Scusa, c’ho un amico al telefono!

Primavera_a-om

L’altro ieri seduto al tavolo di un bar in un centro commerciale, mi gustavo un buon piatto di tonnarelli al ragù e nel frattempo, tra una forchettata e l’altra, mi guardavo intorno. Sono un inguaribile curioso lo ammetto, mi piace guardare le persone, penso che ognuna a modo suo racconti una storia e riuscire a vederla anche solo di sfuggita mi fa sentire un po’ più partecipe di una vita comune che spesso arriva, passa e va altrove, ahimè.

Ma dicevo, mi guardavo intorno, c’erano parecchi giovani che mangiavano pizzette, patatine e panini, ma anche persone un po’ meno giovani e anziani in coppia e copie di amici e tutti, guarda caso, chi più o chi meno, con una cosa in comune, un telefonino in mano, sul tavolo o a portata di mano in una borsa aperta sulla sedia.

La cosa curiosa era che alcuni, tra un morso e l’altro, malgrado fossero uno di fronte all’altro, anziché parlare tra di loro, stavano lì a messaggiare come se fosse l’unica cosa interessante da fare in quel momento.

Niente di strano direte, ma la cosa invece guardata da quell’angolazione, la mia, era ben strana davvero e, inutile dirlo, mi dava parecchio da pensare.

Mi è rimasta impressa una cosa che diceva sempre mia nonna e cioè che a tavola non s’invecchia, è un momento d’incontro dove si scambiano anche delle parole, e quel “non s’invecchia” stava a significare che l’occasione non andava persa, anzi, tutt’altro.

Ma per tanti non era così a quanto pare e allora una domanda mi sorge spontanea, che senso ha andare a mangiare con qualcuno se poi, quel qualcuno, diventava trasparente e poco importante? Direte, dall’altra parte del telefono qualcuno c’era comunque, ma allora vuoi mettere che era più importante il virtuale del reale lì a disposizione?

Sono un po’ provocatorio lo ammetto e magari esagero anche un pochetto ed essendo anch’io un tecnologico sfrenato ammetto pure che a volte il richiamo verso quello schermo super ammiccante con tutte quelle belle iconcine è irresistibile, ma non dovrebbe esserci un minimo di buon senso nell’uso soprattutto se si è in compagnia di altre persone che, magari, stanno lì come dei mammalucchi a guardare le nostre dita che alla rinfusa velocemente vanno su e giù per la tastiera?

Beh, credo proprio di sì, non vi pare?

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36 pensieri su “Scusa, c’ho un amico al telefono!

  1. Hai letto il mio post sul fumo? Con il telefonino, e non solo, la gente fa lo stesso ragionamento, “il mio non dà fastidio”. Quando io entro in un’aula dico subito ai discenti: “Il telefonino potete lasciarlo acceso, capisco chi ha i figli piccoli, chi ha i genitori malati, chi è in tensione per una questione qualsiasi, e io voglio che siate rilassati e attenti, non tesi tutti al momento in cui potrete andare a controllare se qualcuno vi ha chiamato: ma se ricevete una telefonata durante la lezione, prendete il cellulare e USCITE, perché non mi pare il caso che ci dobbbiamo tutti fermare per aspettare la fine della conversazione o, peggio ancora, che dobbiamo andare avanti col brusio di sottofondo: non m’importa quanto parliate piano, se volete parlare al telefono dovete USCIRE”.

    Per una cena, un incontro conviviale che sia, vale la stessa regola: o stai a tavola con gli altri OPPURE stai al telefono. Senza essere talebani, quando io sto a tavola e squilla il telefono rispondo, ma rispondo solo per comunicare che sto a pranzo/cena con altre persone e non posso stare, richiamerò il prima possibile.

    Stare a tavola insieme ad altri e parlare al cellulare ha un solo nome: maleducazione.

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  2. Concordo su tutto Sonia, il problema è: chi riuscirà a fermarla questa maleducazione dilagante visto che i telefoni imperversano sempre di più?

