E secondo voi?

Parlando con un’amica l’altra sera ho scoperto che ha un rapporto molto libero con suo figlio, nel senso che lui entra e esce di casa senza dirle mai nulla e quindi senza che lei se ne accorga, tant’è che alle volte per sapere se c’è deve andare a bussare alla sua porta.

Oh caspita, le ho detto, ma come, non ti saluta prima di uscire? Niente abbracci? Nemmeno un bacio?

Nooooo, mi risponde lei convinta, certe smancerie in casa mia sono bandite.

Oopsss!!! (Sorrido, direbbe Alessandra!)

Oh caspiterina, mi sono detto, come è possibile? E già, io vengo da una famiglia dove l’abbraccio, il bacio, o quanto meno il saluto era ed è un’abitudine consolidata, diciamo “normale amministrazione”, per usare un termine terra terra e comunque sia, non sono mai uscito di casa dei miei senza salutare, senza dal loro un bacio o soltanto un abbraccio, e così è sempre stato nella mia vita privata.

Ma d’altronde è uguale con mio fratello, con mia sorella, con i miei nipoti e, udite udite, con i miei amici più cari e se venisse meno, mi sembrerebbe mancasse qualcosa.

Non ritengo siano delle smancerie inutili, anzi, fa parte secondo me di quel senso di accoglienza che non può mancare in un rapporto familiare, ma anche tra amici intimi con i quali si condivide buona parte della propria vita, è quel contatto fisico che in qualche modo suggella una condivisione diversa dalle altre.

Nessuna intimità negata quindi, anzi, un’apertura a un dialogo che si affida ai gesti oltre che alla parola, per niente trascurabile secondo me, ma è ovviamente un mio pensiero.

E voi che fate?

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39 pensieri su “E secondo voi?

  1. liberadidire79

    A casa dei miei….io salutavo sempre…e non sempre ricevevo risposta…
    a casa mia il 4enne non esce mai solo, ovviamente, ma quando va via/rientra o con me o con il padre saluta con un bacio chi rimane a casa.
    Cercherò di far mantenere questa abitudine….sicuramente il saluto lo pretendo.

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  2. ti dirò.. tutto ciò mi “perplime”. nel senso che pur essendo maggiorenne e vaccinata da qualche anno, quando ero a casa con mia madre, magari non erano baci e abbracci ogni volta che uscivo, ma il “ciao mamma, esco vado da tizia… o presso caio” c era sempre. addirittura, se non c era nessuno in casa, lasciavo il biglietto sul tavolo dicendo dove stavo (magari prima dell avvento del cellulare).
    più che mancanza di fisicità o di affettuosità mi pare proprio mancanza di educazione… una cosa tipo “questa casa non è un albergo”. ma poi ognuno dentro del proprio uscio fa ciò che vuole.

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  3. Secondo me la famiglia della tua amica è molto strana. Mai nessuno che io conosca è uscito dalla propria casa senza salutare, almeno con un ciao, chi rimaneva. Se mio figlio, lo avessi, facesse una cosa simile, se ne andasse senza dire nulla, ti assicuro che lo farebbe una sola volta. Io poi sono una baciosa 😘😘 bacio quando arrivo e quando me ne vado, marito, sorelle, nipoti, amici, insomma tutti. Da bambina e anche da grandicella, davo un bacio ai miei genitori perfino prima di andare a dormire, pensa a po’ tu!!!
    Ciao e per rimanere in tema un bacio 😘
    Marta

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  4. Beh, Mari, mi hai fatto ridere pensando al “4enne non esce mai solo” e ci mancherebbe aggiungo.

    A parte gli scherzi, fai bene a insistere nell’abitudine se non al bacio al saluto, tra l’altro da soddisfazione, nel senso che ci si sente meno trasparenti. 🙂

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  5. Ma sai Sonia, il problema non credo sia l’educazione, ma piuttosto l’abitudine a fare in un certo modo, so che il figlio di questa mia amica ha molto rispetto per la madre, ma per queste cose si comporta così. Non ho chiesto alla madre una cosa, se anche lei quando esce fa la stessa cosa e nel caso tutto diventa comprensibile.

    L’abitudine è una brutta abitudine. 🙂

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  6. E allora Marta siamo in due baciosi, io ovviamente essendo un uomo un po’ meno di te, ma anch’io quando andavo a trovare mia mamma la sera che abitava ormai vecchietta con la sua badante, le davo un bacio all’arrivo e un bacio all’uscita, e non era raro che l’abbracciasi anche.
    E quando lo facevo, i suoi occhi erano tutto un brillare di gioia.

