* In silenzio.

Silenzio_a

Volevo cambiare post, scrivere cose importanti della vita, dell’amore, di gioie e di dolore, di aspettative mancate e ritrovate, persino di silenzi, insomma, di qualcosa che mi facesse pensare solo per un attimo che la strada che sto percorrendo non è solo a ostacoli, che il sorriso, quello che mi sveglia ogni mattino, è contagioso anche per gli altri, per chi pensa che il mondo sia tutto sulle sue spalle, per chi non ha tempo per soffermarsi e prendere respiro, per chi è così preso dall’essere se stesso, che non vede niente di diverso.

Avrei voluto cambiare post, ma il bisogno di mettere ordine in questi miei pensieri mi lascia al momento, come dire, un po’ disorientato, forse perché malgrado tutto ciò che ho capito della vita, ahimè, è assai ben poco e da un lato, anche se mi sorprende, mi da l’esatta dimensione di come siamo fragili e allo stesso tempo futili, perché ci perdiamo in cose assolutamente inconsistenti.

Vorrei poter cambiare post per dare il via a nuove discussioni, dove né i miei problemi, né quelli di un altro siano l’argomento preferito, dove parlare del più e del meno diventa l’occasione per prendere coscienza di una realtà che spesso confonde il vero con il virtuale, ma che non ha niente a che vedere con i sogni, dentro queste pagine, fuori per le strade, nelle piazze che chiedono giustizia, nei prati sempre più soffocati dal cemento, nelle distese immense di un mare misterioso, tra le corde che vibrano di un’emozione sconosciuta.

Voglio, ma ciò che realmente voglio è non voler nulla, cullarmi nell’idea che ciò che ho è già abbastanza, qualsiasi cosa in più è bene accetta, ma non per questo mi accontento.

E poi, parafrasando … , mi siedo in silenzio e ascolto i miei pensieri.

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33 pensieri su “* In silenzio.

  1. Direi che in “silenzio” di cose ne hai dette parecchie con le tue parole, parole tra le quali ci sono molti spunti per avviare delle discussioni che possono esulare dai tuoi problemi o da quelli degli altri, discussioni ad esempio su realtà e virtuale che possono essere al di là di quello che può capitare personalmente ma bensì un semplice scambi di opinioni.
    Beh ora ti saluto, io sono a riposo, come ho scritto da me. Per un po’ lascio, poi vedrò 🙂
    Buona giornata, Pat

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  2. E’ bello fermarsi un attimo e riflettere.
    Ed ancora più bello dare importanza a quello che si ha!
    Ciao caro amico e passa nel mio ultimo post!
    Luna

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  3. Altro che silenzio caro Arthur, nel post hai messo parecchia carne sul fuoco :))
    Hai smosso argomenti per cui ci sarebbe da parlarne una cifra, una intera serata, magari davanti ad una bevanda calda ( vista la stagione) e comodamente seduti, per essere a proprio agio! :)) Il lampione con la luce che esce di sguincio ,mi fa pensare ,metaforicamente, all’incertezza 🙂 e riguardo ai ghiaccioli , anche se fa freddo con calore della luce ,si scioglieranno senz’altro,col tempo e un po’ di pazienza :))) Molto particolare come foto mi è piaciuta ! Oppss..ammappete sono in mega ritardo vado ad aprire ,ci sentiamo dopo Arthur
    Bacione :))

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  4. Calo

    Grazie per non aver cambiato post, per aver condiviso il tuo disorientamento, per avermi dato la possibilità di sostare e riflettere senza necessariamente dire la mia. Grazie per un “silenzio” che ha fatto vibrare le corde del cuore.

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  5. E poi, parafrasando … , mi siedo in silenzio e ascolto i miei pensieri.

