Uffa che barba, uffa che noia!

Buon Giorno, vi è mai capitato di andare al ristorante e avere come vicini di tavolo un’allegra famigliola composta da padre, madre e due splendide bambine?

A me è successo un paio di giorni fa, solo che una di quelle due splendide bambine era, come dire, lagnosa? Frignosa? Dispettosa? Quel che si dice, a torto o a ragione, viziata?

Ebbene sì, quella bambina, molto bella devo dire, di circa quattro anni era tutte quelle cose messe insieme e forse qualcun’altra di più; gridava, urlava, correva tra un tavolo e l’altro e i genitori, sia il padre che la madre del tutto indifferenti.

La carne con il sugo no, la patatina fritta neanche, la pasta tagliata nemmeno, quella intera men che meno, insomma, qualsiasi cosa le si proponesse frignava e se lo faceva per più di due secondi, spuntava anche un bel lacrimone con gridolino d’accompagnamento a testimonianza del suo disappunto, condito da un – “amore, non ti piace questo?” –  “amore, non ti piace quello?”-  a turno ora del padre ora della madre, che preoccupati facevano a gara per accontentare quella povera bambina.

E l’altra bambina più grandicella?

Lei mangiava tutto senza batter ciglio e a ogni capriccio della sorella prontamente esaudito dai genitori lei alzava il sopracciglio destro come per dire: “Mannaggia!!!”

Uffa che barba, uffa che noia, evvabè, buona giornata! 😉

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29 pensieri su “Uffa che barba, uffa che noia!

  1. Oh, mio caro Arthr, quanto odio questa propensione a NON educare i figli!!!!
    Sai, quando ero piccola io, mio padre ci conservava la pasta di mezzogiorno per la sera se non la mangiavamo ed anche per il giorno dopo se era il caso…
    Certo, in quel momento non approvavo il suo atteggiamento: se non mi piaceva a pranzo, figuriamoci quanto poteva piacermi a cena o al pranzo del giorno dopo, però ora lo ringrazio infinitamente per le regole e l’educazione che mi ha dato, insieme a mia madre, chiaramente, perchè l’educazione era sempre unitaria, ai miei tempi, non ci si contraddiceva allora….
    A presto…
    Buona giornata…. 🙂

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  2. @ Deborath: concordo con quanto hai detto, sembra che i genitori d’oggi pensino a tutto tranne al fatto di dare delle regole ai propri figli. Una volta forse si esagerava, i figli dovevano stare zitti e guai ad avere pretese, quasi che non avessero anche loro il diritto a esprimersi, oggi invece, ma non soltanto oggi, questo diritto all’esprimersi supera il limite del buon senso e in certi casi anche del rispetto per gli altri. Ricordo alcuni anni fa una coppia di amici che erano venuti a trovarmi con i loro due “piccolini”, un maschietto e una femminuccia, ebbene, tutto il tempo che sono stati a casa mia, i figli salivano e scendevano dal divano come dei forsennati e i genitori impassibili, come se la cosa non li riguardasse. Non sono più venuti a casa mia, ma solo perché non li ho più invitati.

    Per ogni bambino viziato c’è un genitore che lo è altrettanto, la colpa quindi è senz’altro la loro. I figli, si sa, sono dei bambini e la mancanza di regole li rende arroganti e non è mai un bello spettacolo. Poi c’è qualche genitore che ride delle bravate del figlio, quasi che l’intelligenza e la bravura andasse di pari passo con l’arroganza e la maleducazione, ma ripeto, sono loro che prenderei a calci nel sedere, non i bambini.D’altra parte, quanti adulti maleducati ci sono? Tanti!

    Evvabè, buona giornata anche a te. 🙂

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  3. …qui ci vuole la tata!!!
    ma chi l’ha detto che ai bambini dobbiamo permettere di fare tutto?
    Due genitori così, sono devastanti…Sono loro da educare e non certo la piccolina.
    la piccolina è furba, intelligente e maleducata nel senso stretto della parola: è stata educata male.
    E comunque son dell’idea che i bambini al ristorante soffrono. Star seduti anche quando hai finito di pranzare deve essere di una noia mortale se nessuno ti considera abbastanza. Non aver nulla da fare per i bambini è devastante…specie se sono vivaci. Sto dalla parte della bambina.
    Mica è colpa sua…
    le regole per una sana educazione ci sono…ogni tanto qualche regola va pure calpestata..troppo bello infrangerle 🙂 ..ma a tutto c’è un limite.
    Il mio caro e vecchio pediatra mi diceva sempre che i bambini hanno bisogno di regole e d’equilibrio e se li vizi sei fottuta.
    Queste sue parole dette quando sara aveva solo un mese me le sono portate dietro…
    insieme a quelle di mia madre…che come nonna era press’a poco come i genitori della bambina in questione. 🙂

    quindi….TATAAAAAAAAA!!!!!