    E sì, l’accoglienza, un bene raro che rende felici.

    Un bacione anche a te. 🙂

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  7. Arthur leggendo il tuo post , mi è venuta in mente Alessandra quando scriveva che pure lei ha un figlio che entra e esce a piacimento senza avvisare :)) ( perdonami il paragone , ma l’Ale è sovente nei miei pensieri , sorrido ) . Beh, ne avevo già accennato precedentemente in un altro post , in casa nostra non siamo mai stati baciosi. Nonostante ci volessimo tanto bene, c’è sempre stata quella “strana” forma di timidezza, diciamo quasi di pudore a scambiarci effusioni. Solo quando uno di noi andava via per qualche tempo ci si abbracciava o baciava. Riguardo all’andare e venire da casa senza avvisare, qualche volta è successo anche a me , ma solo perchè sapevo di tornare entro breve tempo e perchè andavo vicinissimo a casa . Per quanto mi riguarda io invece, saluto spesso con baci sulle guance le persone amiche , lo trovo bello e una prova di stima .. ebbene si, sono una baciona abbracciosa ah ah ah ah
    Notte notte Arthur …e bacio bacio
    :)))

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  8. Quando non bacio/abbraccio chi sto lasciando, vuol dire che c’è stata una discussione e che sono davvero alterata. Ma anche in quel caso un “ciao” rabbioso esce dalla mia bocca. Altrimenti tutta affettuosità e dolcezze. Quando avevo l’acquario, salutavo persino i pesci. Perciò, anche per me è una strana abitudine non salutare nemmeno quando si esce di casa…bah.

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  9. In un caso come questo non credo che si possa parlare di libertà tra genitori e figli, ma di totale mancanza del senso di famiglia e del buon e “normale” convivere in genere, e perchè no di educazione nel senso più generale del termine, io credo che tralasciando i bacini e bacetti che sono legati alle personali abitudini delle persone che esistano mille modi per dare un senso alla convivenza ed al senso di famiglia, fossanche solo uno striminzito “Ciao neh!”, non oso pensare cosa sarà dei figli di quel figlio e così via verso le generazioni future, quali valori saranno capaci di tramandare, mi chiedo dove quel figlio andrà a ricercare le cose che non ha ottenuto e/o probabilmente voluto e ricercato in famiglia, dove andrà e da chi a ricercare quelle normalissime regole affettive che solo la famiglia sa e può dare, se l’imprinting dell’affetto primario non c’è nella famiglia sicuramente non lo troverà nella scuola, sicuramente non lo troverà nella società, e probabilmente neanche nelle eventuali amicizie, perchè se l’esempio ricevuto e l’atteggiamento tenuto (quello che conta e ti forrma) è quello non oso pensare a quale tipo di amicizia ci si possa in qualche modo affidare, una mancanza di scuola e di apprendimento degli affetti che secondo me segnerà il futuro di tutte quelle persone, che senso di solitudine..
    Ammazzete…. mi sento più vecchio di Matusalemme ad esprimere certi concetti in questo modo, ma così la penso e la vedo…
    Ciaooo neh!

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  10. Conoscendoti un po’ penso proprio che tu abbia queste abitudini Patrizia, perché insisto, è di abitudini che si tratta in effetti, null’altro. 🙂

    ‘notte!

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  11. No Rosy, non è Alessandra l’amica in questione, ma il fato che lo faccia anche suo figlio (non lo ricordavo), probabilmente vuol dire che in fondo è solo una questione di abitudine o magari di timidezza nei confronti di un certo tipo di effusioni che, appunto, a torto secondo me, vengono scambiate come smancerie.

    ‘notte e bacio ovviamente. 🙂

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  12. Vedo che anche tu la consideri un’abitudine Anthea (posso chiamarti così?) e aggiungo, come ho detto a Rosy, forse una forma di timidezza nei confronti dei rapporti dove c’è un contatto fisico e in questo senso ne ho conosciuto parecchie di persone che avevano questa sorta di pudore.
    Anch’io come te la ritengo strana la cosa, beh, forse i pesci non è il caso… 🙂

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  13. Sono assolutamente sulla tua stessa lunghezza d’onda Alan, ma porrei piuttosto il punto su un aspetto non trascurabile, cioè una sorta di pudore nel manifestare la propria affettività con manifestazioni che comportino fisicamente uno scambio reciproco, capita alle volte che i figli magari crescendo si “ritraggano” da certe effusioni che, se non coltivate, finiscono con il passare in secondo piano.

