Normale o audace?

“Credo che la normalità, in tutti i sensi e in tutti i campi. rappresenti ancora una certezza…” scriveva Daniela in risposta ad un mio commento nel post “Voglia di partire”, ma cosa è normale e audace oggi, si chiedeva ancora concludendo il suo intervento?

La risposta a questa domanda credo che sia variabile, ognuno probabilmente ha una sua concezione della normalità in base ai suoi vissuti, alle sue scelte, alla sua visione della vita, ma senz’altro esistono dei parametri comuni più o meno imposti che regolano il normale svolgimento della vita di tutti noi.

E’ normale sposarsi tra un uomo e una donna, lo è un po’ meno la convivenza, anche se oggi le coppie di fatto incominciano ad essere una realtà consolidata, non lo è tra persone dello stesso sesso, è normale creare una famiglia, fare dei figli, chiedere un mutuo per comprare la casa e pagarlo per tutta una vita, è normale alzarsi al mattino fare colazione in fretta e furia, andare al lavoro, così come è normale tornare la sera a casa stanchi e di cattivo umore perché il datore di lavoro è un rompiballe e il collega d’ufficio un attaccabrighe opportunista.

Ma è anche normale vivere la propria vita in un alternarsi di periodicità che, se analizzate con attenzione, ci fanno sentire vittime di una non meglio identificata noiosa mancanza di opportunità, come dire che le giornate scorrono sempre allo stesso modo e qualsiasi novità si vive come una liberazione che dà quel pizzico di emozione che, non a caso, quando avviene, si ricorda e si racconta sempre con molta enfasi.

Ma allora tutto ciò che non rientra nella cosiddetta normalità può essere considerato audace?

No, non credo; per chi ha scelto di vivere una vita all’insegna dell’avventura probabilmente è normale che sia così, quindi non è il modo che conta, ma come lo si guarda e soprattutto con che ottica si giudica, in genere, come si suol dire, l’erba del vicino è sempre più verde, quindi non esistono secondo me dei veri e propri parametri per catalogare il “normale” e “l’audace”, se non il nostro giudizio: cultura e meridiano influiscono e tanto anche.

Io non mi sono mai sposato, ho sempre convissuto, mi ritengo per questo al di fuori della normalità?

Assolutamente no, anzi, per certi versi più normale dei miei simili che si sono sposati, se non altro perché alla fine, pur se con altre prospettive in partenza, ho ricalcato pari pari il loro modello di vita, quindi…

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50 pensieri su “Normale o audace?

  1. Una domanda che credo sia altamente audace, come credo sia normale evitare di rispondere 🙂
    Piuttosto mi auguro di vivere sempre con ciò che ritengo più audace di ogni cosa: le emozioni.
    Un abbraccio Arthur (ma normale 😀 )

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  2. @ Stephymafy: concordo nel ritenere audace più di ogni cosa l’emozione, ma anche l’abbraccio può essere audace, se fatto magari con un doppio salto mortale sul fianco destro e poi sul sinistro, non credi? 🙂

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  3. Già, doppio avvitamento, ecco cosa mancava. 🙂
    Poi vengo a vedere il frutto delle tue emozioni, sempre piacevolissime da leggere.

    Ciao e buona giornata. 😉

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  4. ..e te di lunedi ti dai questa domanda …audace?
    non oso immaginare cosa ti domandi il sabato sera!
    A parte la battuta…ci si sente audaci quando si fa qualcosa che esula dalle nostre abitudini…dai nostri soliti modi di vivere la quotidianità.
    bisognerebbe che rispondesse Mirkino e pure Aurelio…ma loro son spesso audaci…per questo Carla è diventata la loro Guardiana!

    Pure io ho convissuto e in effetti mica mi son sentita audace…per nulla …
    piuttosto dopo, mi son sentita avventata per quella decisione 😦
    ma fortunata nel dire che ho convissuto e non sono una divorziata…parola che mi piace poco…
    l’audacia è un fenomeno che rasenta la scelleratezza? o solo un gran coraggio nell’andare controcorrente?
    il filo è sottilissimo, secondo me!
    Io dal mio angolino osservo gli audaci e forse sotto sotto li incoraggio ad andare avanti , a non mollare, a credere nelle loro idee e a combattere. in questo ci vuole coraggio…e si ritorna all’audacia..
    io vivo piatta….quasi sempre.
    la volta che sono stata audace….porca miseria che botta!!
    Quindi….non che sia una fifona…anzi…ma non penso di avere le carte in regola per sfidare la vita.
    ..la parabola dello spettatore e non del protagonista….
    baci per ora.. a tutti…

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  5. carla

    La normalità non conosce certezza così come nessuna certezza vi è nella normalità, sono troppe le variabili, le debolezze contenute negli uomini e non valgono le regole, gli schemi, i dogmi o gli stereotipi perchè non esistono trattati ma soltanto luoghi comuni che definiscono ciò che può rientrare nel termine normalità. Essa fluisce lenta come un fiume di pianura trasportando il correre degli anni, allinea giorni uno dietro l’altro in rigorosa fila ma nessuno in fondo è uguale al precedente, ogni giorno fa storia a sé.

