(…)

OOps_a

Penso che la cosa più difficile sia entrare nella vita delle persone, che non vuol dire conoscerle, ma farne interamente parte, dividere con loro tutto ciò che c’era “prima”, per poi farlo diventare “dopo”.

Così, un pensiero, giusto per dire!

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35 pensieri su “(…)

  1. mi piacciono da morire quegli schizzi lassù…bello il tuo stile..inconfondibile!!!
    ..per il resto rimandiamo…
    Credo che quello che c’era “prima”…”dopo” non sia la stessa cosa.
    Quello che è stato è stato..se ci riferiamo al passato. Il vissuto va in qualche modo messo in quel cassetto della nostra memoria e lasciato lì, consapevoli che c’è ma senza permettergli di farci altro male.
    Ma il tuo pensiero credo abbracci un altro significato.
    Con-dividere è un atto di grande fiducia.
    E’ come mettersi a nudo e dar luce ad ogni più piccolo difetto di noi stessi e non parlo di bellezza…
    Il “dopo” è uno scalino immenso…perchè spesso lo si dimentica nel “prima”.
    …chissà se son stata chiara…
    .

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  2. E’ difficilissimo farlo e per vari motivi.
    Penso che uno dei più importanti sia la fiducia reciproca e non per tutti è facile ottenerla o donarla, spesso a causa di eventi che hanno inciso profondamente nella vita.
    Ma però se succede di arrivare a condividere “il prima” e farlo diventare ” il dopo” sicuramente è la cosa più bella che possa capitare e il rapporto dopo va ben oltre la semplice amicizia!
    Buona giornata, Pat

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  3. Grazie Ventolino, anch’io amo i miei pasticci grafici, mi fanno sentire bene perché liberano la mia creatività senza alcun freno ed è il massimo.

    Ma tornando al post, sì, è la condivisione di un atto di grande fiducia, come giustamente dici, ma non necessariamente mettendosi a nudo, dimostrando disponibilità a capire e a farsi capire, senza freni inibitori.

    Più o meno è tutto qui. Hai ragione anche su un’altra cosa, questo pensiero l’ho scritto pensando ad una cosa in particolare, a quando ci s’incontra strada facendo, magari dopo anni passati con un’altra persona. Ecco, quel “prima” deve essere l’inizio di quel “dopo” altrimenti è tutta fatica inutile.

    Scrivendolo pensavo a certe mie esperienze, quando magari sono arrivato nella vita di una persona e lei ne aveva già una tutta sua, con un marito che non c’era e dei figli da tirare su grandi. Per chi arriva dopo è difficile riuscire a entrare in quella realtà se non c’è da parte di chi sta dentro la volontà di mediare e di aprirsi ad un dialogo diverso, è difficile entrarci in questa realtà precostituita e soprattutto farne parte, per tutta una serie di difese che necessariamente vengono attuate da chi, come dicevo prima, ci sta dentro.

    E allora lo sforzo deve essere comune, quel “prima” che è una realtà consolidata, deve poter diventare l’anticamera di quel “dopo”, altrimenti, è un’occasione persa.

    Non so se mi sono spiegato, ma anche se come esempio è estremo, spiega benissimo cosa volessi intendere con il mio post/pensiero. 🙂

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  4. Sì, cara Patrizia, così come ho appena scritto a Venticello Nostro è difficile farlo, ma non impossibile. Dipense sempre dagli obiettivi che ci si pone.Non si può condividere in una coppia una vita se non si è disposti a far si che il proprio passato serva come una specie di prologo per l’inizio della nuova avventura. Mettersi un po’ a nudo, come dice Ivana, dimostrando che la fiducia, se condivisa, sia la giusta condizione per aprire un dialogo che, proprio per questo, non può fare a meno di considerare il nostro vissuto come il punto da cui partire per raggiungere altri obiettivi.

    In una parola, disponibilità, mettersi in gioco e voglia di esserci.

    Buona giornata anche a te. 🙂

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  5. …allora son stata spiegata bene!!!
    Abbraccia tante cose il tuo pensiero…ma alla fine ne resta soltanto uno: amore.
    Amore che non è solo sentimento verso la persona che amiamo, ma un po’ tutto….
    Quanto è stato scritto e quanto ancora scriveremo e scriveranno sull’amore.
    E sarà una sorgente che non avrà mai fine.

    un po’ come te, una sorgente di buone cose….e più passa il tempo e più riconosco in te un uomo buono. ( c’è molta dolcezza nel pronunciarlo) Evidentemente lo sei…
    Buona serata pippolino.
    vento
    PS: un abbraccio alla nostra Carlitasss…c’ho du belle fette di zucca..ma un so come falle!!!
    Mi domando perchè le ho comprate…forse perchè mi piaceva il colore…
    metto del riso???? uhm…chissà se Sara lo mangia…è così antipatica la mi ciospina!!!

