Coni, coni gelato!

In genere arrivava verso le cinque del pomeriggio, la motoretta faceva un gran baccano, sembrava perdesse i pezzi da un momento all’altro, si fermava nel centro della piazza, e Ciccio, il gelataio, con una voce da baritono canticchiava: “Coni, coni gelato, freschi freschi appena fatti, limone e cioccolato, dieci lire, dieci lire di piacere, un po’ al limone un po’ al cioccolato.”

Che ridere mi faceva fare, era un’omone grande e grosso ma piccolo di statura, andava in giro con una canottiera tutta bucherellata, con un sacco di peli riccioluti che spuntavano fuori, un grembiule bianco, stranamente lindo come non mai, che metteva ancora di più in evidenza la sua pancia e la pelle del viso liscia come se si fosse appena rasato.

Aveva gli occhi attenti, che teneva sempre socchiusi e con una lucina che li faceva sembrare ancora più vispi, non perdeva neanche una mossa di quello che gli girava intorno, e aveva sempre una parola per tutti, una battuta scherzosa, una risatina dopo un saluto o un cenno della testa ogni volta che non gli era simpatico qualcuno.

Noi ragazzini appena lo sentivamo arrivare in lontananza gli correvamo incontro e lui si arrabbiava tantissimo, diceva che gli toglievamo l’aria, il respiro e in effetti a quell’ora del pomeriggio faceva un caldo dell’accidenti. Ma ognuno di noi sperava che almeno un cono in tre o quattro ce lo regalasse, magari al limone, così, giusto per far passare la sete, una vaga speranza che ogni tanto si avverava e allora correvamo come dei matti all’ombra, seduti sui bordi della fontana che d’estate era sempre asciutta, e una leccatina ciascuno mangiavamo il nostro gelato.

E già, altri tempi direte!

Non c’era mai troppa gente in giro a quell’ora, gli uomini seduti a sonnecchiare e le donne a sferruzzare; appena sentivano qualche rumore che veniva dalla strada, subito dietro le persiane a curiosare. Che vita, direte, vita d’altri tempi mi verrebbe da rispondere, niente salamelecchi o sorrisi di circostanza, cattiverie e maldicenze gratuite per una manciata di consensi, curiosità tante, soprattutto se arrivava qualcuno di nuovo in paese, ma pronto ad accoglierlo come se fosse di casa, un po’ di salame e una bella fetta d’anguria per dargli il benvenuto.

Beh, poi c’era la domenica, a spasso per le vie del corso a scambiarci le occhiate ridendo con le ragazzine che, dopo messa, e in fretta e furia tornavano a casa. Un gelatino, la scusa per l’incontro e qualche volta funzionava anche, ma solo qualche volta però.

Evvabè, altri tempi direte, ma una cosa non l’ho ancora capita, perché poi sono così cambiati?

Come al solito non c’ho capito niente, capita, alro che se capita.

f.to: vostro Nonno Archimede, un tempo detto anche Archi…

Annunci

37 pensieri su “Coni, coni gelato!

  1. questi tempi erano meglio di quelli in cui una ragazza 😉
    non sa fare un prezzo per una granita con panna 😉 😉 😉
    Io compravo sempre il gelato da un tipino che girava con il carrettino!
    Ooooo…. ma oggi che bisogna fare?
    Granita? Gelato?????
    Dai per me qualunque cosa …. l’importante che ci metti un pò di caffè e panna 😉
    bacione 😀

    Mi piace

  2. Già i tempi sono cambiati e ancora devo capire se in meglio.
    sarà che ho giocato tanto e senza alcune pretese, oggi giocano poco e se non hanno in mano l’ultimo giocattolo appena uscito non si divertono.
    Cmq..troppo forte Ciccio, il gelataio in motoretta. Ho sorriso leggendo che vi allontanava come mosche perchè aveva caldo..per forza facevate un gran baccano senza comprare nulla!!.
    Tanto che ci siamo un cono con stracciatella, cioccolato e panna….se poi ne vuoi un pochino te lo faccio assaggiare…poco poco però!! ^__*

    Ti abbraccio……..con affetto :))

