Cronaca di un giorno qualsiasi.

E’ sempre con un po’ di sconcerto che al mattino leggo il giornale, e in questi giorni in modo particolare; al di là della solita cronaca nera, gialla, rosa, variopinta insomma, quello che mi colpisce di più è un’idea che giorno dopo giorno s’insinua dentro di me e dalla quale non riesco a liberarmi.

Ma senza girarci troppo intorno, dove è che stiamo andando?

Due ragazze adolescenti si picchiano per strada, i compagni tutti intorno e nessuno che interviene, neanche quando la malcapitata che le sta prendendo di brutto chiede aiuto. Sono inermi, impassibili, incitano anche, come se assistessero a un combattimento tra polli, cosa peraltro alquanto squallida, ma una cosa la fanno, riprendono con il cellulare e dopo pochissimo, il video del litigio è on-line.

Non voglio fare il solito discorso degli adulti che si scandalizzano e condannano in nome di qualcosa che un tempo c’era e che oggi non c’è più, ma credo sia opportuno farla una considerazione, per cui mi chiedo: dove sono e come si sentono quelle madri e quei padri che hanno tirato su dei figli che dimostrano di non provare alcun tipo di emozione?

Non ho parole, ma soprattutto, ogni giorno che passa ho sempre meno speranze.

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55 pensieri su “Cronaca di un giorno qualsiasi.

  1. La “politica del non intervento”, così diffusa in Italia è, purtroppo, la sua fisionomia e il suo cancro. Siamo barattoli vuoti, ignavi, cinici e accidiosi. Il nostro stato, il precipizio in cui rotoliamo, ce lo meritiamo tutto. Astenersi sottolineare che non siamo tutti uguali: vorrei ben vedere! E’ solo che, quelli diversi, forse si stanno estinguendo, o forse no, ma comunque sono troppo pochi per dare di questo paese un’immagine diversa, per dare a questo paese un indirizzo diverso, una vita e un’etica diverse, una sterzata salvifica.

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  2. Sì, è così Diemme, ma non è solo questo il motivo di questa deriva. Qualcuno dice che i figli del ’68 con le loro battaglie, abbiano un po’ per volta ribaltato tutti i valori che dovrebbero essere insiti nell’animo umano, in nome di una sempre più acclamata libertà di idee, di opinioni, di comportamento,e se da un lato c’è l’equivoco del vogliamoci tutti bene, dall’altro non si è più in grado di dare delle priorità a cose che nel vivere comune sono parecchio importanti.

    Oggi ci sono i figli dei figli e dei figli ancora, ma non è cambiato nulla, anzi, ho l’impressione che si vada sempre peggio e l’indifferenza sta diventando il male del secolo.
    Gli esempi sono importanti, è vero, ciò che ci propongono ogni giorno lascia non solo esterrefatti, ma anche sconcertati, ieri leggevo che il famoso 5 per mille in massima parte va ai partiti per dirne una, ed è una schifezza inaudita, ma questo cosa c’entra con il modo di educare i propri figli?

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  3. Non ho capito la domanda a me, ma ti rispondo lo stesso: come mai i nostri figli vengono su così? Che esempio diamo? Io sono una che si espone sempre in prima persona, e mio figlia è tale e quale, nonostante l’esempio diverso che le ha dato la società, società che subisce e di cui soffre.

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  4. La cronaca giornaliera è davvero terrificante e porta ad abbattersi e demoralizzarsi. Ma ce la possiamo fare. Dovremmo solo renderci conto di dove stiamo andando a finire. I giovani sono lo specchio del nostro futuro… e che futuro! Bisogna fare attenzione davvero.
    Luna

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  5. Il problema è che sin da piccoli si inizia con il dire “Ma sono bambini…”, poi si dice “Ma è una ragazzata, chi non l’ha fatto?” e ancora ” matureranno…”. Giustificare, l’Italia è diventata il paese del giustificare, dalla politica all’educazione dei bambini ed è diventata (o lo è sempre stata?) il paese dello scaricabarili. Perchè giustificare e scaricare è più facile che intervenire, responsabilizzare, guardare in faccia i fallimenti.
    E ora ci ritroviamo ad un punto fermo, mi viene voglia di dire di non ritorno, ma credo sempre in qualcosa di positivo che faccia cambiare le cose. Sfiduciata molto, ma ci voglio credere.