    Evvabè, la tecnologia!!! 🙂

    E ciao né! 🙂

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  3. Ma non è mica colpa dei telefoni! non sono loro che imperversano, sono oggetti inanimati, non sono dotati di libero arbitrio. è chi li usa in un modo smodato e maleducato che s è fatto lobotomizzare dalla tecnologia. che, detto tra noi, è stata creata lei per servire noi e non il contrario.
    quindi… per rispondere alla tua domanda. chi può fermare questa cosa è chi, ancora, insegnerà ai propri figli che “non ti smanetta il cellulare a tavola”. chi dirà al proprio compagno/a seduto davanti al bar “o metti giù quel telefono o te lo faccio ingoiare” o più diplomaticamente s alzerà e se ne andrà per la propria strada. chi avrà il buon senso di lasciarlo in borsa per il tempo dell aperitivo con l amico o con l amica… insomma… è sempre il solito discorso.
    chi vuole fa.
    mo sciorrboleeee..

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  4. Non mi piacciono molto queste nuove generazioni che non sanno stare insieme.
    Sarà che da adolescente quando uscivo con gli amici era un vero spasso, un gran divertimento e le risate non mancavano mai.
    Oggi i ragazzi sono troppo presi dalla tecnologia e dai cellulari.
    Telefonano, si collegano ad internet, messaggiano, fotografo e vogliamo mettere l’utilizzo di whatsApp?
    Insomma ovunque e comunque non si parla più e si comunica tramite ‘sti marchingegni che ti permettono di fare tutto e di più.
    Mia figlia ogni tanto ci prova, arriva a tavola e posa il cellulare vicino al piatto, in automatico comincia il mio brontolio, non sopporto il suo vibrare ad ogni sms che arriva.
    Allora esausta delle mie lamentele lo prende e lo posa altrove.
    E che diamine almeno a tavola stiamo in pace no???
    Dimmi un po’… conosci una buona tattica per allontanarli dal cellulare? Vietarli mi pare troppo, trovare una mezza via sarebbe l’ideale!

    Aggiungo che non credo sia una questione di maleducazione, piuttosto di educazione.
    Ci sono genitori che permettono ai propri figli di stare a tavola di un ristorante a tre anni con i tablet davanti al naso, così stanno belli e buoni e si distraggono mentre guardano un cartone animato, poi è inutile lamentarsi se da adolescenti si trastullano con il cellulare quando sono in compagnia.

    Buona serata Arthur… un mega sorriso per te.

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  5. Perdona gli errori che noto ora rileggendomi ma ti ho scritto il commento velocissimamente fra una telefonata e l’altra..
    Mannaggia di una mannaggiosa!!!!

    Ps….indovina dove sono…Te lo dico domani!!!

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  6. Solo poche parole… detesto quando qualcuno ignora le altre persone per tampinare sul cellulare, trovo che sia una grande maleducazione e soprattutto un perdere contatto con la realtà!!
    Buona notte, Pat

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  7. non esageri affatto, sono del tutto d’accordo con te, assolutamente. A casa mia, quando si mangia, nemmeno la tv lasciata accesa in sala è ammessa e ovviamente in cucina non c’è. Anche io sono tecnologica sfrenata ma esiste il rispetto per le persone che hai davanti. Siamo in minoranza cmq, sappilo 😦

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  8. Sì certo Sonia, i telefonini sono innocenti, ma fino ad un certo punto, se fossero meno ammiccanti magari… Beh, scherzo ovviamente. Comunque la gente sembra impazzita, sempre più spesso per esempio vedo nei centri commerciali persone che girano con il tablet in mano, neanche dovessero fare chissà cosa, poi ci sono quelli che hanno l’auricolare sempre fisso nelle orecchie, (mannaggia, chissà quante telefonate… 🙂 ) insomma, c’è un uso sconsiderato di questa tecnologia secondo me e te lo dice uno che la tecnologia la usa e tanto anche.

    Poi certi insegnamenti dovrebbero esserci nelle famiglie, parte tutto da lì. 🙂

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  9. Calo

    Una volta qualcuno mi disse “quello che ti resta negli occhi e nel cuore ti aiuterà a crescere”…
    Sono contenta di essere cresciuta così, come chi sa ancora emozionarsi dinanzi ai suoni, ai colori, alle persone e alla quotidianità di questo nostro mondo seppur tecnologico!!
    Se solo ci rendessimo conto di quanto gli abusi tecnologici stanno minando e immiserendo la nostra capacità relazionale… forse correrremmo ai ripari.
    Ciao, buona serata.

