Razionalità o fantasia?

Chi ha detto che razionalità e fantasia non possano andare di pari passo?

Personalmente mi sono sempre affidato al mio istinto e a volte ho fatto cose che non avrei mai fatto se decise a tavolino; dopo però, a mente serena, le ho vissute come se le avessi scelte consapevolmente, o forse ho voluto crederle tali.

La razionalità è qualcosa che ci siamo imposti magari per paura di perderci.

E sì, perché oltre che la paura, c’è la voglia di perdersi perdutamente nelle emozioni e allora, è meglio non lasciarsi andare?

Direi proprio di no!

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15 pensieri su “Razionalità o fantasia?

  1. La razionalità è un insieme di principi e limiti autoimposti che spesso ci impediscono di vivere tranquillamente. Lo so perchè sono sempre stata troppo razionale. Adesso che mi sono liberata di tutto ciò vivo meglio. Ma non è detto che razionalità e istinto debbano essere separati: quando la testa e il cuore ti dicono la stessa cosa è proprio estasi.

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  2. @ Valentina: vedo che siamo della stessa idea e ancor di più sull’estasi che deriva dall’unione felice della testa e con il cuore.
    E sull’esserti liberata da una razionalità “invadente… un’ottima scelta-)

    Ciao.

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  3. La Razionalità…bella parola…nella vita occorre anche lei.
    Potrebbe essere una gran signora se ogni tanto si facesse gli affari suoi.
    Però se non ci fosse sarebbe il Caos…e si sa, il signor Caos non ha regole
    e senza regole non si può vivere, benchè ci siano delle eccezioni…appunto la Razionalità.
    la vita è come una ricetta …occorrono tutti gli ingredienti ma vanno saputi dosare.
    Lo so, è un po’ difficile.E’ anche vero che a volte ci vuole Madame Fortuna…ma essendo bendata va dove capita.
    però dai…un colpo di testa chi non l’ha mai avuto…?
    Io per prima…che colpo mi son presa…ma ho seguito il cuore..e oggi anche se tutto è finito non rimpiango nulla.. sicuramente lo rifarei perchè l’irrazionalità m’ha portato un sacco di cose buone che vincono anche il più brutto dei momenti.
    ….e va benissimo così.

    🙂 ciao Arthurino..
    si c’è silenzio ..un momento di stasi…passerà…passerà…certo che si!
    Un abbraccio e un bacio a questa ciurmina bellina bellina.
    vento

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  4. Cara Venticello, mi piace l’idea che ci sia un Signor Caos, me lo presenti? 🙂

    E già, c’è silenzio e noi ne conosciamo i motivi. Qualcuno lo scambia per qualcos’altro, ma sai com’è, la vita è bella proprio perché è varia.

    Ciao Ventolino, buona serata a te e a Patrizia, Carlotta, Carla, Laura, Daniela, Mariagrazia, Aurelio, Marcello, Mirko, Alan, Valentina, Lauré, Sys, Silvia e Laura ancora (‘nnaggg… quante!!! 🙂 ) e a tutti quelli che si affacciano da queste parti.

    *** Ciao! *** 🙂

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  5. Arthur, ma solo a spasso però ….. anch’io sono andata a spasso con persone che avrei preso a schiaffoni o a calci in culo, ciò non toglie che ………. 🙂 🙂

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  6. carla

    Razionalmente tieni i piedi ben piantati a terra perché nulla possa farti vacillare. T’imponi pensieri in bianco e nero negandoti i colori tenui dei pastelli, stringi i denti ed i sentimenti vanno a strappi.

    La razionalità e la fantasia scivolano di piano, passano su un lato e tornano indietro come due barche che si incontrano con movimenti dovuti alle intenzioni e movimenti dovuti alle correnti.