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  6. Era la mia una domanda retorica ovviamente Diemme, in genere me la prendo con i grandi che, giustamente, non sono un bell’esempio, ma credo sia arrivato il momento di perndersela anche con una gioventù che è troppo abituata a fare i suoi comodi, come dire, a ognuno le sue responsabilità.

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  7. Anche io voglio crederci Fulvialuna, ma è giusto ciò che dici, bisogna smetterla di giustificare, grandi e piccoli che siano, è proprio per questo che ci troviamo a dover leggere situazioni del genere.

    Ma c’è un’altra cosa secondo me da considerare, oggi grazie anche a tutta quella serie di programmi spazzatura che propongono tante belle cose ma al di fuori dalla realtà, si vive l’equivoco del reale che sempre di più si mischia con un virtuale che a torto si vive come la panacea di tutti i mali e qui ci metto dentro i vari reality con promesse da sogno, il messaggio che passa che basta poco per diventare ricchi e famosi e bla bla bla, non a caso quei ragazzi cosa fanno? Anziché intervenire, filmano le scene per poi metterle su YouTube, famosi per un giorno, fa nulla se a caro prezzo per chi subisce la violenza e vale per quelle ragazze che si sono accapigliate per un fidanzatino, per gli scherzi atroci ai danni di bambini handicappati, e via dicendo.

    La misura è colma, ma lo è perché non si capisce più cosa è bene e cosa è male.

    E la nostra politica è un bell’esempio di inciviltà acclamata.

    Crediamoci! 🙂

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  8. Ummmm e come vuoi che crescano questi giovani se davanti agli occhi tutto il giorno hanno scene di violenza, di egoismo, di indifferenza. Anche se i genitori cercano in tutti i modi di far capire loro che non è il modo giusto di comportarsi ecc.ecc., (non tutti i genitori, se prendiamo ad esempio la mamma della bulla che ha fatto notizia in questi giorni), il loro cervelletto recepisce che per essere super, per essere ammirati ecc.ecc. l’esempio da seguire è quello della bulletta e di tanti altri come lei. Si sta andando alla deriva, ma di quelle derive dalle quali è difficile salvarsi se non si interviene in tempo. Ma si riuscirà ad intervenire in tempo?? Umm nutro seri dubbi, ma molto seri…
    Anche perché non ascoltano, sono praticamente sordi a tutto, ti puoi anche sgolare ma non ascoltano, non ascoltano…. Mah!!!!!

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  9. Sì Patrizia non ascoltano, ma c’è sempre un ma nelle cose. Conosco una famiglia che ha due bambine bellissime, quando siamo a pranzo insieme mi chiedo sempre una cosa: come è mai possibile che quelle due belle bimbe quando mangiano sono tutto tranne che un piacere guardarle? Mangiano con le mani, sputacchiano da tutte le parti, si alzano, si siedono, e non sentono, come dici tu, nessuna ragione. Ma quale ragione visto che i genitori sono lì impassibili come se nulla fosse?

    Il padre tra l’altro non è molto fine quando mangia, per usare un eufemismo, come vuoi che vengano su quelle bambine se non così come sono? Secondo me anche quella è una forma di violenza ai danni di chi guarda o subisce, per esempio io quando sono a tavola con loro. Come saranno quelle bambine con i loro figli?

    Cerco di non immaginarlo, altrimenti mi viene uno scoramento infinito, per usare un altro eufemismo.

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  10. Tu hai fatto questo esempio ok. Io invece te ne faccio un altro che è proprio l’opposto. Ho visto genitori educatissimi e con modi molto fini, richiamare continuamente i propri figli per far in modo che il loro comportamento fosse consono al luogo e alle persone con le quali si trovavano. Niente da fare, i genitori si vergognavano per i figli che come niente fosse hanno continuato a fare i comodacci loro. Quindi sono tanti i MA che ci sono nelle varie situazioni. Come mai questi genitori provano continuamente ad educare meglio i propri figli e non ci riescono?? Ma ovvio, sono dei genitori matusa, che non conoscono la moda e tanto altro e quindi i figli per essere alla pari dei loro coetanei oppure di quelli un po’ più grandi, che altrimenti li escluderebbero, si comportano malissimo.
    Ariciao!!!