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  10. Sì, concordo con te Alessandra, più che di maleducazione è questione di educazione, tanti genitori demandano a questa tecnologia il compito di occuparsi dei loro figli, per cui capita spesso nei ristoranti vedere dei bambini piccolissimi attaccati oggi ad un tablet, ieri ad un video gioco e a casa magari alla televisione, e non ci si rende conto che il rischio è di tirar su dei figli che scambiano il reale con il virtuale, senza contare che i rapporti si snaturano, si sviliscono, il gioco diventa l’unica vera alternativa, al di sopra anche degli affetti.

    A volte mi capita di guardare situazioni del genere, ma quello che mi lascia più perplesso è l’indifferenza dei genitori, ma come si dice, ogni testa è un tribunale, nel senso che ognuno è artefice della propria vita e quindi, pace.

    Sai una cosa che ricordo con più tenerezza e piacere quale è? I racconti dei grandi quand’ero piccolo, non ero mai sazio, erano discorsi che magari si ripetevano tante volte, ma mi affascinavano lo stesso, mio padre, mio zio, mio nonno, una fonte inesauribile di storie di vita.

    Ed è così che sono nati tanti dei miei personaggi, Nonno Archimede tra tutti. 😉

    Per quanto riguarda l’auricolare, sì, io lo uso ma solo in macchina, detesto le persone che vanno in giro per strada con l’auricolare, sono ridicoli se non parlano al telefono.

    Io ho un idraulico che quando arriva, lui e due dei suoi operai, ha sempre l’auricolare attaccato all’orecchio, con un’altra cosa in comune tutti e tre, i capelli impomatati, con il gel.

    Sono bravissimi professionalmente parlando, ma quanto sono ridicoli!!! 😆

    Vabbè, un mega sorriso più tutte quelle cose che hai elencato anche pittia.

    Buona serata. 🙂

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  11. @ Fulvialuna: è una regola che vige anche in casa mia, anzi, ti dirò di più, ho l’abitudine di tenerlo con il vibrato, senza suoneria, per cui a casa quando arrivo lo poso sul tavolino del salotto e lì resta per tutta la serata.

    Ogni tanto vado a vedere se ci sono novità, mai quando mangio, mai quando sono in compagnia. 🙂

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  12. Credo che diventi un riflesso incondizionato Patrizia, a volte non ci rende conto che l’occhio va sempre lì, o almeno è quello che penso quando vedo certe persone che ogni due minuti lo guardano come se fossero in attesa di qualcosa d’importante.

    Evvabè, ciao Patrizia, buona serata. 🙂

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  13. No cara Ventolino, non c’è qualcosa che non va nell’essere umano, diciamo che a volte si fa a gara per trovare il modo migliore per non comunicare per nulla.
    D’altronde è molto più facile avere a che fare con un oggetto inanimato più tosto che con le persone in carne e ossa.
    E’ questo che non va e tutta questa tecnologia, e lo dico mio malgrado, è lì che ci sta portando, verso dei modelli che nella sostanza sono rilegati in un ambito ristrettissimo, noi senza rendercene conto, l’unica cosa che comunichiamo è la nostra vanità, ma nella solitudine più assoluta.

    Sai perché non mi sono mai scritto su FB? Proprio per questo, il mordi e fuggi non mi è mai interessato, non a caso ho aperto un blog.

    Ciao Venticello, buona serata.

    A proposito, quando è che parti? 🙂

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  14. @ Agane: conosco persone che la tv in cucina ce l’hanno accesa tutto i giorno, dicono che fa compagnia, sarà vero? 🙂

    No, non credo, poi mangiare con la televisione accesa è il massimo, l’incomunicabilità assoluta. 😉

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  15. Wow Calo, l’ho appena scritto a Alessandra, il ricordo più bello della mia vita sono i discorsi e i racconti dei grandi quand’ero piccolo, senza contare che ne ha beneficiato la mia fantasia. Bellissimo davvero.

    Di cosa si parla oggi con i ragazzi? Beh, non con tutti ovviamente.