    Concepisco, come ho scritto, il saluto – anche con tutti gli annessi e connessi se ci sono – un’accoglienza, anche il più sbrigativo, anche il più distratto, non entro mai in ufficio senza aver salutato le persone che ci lavorano, e a meno che non sia quel giorno di cattivo umore, ci aggiungo anche un sorriso e vedo che la cosa ha degli effetti positivi, perché per un attimo io mi sono accorto di loro e loro di me.
    Cosa c’è di più bello? 🙂

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  14. Non credo che sia questione di sola abitidine, ma di comunicazione tra genitori e figli. Una comunicazione che fa sentire più tranquilli i genitori e nello stesso tempo instaura un dialogo basato sulla sincerità. Eh si, perchè spesso ci sono figli che dicono “vado nel tal posto” sapendo che i genitori sono d’accordo e poi invece sono da tutt’altra parte. Invece il salutarece dire ai miei genitori dove andavo e con chi andavo ha fatto sì che si sia instaurato un dialogo sempre aperto e basato sulla sinceritá e sulla fiducia che poi i miei genitori sapevano ben riposta. Ancora adesso nonostante la.mia età e nonostante non viva più con loro da um bel po’ di anni, se mi allontano da casa anche solo pet una giornata intera, loro lo sanno e questo per comunicare loro anche semplicemente che in quella giornata se hanno necessità di qualche cosa non mi troveranno e quindi si dovranno rivolgere a una delle altre due figlie direttamente. Ho scritto velocemente, sto andando di fretta, ma spero di essermi spiegata in maniera comprensibile. Buona giornata. Pat

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  15. Sì hai ragione Patrizia, è anche una questione di comunicazione tra genitori e figli, le tue stesse abitudini le ho conservate anch’io fino a che vivevano i miei genitori, è anche una questione di metodo, ecco perché parlo di abitudine, probabilmente per qualcun altro nei rapporti le cose più importanti sono altre, o magari hanno un approccio diverso con questo tipo di comunicazione, che io rispetto in ogni caso ed è giusto che sia così.

    Ciao carissima, buona giornata anche a te. 🙂

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  16. Calo

    Inizio col dire che io sono così: mi dai un dito… e mi prendo tutto l’abbraccio.
    L’abbraccio è accoglienza, è apertura, è fare spazio nel tuo spazio… Sono cresciuta tra gli abbracci e per me sono il gesto più naturale per salutare chi mi è caro.
    Ci sono poi i baci, i sorrisi… ma per me il valore di un abbraccio è ineguagliabile, è come dire “ti voglio bene” non solo a parole, ma col calore di una stretta che la pelle percepisce davvero.

    Anche per questo a volte mi son sentita un’extraterrestre di fronte a situazioni tipo quella che hai descritto… Io ho sempre salutato i miei così: un bacio, un abbraccio e ” Ciao ma’/pa’. Ti voglio bene. Che Dio ti benedica”.
    E anche adesso che papà non c’è più… la sera continuo a salutarlo così e… il ricordo del suo abbraccio mi avvolge come il suo abbraccio.

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  17. Era solo un riferimento quello su Alessandra, ricordavo che l’ aveva accennato lei in un suo post . 🙂 Nell’ adolescenza è frequente trovare simili atteggamenti…nei confronti della famiglia hanno la mente sempre piena di idee varie, e le smancerie e i baci preferiscono spargerle fuori da casa :))
    ‘nottissima notte
    Bacetto :))

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  18. Non mi dici nulla di nuovo Calo, sei una Sicilianuzza come me, e tra l’altro non hai ancora come me abbandonato la Sicula terra, per cui certe manifestazioni affettuose sono da considerarsi la norma, normali insomma, fanno parte della nostra cultura.