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  4. carla

    Credo che almeno una volta nella vita sia capitato ad ognuno di noi di partecipare, suo malgrado, ad un’esperienza del genere. Trovarsi dei commensali vicini di tavola come quelli che sono capitati a te è una circostanza sicuramente antipatica anche se, purtroppo, esistente.

    I bambini sono il germoglio della vita ed insegnare loro il rispetto spetta agli adulti attraverso quegli strumenti di crescita che si chiamano regole e che non devono interferire con la loro gioia di vivere, con il loro nuovo percorso.

    Non tutti gli adulti però sono stati a loro volta educati ed ecco che in mancanza delle regole più elementari nascono quelle situazioni che generano malumori, incomprensioni, attriti per sé e per gli altri conditi da pianti, capricci e lamenti.

    Gioisci pensando che l’allegro tormento è durato il tempo di una cena e che laddove è iniziato ha poi finito il suo corso.

    Però… che noia, che barba! 🙂

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  5. be’, sono noiosi loro, i bimbi, intendo, quando prendono quella piega. del resto, i genitori dovrebbero forse mostrare un po’ di indifferenza? non posso dirlo io, non sono mamma :/

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  6. @ Ventolino: sono convinto che la colpa sia dei genitori, non ci sono dubbi su questo, tra l’altro danno un pessimo spettacolo per questa loro indiffierenza senza alcun motivo.

    Sì, ci vuole la tata. 🙂

    ‘giorno!

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  7. @ Carla: e già, torniamo al punto di partenza, chi non ha avuto non può dare, è una regola dalla quale non si può transigere, però c’è sempre la possibilità di migliorare, in fondo esistono anche gli autodidatti, che dici, ma che bisognerebbe mandare i genitori ad un corso accelerato di educazione è vero, di 150 ore come minimo però. 🙂

    ‘giorno!

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  8. @ MR: sì, i bambino sono noiosi quando fanno così, il problema è che nel tempo quell’atteggiamento si trasforma in arroganza e questa è la cosa peggiore. Evvabè, il mondo è bello proprio perché è vario in effetti. 🙂

    ‘giorno!

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  9. daniela

    Ciao Arthur 🙂
    leggendo questo post mi viene da pensare che il danno è stato al 50% perchè la bambina più grande “sembrerebbe” salva! 🙂
    Alla piccola bimba sonori rimproveri e giusti castighi, alla madre un corso urgente di educazione e bon ton, al padre …. propriotuttoquellochehaidettotu aggiungerei solo… prendendo una bella rincorsa!
    La maleducazione, l’arroganza, la sopraffazione regnano sovrani dove le regole sono un optional.
    E’ vero che barba e che noia.
    E che malinconia! 😦

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  10. Ciao Daniela, bon ton a tutta la famiglia, tranne la piccolina più grandicella, che era amorevolissima con le sue smorfie rivolte alla sorella. E già, perché poi alla fine queste differenze creano gelosie e incomprensioni, insomma, l’eterna diatriba tra fratelli e sorelle che si portano dietro per tutta la vita.

    Ciao carissima, buona giornata. 🙂

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  11. mirko

    A quella bimba avrei fatto degli occhiacci da paura. 😈
    Ai genitori dei gestacci sottobanco 😳
    Scherzi a parte (mica poi tanto) quando l’arroganza diventa un capriccio non c’è molto da fare. Occorre impastare bene la pasta madre per ottenere dei buoni panini. 🙂
    A proposito di panini…. 😳

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  12. In effetti c’hai ragione Gabry, ma anche questa è una legge della natura, come dire che per farsi sentire bisogna alzare la voce e… abbiamo qualche esempio in politica, purtroppo. 🙂