    La mia prassi è vivere la normalità condita da sani sprazzi di audacia, quell’audacia che marca il territorio, quel guizzo improvviso di chi non intende confondersi col gregge anche se sono consapevole che il mondo, cosiddetto civile, non tollera troppo chi canta fuori dal coro. Forse è cosciente che sono troppe le voci che intonerebbero altre canzoni e ne ha paura. L’umanità è di dura cervice, un diluvio c’è già stato ed è valso a poco.

    La mia normalità per altri è diversità. Mia madre diceva spesso che ero un fiore sbocciato quando il genere era ormai estinto, semmai fosse esistito.
    Nella mia diversità mi sento normale ma non ne ho nessuna certezza… com’è giusto che sia 😉
    Un saluto a tutti

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  6. Mi hanno messa nella schiera degli audaci quando ho lasciato un marito apparentemente rassicurante per andare a correre nell’ignoto,quando durante una malattia anzichè curarla soltanto,mi inventavo un lavoro per niente riposante e facevo tutto con le mani che mi tremavano dureante il suo decorso.Mi hanno detto che ero audace quando ho deciso che era il momento di alzare le tende e trovare un nuovo posto dove vivere in un momento storico di immobilismo totale e tutto ciò,,con tutti che mi remavano contro,come sempre,nessuno che mi incoraggiava tranne il titolare del blog dove scrivo e qualcuno di passaggio ma esclusivamente per una sorta di pura ipocrisia che io leggevo chiaramente.E’ stata la mia vita,per quel che ho potuto me la sono giocata a volte vincendo a volte perdendo clamorosamente(fortunatamente non su cose importanti) ma non mi sono mai sentita audace,solo una che non ama razzolare nell’aia senza mai sapere cosa c’è fuori.E’ la mia natura.

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  7. Ovviamente nello scrivere di getto non ho precisato che il titolare del blog non era nella lista delle persone ipocrite incontrate qui sul posto,ma non credo ci sia bisogno di precisarlo! 🙂

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  8. ..e con quale audacia ti sei descritta!!!
    bella! bella! bella!
    Lo sapevo che t’avrei trovata… gli audaci non mollano mai.
    ma la cosa bella è che 8 secondo me) i veri audaci non si riconoscono tali.
    fanno quello che sentono dentro..si sentono esplodere quel qualcosa che non va …c’è un disagio , occorre rimediare.
    Gli altri, che additano come se gli audaci fossero appestati e incoscienti, non hanno capito nulla.
    Sono esseri comuni…e la normalità uccide la vita.
    oh si, te m’hai capita , lo so.
    Ci siamo parlate un po’ di tempo fa e non mi sei sembrata una donna “normale”…ma piena di vita, col suo benedetto bagaglio da portare…ma mai da trascinare. e se per caso lo hai fatto….lo hai trascinato con stile!
    Ebbene mi confesso….in tutti questi anni son passate tante bufere devastanti…in cui , da sola, mi son sentita morire…ma non ho mai rimpianto la mia scelta. Mai una volta. Come te.
    Forse solo in questo caso non mi sono sentita spettatrice ma protagonista. E allora sia, son stata audace. e benché oggi non abbia che me stessa come tesoro ( e l’unico diadema insostituibile , mia figlia, il che è tutto ) sono felice anche quando piango. Accade tante volte ma esistono i fazzolettini, fragile invenzione, che asciugano e riportano il sorriso quando mentre ti soffi il naso , si bucano…
    Ecco l’audacia: sorridere mentre il mondo cade a pezzi ( bravo Mengoni, oltre che un bel pupo)
    …mi son spiegata benino .senza tanti paroloni, direi nessuno 😛

    Grazie Arthur…sei sempre così ospitale TE!
    bacione a Carlitasss mia e a chi è passato ..e a chi passerà.
    notte serena.