    Ciao carissima, buona serata a te. 🙂

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  16. laurapozzani

    Condivido in pieno tutto quello che hai detto caro Arthur, anche nelle tue risposte agli amici qui sopra riguardo l’educazione: purtroppo vedo anch’io come i bambini siano sempre più spinti a far uso esagerato della tecnologia, a otto anni si regala loro lo smatphone per la prima Comunione, sigh!! ai miei tempi ti regalavano una medaglietta con l’effige della Madonna o dell’Angelo custode… invece persino la religione non conta niente, l’importante è che il figlio sia “un passo avanti agli altri” e non si accorgono che stanno allevando dei mostri… a scuola non riescono a mettere insieme una frase di senso compiuto e hanno grosse difficoltà a relazionarsi tra loro e con gli insegnanti e questo solo per dire due parole… ci sarebbe da dilungarsi molto di più. Scusa lo sfogo, come insegnante sono di parte… la tecnologia la uso anch’io ma ne temo la dipendenza.
    Un caro saluto e un abbraccio.
    P.S. Mi è molto piaciuto l’inizio del tuo post, sul tuo modo di guardare le persone … lo faccio spesso anch’io, siamo in sintonia anche su questo 😉

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  17. Io sono quella che penso positivo che non riesce a rovinate tutto. Lo so che forse sbaglio ma in ogni cosa che facciamo c’è sempre il rovescio della medaglia. Pensa te, internet era candidato al premio Nobel per la pace
    Questo significa che i propositi erano buoni….noi abbiamo reso questo strumento di un disgusto senza pari…
    Non trovi?

    E anche Einstein si pentì amaramente..
    Ció che l’essere umano ha è la sua positività, come te …forse è questo che ti fa sentire la vita una meravigliosa passeggiata tra cielo e mare.
    E tu sei stato positivo. Sempre.

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  18. Camminando per la strada incontro sempre più gente che sta parlando al cellulare, Possibile che debbano telefonare continuamente??? Ormai è diventato un accessorio indispensabile, magari magari senza lavatrice( indispensabile per me) ma il telefonino guai se non c’è!! Io non ho figli, ma giusto un paio di ghuiorni fa era una bellissima gfiornata di sole , neanche tanto fredda e un’amica mi ha chiesto di fare una camminata a… passo veloce dopo pranzo, Ho accettato con piacere , mi muovo poco in questo periodo,nonostante il tapis roulant , che da un po’ fa solo arredamento, e nonostante sia sempre in piedi. Nell’ora di marcia la persona con la qule sono uscita, è stata più di mezz’ora al cellulare per rispondere a chiamte varie , chiacchierando! Si è poi scusata,ma la prossima passeggiata , la farò da sola ! Sarò “strana” ma mi è sembrato scortese da parte sua interrompere quello che stavano dicendo per chiacchierare ..altrove per svariati minuti. 🙂
    opppss ..ho gente in negozio ..ci si sente Un abbraccione a dopo :)))

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  19. LauraDesign

    ” Buon senso” parole ormai sconosciute a molte.. troppe persone ! La cosa peggiore è quando lo usano mentre sono alla guida …

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  20. Ammappete ,quanti errori ho fatto nel mio commento, scusami !! Stamattina continuava ad arrivare gente mentre lo scrivevo e l’ho scritto a puntate , senza rileggerlo. 🙂 Ritornando all’uso del cellulare,ora ci sono sempre più persone che entrano in negozio per comprare e nell’incertezza della scelta fanno una foto dell’oggetto mentre telefonano a casa…beh se è così che dev’essere mi anche bene , l’importante è che comprino!( sorrido ) . Dopo la scomparsa di mia mamma , ora personalmente
    sto usando pochissimo il telefonino, e mi sto accorgendo che la cosa non è affatto negativa anche perchè le persone che frequento tutti i giorni mi chiamano solitamente a casa. :))

    Un abbraccio notturno , vista l’ora tarda 🙂

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  21. E’ bello avere in comune questa curiosità verso le persone, vuol dire secondo me sensibilità e tu di mostri sempre di averne tanta.

