙂
    bacio a Mirkino mio che a sua volta lo gira a Carla.(con lo schiocco mi racconando)
    vento

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  11. daniela

    Ciao a tutte/i 🙂
    E’ stato detto tutto talmente bene da parte di Arthur 🙂 e dai successivi commenti 🙂 cosa aggiungo? 🙂
    L’indifferenza invade molti campi ed impera. 😦 Forse è una forma di autotutela a non farsi carico dei problemi degli altri, forse è sano menefreghismo alle sofferenze degli altri.
    Biasimabile, comprensibile, condivisibile, è un differente modo di essere.
    Si può essere indifferenti davanti ad un problema quando non ci riguarda da vicino, indifferenti davanti ad un dolore quando non ci tocca, indifferenti con persone che non conosciamo, indifferenti dentro situazioni che non accettiamo.
    Per scelta, per modo di vivere o altro.
    C’era una piccola piuma bianca poco fa che voleva a tutti i costi venir fuori da un giaccone nero imbottito, io non ho resistito. L’ho presa con le unghie e l’ho sfilata via. L’ho vista volteggiare nell’aria che pareva sospesa. Tanto piccola e tanto bianca. Il giaccone sembrava tornato perfetto, così nero senza più quel minuscolo puntino bianco che faceva la differenza impedendone la perfezione.
    No, io non resto indifferente neppure davanti a piccole cose. Fosse pure una piuma! 🙂
    ciao 🙂

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  12. Cara Ventolino, lo so che tu sei una donna che si emoziona facilmente e questa è una grande dote, credimi. Comunque sia, è senz’altro l’opposto della indifferenza, anche se ti confesso che alle volte sarebbe meglio esserlo indifferenti.

    Aspetto che tu torni operativa, ci manchi, mancano le tue foto e mancano i tuoi post.

    A presto quindi. 🙂

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  13. @ Daniela: molto bella la metafora della piuma, tra l’altro raccontata con molta tenerezza, tipica del tuo modo di esprimerti.

    Tutto bene? Sai a cosa mi riferisco. Un saluto a tutta la ciurma che, inutile dirlo, aspetto sempre con immenso piacere.

    Ciao, grazie e buona serata.

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  14. lemiestraneidee

    eccomi qua…
    giusto per lasciarti un pensiero … (a rileggerlo è diventato un pensierone) …
    🙂
    Dopo tanti anni a pormi la domanda “Ma perchè ?” di fronte ad ogni genere di indifferenza, sono diventata indifferente all’indifferenza … non posso vederla, sentirla, non la tollero … sono diventata prima intollerante e dopo rassegnata … rassegnata all’idea che l’indifferenza non è una malattia che si può curare, ma un modo di essere … Conosco persone di animo buono … ma indifferenti … non sono persone cattive … semplicemente non vedono certe cose … Conosco persone cattive che si nascondono dietro l’indifferenza per aumentare la propria cattiveria… esistono persone indifferenti perchè malate dentro …

    Il succo è sempre lo stesso, l’indifferenza è il daltonismo dell’anima … una persona indifferente per me è geneticamente incapace di percepire i colori della vita.
    Questa “mancanza” fa’ arrabbiare le persone come noi, perchè noi “vediamo” e non concepiamo la possibilità opposta … noi “scegliamo” la via migliore fra le tante… loro vedono una sola via …

    Una mamma che partorisce un bimbo e lo abbandona in un cassonetto o lo lascia in un WC in un fast food o peggio lo lascia morire e se lo porta in giro in borsetta 😦 … “Ma percheeeè ???” … Avevano tutte un’altra possibilità, un’altra scelta … e invece … l’indifferenza verso la vita prevale ….

    La “natura” ci ha fatti così… tutti diversi … per fortuna “noi” siamo incapaci di provare la vera indifferenza … :-)) … e così …. capita che un passante sente un vagito e avverte un tonfo al cuore che di botto accelera … senza pensarci due volte cerca aiuto e si fa calare a testa in giù in uno sporco e puzzolente cassonetto … … …. “la non indifferenza” 🙂 … che bel suono …

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  15. @ Lemiestraneidee: ed io ti ringrazio di questo tuo pensiero, l’indifferenza non fa certamente parte della tua natura, proprio perché hai chiaro che prima ancora dell’indifferenza esiste il rispetto per la vita, la propria e degli altri. E per quanto riguarda quei casi dei neonati buttati dalle madri dentro ai cassonetti, la paura della vita e di viverla credo sia la motivazione principale che, purtroppo, ha radici molto più profonde, sociali soprattutto e poi la disperazione fa il resto.

    Grazie, Benvenuta e buon fine settimana. 😉

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  16. Ed ecco la Nostra Carla….che si affaccia timidamente…
    bentornata a te…pure io son tornata ma con lentezza…
    il pc è di nuovo funzionante…col cellulare è veramente limitante…
    accidenti alla tecnologia.
    Penso però che se fossi al tempo dei pellerossa…sai che risate con i falò!
    ..avrei bruciato un sacco di coperte…e Tex non avrebbe mai capito il mio linguaggio.
    Invece son nata in questa epoca ed ho fatto in tempo a godermi la rete internet…annessi e connessi.
    e proprio per questo ho anche FB…che ha un altra natura rispetto alla vita del blog…
    e proprio per questo raccolgo informazioni in tempo reale…
    L’indifferenza mi riposta ad un caso che ho scoperto per caso ieri sera praticando zapping..
    la storia di Sofia…alle Iene su Italia uno…mi sono arrabbiata come poche ed ho provato uno schifo immenso per certe persone che osano definirsi esseri umani…o comunque ce li chiamiamo noi.

    Indifferenza nel decidere la vita o la morte di una bambina di tre anni..come si fa?
    Ho ascoltato l’appello della madre…ed ho percepito una lucidità incredibile…una dignità senza pari…non sarei stata mai capace di esprimermi con tanta delicatezza.
    Ho pensato a te Arthur , al tuo articolo…all’indifferenza , male moderno di questo mondo che corre inesorabile su un filo da trapezista …Non ci sto io su questo filo.Preferisco cadere prima di diventare così arida e senza ritegno morale.
    Non vi racconto ella storia di questa Bambina ..la trovate se cercate su google digitando Le iene puntata del 3 marzo 2013.

    preferisco commuovermi…alzarmi e cedere il posto…sorridere anche quando non c’è niente da sorridere…regalare piuttosto che buttare….aiutare senza chiedere nulla in cambio…preferisco essere una nullità piuttosto che non avere un briciolo di umanità…di buon senso. e preferisco arrabbiarmi…urlare e bestemmiare se mi serve…piuttosto che usare quella gentilezza infamante, non sentita nel cuore… e …e intanto la morte di una bambina è stata decisa da un Ministro e da un magistrato,,,,
    Scusa lo sfogo…ma certe cose mi toccano in prima persona…in quanto so cosa significa non essere nate socialmente sane.

    Ci leggiamo presto
    un bacio grande.
    vento

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