    Metaforicamente parlando hai trovato anche tu il posto giusto sulla riva del tuo sacro fiume, dove le parole sono inutili e senza senso, dove solo i pensieri regnano nella verità che non si può nascondere.
    Come tu ben sai, in quanto più volte ti ho reso partecipe del mio punto di vista, da sempre, sono perennemente seduto sulla mia sacra riva a guardare l’umanita e la vita scorrere in quelle tortuose acque sotto forma di cadaveri e questi nel passarmi davanti non mi negano mai lo sguardo pregno della loro unica ineluttabile verità, a me è capitato ogni tanto di vedere passare anche il mio cadavere, e, come tutti gli altri non ha potuto non guardami senza regalarmi l’unica mia verità possibile.
    Questa sera mi è venuta in mente una frase, di per se come tante altre, ma, forse racchiude in se il senso ed il non senso, forse l’unica verità possibile, forse l’unica verità che ci è concessa:
    – Se non la cerchi, forse la trovi, anche se la trovi non saprai mai se esiste veramente, ma se la cerchi non la trovi e più la cerchi meno la trovi.
    Di queste parole con un senso che non ha senso ognuno è libero di farne quello che meglio crede….
    A proposito del silenzio ti riscrivo il mio punto di vista:
    – Il silenzio.
    Il silenzio, uno degli stati umani più difficile da sopportare, da vivere e da condividere, il silenzio spaventa e fa paura, quel vuoto urlante richiede volontà, capacità e preparazione, perché il silenzio consente a quella voce che è dentro ad ognuno di noi di esprimersi senza lasciare spazio alla menzogna.
    Il silenzio, qualche volta sa anche essere complice, ci concede di sentire il rumore del battito del nostro cuore, il riuscire a cogliere l’attimo e a vivere tra il battere ed il successivo levare dello scandire del proprio cuore è una condizione molto particolare, consente una cosa molto bella che difficilmente il vivere normale del quotidiano ci consente e ci concede, il riconoscere e l’assaporare quel silenzio tra un battito ed il successivo, quell’attimo di silenzio che riempie i vuoti che a volte accompagnano gli spazi e i tempi non gestibili della vita, ossia si gusta il senso della massima estensione del nostro tempo e quel silenzio si riempie di verità non eludibili.
    Nel silenzio, ci sono momenti che non concedono spazio alle parole, sono momenti pregni di pensieri che generano mille domande che ricevono quale unica risposta nuovamente altro silenzio.
    Nel silenzio tutto può essere fermo, come in attesa di chissà quale evento, come il campo sotto la coltre di neve, tutto tace tranne il silenzio che nel riempire il suo enorme gelido spazio allunga l’attesa di chi si trova costretto ad aspettare, ma chissà chi sarà a rompere il silenzio e a smuovere quello spazio freddo che nel suo allargarsi corrompe e sporca, per ora tutto tace, per ora tutto è fermo, ed io mi adeguo e mi siedo ad aspettare quel chissà quale evento capace di mutarne il senso ed il destino.
    Come al solito molto probabilmente sono finito fuori tema, ma questo mi ha regalato la sensazione legata alle parole del tuo bel post, come sempre ti saluto con il mio classico Ciaooo neh! Alla prox.

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  6. Abbiamo bisogno di silenzio, di raccogliere i pensieri e le nostre sensazioni ed emozioni.
    E’ doveroso e salutare farlo, a maggior ragione in mezzo a questo mondo di rumore assordante e che fa di tutto per fuggire il silenzio e non confrontarsi con la propria anima e il proprio sentire più profondo.

    Serena giornata
    con un sorriso
    Ondina 🙂

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  7. “Il rumore del silenzio ” il silenzio a volte dice più di 1000 parole.
    Io per natura sono estroversa e ” difficilmente” sono in silenzio ( ahimè) , anche se amo il silenzio per “pulire” i miei pensieri..Sono silenziosa quando qualcosa mi urta ,mi rattrista o mi fa male. Allora, dopo il mio mutismo , cerco di capirne la ragione , ne parlo , chiedendo spiegazioni .
    In questo mondo parallelo del virtuale non amo il silenzio, mi rattrista non leggere più i commenti, i pensieri delle persone che seguo e che col tempo sono diventate care amiche . Qui ci si conosce prima con la mente che di persona ..
    .. ora mi è ritornato il maledetto mal di testa che avevo stamattina appena alzata e non riesco a continuare, spero che domani sia tutto passato .
    Buona notte caro Arthur
    Bacione 🙂
    p.s. ritorna presto a scrivere ..c’è il vuoto senza i tuoi post