    Concordo comunque su sul fatto che questa gara inutile verso la cosa più griffata da regalare ai bambini è ridicola, ma tant’è che è così purtroppo, spero seoltanto che come contro partita ci sia dell’equilibrio, cioè insegnare che certi valori vanno rispettati.

    Ciao Laura, buon pranzo vista l’ora. :-9

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  22. sì cara Ventolino, siamo sempre noi che in genere roviniamo tutto, ma giusto per seguire il tuo commento (grazie per le tue parole pimmia… 🙂 ), non è tutto da buttare via, anzi, diciamo che l’importante è non perdere di vista gli obiettivi (positivi), per cui il resto conta ben poco.

    ‘zie! 🙂

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  23. Mi hai fatto ridere Rosy riguardo alla tua amica, certo, non si può dire che sia stata molto di compagnia, ma tant’è che è così con certe persone, per cui fai bene la proisima volta ad andare a camminare da sola,

    Io quando esco a fare i miei 12.000 passi serali, a volte capita che li faccia in compagnia di qualche amica al telefono, ma sono da solo, per cui non faccio male a nessuno. Ma vuoi mettere che si stava meglio quando si stava peggio?

    Beh, ogni tanto il dubbio mi viene mannaggia. 🙂

    Ciao Rosy, buona giornata.

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  24. Anche io mi lamento, ma cerco anche di non generalizzare. Caso 1: ho un’amica che vedo poche volte all’anno, e quando ci vediamo, lei spesso sta al telefono, scrive, cerca, a volte telefona addirittura, cerca di ridere con me di quello che legge, ma senza raccontarmelo, a volte mi spiega però i retroscena della telefonata, che a me non fanno ridere: ero uscita per stare con lei, lei non riesce a rinunciare a colleghi e amici che vede tutti i giorni, sta con loro anche se davanti a lei (ma oltre il cellulare) ci sono io. Caso 2: ho un’amica che vedo poche volte all’anno, ma ci sentiamo più spesso, lei e il suo ragazzo sono piccioncini, si mandano mille messaggi al giorno, quando ci vediamo so già che più volte controllerà il cellulare per uno scambio di messaggio del genere “io sono a cena con la mia amica, tu cosa fai?” e dopo “io e la mia amica abbiamo finito di cenare, tu cosa fai?”: convinvono, e quando non sono insieme sentono la mancanza l’uno dell’altra, si cercano, io non sono di troppo né assente, sono lì che ridacchio e li prendo in giro (lui non lo sa che li prendo in giro, solo lei). Caso 3: anche io ho uno smartphone, sono mail dipendente, ma riesco a non controllare le mail se sono con qualcuno, faccio come se avessi ancora solo un computer fisso, se sono fuori casa “non ci sono” (stessa cosa per il cellulare=telefono fisso), ma a volte se mi trovo con qualcuna di queste amiche che a loro volta hanno uno smartphone e con cui ci sentiamo più o meno spesso, ma non ad ogni soffio di vento, quando ci vediamo ci mostriamo qualcosa sul cellulare (foto, video, mail o messaggi particolari): è come stare a casa e mostrare l’album di nozze alla zia in visita, solo più divertente). Caso 4: ho un’amica che vedo spesso e quando ci vediamo, siccome stare con lei è quasi come stare con me stessa, possiamo anche passare del tempo sui nostri rispettivi cellulari (è come andare già in due scuole diverse, ma continuare a vedersi a casa di una o dell’altra per fare i compiti assieme, per stare assieme anche se i compiti sono diversi).
    E i casi potrebbero aumentare. Cerco di non generalizzare e mi limito a lamentarmi se succede a me che qualcuno mi ignori per dedicarsi al telefono, ma se vedo che lo fanno altri, e vedo che non c’è uno dei due (o uno del gruppo) che non è al telefono, che si annoia, che si sente escluso, allora naturalmente non ci vedo nulla di male. Mi piace pensare che, quando noi non le vediamo, queste persone sappiano comunicare l’una con l’altra, stare assieme, godersi un momento assieme. E mi piace vedere il lato positivo di questi smartphone e di questa “moda”: a volte per lavoro o per altri motivi ci ritroviam a pranzare con persone alle quali non sapremo cosa dire, con le quali si crea una situazione imbarazzante che purtroppo non si può evitare, e un tempo si passavano ore terribili di disagio (io, timida, quand’ero una ragazzina soffrivo come un canne ma non avevo il diritto di sottrarmi), almeno grazie al telefono, non si creerà un’amicizia (forzata o meno) ma nemmeno si passerà l’ora più brutta e lunga della propria vita.