    Sai che ogni tanto anch’io saluto i miei guardando una fotografia? 🙂

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  19. Erik

    Come già detto in passato ho vissuto in una famiglia particolare però uscire di casa senza nemmeno cenno mi sembrerebbe una mancanza di rispetto… e ti dirò non solamente verso le persone, genitori, ma verso l’intera umanità…
    detto questo credo che se le persone protagoniste condividono questo comportamento ciò possa non essere un problema, si tratta infondo di punti di vista…

    Di mio non mi “scandalizzo” purchè sia comportamenti dettati veramente dal nostro profondo, dal nostro essere, che ci rappresentano.. quello che non sopporto è i comportamenti “dal secondo fine”… specie maschili e adolescenziali… tipo: non ti do la mano, non ti abbraccio o non baci la mamma perchè altrimenti agli occhi degli altri sareisti un debole… di fatto questi comportamenti tipici sono proprio quelli delle persone deboli (io stesso li ho seguiti in prima persona) e da un pò di tempo cerco di starne lontano… se mi sento di abbracciare, abbraccio; se mi sento di tener per mano, tengo per mano; se mi sento di piangere, piango; e di certo non è affatto semplice cercare di essere liberi di essere noi stessi…

    Però preferisco un associale ma sincero che un finto cortese.

    ultimo punto su baci e abbracci… nell’era del “sesso libero” spero che gli adolescenti di oggi riescano a non perdere il sapore che un abbraccio e un bacio possono darti, sensazioni che ti restituiscono alla vita..

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  20. Hai detto una grande verità Erik, dobbiamo essere liberi di essere noi stessi. Per troppo tempo l’uomo, il maschio, doveva comportarsi in un certo modo, niente “smancerie”, niente manifestazioni che a torto erano relegate alle donne, come se appunto come giustamente hai scritto, fosse un segno di debolezza piangere, dare un bacio e soltanto abbracciare qualcuno. Ma al di là di tutto questo, che spero sia superato ormai, credo esista una sorta di pudore nel manifestare le proprie emotività, magari non per le remore che avevano i nostri padri, ma piuttosto per una mancanza di abitudine a farlo, ad approcciarsi in qualcosa che proprio perché poco conosciuto, mette a disagio.
    E’ quella che io chiamo la paura della fisicità, sia nel darla che nel riceverla.

    Ma a questo punto apriamo altri capitoli, ben più complessi.

    Sincerità sempre e comunque, credo sia il principio basilare dal quale no si può prescindere. 🙂

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  21. Caro Arthur, io faccio come te e la penso esattamente come te! Il contatto fisico, il saluto, la premura di una parola per le persone care sono cose che dovrebbero venire spontanee se si ha una certa sensibilità d’animo… c’è chi è un po’ più distaccato perché è stato educato così e chi lo è meno, ma rinunciare del tutto a queste attenzioni, che sono manifestazioni di affetto e di rispetto, mi sembra davvero una cosa triste e sbagliata. Non le trovo affatto smancerie! Mio padre era molto parco nelle sue manifestazioni d’affetto verso le figlie e io ne ho sofferto tanto.
    Detto questo… ti saluto con un grande e caldo abbraccio! 🙂

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  22. saluti e ancora saluti 😀
    A volte capita che alla mattina sono in uno stato pietoso e se per caso mi alzo prima del papy lui è il primo che mi saluta e mi guarda con i suoi occhioni aspettando il CIAOOOOO consueto e se per caso tarda ad arrivare è lui che mi desta dal sonno dicendo: “ma come non mi saluti?”
    queste sono le uniche mancanze che ho.. ovvero la mattina spesso carburo peggio di un disel! hahaha
    Per il resto sono sempre stata abituata a salutare e informare sui miei spostamenti; se per caso capita che io debba uscire quando i miei non ci sono per un impegno improvviso.. lascio il “pizzino” come lo chiama la mia amica sicula 😛 che più o meno recita sempre “sono uscita con XX perché YY torno alle ZZ, se riesco faccio anche JJ se non serve chiamatemi. un bacio a dopo Lely” poi ci sono le variazioni tipo “vi chiamo appena posso”, “vi chiamo mentre torno” ma il pizzino c’è sempre! è un must! guai uscire senza farlo.. mi sentirei come spoglia di qualcosa.. e spesso per il pizzino arrivo con qualche minuti di ritardo.. ma ci arrivo serena.
    Da me la frase “questa casa non è un albergo” penso che non sia mai stata proferita 😀
    E la notte non riesco ad andare a dormire senza aver coccolato un po’ la mia mamy… è un rito.. senza abbraccione e bacione non dormo! 😀
    Al papy tutte queste smancerie non piacciono.. o meglio fa sempre finta che le diano fastidio ma sotto sotto con la coda dell’occhio vedo che abbozza un sorriso credendo che io non lo veda 😛