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  8. Sì Luna, se ognuno di noi ogni tanto si fermasse a riflettere forse tanti problemi non ci sarebbero. In fondo è un po’ come darsi un’altra possibilità, giusto? 🙂

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  9. Beh cara Rosy ci sta che metaforicamente parlando quel lampione possa significare l’incertezza, bella questa interpretazione, ma in ogni caso, sì, davanti al fuoco di un camino e con una bevanda calda, ci si può tranquillamente dedicare ai propri pensieri.

    Eccomi di ritorno, scusa e scusate la mia latitanza, ma sono stato via per lavoro e la sera era un problema collegarsi.

    Ciao e grazie per la pazienza. 🙂

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  10. Erik

    vorrei cambiare post per commentarne un altro e non dire che questo è uno dei post più belli ed emozionanti che questo monitor ha portato alle mie pupille…

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  11. OOpsss :ooops: Patrizia, mi stavo dimenticando di te (scherzo, scherzo, scherzo…:-) )

    Vabbè, perdonato? 🙂

    Sì, ho detto parecchie cose, ed è un invito a riflettere insieme a me anche su questo virtuale e reale, su ciò che ci si aspetta dagli altri e soprattutto quanto si è disposti a venire a patti sulle aspettative che ognuno di noi riserva dentro di sé verso gli altri.

    E’ un momento di confronto, dove le aperture sono la base per costruire qualcosa di diverso, proprio perché possa diventare nel tempo duraturo.

    E il silenzio, in questi casi, è fondamentale, per capire, per conoscere, per concedersi del tempo, senza preclusioni di sorta. Ma questo avviene anche nel reale, ed io infatti non facio nessuna distinzione tra i due mondi, combaciano, s’intersecano a volte in un modo sorprendente.

    Beh, forse ho complicato le cose, ma sai che ogni tanto mi scateno con i miei pensieri, nonché con le parole che seguono. 🙂

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  12. Beh Arthur, ti dirò che io non mi aspetto proprio niente nel dal reale ne dal virtuale. Ti sembrerà strano, ma ormai le batoste prese sono state troppe e quindi ci vado con i piedi di piombo in ogni caso. Non mi sono mai tirata indietro nel dare e penso che difficilmente lo farò, ma sicuramente senza aspettarmi niente in cambio. Ora torno nel MIO SILENZIO, sono ancora a riposo e non so quanto durerà!!!! Comunque tranquillo, non hai complicato proprio niente, almeno secondo il mio modesto parere.
    Buon proseguimento di giornata a te, a tutti!!

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  13. Prego…
    Buffa cosa.
    Se tu mi dici “Grazie” io in italiano ti rispondo “Prego”…
    Ma non è che mi metta a pregare, e poi chi dovrei pregare per aver ricevuto il tuo ringraziamento…
    in altre lingue esistono risposte più logiche:
    “de rien” ovvero “di nulla” in francese
    “you’re welcome” cioè “sei il benvenuto” in inglese
    siamo davvero un popolo di cattolici…
    Pensieri così, di passaggio.

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  14. Sai una cosa Patrizia? Le batoste devono insegnarci a essere vigili e attenti, senza ombra di dubbio, ma non ci devono condizionare. Personalmente parto sempre senza pregiudizi verso chiunque, al massimo poi faccio marcia indietro, ma senza per questo perdere di vista quel che di buono ci sia stato.

    Ma anche tu sei così, da quel poco che ti conosco, giusto?

    ‘notte! 🙂

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  15. Sì Ondina, oggi viviamo immersi nel frastuono e non soltanto in senso di rumore che si sente, ma che si respira in ogni cosa. Il silenzio, se è come i miei silenzi, cioè a dire in un certo senso urlati, perché vigile, attento e critico verso tutto ciò che mi circonda, allora mi aiuta a vedere più chiaro e non soltanto in me stesso che, faccio parte di questo frastuono.