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  25. beh non c’ero in giro io allora! l’unica che ha il telefono in borsa e rimane li a vita.. perché sono l’unica che non lo guarda mai.. che “lo usa” senza suoneria!! ‘nnaggia 😛 tra l’altro faccio parte della schiera dei mammalucchi, come li hai definiti te, che si imbambola nei propri pensieri.. che fissa un punto pur di non guardare quello smartphone e le dita che scorrono su di esso.. argh che nervi quando quell’aggeggio prende il tuo posto! -___-”
    Salvo però le rare volte in cui mi rompo talmente tanto che se al tavolo siamo in 5 e in 4 hanno il telefono in mano allora pure io lo tiro fuori e faccio finta di usarlo.. ribollendo tra me e me pensando “ma chi me l’ha fatto fare di uscire.. potevo stare a casa mia e usare il mio telefono in santa pace!”
    che tristezza.. che amarezza… :mrgreen:

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  26. Ma pensa te, Lely, chissà come mai credevo che tu e il tuo smartphone foste la stessa cosa, mannaggia, mi ero sbagliato? 🙂

    Dai scherzo lo sai, ma adesso che mi hai detto queste cose, ti faccio mettere da qualcuno un piccolo cip satellitare, così quando sparisci so dove rintracciarti.
    Hahahahahaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa… 😆

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  27. Ma.. non hai tutti i torti… prima quando ho avuto il “problemino” era diventato una cosa sola con me… perché mi permetteva di stare in contatto con gli altri.. cosa che non potevo fare nelle mie condizioni… poi va beh c’erano le volte in cui pure lui non era efficente…
    Adesso che sto bene lui è tornato a occupare l’ultimo gradino della mia scala priorità!!
    Oh bella allora terrò acceso il gps! haahahaha

    Un abbraccio
    Lely

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  28. @ Diemme: lo so, sono imperdonabile, mi cospargo il capo di cenere, anzi, che dico, mi cospargo tutto di cenere, dippiù dippiù, sperando che almeno così potrai perdonarmi per non aver risposto al tuo commento, ma sai com’è, il tempo, bla bla bla, anzi, com’è? Sai in toscana hanno l’abitudine di chiedere sempre com’è?

    Ma sì che lo sai, c’ho fatto un post e io so che anche se non sembra tu non te ne perdi uno di miei post, sì, sì, lo so e non negarlo. 🙂

    Vabbè, non cerco scuse, non ce ne sono, ma torniamo a noi. Sì, hai ragione, telefonare mentre si è a tavola con altre persone è da maleducati, è un’indubbia mancanza di rispetto ma oggi il rispetto cos’è? Le persone, tante, troppe, vivono come in un mondo loro, tutto gli scivola addosso, gli altri esistono se solo ne traggono un vantaggio e senza voler essere catastrofico a tutti i costi, credo che si vada verso una generazione che ha perso di vista la più elementare delle regole, considerare il prossimo come un suo pari, ma costa fatica farlo, perché significa fermarsi un attimo e ragionare con quella cosa che batte e proprio per questo si emoziona, il cuore.

    Giovani, meno giovani e meno giovane ancora e allora succede quel che ho raccontato, l’altro diventa all’occorrenza trasparente, non esiste più, che sia un attimo, che siano minuti, non importa, ma è bruttissimo arrivare a questo.

    Nella mia lettera a Babbo Natale, alla Befana (ricordi), sempre lei, sempre la stessa, perché le cose non cambiano, scrivo proprio di questo, “camminare per strada e sentirmi dire dalla gente che passa felice e sorridente buon giorno, contenta d’esserci per iniziare assieme una nuova, bella giornata.”
    Pensa che bello sarebbe e allora sì che i telefonini non avrebbero più senso.

    Grazie per aver atteso così tanto, ma sai com’è, anzi, com’è? 🙂

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