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  6. rosy

    Dice il vero semprevento, i tuoi disegni sono ricchi di creatività hanno uno stile particolarissimo. Con questo “Oopss ” se potessi,ci farei un quadro ( o forse lo è già sei pure un pittore fantastico ) e lo appenderei in casa per godermelo anche nei momenti “grigi “. Mi garba una cifra!! ^___^
    Entrare, riuscire a fare interamente parte della vita delle persone lo trovo un qualcosa di particolarmente intimo , un filo sottilissimo e tenace che col tempo unisce “il prima” col “dopo”in modo indossolubile…
    Dolce notte Arthur ^___^

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  7. Buongiornoooooooo!!!!
    ..vado che è tardi!
    A proposito,
    è venuta a trovarmi Rosy…che tenera…spulciava il tuo blog ed è finita in mezzo ai miei pinguini!
    😛 buona giornata!
    ..

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  8. Grazie Rosy, Ventolino (Semprevento) è sempre molto carina con me, comunque se vuoi te la regalo questa immagine, ti mando via e-mail quella con le dimensioni originali, così se vuoi puoi stamparla.

    E per il resto, sì, “n filo sottilissimo e tenace che col tempo unisce “il prima” col “dopo”in modo indossolubile.”

    Ciao e buona giornata. 🙂

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  9. …il filo….
    mi sa che il mio si è rotto!
    Pazienza..sta di fatto che certe certezze restano.
    Devo smetterla di aprire certi cassettini..
    Da oggi non lo faccio più.
    Se quello che c’era prima non si aggancia col dopo…amen…si ricomincia da capo!!!

    Oggi va così!

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  10. Ed è la cosa migliore cara Ventolino, i cassettini ad un certo punto è meglio che restano chiusi, magari a chiave e quella chiave si può buttare via, tanto male che vada chiami un fabbro, caso rarissimo ovviamente. Quello che viene dopo è più importante e non è detto che debba far parte del “prima”.

    Giusto? 🙂

    ‘pranzo!

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  11. Beh non concordo con le tue parole.
    Credo che sia semplice entrare a far parte della vita delle persone, ma deve avvenire spontaneamente, senza aspettative.
    Nascono complicità e affinità così…dal nulla..e ci si accorge quanto sia piacevole condividere parole e pensieri con un amico a cui doni la tua fiducia.
    Quando poi avverti la sua mancanza capisci che fa parte della tua quotidianità…e dei tuoi affetti.
    “L’amicizia è una preziosa carezza di cui non puoi fare a meno”

    Così giusto per dire :))

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  12. Apperò… qui si vola alto… altro che giusto per dire!!
    Comunque… penso che l’entrare nella vita dell’altro/a presuppone, da entrambe la parti, un atto di fiducia. Ma FIDARSI non è solo una struttura del pensiero, è anche pratica affettiva, è logica del cuore. FIDARSI allora implica un conFIDARE nell’altro/a e un affFIDARSI a lui/lei.

    E’ poi importante fare attenzione a non fare del “prima” un personaggio o una situazione così antipatici da bloccare il vivere e il progettare. La fiducia esige anche il coraggio di creare, in due, a partire da qui e ora.

    Gran bello spunto di riflessione!! Buon weekend!

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  13. Molto bello il tuo schizzo-quadro, sì sì piace anche a me. Complimenti!
    Quello che hai scritto poi è una grande verità… sì è una cosa difficilissima… Mentre leggevo il tuo pensiero, mi passavano nella mente tutte le parole importanti che poi ho visto dette dai commentatori precedenti: fidarsi-confidarsi-affidarsi-amicizia-amore… Beh, hanno già detto tutto, sono arrivata troppo tardi ;-). Sono particolarmente d’accordo sulle cose scritte da Semprevento.
    Però, come ho già detto altre volte, sei un grande: guarda quante riflessioni e parole hai fatto scaturire buttando lì, quasi di getto come il tuo schizzo, un solo “pensiero”. Applausi Arthur!

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  14. Eccomi da te Alessandra.

    Ieri ho avuto una conversazione che mi ha fatto riflettere molto, in contrapposizione al mio “camminare insieme”, cioè a quella voglia di sentirmi sempre e comunque partecipe della mia vita anche insieme agli altri, mi si poneva l’enigma dell’uomo che invece, malgrado cerchi o si illuda di non essere da solo, viva la sua vita in solitudine, perché, per esempio, nei momenti più bui, quale può essere la morte, malgrado abbia vicino a sé chi gli vuol bene, l’affronta comunque da solo.

    E’ vero da un lato, ma non del tutto secondo me e la risposta sta nella parola “comunicazione”, cioè in quel bisogno che ognuno di noi ha, malgrado viva la sua solitudine, di sentirsi parte di qualcosa, di qualcuno.