    Doveroso e salutare, senz’altro, e forse ogni tanto dovremmo farlo tutti insieme, da soli e in compagnia: è la coscienza del nostro modo di essere in questo mondo che, un po’ per volta sta andando fuori binario, ahimè.

    Un sorriso sempre.
    Ciao!

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  16. No caro Alan, come al solito non sei uscito fuori tema, anzi, lo hai completato arricchendolo di nuove espressioni di pensiero e “sono momenti pregni di pensieri che generano mille domande che ricevono quale unica risposta nuovamente altro silenzio.”
    Ero tornato per rispondere al tuo commento ma, rileggendoti con più attenzione, non posso far altro che starmene in silenzio, appunto. Ed è forse questo il bello di questa nostra condivisione in questi spazi a volte strani, proprio perché fatti di sole parole, anche quando esprimono il silenzio.

    Parlavo ieri con un’amica e le dicevo proprio questo, qui si legge in silenzio ciò che gli altri scrivono e in silenzio si trovano le risposte.
    bello no?

    Ciao, alla prossima senz’altro. 🙂

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  17. E’ bellissimo questo post, caro Arthur.. Credo che tutti abbiamo bisogno ogni tanto di stare nel silenzio, specialmente di questi tempi in cui il frastuono, il vociare stupido, il riempirsi la bocca di discorsi vuoti regnano sovrani! Mi sento così in sintonia con questa cosa che hai detto: “ciò che realmente voglio è non voler nulla, cullarmi nell’idea che ciò che ho è già abbastanza” !
    Grazie per aver condiviso il tuo “silenzio”, sei una persona speciale. Buon fine settimana anche a te. 🙂

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  18. Grazie a te Laura, la condivisione non è mai una cosa a sè, anzi, ha bisogno di spazio per potersi esprimere e tu questo spazio sai coglierlo benissimo.

    Buona domenica, vista l’ora. :-9

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  19. Il silenzio?Ultimamente è il mio migliore amico come il sogno.Hai mai pensato quanto sono silenziosi i nostri sogni?Essi entrano nella nostra mente e ne escono ,senza lasciare traccia il più delle volte e tante altre, quando li ricordiamo,sono uno scorrere di immagini senza parole,che tutt’al più parlano al cuore.Recentemente il silenzio mi pervade e mi circonda,bussa alla porta,io lo lascio entrare, si accomoda su una poltrona e mi fa compagnia.Se dovessi descriverlo, mi verrebbe come un signore un pò in là con gli anni,molto saggio, sorridente,enigmatico ma tutto sommato,rassicurante.Poi c’è quello fastidioso di parole non dette ,di frasi mancate per ignavia o per codardia.Anche quello ha bussato ma non mi ha trovato ad attenderlo ed è andato via lasciando un odore di marcio.Caro Arthur,tu vorresti portare un sorriso nelle case e ciò ti fa onore,segno tangibile della tua bontà.ma mentre uno schermo piatto si illumina nelle nostre case,all’interno di esse ognuno vive le sue vicende belle o brutte che cambiano gli eventi e le nostre storie tutti i giorni.Bisogna ripartire da una nuova speranza ogni giorno quando apriamo gli occhi e cercare un motivo per sorridere ancora.Troppo leopardiana? Certamente si,ma ora non trovo di meglio.Sarò arrivata anch’io a possedere solo un neurone e mezzo come spesso scrive il tuo amico Alan??A’ toutes l’heures!

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  20. Mi hai fatto sorridere Carlotta, no, non cerco di portare il sorriso nella case a chi mi legge, anche, senz’altro, più che altro il mio è un modo per sentirmi in sintonia con chi mi legge, perché un pensiero detto può diventare un pensiero condiviso, e fa nulla se poi ognuno chiuso nella quattro mura della sua casa poi si ritrova con i suoi problemi, è inevitabile, ma non per questo solo. Non smetterò mai di dire che questa realtà a volte è più reale della realtà stessa, prova ne è le amicizie che si creano.
    Quante cose ci siamo detti io e te anche se non ci siamo mai visti da vicino? 🙂

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