    Mi piace

  3. Carissimo Nonno Archimede, proprio pochi giorni fa ricordavo con una persona i divertenti momenti passati da bambina quando correvo dietro al carrettino dei gelati perché prima si dovevano convincere i genitori a lasciarci prendere il gelato. Uhhhhh il gelato di Armando era unico e tale è rimasto, come li faceva lui non ne ho più mangiati. Che bontà erano e quanto mi piaceva quando andavo a vederlo fare il gelato fresco e poi mentre lo tirava fuori con la pala mi dava un cucchiaino per assaggiarlo…. slurppppp
    Grazie Nonnino, mi hai fatto rivivere momenti bellissimi.
    Un bacione 🙂

    Mi piace

  4. @ Alessandra: sai… (incominciava così sempre la mia amica Carla… 🙂 ), sai dicevo, anch’io non so se sono meglio i tempi di Nonno Archimede oppure i nostri, in effetti pensare che la storia sia come una ruota che gira che gira non è molto confortante, ma essendo uomo dei miei tempi, preferisco pensare che in ogni epoca ci sia il bello e il brutto, il buono e il cattivo, dipende solo da noi e con che occhi lo guardiamo.

    Beh, Ciccio deve essere stato una forza e t’immagini con tutti quei ragazzi intorno? E poi, ho idea, che Nonno Archimede non fosse da giovane uno stinco di santo, magari qualche biricchinata delle sue l’ha fatta anche lui, ma è sempre Nonno Archimede, per cui… 🙂

    Ciao, prendo l’abbraccio prima che ci ripensi e… ‘notte! 🙂

    Mi piace

  5. In effetti erano i tempi in cui non si chiedeva tanto ai nostri genitori, un gelatino e via. Io però ricordo invece una cosa di mio nonno, la domenica mi portava sempre a messa nella chiesa di S. Antonio e poi mi portava in centro città, Messina che all’epoca era uno dei più famosi della zona, per i dolci, le granire e per la rosticceria. Ma io ero ghiotto dei salatini con la pasta sfoglia e lui ogni volta, ogni domenica, me lo comprava. Oggi adoro la paste sfoglia e tante volte mi sono chiesto se era per quei ricordi che l’adoravo. Credo proprio di sì, certe tenerezze da bambini restano impresse e mio nonno era un grande.

    Il bacione lo prendo io ma prometto che lo do a Nonno Archimede. 🙂

    Mi piace

  6. Silvia

    Ogni tanto nonno Archimede torna con le sue perle. Sai che non mi ricordo da bambina nessun gelataio che passava per strada con la motoretta?

    mannaggia. 🙂

    Mi piace

  7. @ EleOnora: non mi dire EleOnora, vuoi vedere che il tuo gelataio ambulante è lo stesso di Nonno Archimede, cioè Ciccio? 🙂

    Ehhhh… uhmmmmmmmmmm… però così non si fa mannaggia di una mannaggiosa mannaggina, arrivi con i tuoi cornetti e briochine e mi fai venire altro che la voglia di mangiarmene una mezza dozzina, così giusto per fare il pieno. Sei egoista comunque, non si fa così con un povero Arthur che come colazione ha mangiato caffè latte, biscotti con burro e marmellata di ciliege del Trentino, quelle per intenderci che raccolgono una volta l’anno nell’apposita stagione, né un giorno prima, né un giorno dopo, frittatina sciaminata che poi vuol dire non tipo omelette, ma un po’ disordinata, con le patate novelle del Marocco e i fiori di zucca dell’orto di Sora Elvira, prosciutto crudo tagliato a lama di coltello affilato sui monti Peloritani, da una famiglia di stirpe antica che tramandano di padre in figlio l’arte del taglio e del cucito, punto e croce con doppio salto mortale sul fianco destro e poi anche sul sinistro, tombolo e così via dicendo, e emental della Baviera meridionale, quella girato l’angolo a destra dopo il cavalcavia, senza i buchi però, che se ci pensi è ancora il più buono, senza contare che così non si spreca proprio nulla, succo di arance rosse di Sicilia spremute al calare del sole e succo di carote colte fresche fresche dopo una notte di luna piena.

    Eccoci, e tu vieni a farmi venire l’Acquolina in bocca con i tuoi cornetti al cioccolato così senza colpo ferire?