    La razionalità avida cerca ombra e frescura, costruisce alibi, ragioni di comodo e paraventi mentali. La fantasia si muove col rumore assordante delle cicale e un caldo opprimente, lascia le emozioni andare fuori giri, tra lampi e guizzi, strascinamenti e mulinelli vertiginosi di sentimenti.

    Tra queste emozioni incontrollabili vacillo eppure la vita mi sembra colorata come mai prima. 🙂

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  7. Razionalità o fantasia, o meglio, realtà o sogno.
    Per mia comodità considererò la razionalità con il termine “realtà” e la fantasia con il termine “sogno”, perché solo razionalità e fantasia non li vedo termini così opposti, in effetti si può e forse si dovrebbe essere contemporaneamente razionali e fantasiosi, diventando solo una questione di misura.
    E’ giusto abbandonarsi in giusta misura al sogno, anzi guai a pensare ad una vita senza, ma si deve fare molta attenzione a dargli la giusta importanza ed il giusto post,ed il giusto peso, bisogna sempre sapere riconoscere il sogno dalla realtà e tenerli sempre ben distinti, è un dato di fatto però che quando il sogno si avvera si resta quasi sempre un po’ delusi, questo meccanismo farebbe pensare che allora forse un fatto, una cosa, un oggetto del nostro desiderio è molto più bello nell’attimo di vita che intercorre prima di realizzarlo, perché dopo un po’ forse perché il sogno è finito forse perché non è finito proprio come speravamo si rischia la delusione, ma per fortuna c’è sempre lo spazio sempre per nuovi sogni….
    E’ assolutamente giusto sognare, guai a chi non sogna, quello che io intendevo dire principalmente sono due cose ben distinte, l’importante è sempre avere ben chiaro e sapere ben distinguere che il sogno è sogno e tale deve assolutamente rimanere ed essere sempre riconosciuto, altrimenti diventa un grosso problema, se io sogno di diventare miliardario non c’è nulla di male ma se io ne faccio una malattia del fatto di non riuscire a realizzare il sogno, è sbagliato e distruttivo.
    E’ giusto però puntualizzare la differenza tra sogno e sogno , io vedo due grandi categorie di sogni, quelli che appagano la fantasia e quelli che appagano la razionalità della vita, quelli di fantasia sono quelli più pericolosi ma i più appaganti nell’immediato, anche se generalmente sono totalmente irrealizzabili, ed è bene che siano così, i secondi sono quelli che io definisco sogni grigi, perché sono strettamente legati al quotidiano e sono sempre legati ad un qualcosa di reale e di pratico nella vita, e proprio per questo li vedo meno sogni e più speranze di realizzazioni di situazioni di vita, esempio sognare la carriera, la macchina, la casa ecc.ecc., sono comunque da un certo punto di vista sempre molto più realizzabili, anche perché spesso la realizzazione dipende dalle proprie capacità e dalla disponibilità che poniamo nel suo raggiungimento.
    La nostra fantasia è talmente superiore alla realtà, che tirando le somme, dopo la realizzazione di un sogno, spessissimo ci riscopriamo delusi e traditi, in quest’ottica il sogno può e deve essere visto come l’antitesi della realtà, cioè una forma di panacea che ci permette di sopportare quest’ultima e superarla, uscendone il più possibile indenni, l’errore che non deve mai essere fatto è quello di cercare di confondere le due filosofie di vita e/o di viverle in modo esclusivo, ne rappresenterebbe la fine di entrambe in quanto invivibili, quindi la strategia deve essere quella di utilizzarle entrambe tranquillamente possibilmente in modo il più possibile alternato, in modo che una cosa aiuti l’altra, ma in modo totalmente separato ed appropriato, ossia ci si può abbandonare ad un sogno partendo e tornando sempre ad uno stato di realtà, che almeno per me rappresenta comunque lo stato migliore in quanto oggettivamente vero, ma l’essenziale e non perdere mai il senso delle cose e della situazione che si sta vivendo .
    Nonostante tutto però io credo che la realtà sia esattamente l’antitesi del sogno, la realtà è la morte del sogno, e generalmente non è neanche una morte onorevole, la realizzazione del sogno null’altro è che la sua trasformazione da sogno a realtà, tant’è che i sogni realizzati lasciano comunque quasi sempre un retrogusto amaro,una sorta di disillusione, di sconfitta, di delusione, il desiderio è sempre totalizzante mentre la realtà quasi mai, da bambini ci si aggrappa ai sogni perché la sensazione che se ne trae è bellissima totalizzante ed appagante,una sorta di orgasmo mentale, di grande gioco, il bambino non si preoccupa di cercare di realizzarli, si limita a sognarli e a viverne la parte piacevole, a godere di quella parte onirica soddisfacente, quasi come un estasi o un gesto d’amore, ecco perché i bambini godono del sogno, perché non lo realizzano mai, quindi godono sempre e solo della parte più appagante senza la possibilità di scontrarsi con la realtà, che ne distruggerebbe il senso.
    Come tutte le cose di questo nostro vivere la realtà ed il sogno vanno presi nelle giuste dosi e nei tempi giusti, come si fa con le medicine che ci curano e forse ci salvano.
    Perdonate la pesantezza di Alan e di Ford (per chi non li conoscesse ancora sono i miei due neuroni ancora vivi).
    Ciaooo neh!