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  11. E chi ce l’ha abituata? I piccoli sono figli dei grandi. Tu sai quanto ho combattuto contro il bullismo in una delle scuole di mia figlia e ti assicuro che, conosciuti i genitori, capisci il perché dei figli (e non parlo solo dei bulli, anche degli ignavi e dei “furbi”).

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  12. Tutto per me si riconduce all’atavica caratteristica dell’essere umano, ossia, alla sua totale incapacità di camminare sempre in avanti per progredire facendo buon uso delle esperienze maturate (anche quelle altrui) purtroppo è mia ferma convinzione che l’essere umano è solo capace di tenere un ritmo molto strano, un passo in avanti e due indietro, questo ritmo del vivere e del pensare fa si che l’uomo si confonda, al punto di autoconvincersi di andare avanti mentre nella realtà sta andando indietro.
    Pensa nel corso dei millenni quanto è stato creato e quanto è stato poi distrutto, questo non vale solamente per le cose, ma anche e soprattutto per l’apprendimento e la conseguente maturazione intellettuale, se poi ci mettiamo che è molto più facile distruggere che costruire si evince che la frittata è cosa fatta, come potrà sembrare la metto giù facile e per certi versi lo è in modo spudorato, ma nel cntempo è altrettanto una cosa estremamente difficile, sicuramente non alla portata del notro livello di intelligenza, altrimenti non si siega come mai dopo millenni continuiamo a ripetere sempre e ribadisco sempre i medesimi errori, la storia dimostra che nulla abbiamo veramente imparato e fatto nostro.
    Se la memoria non mi inganna tempo fa parlammo della teoria delle stringhe (teoria messa da parte come inesatta ed ultimamente ripescata come portatice di eventi possibili e plausibili), ossia il continuo ripetersi degli eventi sino alla sua totale distruzione per poi ripetersi con nuove nascite e nuove successive distruzioni un battere ed un levare che per chi lo sa leggere può sembrare un rutmico battito di un cuore e per i più fortunati quelli posseduti dalla fede possono in questo battito trovare il respiro di Dio (quindi la sua esistenza e presenza), io non sono tra questi fortunati al massimo in questa teoria riesco a sentire un modo di vivere alternato, una specie di onda sinusoide, composta da alti e bassi passando tra una linea di demarcazione neutra che ne suddivide le due parti di appartenenza.
    A chiusa ritengo che l’uomo è incapace di imparare veramente come fare per vivere e convivere con quello e quelli che lo circondano, portandolo altresì a fare l’unica cosa che è talmente facile da essere alla portata di tutti, senza sforzo alcuno, il distruggere per poi ricostruire per poi ridistruggere ecc.ecc. in un’eterno ed ondulante vivere tra il bene ed il male senza mai poter veramente decidere e comprendere se vivere nel bene o nel male. in questo senso per me l’umanità è inesorabilmente condannata, incapace di scegliere il semplice vivere.
    Ciaooo neh! alla prox.

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  13. Ciao Arthur, ho letto con interesse il tuo blog e anche qualche commento. Inutile dire che condivido al 100% quello che scrivi tu e i tuoi amici. Tutto questa cattiveria e lassismo è sconcertante e mi preoccupa parecchio ! Sono rimasta basita vedendo il video dell’aggressione a quella ragazza, e nessuno dei ragazzi intorno che abbia fato nulla per difenderla ..è pazzesco !!! Ma che fine hanno fatto le buone maniere e l’educazione ? Non credo ci sia alla base un solo responsabile , ma bensì un insieme di responsabili, dalla famiglia, al menefreghismo della società odierna, ai mas media e anche ad una profonda mancanza di cultura , che si sta sempre più approfondendo. Un genitore non può toccare il figlio, pena una telefonata al telefono azzurro con relativa denuncia..quelli della mia generazione di scapellotti ne ha ricevo più di uno..( io parecchi ) ma non mi sembra che siamo una generazione di complessati , anzi !!! Di solito sono abituata a vedere il bicchiere mezzo pieno, ma qui non vedo nessuna possibilità di miglioramento, più passa il tempo e peggio è !!Quando ero in negozio entravo mamme con bambini ai quali era permesso tutto , urli, corse tra le vetrine,toccavano di tutto , da piccola io non avevo nemmeno il tempo di provarci , che arriva una pacchetta sulle mani! Mi sento di dire che sono contenta di non aver avuto figli e di conseguenza nipoti, perchè anche se l’educazione ,penso, sarebbe stata buona, questa società è fortemente bacata e il rischio è alto !!
    Ci soffro molto per tutto questo . Bravissimo caro Arthur per aver parlato di un argomento così difficile . Un forte e grande abbraccio
    Ciao Rosy 🙂

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  14. Oggi Diemme certi genitori sono più bulli dei figli e non è la prima volta che un genitore va dai professori per chiedere conto di un voto basso dato ai loro figli, ma per fortuna non sono tutti così.