    E’ forse un attimo, impercettibile, una sensazione che comunque non lascia spazio ad equivoci, il calore di una mano, o lo sguardo di chi ti ama vuol dire che non c’è l’abbandono, vuol dire che malgrado tutto, non si è da soli ad affrontare l’imponderabile.

    Mio padre è morto proprio mentre stavo per andare a trovarlo in ospedale, ero lì nel corridoio a pochi metri la lui. Poi, quando sono entrato, ho preso la sua mano ancora calda tra le mie e per la prima volta in vita mia l’ho sentito. Non sono abbastanza credente da pensare a cose ultraterrene, ma penso invece che la sua anima, magari ancora lì, in qualche modo mi abbia sentito. Non era da solo!

    Come ho scritto a Ventolino, la condivisione è un atto di fiducia, non importa se avviene subito o un po’ per volta, ma perché ci sia deve esserci la volontà di capire e di farsi capire, proprio perché noi non siamo un’isola felice e solitaria, ma qualcosa che fa parte di “qualcosa” più grande, l’insieme di tutti noi. Nessuna realtà può essere scardinata o violata, indubbiamente, ma per fare parte di altre realtà, deve esserci uno sforzo comune, altrimenti come ho già detto, è tempo perso.

    Quel “prima” che è una realtà consolidata, deve poter diventare l’anticamera di quel “dopo”.

    E poi… sottoscrivo ciò che tu hai scritto, parola per parola.

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  15. Maddai Calo, è solo un pensiero buttato lì, ma la cosa più bella è che faccia pensare, che si sia d’accordo oppure no. Ma vedo che la fiducia è alla base di tutto.

    Ciao e buon fine settimana anche a te. 🙂

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  16. Grazie Laura, così mi confondi mannaggia. 🙂

    Però prendo gli applausi e li tengo stretti stretti, grazie grazie, grazie.

    Ciao, buona serata e buon fine settimana anche a te.

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  17. Tanto per dire…ma dici una cosa importante e vera. Non è facile, ma importante accettare il prima delle persone, altrimenti non ci può essere un dopo, oppure e meglio lascire.
    Il disegno è bellissimo, un Oops! colorato, un inevitabile che vuole colpire e colorare..la vita del quale si accetta il primo? Perchè no!

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  18. rosy

    Hola Arthur ho letto ora il tuo commento …maddai davvero mi mandi il tuo “OopSS”?? Mi faresti un Grande dono ..grazzzie moltissimo !!! scappo a prepare il pasto …;)

    a dopo :)))

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  19. rosy

    @ Ale
    “L’amicizia è una preziosa carezza di cui non puoi fare a meno” grande verità questa ! e come scrivi tu,ti accorgi quanto sia tanto importante nel momento che ti viene a mancare .
    Felice di rileggerti Alessandra ^___^

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  20. @ Fulvialuna1: beh, quel tanto per dire era in effetti provocatorio. E’ comunque difficile accettare il passato delle persone, se questo passato potrebbe in qualche modo condizionarci il futuro, ma è inevitabile, altrimenti da cosa si comincia? 🙂

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  21. Sì cara Rosy, appena ho un attimo te lo mando e per quanto riguarda Alessandra… hai visto che ha postato un articolo nuovo?

    Mannaggia quella ragazza!!! 🙂

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  22. Così, tanto per infilarmi nel discorso, seppure a tarda ora! E’ difficile entrare nella vita di un’altra persona se della stessa conosci pochi momenti condivisi in modo circoscritto senza sapere cosa le capita giorno per giorno. E’ ovvio che quando la si incontra, si cerca di parlare per sommi capi senza arrivare a sciorinare tutte le vicende, anche spiacevoli, che le sono capitate, altrimenti si potrebbe diventare lamentosi ergo, noiosi per l’altro. La vita và come cammina, a modo suo, “motu proprio” quindi, se non si conoscono tanti aspetti e vicende dell’altro, bisogna, a mio parere, solo aspettare momenti migliori e sperare di ritrovarsi quando la tempesta per l’uno o per l’altro è passata.
    Ps.Spero che nel frattempo l’ottima zucca di Ventolino abbia avuto miglior sorte,tipo, che ne so, un piatto di tortelli ripieni di zucca e amaretti con salvia e crema di emmental? Perchè no! Un saluto !!

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  23. Cara Carlotta, hai detto delle grandi verità, la vita cammina a modo suo e a noi non resta che assecondarla.

    Dici che Ventolino ha fatto i tortelli di zucca? No, non ci credo. 🙂

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  24. Arthur, dovresti seriamente considerare l’idea di una mostra dei tuoi piu’ bei “graffi”… Questo “OOPS!!!” e’ fenomenale! Complimenti zietto 🙂

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