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  9. daniela

    Ciao a tutti
    Eh sì mi ritrovo in quello che leggo, nel post e nei commenti salvo pensare che la normalità è stata per me come un treno.
    All’inizio della vita sono stata presa per mano, piazzata su un bel sedile rosso, imbottito e confortevole mentre i grandi intorno a me si sforzavano di tenermi allegra.
    Il treno si fermava in ogni sua stazione e le persone scendevano con i loro bagagli, altre salivano.
    Il capostazione fischiava la ripresa del viaggio.
    Poi il treno si è infilato in una lunga galleria e si è fermato. Per sempre.
    Sono passati gli anni, brutti o belli chi sa dirlo, sono stata gregaria in tante situazioni e alcune volte leader. Troppe volte ho dovuto fare scelte con le spalle al muro, troppe volte ho sbagliato, la mente era sempre altrove.
    Negli anni bui ho pensato spesso che la normalità sia in fondo la felicità, quel sapersi accontentare anche di banalità, di piccole cose e sognavo per non abbassare lo sguardo sulla verità scomoda da accettare.
    Poi la ripresa, la risalita, quel mio sollevare continuamente lo sguardo a cercare la cima di una monte, una nuova vetta. Ho avuto tenacia, perseveranza, ho avuto tanta fortuna. Un ottimo lavoro, la stabilità economica, forti amicizie intrecciate nel corso degli anni, i viaggi in ogni dove ma il pensiero sempre lì.
    E un giorno, con audacia perdente, sono tornata indietro. Sono tornata sotto quella lunga galleria e sono salita sul mio treno. Con occhi adulti ho ripreso il mio bagaglio, abbandonato da troppo tempo ma mai dimenticato.
    Quel bagaglio è oggi la mia normalità, l’unica certezza che mi porto dentro.
    ciao

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  10. aurelio

    Normale: essermi alzato alle 6,00. Caffè, barba, doccia. Mi son vestito, ho preso la macchina e sono arrivato in ufficio. Son qui.
    Audace: essere rimasto a letto.
    😉

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  11. mirko

    BuonGiorno!
    E’ normale conoscersi, parlarsi, innamorarsi, sposarsi, avere figli, separarsi e divorziare. Ieri era addirittura normale sposarsi per procura, senza neppure conoscersi. Oggi è normale convivere, decidere di non avere prole, lasciarsi.
    Poi tu che non ti sei sposato e non convivi scrivi ignaro un commento su un blog e ti ritrovi via web un figlio scimmionesco e uno stuolo de li mejo amici che non smette ancora di ridere di te. Normale mi ricorda qualcosa che c’è a ….Pisa, tutto questo è audace? 😳
    BuonGiorno!

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  12. ahahahhahhaahah!!!!
    ho appena scritto una poesia delle mie..strappalacrime ….vengo qui e mi fare piegare dalle risate.
    Sappiate che l’audacia premia..me!
    Ma prima vorrei ringraziare Daniela.del suo meraviglioso lascito.
    Un commento bellissimo e vissuto in tutta la sua normalità.
    Ed è per questo che ho scritto una piccola storia…non oso chiamarle poesie…non lo sono.
    Poi la pubblicherò…ricordandomi di dedicartela.
    e di dedicarla a tutte quelle persone che son cadute e poi si son rialzate, con la vittoria in tasca . quella vittoria non è chissà cosa, ma un premio sereno.
    Ecco , nelle mie contraddizioni ( ma l’essere umano lo è ) l’audacia non è altro che LA RICERCA DELLA SERENITA’ in tutto il suo calvario.
    Penso e ripenso…ma non posso mai voltarmi indietro..
    Certe volte lo faccio ma è come affacciarsi ad un burrone..e allora retrocedo…mi volto e me ne vado.
    Oggi e soltanto oggi ciò che mi tiene saldamente su questa terra è mia figlia e solo lei avrà l’ onore o l’onere di spazzare questo legame, .null’altro.
    il resto è sale,, il sapore della vita.

    ma torniamo a noi…te Auri e io….
    Il Pulcy è cresciuto…sappilo…e molto!!!!
    Ora il mio blog foto è in panne ma appena torna operativo….preparati…
    ti sorprenderà….è quasi due metri di roba!!!
    eh..mi prende in braccio e mi rifrulla come un’elica ..ed io volo nel vento mio!!!
    ..dici che è fottu(na)to? uh…aspetta di vedere…

    buona serata a tutti…grazie Arthur …il perchè lo sai…

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  13. Eccomi finalmente, scusate per il ritardo, indaffarato come sempre, ma ho aspettato a rispondere ai vostri commenti perché volevo sentire le vostre storie e l’attesa mi ha premiato. Ringrazio quindi in anticipo ognuno di voi e ad ognuno risponderò, non per dovere, ma perché ognuno ha saputo portare con un pizzico di ironia, una sua visione della normalità che, inutile negarlo, è la vita stessa.

    Adesso devo scappare di nuovo, stasera poi ho lezione di tango, un appuntamento che come immagino sappiate amo in modo particolare, ma aspettatemi, Ventolino, Carla, Daniela, Carlotta, Aurelio, Mirko, ho in serbo per ognuno di voi delle cose da dire, così, giusto per non dimenticare che il nostro cammino insieme in questo blog è fatto di comunicazione, di scambi di opinioni e, perché no, di vita vissuta.