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  15. E fai bene a non arrenderti Agane, bisogna sempre lottare per portare avanti i propri valori e immagino che i tuoi figli ti seguano in questo.

    Se c’è metodo e interesse, nulla è perduto e poi i figli respirano l’atmosfera che c’è in casa, l’educazione è basilare, così come lo è quando in una famiglia non esistono forme di violenza, verbale o fisica che sia.

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  16. Perché le nuove generazioni posano credere vin qualcosa di più sano dobbiamo noi per primi crederci, nulla nasce da nulla Fulvialuna, come ho detto prima, i figli respirano e assorbono tutto dalla loro famiglia, quindi gli obiettivi sono importanti, così come lo è il rispetto per gli altri.
    Poi come in tutte le cose, ci sono le eccezioni, ma nulla è perso comunque.

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  17. Più che bacata cara Rosy, la società è secondo me un po’ confusa, si rincorrono chimere senza avere chiaro cosa volere veramente e alla fine si rimane con un pugno di mosche in mano. La gente è incattivita dagli eventi, dalla crisi, dai bisogni che non si possono soddisfare, dalle lotte di potere che si ripercuotono anche nel piccolissimo condominio di una città di provincia. Mi viene in mente il film di Lars von Trier “Dogville”, dove la protagonista Grace, Nicole Kidman, per fuggire da ciò che non accetta trasforma l’odio in carità, per trovare un posto in quella città, ma soprattutto dentro di sé. Si attacca disperatamente alla pietà, per trovare ragione a se stessa, poi capisce che la carità non le concede uno spazio abitabile e che in fondo quella gente che abita lì è peggiore di suo padre gangster, la cui cattiveria è forse meno ipocrita e meschina. E città come Dogville c’è ne sono tante e forse un po’ tutti le conosciamo. Ecco la gente vive in una dimensione che spesso confonde la realtà con la fantasia e a quel punto diventa inevitabile che ci siano certi comportamenti in alcuni giovani, rincorrono un sogno neanche sognato rinnegando la realtà e tutto ciò che ci gira intorno: il rispetto per gli altri.

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  18. No Arthur, sbagliato!! Con certi figli puoi provarci in tutti i modi ma si lasciano troppo influenzare dalle mode, dagli amici ecc ecc. Eh no, sbagliato alla grande, non si può sempre dire che sono i genitori a sbagliare, anzi……
    Bacio, baciotto, baciottone al ……… mio ahahahhaa 😆

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  19. ‘Sera Caro Arthur , non conosco il film “Dogville” lo andrò a cercare su youtube , da come lo racconti deve essere interessante ! Oggi si è suicidato un altro imprendtore , sta diventando una strage. PAUROSO !! … e loro che fanno ? Sono sereni !!! Intanto oggi c’è stato un altro coup de theatre nella politica :Letta ha lasciato avanti Renzi . Ormai ognuno fa ciò che vuole ! Mahhhhhhh…..

    Meglio un bacio Perugina …ne vuoi uno ??
    :)))

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  20. Rosy se non hai mai visto il film Dogville, vallo a vedere senz’altro, secondo me ne vale la pena, però ti avverto, è un film un po’ strano,. tipico di Lars von Trier, dove un’intera città è rappresentata come se fosse un teatro di posa, quindi niente case, alberi o altre diavolerie che ci sono in una città, e per certi versi è una cosa molto affascinante, perché più che in una sala cinematografica sembra di essere a teatro appunto.

    E’ lo specchio di una società che assomiglia per certi versi alla nostra, e molto anche.

    Ciao, buona serata, Buon San Valentino e buon fine settimana. 🙂

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  21. Hai ragione Alan, è destino dell’uomo questo suo rincorrersi per costruire, per poi distruggere e poi costruire ancora e così via dicendo. Forse non c’entrerà per niente ma Gian Battista Vico diceva “verum ipsum factum” che la piena verità di una cosa sia accessibile solo a colui che tale cosa produce. Il suo pensiero andava oltre ovviamente, ma credo sia possibile rapportarlo a questa realtà, la nostra, che di verità vere ne conosce poco, ma in compenso si nutre di verità virtuali, immaginarie: l’essere e l’apparire solo per un giorno di gloria, a dispetto di qualsiasi rispetto della persona.