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  13. Aurelio

    Dal post scritto da Arthur (sempre un “Grande”!) e dai commenti che si sono susseguiti si deduce che “alla base” c’è amore e rispetto verso i bambini, figli e non, consapevolezza per la loro tenera età, propensione a capire quella scoppiettante fanciullezza. Meno tolleranza c’è, come giusto sia, verso gli adulti, coloro che dovrebbero intervenire per placare l’emotività dei propri figlioli quando questa raggiunge l’insopportabilità mista a mero arrogante capriccio impedendo a persone estranee di godere dell’armonia dei propri spazi siano essi un cinema, un ristorante, un teatro o semplicemente un pezzo di spiaggia comune.
    Adoro i bambini. Li adoro perché sono innocenti, liberi e soprattutto veri.
    Adoro i bambini e la loro allegria, la loro spontaneità, la freschezza verso tutto ciò che li circonda, che li sorprende. Hanno una forza che non smette mai di stupirmi, che non è mai comune.
    Adoro i bambini e con loro riesco a indossare divisa militare, completo da sera, saio da monaco e tuta da ballerino. Financo muta subacquea, vestito da clown e armamento da guerriero.
    Adoro i bambini e per non destabilizzarli non ho mai indossato la divisa-pisello di Hulk. Maschera con defectio troppo ambigua e propensa al pianto melense. Quella per intenderci che non sopporta i grandi giudicatori delle vite altrui ma è un contraddittorio continuo giudicando gli altri, che piange in pubblico le ingiuste perdite subìte e tratteggia le persone col gessetto rosso per dividerle poi in quarti, che aspetta sempre quella pacca in spalla o magari più giù per essere compatita. Che barba e che noia! 😦
    Adoro i bambini perché non conoscono l’ipocrisia!
    Arthur….. un abbraccio 🙂

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  14. @ Aurelio: mannaggia Aurelio, (caro Socio) mentre ti leggevo pensavo tra me e me: “anch’io adoro i bambini, se poi sono piccoli, li mangerie in un sol boccone visto che sono anche teneri.” 🙂

    Scherzi a parte, hai ragione, il mio non è un attacco hai bambini, ma senz’altro a quei grandi che non hanno la ben che minima idea di cosa possa significare rispetto per le persone e prima ancora per se stessi. E sì, perché questi bambini che da piccolini fanno i capricci – e per capricci intendo tutto ciò che va al di fuori dai soliti e normali capriccetti che ognuno di noi in un modo o in un altro, di più o di meno ha fatto da bambino – da grandi sono quelli che mandano a quel paese i propri genitori per primi (poi lo fanno anche con gli altri), quelli che sono cresciuti a pane e egoismo, sempre convinti che il mondo girasse intorno a loro, quelli che sono convinti che con l’arroganza si ottiene tutto e che il rispetto passi per la magnificenza di un IO troppo sordo e cieco per accorgersi degli altri.

    Non sempre, d’accordo, ma spesso.

    Detto questo, beh, il mio è uno di quei post diciamo così di transizione, di quei post che con un po’ d’ironia, molta ironia – una qualità rara e difficile da sopportare da parte di chi non la possiede – parlano di vita comune che, per certi versi, tocca ognuno di noi.

    Non è un post né di condanna, né di giudizio e solo chi non ha “occhi” sgombri da pregiudizi per vedere limpido e chiaro può vederci qualcos’altro, magari l’occasione per aggiungere veleno a veleno o l’occasione per riavere quella famosa pacca sulle spalle di cui parlavi tu: a questo punto credo che ne abbia veramente bisogno, mannaggia!

    Non si nasce genitori e questo l’ho sempre pensato, i genitori non sono (solo) quelli che fanno i figli, ma si diventa genitori strada facendo e indubbiamente il percorso educativo di un genitore è importante nel momento in cui lui debba riportarlo sui figli. S’impara come in tutte le cose d’altronde, alle volte si sbaglia e alle volte ci si comporta nella maniera giusta, d’altra parte rapportarsi con i giovani, oggi più che mai, comporta una sorta di disponibilità intellettuale che non può prescindere dall’evoluzione dei tempi. Ricordo alcuni anni fa un amico che si lamentava continuamente perché non riusciva a capire le due figlie adolescenti. Lui aveva circa sessanta anni e non riusciva a scrollarsi di dosso una mentalità troppo antiquata, non riusciva a capire che non erano le figlie che dovevano adattarsi a lui, ma viceversa e questo lo mandava in crisi.