    Ciao, a dopo! 🙂

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  14. mirko

    @ Vento ♥
    Stai crescendo il Pulcy a dovere come solo una grande mamma come te poteva fare. Quasi due metri di pelo il pargoletto … che ne dici se lo sbrago sul letto a mò di pelle di leone e d’inverno mi fa da piumone? (pure la rima è uscita). Intimagli di non frullarti come elica di motore che secondo me si sta già prendendo troppe licenze ecchecavolo. ‘sto scimmione è già viziato altro che! 😈
    Pulcy quando arriva papà ti fa tutte le treccine al pelo, ricordalo, ti rasta!
    Il compareddu Aurelio, lo zzzio, 🙂 voleva comprargli un giocattolino e siamo andati in avanscoperta in un negozio atto all’uopo. La commessa saputo che il bebè ha circa un anno ha iniziato a tirar fuori scatole contenenti carillon musicali, pupazzetti di pelouche ma Aury le ha fatto presente che trattasi di un bambino precoce, avanti rispetto agli altri e allora lei ha optato per un cavalluccio a dondolo. Rosso come quello di Pazzaglia. Ho timore che sia un regalo sbagliato come quando Arthur raccontava di quel servizio di tazzine da caffè osceno che si rischia di ricevere in regalo per le nozze o la pendola a cucù. Evvabè lo metteremo in un angolo per far figura, in fondo sempre meglio del figliolo è, e poi distrae gli eventuali visitatori!
    Sono giorni mogi mogi cara mia perchè nulla è come sembra e forse proprio Pulcetto potrebbe essere colui capace di farci sorridere ancora.(a proposito gli hai messo le pipette sul groppone con l’antiparassitario?).
    Mi vien da ridere nell’immaginare la faccia dei nuovi visitatori di questo blog leggendo di questo tricche e ballacche, … ohimei che figura d’oltralpe. E allora è meglio che me ne vo a pascolare altrove… il tempo di un bacio quello non te lo fò mancare!
    Statemi tutti bene e scusate la precipitosa fuga ma mi corre l’obbligo! 🙂

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  15. Ferma in macchina per strada osservo passanti che scorrono lungo il marciapiede di fronte. Gente normale che sta uscendo dal lavoro. Sono le 18:37. Vestiti grigi, con cravatte anonime (anzi normali) si portano avanti lungo la strada.
    Su di una panchina due cinquantenni dai tratti somatici peruviani si baciano, e ridono e parlano e si baciano.
    Una madre scende da una macchina con due bambini piccoli. Apre il passeggino e lo riempie di borse della spesa. I figli per mano e attraversa la strada.
    È per me ora di ripartire.
    Non ho trovato segnali di audacia in nessun dove stasera.
    Domani cercherò meglio.

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  16. mi sento un’audace perché non ho scelto di farla finita quando mi e’ morto un marito di trentatré anni e una figlia di ventidue…
    sono stata premiata perché la vita , con le sue meraviglie, mi ha riacchiappata di nuovo.

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  17. alanford50

    Normalità…audacia…. Due termini apparentemente diversi , ma che a parer mio sono assolutamente uguali, anzi persino complementari , nel senso che insieme completano un senso della vita all’apparenza opposto, in fondo entrambe i termini possono assumere a pieno titolo uno la validità dell’altro, è indiscutibile che ci vuole audacia per vivere la normalità e viceserva, pardòn ,viceversa, in fondo sono solo parole che noi poveri esseri nel vano tentativo di comprendere e di comprenderci abbiamo attribuito a momenti molto comuni del nostro vivere (che comunque inesorabilmente richiede una buona dose di quotidiana audacia e normalità, fino al punto da diventare una sola cosa).
    All’apparenza si potrebbe attribuire alla normalità la valenza di “atto ponderato” e all’audacia quella dell’avventatezza e non considerazione o anche solo “atto non ponderato” legato in qualche modo al senso del coraggio, come se per vivere una vita di normalità non fosse necessaria una buona dose di audacia (coraggio e poca ragionevolezza).
    Non solo, la valenza dei due termini può persino assumere valori opposti a seconda del proprio vissuto. Quello che per me può essere considerato normale per un altro può essere interpretato come audace, dando così validità ad una mia passata visione sul senso della parola, ossia, che diamo troppo importanza ad un mezzo che è ancora arcaico e molto imperfetto, siamo passati dai grugniti a vocabolari pieni di parole senza un vero significato capace di tradurre i nostri pensieri, che purtroppo restano prigionieri inascoltati, condannati all’oblio della solitudine e quasi sempre dell’incomprensione.
    Ciao neh!