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  23. Mamy e Babbo..tutto bello !Anch’io sono stata abituata così,ma al di là dell’educazione, del salutare prima di uscire, non ho mai avuto l’abitudine di profondermi in innumerevoli baci,feste e moine soprattutto per un’impostazione educativa basata sul pudore e senza smancerie Avevo l’obbligo ed il piacere di salutare quando uscivo e soprattutto dire dove andavo,con chi e quando tornavo.Mio figlio appartiene alla generazione delle ferree regole per se.Liceo classico ben portato avanti fino alla fine.Nessun cenno di contestazione od originalità neanche un tatuaggio.A detta degli adulti,serio e solido mentalmente,compassato e controllato, ma nemmeno un gesto che faccia pensare a quei”mammoni del sudd”,Colpa mia certamente ma forse anche perchè questa è la generazione di figli di separati che le regole se le sono fatte un pò da sè.Da biasimare comunque il figlio della tua amica ed anche la mamma!Bacissimi..quelli mi piace mandarne tanti .

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  24. E’ un po’ come dire che l’abitudine la fa da padrona cara Lely, ma nel senso più buono del termine, anch’io che sono un po’ più attempato di te, non avrei potuto fare a meno di dare un bacio a mia mamma quando l’andavo a trovare e lei ne era felice e mi ripagava sempre con un bel sorriso e con un abbraccio.

    Ma c’è chi ha pudore dei propri sentimenti e non lo critico per questo.

    E così la mattina carburi in ritardo?

    Mannaggia Lelyna, domani passo e ti do io la sveglia e guai a te se non rispondi prontamente al mio sorriso, mannaggia. 🙂

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  25. Sì Carlotta, credo anch’io si tratti di una forma di pudore, certe manifestazioni dove il corpo è “coinvolto” possono provocare imbarazzo, dipende dall’educazione ma anche da come si è cresciuti. Tu probabilmente sei molto pudica, stranamente dico, visto che le nostre origini, le mie e le tue sono abbastanza coincidenti, ma ripeto nulla di strano, io avevo uno zio che solo a guardarlo scappava la voglia di mettergli le braccia al collo, era serioso e molto riservato, carattere insomma.

    Per quanto riguarda tuo figlio hai ragione, la generazione dei figli di separati ha sempre delle riserve nel lasciarsi andare, ma so anche è il tuo è un figlio molto rispettoso della madre, intrattiene i tuoi ospiti quando fai le cene e fa gli onori di casa. Cosa di più?

    E sul fatto che di bacissimi ti piace mandarne tanti, già, è vero. 🙂

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  26. @Arthur: ti aspetto neh! 😛
    ebbene la maggior parte delle mattine mi alzo e solo dopo i miei minuti di pace e tranquillità sono pronta a partire per l’avventura.. poi ci sono i giorni in cui appena metto i piedi giù dal letto mi trasformo in taz e giro per casa come un ossessa ad arraffare roba che mi serve prima di uscire a sistemare questo e quello e saluto mentre passo da un locale all’altro e poi mi rimangono i pochi giorni in cui mi alzo e già sento il bisogno di abbracciare qualcuno… ma sono veramente pochi per cui la prima cosa che mi si dice è: “cosa c’è che non va’?”
    d’oh! -__-“

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  27. Taz è lui http://www.youtube.com/watch?v=c54SvkgQ04A
    :mrgreen: in pratica la mattina quando sono di fretta trottolo da tutte le parti (proprio come lui.. poi ho anche il momento di smarrimento della serie “cosa dovevo fare? mmm” perché a volte il cervello non è multitasking lo diventa dopo la dose di caffeina 😀 )… invece quando capita che prendo il treno prestissimo per non far troppo casino mi sposto in punta di piedi stile ladro di appartamento ma sempre alla taz! hahaha

    ho trovato anche la sigla!! 😀 hahaha

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  28. @Arthur: anche oggi ho fatto il mio spettacolo_Taz… 😀 e insolitamente sono riuscita ad arrivare 10 minuti prima dell’appuntamento!! A casa hanno gridato al miracolo 😀 😀
    Giuro che la pioggia di oggi non è colpa mia :mrgreen:

    Kiss
    Lely

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