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  8. Interessante e centrato come sempre,caro il nostro Alan.Il tuo commento mi ricorda quella bella canzone di Battisti -Panella nel punto in cui dice:”…Che vita ha fatto,metà sognandola metà in realtà,se poi è realtà quel che in realtà sogno a metà.. un abbraccio!

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  9. @Carlitass
    Molto bella la citazione di quella “Svisata mentale” contenuta nella canzone di Battisti, vale la pena citarla nuovamente “Che vita ha fatto,metà sognandola metà in realtà,se poi è realtà quel che in realtà sogno a metà”
    Ciaooo neh!

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  10. @ Alan: mi piace l’idea di cambiare razionalità con realtà e fantasia con sogno, e in effetti sono frutto della stessa matrice, anche se non sempre la realtà va di pari passo con la razionalità e la fantasia con il sogno. Nel primo caso perché alle volte la realtà proprio perché imprevedibile e quindi incontrollabile, non sempre è frutto di scelte razionali e il sogno se non andiamo a “ricercarlo appositamente” non sempre è frutto di fantasia, in quanto riposto nel nostro inconscio più nascosto.

    Ma al di là delle diatribe (detto in senso buono ovviamente… 🙂 ) sui termini che in effetti c’entrano poco in tutto il mio e tuo discorso, convengo che ci sono sogni e sogni ed anche se alle volte aiutano a vivere la realtà liberandola almeno apparentemente dai fardelli faticosi, i sogni ad occhi aperti come hai giustamente detto possono risultare molto pericolosi, proprio perché falsano la realtà, o perlomeno, ci abituano a viverla nel modo sbagliato.

    Su una cosa vorrei puntualizzare, se me lo concedi, la realizzazione di un sogno non sempre lascia quel famoso amaro in bocca di cui tu parli, se diventa lo stimolo per realizzarne degli altri, insomma, come dire che la rincorsa di un nuovo sogno non è certo la mancanza di realizzazione, quanto la voglia di crescere e di andare avanti, sempre e comunque con stimoli diversi, che poi se ci pensi, è il sale della vita, almeno per me.

    Scusa il ritardo della mia risposta e la forma un po’ confusa, spero di aver reso l’idea, ma sono giorni duri, come sempre d’altronde. 🙂

    Ciao e buona giornata.

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  11. @ Carla: bella questa rappresentazione fantastica della razionalità e della fantasia, quando è che facciamo un post insieme? 🙂

    Ciao, saluti alla Ciurma silenziosa, mannaggia!!! 🙂

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