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  18. @ Laura: “abbiamo due giorni da stare al mondo” ricordi queste parole? Me le hai insegnate tu ed io le ho sempre vissute come un invito a vivere la vita nel miglior modo possibile, anche con un po’ di entusiasmo, perché ogni momento sprecato difficilmente ritorna. Di te ho sempre ammirato questa forza, mai senza il sorriso sulle labbra, con quella accoglienza che ti è propria e di questo ti ringrazio. Può darsi che tu sia stata audace, ma né Anto né Simo avrebbero voluto un epilogo diverso.

    Ciao Laurè! 🙂

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  19. @ Carla: “Nella mia diversità mi sento normale”

    Beh, mai parole furono più vere!!!

    E sì, credo che ognuno di noi per certi aspetti si ritenga diverso dagli altri, e alle volte basta nulla perché questo avvenga, ma concordo con te nel ritenere che non esiste un modo certo per definirla questa normalità, basterebbe spostarsi di qualche meridiano e ciò che per noi è normale per altri (popoli), diventa invece audace, se non addirittura diverso.

    Mi piace l’idea (la tua) di vivere la normalità condita di sani sprazzi di audacia, forse un modo per rendere la vita più stimolante, rompendo i famosi schemi per emergere e non per sentirsi diversi, ma solo per poter fare delle scelte volute e decise indipendentemente dagli altri, come dire che ti piace ragionare con la tua testa.
    Giustissimo!

    Ciao e buona giornata. 🙂

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  20. Cara Carlotta, forse più che di audacia, il tuo è stato coraggio, voglia di affrontare la vita anche nelle sue vicissitudini peggiori e non è cosa da poco.

    In genere, in questo senso, voi donne siete speciali, il vostro senso pratico e la forza che vi contraddistingue, vi aiuta a superare delle prove difficili, non vi chiudete in voi stesse, non indulgiate nell’autocommiserazione, cercate una soluzione qualsiasi sia il prezzo da pagare e per questo siete da ammirare.

    Sì, è la tua natura, sei una “Vergine” con i piedi ben piantati per terra.

    ‘nnagg…!!! 🙂

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  21. Cara Ventolino, non si è audaci solo se si è protagonisti, ma a volte anche quando si è spettatori, perché ciò che importa non è tanto la reazione, ma l’attenzione verso le cose, verso gli avvenimenti e soprattutto nei confronti delle persone e tu da spettatrice le persone le guardi sempre nel modo giusto, con lo sguardo che le accoglie, non a caso se una signora anziana ti chiede di chiacchierare un po’ mentre passi per la strada, tu ti fermi e… chiacchieri volentieri con lei. Questa è l’audacia delle persone che non si fermano davanti ad un sorriso, ad una parola e di audaci come te ce ne vorrebbero ma purtroppo… ognuno corre e non ha mai tempo. Purtroppo!

    Il resto non conta. 🙂

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  22. @ Daniela: beh, avrei voluto ben vedere se non ti fossi trovata in quello che ho scritto nel post, sei stata la mia musa ispiratrice, quindi era impossibile il contrario. 🙂
    Ma tornando per un attimo serio, che dire, il tuo commento mi è piaciuto tantissimo, hai in poche battute fatto un quadro lucido della tua vita e pur non conoscendoti, ho avuto la sensazione di averti vista in questo tuo salire e scendere da quel treno.
    Sì, la normalità spesso si confonde con il sapersi accontentare, magari per paura dell’imprevisto, in fondo alcune certezze, anche se il più delle volte illusorie, ci fanno sentire al sicuro, fino a che, aperta quella finestra per troppo tempo chiusa, arriva l’aria pulita e il respiro ne trae beneficio.
    C’est la vie, come direbbe una mia cara amica.

    Grazie! 😉

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  23. Cara Martina, lo so, l’ho già detto e sai com’è, l’età mi porta alle volte a ripetermi, ma il tuo commento è una perla, impossibile da commentare, ma che al contrario fa tanto pensare.

    ‘nnagg… fa anche rima!!! 🙂

    Ciao Socina Bella.

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  24. daniela

    Grazie a te Arthur per le tue belle parole e perchè ogni volta mi/ci fai sentire a casa.
    Mi piace molto quel camminare insieme quasi fosse la colonna portante di questo blog, una crescita condviisa che non assolve e non condanna, un sistema di vita in comune che regala momenti di serenità.
    Ti ringrazio molto per il post. Buona giornata. 🙂

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  25. @ Alan: concordo con quanto hai scritto e soprattutto sul fatto che normalità e audacia assumono un significato diverso secondo le circostanze.