    ‘nnagg… ‘giorno! 😆

    Mi piace

  8. Laura

    Che bella storiella. Sai che ricordo come fosse oggi il signore che vendeva i gelati e che passava verso sera con una motoretta tutta colorata e un ombrellone sopra. I gusti non erano granché, ma a noi andava bene lo stesso. 🙂

    Mi piace

  9. Sì Alessandra, ogni tanto cambio l’avatar e metto quello di quando avevo due anni. Sai come mi chiamavano da piccolo? Paparuccio, perché a quanto pare ero bellino bellino e con questa scusa, le signore mi davano quattro bacioni sulle guance ed io, mannaggia, da ragazzino educato quale ero, sopportavo in silenzio. L’unico problema era che con i bacioni mi rimaneva impressa sulle guanciotte anche il segno del rossetto, porcacc…

    Le donne, un problema anche allora!!! 😆 😆 .lol:

    Mi piace

  10. @ EleOnora: ma no dai, non sono uno che mangia così tanto, anzi, il giusto, antipasto, primo, secondo, contorno, frutta, dolce e qualche volta se il primo è un bel piatto di spaghetti, faccio anche il bis, ma solo per educazione, mica per altro.

    So che tu sei brava a cucinare, quindi immagino i manicaretti che prepari. L’altra volta avevo visto le polpette o sbaglio? le adoro! 🙂

    ps: scherzo ovviamente, ultimamente sono anche molto in forma come peso, diciamo che sono da buon Siciliano un buongustaio, ma senza esagerare però.

    Ciao carissima, buona serata. 😉

    Mi piace

  11. E sì, Luna altri tempi. Stasera passo a dare un’occhiata al tuo post e ricordati, hai promesso che facciamo un post a quattro mani. Dopo le vacanze però. 🙂

    Mi piace

  12. :-)) Quando in estate andavamo dai nonni in provincia di messina anche lì c’era un omino che col suo lambrettino vendeva coni gelato…ed io e mio fratello ci facevamo certe mangiate!!! E poi in paese non poteva mancare l’appuntamento con la granita al caffè con la panna…!!
    Si, erano bei tempi… ma erano le belle persone, semplici, genuine e senza troppi grilli perla testa, a renderli tali!!

    Mi piace

  13. @ Prendinota: benvenuta, oltretutto vedo che siamo conterranei e anche della stessa zona. Ma sai una cosa, i tempi è vero sono cambiati, ma hai detto una cosa verissima, dipende sempre dalle persone, oggi si è, diciamo così, giusto per usare un eufemismo,. molto distratti, l’indifferenza è un male molto diffuso, ma le persone genuine ci sono ancora, bisogna soltanto non smettere mai di cercare e, ovviamente, esserlo a nostra volta.

    Mi piace

  14. allora… i miei genitori e tutto il parentado erano della provincia di messina… poi papà per motivi di lavoro si è trasferito a cefalù…ed io e mio fratello siamo nati e viviamo qui…
    Ed oggi…rigatoni melenzane e pesce spada e pistacchio… piùricetta siciliana di così!! 🙂

    Mi piace

  15. @ Prendinota: maddai, così non si fa!

    Dunque, se parto adesso sono a Palermo verso l’una, tropo tardi? 🙂

    ps: adoro, ma che dico, dippiù dippiù i rigatoni melanzane e pesce spada, una ricetta che ho imparato a Lampedusa, ma uso le mezze maniche, va bene lo stesso?
    ‘nnagg… tu mi vuoi fare morire!!! 🙂

    Ciao e a presto quindi. (ricorda, verso l’una… 😆 )

    Mi piace

  16. farti morire? naaaaaaaaaa!! E poi sei tu che hai cominciato! :-))
    P.S. Se sei puntuale ti lascio anche un po’ di semifreddo alle mandorle col colata di cioccolato di Modica…

    Mi piace

  17. Evvabè Patrizia, ma che provoloni e provoloni, qui si parla di alta cucina mannaggia, e comunque noi Siciliani siamo ospitali, per cui passo a prenderti insieme a EleOnora e magari anche Alessandra e Venticello e visto che ci siamo strada facendo Carlotta e Antonella, Carla e la ciurma intera, Alan e Duilio gli mandiamo un sms e così coi aspettano all’aeroporto e andiamo tutti a mangiare i rigatoni con le melanzane e il pesce spada e magari nel frattempo facciamo anche un bel bagno.

    @ Prendinota: siamo in troppi? 😆

    ps: devo scappare, a più tardi. 🙂

    Mi piace

  18. Sì lo so che anche il provolone si mangia patrizia, ma vuoi mettere dei rigatoni con le melanzane e il pesce spada? 🙂

    ps: noto con piacere che sei tornata a essere tremenda. Evvai!!! 😆

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...