    Ciao carissimo e buon fine settimana. 🙂

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  22. Ciao Arthur,ti ringrazio per la recensione del film , non l’ho ancora cercato su you tube, lo farò prestissimo ,mi incuriosisce e me lo guarderò piacevolmente :))
    Un ottima serata di San Valentino anche a te , buon fine sttimana
    Un abbraccio 🙂

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  23. laurapozzani

    Caro Arthur, faccio molto fatica a commentare questo post perché è uno di quegli argomenti che mi fa ribollire il sangue… approvo tutto quello che hai detto… purtroppo sono molto pessimista sul futuro perché facendo l’insegnante da molti anni, vedo schiere di bambini peggiorare di generazione in generazione per quel che riguarda principi come la responsabilità, l’altruismo, il rispetto, la solidarietà, l’amicizia, l’onestà, la sincerità, la non-violenza… e la scuola sembra essere a volte l’unico posto in cui si cerca di educare e sensibilizzare a queste cose (almeno per quel che mi riguarda, è una lotta continua e quotidiana), mentre sono sempre meno le famiglie che collaborano in tal senso. Sì, non sempre è colpa dei genitori, ma da quel che vedo lo è molto spesso: se fin da piccoli insegnano ai figli che l’importante è “apparire” più belli, più ricchi, più furbi degli altri a qualunque costo, anche calpestando gli altri, se giustificano sempre i figli bulli, se cercano solo di evitare loro ogni minimo sacrificio, ogni minimo piccolo trauma (cose essenziali per crescere davvero)… vedi appunto contestare l’insegnante… Un esempio al volo: se segnali ad un genitore un comportamento scorretto del figlio e questo invece di scusarsi e prendere provvedimenti per far ragionare il ragazzo su quello che ha fatto ti dice che ti sbagli, che suo figlio non è così, che sei tu insegnante che l’hai preso male, che probabilmente sono gli altri che trascinano il figlio.. “ma è solo il mio che si comporta così?”… è la cosa più odiosa che possa sentire da un genitore!! Ma che cavolo… ma dico come si fa a tirar su bene i bambini con famiglie così? Una volta per la prima Comunione si regalavano medagliette con la Madonna o Gesù o una coroncina del rosario… adesso si regalano cellulari, play stations e persino video-giochi contenenti molta violenza. Non dico che bisogna tornare indietro, ma chiedo che messaggio diamo trasformando un evento religioso in qualcosa di materiale e commerciale? Io li salvo i bambini, perché loro sono sinceri e aperti a tutto, se li esponi solo a cose sbagliate apprendono solo quelle e vice-versa. A volte mi capita di far ragionare prima un piccolo di un adulto!! Beh.. ho buttato lì un sacco di cose alla rinfusa, come ti ho detto all’inizio è un argomento troppo spinoso per me, non sono brava nella sintesi chiara e avrei bisogno di parlare a lungo per spiegare il mio punto di vista… scusami, sono una “passionaria” 😉 e quindi spesso anche una “confusionaria” 🙂 ahahah.. Per me oggi è una giornata come un’altra.. sempre con molte nubi e poco sole purtroppo 😦 ma spero che tu passerai un felice fine settimana. Un abbraccio grande.

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  24. ..dopo la giornata da piena estate di ieri ( rarità per il mese) oggi è grigio piombo e l’umore di conseguenza … Spero che per te sia invece uno luminoso e sorridente fine settimana
    Un abbraccio e un caro saluto Arthur

    rosy

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  25. Caro Arthur di fronte a scene orrende non si può rimanere indifferenti. Anche se in realtà a vedere quelle scene violente la cosa che più rimbalza agli occhi è proprio l’indifferenza ,il non intervenire da parte di tanti ragazzi presenti. E’ ciò che oggi colpisce di più, questo incitare alla violenza ed immortalare tutto con i cellulari. Si è perso di vista ogni senso di umanità e ciò non può che fare male. Ma non basta indignarsi, sarebbe ora che qualcuno capisse che prendere provvedimenti concreti per arginare fenomeni assurdi è più che auspicabile. A cominciare dalle famiglie e dalla scuola si dovrebbe rimettere in campo educazione e rispetto fondamentali per una convivenza civile. E poi non bisogna smettere di sperare che le cose cambino, soprattutto per tutti coloro ai quali vogliamo bene.In ultimo ti ho nominato per il liebster award. Passa da me .Isabella