    Quando Daniela nel suo commento mi ha lanciato il sasso per scrivere questo post, sono state tante le idee che si sono accavallate nella mia testa su questa presunta normalità e di conseguenza, presunta audacia delle persone, con le loro scelte, con i loro modelli di vita, ma poi mi è sembrato evidente di come si potesse equivocare sulla parola. In effetti hai ragione tu, entrambe sono in un certo senso complementari e forse, azzardo, l’espressione dello stesso significato, fatto di impercettibili differenze che cambiano di volta in volta tra le persone stesse, su come identificano la loro staticità o superattivismo.

    Poi se vogliamo giocare con le parole di cose anormali, nell’ambito del non giusto, ne troveremmo tante, come dire che non è normale che paghi di più la visibilità del merito, che il bellone di turno debba guadagnare cifre astronomiche che magari io che ho studiato e lavorato tutta una vita non guadagnerò mai.

    Lui possiamo considerarlo un audace o soltanto il frutto di un meccanismo perverso che si propone di stupire chi vive di normalità?

    Insomma, siamo al punto di partenza, audacia o normalità? 🙂

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  26. Caro Arthur, vedo che hai suscitato molta curiosità sulla normalità -e audacia.
    E dal momento che l’uomo è materia e spirito, succede che a intervallo, una volta prevale la normalità. altre volte l’audacia.
    Le decisioni impetuose e audaci in un primo momento riempiono di entusiasmo, ma poi sono difficili a seguirsi e disastrose nei risultati…
    Io preferisco la prima!
    Buona vita!
    Dora

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  27. Ho la sensazione che tu , come sempre, sia stato molto gentile con me.
    E`vero, ci sono situazioni in cui essere spettatori e` un privilegio.Lo spettatore ascolta, sedotto da una vecchia voce malinconica ma felice di essere ascoltata.
    Detto cosi e’davvero un bel momento.
    Tu sei nato per portare sempre qualcosa di positivo nei pensieri del vento.

    Ciao Arthur.

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  28. @ Dora: in effetti l’argomento ha appassionato parecchio, d’altra parte molto spesso noi stessi ci definiamo ora normali ora audaci, secondo le situazioni se non addirittura lo stato d’animo, quindi è normale questo interesse. Interessante la tua teoria che la normalità e l’audacia prevalgano se è la materia o lo spirito a prevalere e comunque sia, indubbiamente le decisioni impetuose e audaci sono da preferire, se non altro per non sentirsi troppo controllati, prima ancora da se stessi che da gli altri.

    Ciao, grazie e buona giornata. 🙂

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  29. questo post mi ha fatto venire un dubbio:”ma la normalità cos’è?”
    E’ per caso vivere la vita scandita dalla quotidianità ordinaria? o vivere seguendo i propri desideri?
    Preciso che io non credo nel matrimonio e quindi per me è normale non sposarmi…ma chi non la pensa come me e si sposa è forse anormale?…
    Tu sai rispondermi?

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  30. @ Alessandra: innanzitutto benvenuta nel mio blog e poi, anch’io non mi sono mai sposato, ma non perché non credo nel matrimonio, ma perché secondo me la convivenza al di là di certe regole precostituite in entrambi i casi è uguale, sia per senso di responsabilità che per altro. L’unico inconveniente è che non è riconosciuta legalmente, per cui non si è tutelati in condizioni estreme, ma questa è un’altra storia.

    Detto questo, beh, nel mio post ho premesso che io che non mi sono mai sposato non mi ritengo per questo anormale e quindi viceversa è la stessa cosa. Nella discussione in questo mio post è emersa una cosa interessante e cioè che la normalità e di contro l’audacia è fondamentalmente un modo di intendere che varia a seconda della mentalità, del modo di vivere se non addirittura se si è nati sotto un altro meridiano. La normalità, intesa come metodo, comportamento, approccio alla vita sociale, ci viene imposta per guidarci con delle regole per il bene comune, ma se ci pensi, anche questo è un modo del tutto soggettivo per intendere il normale vivere quotidiano, non a caso ci sono differenze abissali tra i paesi che vivono la democrazia e quelli che invece la combattono per scopi personali.

    Insomma, cosa è normale a questo punto? Tutto e nulla insieme. La parola non è giusta o quanto meno bisognerebbe circoscriverla in un ambito più ristretto e allora forse sì che riusciremmo a rispondere a questaa domanda.