    Non sono mai stato un genitore, nel senso che non ho mai avuto figli miei, ma ho vissuto con i figli degli altri e non la ritengo una cosa di poco conto, soprattutto non facile, come non lo ritengo neanche un merito, infatti dicevo alle volte alla mia compagna che se fosse stata al posto mio sarebbe scappata a gambe levate e lei, da madre consapevole, mi dava ragione. A chi oggi si atteggia a giudice solo perché si nasconde dietro ad una non meglio identificata patente di genitore (???) domando: “È più facile rapportarsi (educare) con i figli propri o con figli non tuoi che per scelta di vita trovi nel tuo cammino?

    Ma credo non importi più di tanto, come ho già detto non è un merito e comunque sia in entrambi i casi un percorso difficile e pieno di ostacoli.

    Non sono genitore e non mi sono ritenuto mai tale, anche quando ho percorso un pezzetto di strada insieme hai figli della mia compagna, riuscendo ad essere (strano a dirsi) un loro punto di riferimento anche sulle cose da fare o da non fare, perché il rispetto è un valore che fa parte del mio dna e rispetto significa soprattutto non sparare a zero addosso a chi non sai chi sia e cosa ha fatto nella e della sua vita, perché rispetto vuol dire ascoltare, perché rispetto significa umiltà.

    L’umiltà che mi ha insegnato mio padre e che oggi se dovessi avere dei figli, insegnerei anche a loro.

    Uffa che barba, uffa che noia!

    Aurelio… ricambio l’abbraccio! 🙂

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  15. Scusa se ci torno su…ho letto anche il commento di MR che dice di non poter dir nulla perchè genitore non è….ma mica per insegnare l’educazione bisogna esser per forza genitori!
    Anzi…ci son persone che sanno veder bene proprio perchè non lo sono.
    Un po’ la storia del medico pietoso che fa la piaga puzzolente!
    Non importa la frusta per educare i nostri bimbi…occorre intuito , occorre mettersi alla loro altezza….e provare e riprovare fin quando non si ottiene il risultato migliore.
    Il compromesso è importante. ne potremmo discutere lungamente,,,io però alla fine c’ho messo solo l’amore nel crescere mia figlia…e ce l’ho messo anche con chi non era figlio mio.

    Essere genitori è un gran bell’impegno e lo sappiamo
    ma possiamo esserlo un po’ tutti se si tratta di insegnare qualcosa di buono.
    Non credo nell’ infallibilità genitoriale ..come qualcuno di mia conoscenza che non mollava manco a pregarlo, solo perchè era grande ( d’età, ma di testa era davvero scarso) . Dobbiamo dare per avere.
    Poi ognuno è libero di pensarla come vuole.
    Intanto questi bimbi saranno il futuro….grazie a noi.Nel bene e nel male.
    Si lo so, i miei concetti son rosicati ma semplici…. pimmia!!

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  16. Cara Ventolino, i tuoi concetti non sono mai rosicati, per il semplice motivo che tu parli con il cuore, ma soprattutto come una persona che ha fatto tesoro degli insegnamenti della vita, nel bene e nel male, ma già soltanto l’amore che provi per tua figlia dice tutto di te, quindi… detto giusto così pittia. .-)

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  17. a me è capitato con dei bambini… me ne stavo tranquilla per fatti miei a mangiare la mia pasta quando alle spalle sento grida e musichette varie.. 0.0 mi giro e vedo due bambini sui 4 anni che giocavano con le spade.. queste facevano suoni e luci a go go 😀 alzo il sopracciclio (stile bambina che hai descritto tu e che ha tutta la mia simpatia e.. ‘nnaggia) passa il cameriere per portar via il piatto e io con gli occhi lucidoni lo guardo implorando “pietà! faccia qualcosaaaaaaa” questi due bambini dopo poco vengono richiamati dai genitori (almeno 5 tavoli più in la di me.. ora il numero preciso non lo ricordo) effettivamente il cameriere aveva esaudito anche questo mio desiderio :mrgreen: pregustavo già una piccola mancetta quando mentre mi gustavo il mio dolce mi vedo spuntare uno dei due bambini che mi dice “cosa fai??” “mangio il dolce.. a te non piacciono i dolci?? :D” lui”no! a me non piace neanche star qui!” e di tutto punto mi butta sul tavolo una biscia di plastica (ha sfiorato la mia torta!!! argh :@ )e io con il mio self control gli dico “ma a noi femminucce fan paura le bisce” mai l’avessi fatto!! mi ha torturato un po’ con la biscia e poi il supereroe cameriere è venuto in mio soccorso…
    che giornata fu quella!! 😀 😀

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