    Ciao, grazie della visita e buon fine settimana. Poi più tardi passo a trovarti. 🙂

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  31. @Arthur Si io dico sempre:”..I piedi ben piantati per terra ma la testa che spazia nell’universo..le Vergini sono anche così e quando il Karma lo consente incontrano uomini meravigliosi..vedi certi tipi medici-poeti..Ciao piccolo! 🙂

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  32. @ Alessandra: in effetti sentivo un buon odorino di caffé arrivando nella mia casetta virtuale, grazie, mi dispiace dsolo di essere arrivato ijn ritardo, adesso si sarà raffreddato… 🙂

    Un sorriso sempre e buona giornata. 🙂

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  33. Carlitasss…
    diciamo la stressa cosa….
    eh..le fronde navigano per cieli
    azzurri cavalcando il veliero caroco di cozze…cioè , volevo dire di sogni …ma le radico sono abbarbicate ben bene agli scogli….si ..alla terra , noi remiamo , andiamo contro le tempeste , ci bagnamo, ci tuffiamo col carpiato stile Art…. siamo audaci si peró con tutta normalitá riemergiamo senza fatica dalle acque mosse e rientriamo a tetra sane e salve… le fronde son salve…e pure le radici, fortificate piú che mai !!!!!!
    notte e sogni ventosi

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  34. carla

    Guido piano in un mattino appena soleggiato.
    Dallo stereo dell’auto arriva la voce del Boss che canta un pezzo vecchio tra i suoi più belli – Born to run -quello che esorta “a correre perché i vagabondi come noi tesoro, sono nati per correre. Dobbiamo fuggire finché siamo giovani, correre fino a cadere, camminare sul filo, non tornare indietro”. C’è molto traffico sulla strada, mi lascio alle spalle strade ombrose e strade assolate, dieci anni di calcinacci caduti da un vecchio soffitto, qualche spruzzo di pioggia a rinfrescare l’aria e un soffio di vento appena entrato dal finestrino. Nella mia vita ho corso Bruce, ho camminato sul filo senza cadere, ho accavallato le gambe su sedili di velluto per proteggere i miei sogni, quel mio amore selvaggio e vero, la pazzia della mia anima. No, non sono mai tornata indietro e stanotte voglio morire anch’io con te, sulla strada, in un bacio senza fine.
    Un tizio sbuca lesto da un incrocio senza rispettare lo stop. Freno bruscamente, lo sguardo sale in cielo a ringraziare qualcuno. Stefano è seduto vicino a me, appiattisco muta pensieri come diari fitti di parole, lui impreca qualcosa all’indirizzo poi allunga le gambe e toglie le cuffiette, la sua energia impaziente è un misto di stupore, riflessione e irrequietezza, un ragazzo di vent’anni pieno di desiderio incontrollabile di rivalsa per tutti i torti e le sopraffazioni della vita. Mi chiede un’opinione su qualcosa che insegue, capisco che ha tanta voglia di parlare, è un reale bisogno o soltanto il bisogno di coinvolgermi, di avere da me risposte o sollecitazioni. Mi sento colpevole nel dargli quel poco che implora ma in questo momento mi viene in mente solo il vecchio proverbio “di notte tutti i gatti sono bigi” che afferma un concetto importante ovvero che c’è colore solo quando c’è luce. E c’è colore figlio mio in questo nostro giorno pieno di vita, lasciamoci illuminare dalla gioia che c’è dentro il sorriso, per noi due oggi voglio solo luce.
    Sto guidando facendo il pelo alle macchine come fa Aurelio quando andiamo al cinema e con la sua borsa rimorchia i cappotti dell’intera fila ma sono spoglia di ogni controllo, squadrata da un presente labile che nulla o quasi conosce della mia storia che tra le sue mille pestilenze ha avuto anche quella del vivere. Forse è la speranza che mi esorta a credere, forse credere mi esorta a vivere. Nel chiuso ristretto dell’abitacolo attira la mia attenzione uno stupendo casale in mattoni e archi dove un gatto vaga indolente accanto a una magnolia e dove un’altalena azzurra dondola sola. Usciamo dalla strada statale e da una selva di cartelloni pubblicitari. In sottofondo le note di -Long walk home – rompono il silenzio di un istante prima. “La scorsa notte ero sui gradini di casa tua cercando di capire in cosa sbagliavo. Mi hai fatto scivolare qualcosa in mano, poi sei andata via. Era lo stesso verde intenso dell’estate di notte su di me….”. Stasera voglio viverlo quel verde Bruce, quella polvere di diversi colori che mi gira dentro in una sfida lanciata e raccolta. E poi ancora “Sarà un lungo cammino verso casa, ognuno ha un vicino, ognuno ha un amico, ognuno ha un motivo per ricominciare….”. Ero diventata una specie di vela nel vento, trascinata a strappi dentro il mare, oggi il mio sguardo è diverso Bruce e così la mia voce, i miei gesti. L’autostrada sembra un fiume che scorre con la voce del niente, mi sento un pesce portato dalla corrente dentro una storia silenziosa e confusa, qualcuno al casello fotografa compiaciuto il paesaggio, una zingara con i capelli opachi senza riflesso e arruffati come lana sporca mi chiede mestamente qualcosa, catturo frammenti di frasi e atteggiamenti, gesti e sguardi mentre attendo che la sbarra si alzi per riprendere la mia corsa, in parte d’auto e in parte di pensieri che appesi fuori il vetro sembrano adesso un paio d’ali.
    La luce di mezzogiorno disegna le ombre sull’asfalto, Stefano canticchia e mi guarda di sottecchi, seguo a mente le parole di un’altra canzone – Thunder road – il mio cuore vaga in festa con una leggerezza e una gioia infantile. “Dammi un po’ di fiducia, c’è magia in questa notte, non sei una bellezza ma a me va bene così, puoi nasconderti sotto le coperte a rimuginare i tuoi dolori, mettere una croce sui tuoi vecchi amori, disperdere rose nella pioggia….ehi, cos’altro ci rimane da fare se non tirare giù il finestrino e lasciare che il vento spinga indietro i tuoi capelli, la notte è tutta per noi…. “. E così sia Bruce.
    Siamo dentro Stefano, ci siamo amore mio, ci siamo quasi in questa lunga notte, il mio sogno torna in vita chissà come, ancora una volta capace di accendere un’emozione che non sia un rimasuglio di felicità. E poi chilometri e ancora chilometri da percorrere, tanti e tutti uguali, noi siamo macchine che come barche arrivano nel golfo e poi … tutti in fila al porto.
    San Siro, Milano. Io l’ho attraversato oggi quel mare, li ho visti i remi che salutavano la riva.
    E stasera voglio vedere la faccia nascosta della luna.
    Alle 20,15 il Boss vestito di nero entra nell’arena con il gruppo, il concerto inizia sulle note di Morricone, lo stadio s’infiamma.
    Noi due siamo qui 🙂

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  35. Mannaggia Carla, eri andata in moderazione, probabilmente hai cliccato troppo in fretta e WordPress che è un pochetto dispettoso alle volte, ti ha messo in attesa. Già, nell’attesa che io arrivassi e ti togliessi da quella posizione un po’ scomoda e devo dire, meno male che mi hai avvertito, sarebbe stato un peccato mortale lasciare questo bel racconto lì chiuso senza che nessuno potesse leggerlo, ‘nnagg…!!!

    Bellissimo, ma che dico, dippiù, dippiù, senz’altro audace. 🙂

    ‘zie! 🙂

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  36. Ah, la normalità! Ci vuol poco a farci finire davanti una “a”.. Io ho sempre avuto problemi con la normalità, mi sono ritrovata a definire “normali” persone che avevano come caratteristica principale l’essere un pochetto più simili a me che a tutti gli altri. Sapere di non essere normale (e non solo per la storia del matrimonio che non c’è, e neppure la convivenza c’è mai stata ecc), alla lunga mi dava sicurezza, sapevo che quella ero proprio io. C’è stata anche la fase “audace”, perché se esageri nella tua “anormalità” vieni considerato tale: nel ventaglio delle mie curiosità finiva sempre qualcosa che gli altri (i “normali”) in fondo avrebbero voluto fare, ma non ne avevano mai avuto il coraggio.
    Ora non lo so più chi sono.. o forse non voglio saperlo.. non voglio più aver a che fare con queste etichette.. sono così, ecco.
    Ciao Arthur (ogni tanto riappaio, senza sapere chi sono) 🙂

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  37. @ Elle: secondo me hai detto una cosa bellissima, oltre che giusta e sacrosanta, cioè che che tu sei così come sei. Wow!

    Credo che sia questo che importi, al di là di come gli altri hanno voglia di vederci, che poi è di giudizi che stiamo parlando, spesso dati soltanto per il gusto di darli.

    Come ho già scritto e da quello che è venuto fuori in questa bella discussione, ritenere normale o “diverso”, audace una persona, dipende da tanti fattori, non per ultimo i condizionamenti culturali che forse stanno più in alto nella classifica delle cose da prendere in considerazione.

    E’ bello sentirsi se stessi. Ecco, gli altri dovrebbero imparare a vederci in quest’ottica e sarebbe la cosa migliore.

    Ciao e grazie di essere passata, come tu sai anch’io appaio e riappaio, quindi… 🙂

    Buona serata.

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  38. Un tempo mi arrabbiavo quando alla prima difficoltà vedevo i miei familiari dire con aria sconsolata: “eppure noi pensavamo di essere una famiglia normale”……per alcuni la parola normale ha una connotazione che richiama calma, tranquillità, sicurezza. Questo ha un significato ben preciso da un punto di vista sociologico.
    Ma per me nell’universo gli opposti si annullano in un tutto dove spicchiamo noi nella nostra unicità…normali o audaci non importa, potremmo essere entrambe le cose ed anche più di questo, perché noi siamo “unici”…
    un abbraccio a tutti 🙂

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