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  26. Un post questo, che meriterebbe grande considerazione. I ragazzi di oggi sono esposti a una mediaticità troppo fuori dalle regole (io sarei per la censura) quindi la realtà non viene vissuta come tale, ma come parte del virtuale. Mi rendo conto che davvero ci sarebbe tanto da dire e da discutere. Grazie per questo spunto di riflessione!

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  27. Si sono perse le tracce di una persona di sesso maschile, che indossa una maglietta blu da parecchio tempo e sfoggia un sorriso accattivante. Nessuno sa che fine abbia fatto, si è allontanato dal suo blog da alcuni giorni. Chi ha sue notizie tranquillizzi le persone che ospita normalmente e con le quali dialoga molto piacevolmente. Grazie!!!! :mrgreen:

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  28. Ciao Rosy, come al solito, ultimamente, arrivo in ritardo. 🙂

    Il fine settimana è andato benissimo, un po’ di lavoro, un po’ di riposo e un po’ di dolce far nulla, del tipo niente computer, niente televisione, delle sane passeggiate anche sotto la pioggia, e perché no, una buona compagnia che se c’è fa sempre bene e nel frattempo qualche pensiero messo da parte, d’altronde c’è sempre tempo per i pensieri importani, che dici?

    Ciao, buona serata. Un bacione! 🙂

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  29. Hai ragione Isabella, è giunta l’ora di dare una svolta, l’educazione non può essere demandata a tutto ciò che di fatuo e irreale c’è in questo mondo ed è proprio per questo che poi si diventa indifferenti, si confonde virtuale con il reale, rispetto, lealtà e di conseguenza la convivenza civile è a proprio uso e consumo, senza più valori quindi.

    Passo stasera da te per il premio e ti ringrazio in anticipo per questo. 🙂

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  30. Benvenuta Freawaru innanzitutto, e poi, sì, bisogna parlare di queste cose e non è mai abbastanza, bisogna fare in modo che le notizie non passino così come sono arrivate, oggi molto spesso reale e virtuale si confondono e questo porta all’indifferenza, a una omologazione di sentimenti che non fa onore al genere umano.

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  31. Capisco perfettamente cosa tu voglia dire Laura, ci sono passato anch’io dietro a una cattedra qualche anno fa, prima nelle scuole medie, esperienza che non farei più per niente al mondo e poi nelle scuole professionali, dove se non altro gli alunni erano un po’ più adulti, ma non sempre per questo rispettosi degli altri.

    Anch’io dico che non bisogna necessariamente tornare ai vecchi tempi, ma oggi si passa ogni limite alle volte, l’autorità, non intesa come un tempo, non ha più nessun valore e capitano le cose che racconti tu, che il genitore piuttosto di ammettere che ha fatto un bel flop con il figlio se la prende con gli insegnanti che, ovviamente, non capiscono quella povera creatura, mannaggia.

    Non sono tutti così, ma tanti lo sono e le cronache di questi giorni, che purtroppo si ripetono sempre e comunque, ne sono la dimostrazione.

    Ma bisogna credere che le cose cambino, altrimenti è la fine.

    Un abbraccio grande anche a te e buona serata, con un sorriso sempre. 🙂

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  32. Si, c’è sempre tempo per i pensieri importanti . Nel frattempo Arthur, dedicarci a pensieri più leggeri, vista la situazione odierna, ci aiuterà a vivere con qualche pizzico di serenità in più , che non guasta affatto! Mi è venuto da sorridere leggendo quello che hai fatto nel w.end. Escludendo la pioggia, le stesse cose, le ho fatte anch’io . Che copione ah ah ahh
    bacione e alla prossima 🙂

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  33. Che tristezza questo mondo…
    queste notizie ti fanno solo pensare in che mondo abbiamo fatto nascere dei bambini e cosa ne sarà di loro…
    bacioooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

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  34. EleOnora, da dove spunti fuori? Che piacere leggerti.
    Bacioooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooa te. 🙂

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  35. D’istinto, anche io che con gli adolescenti ci lavoro tutti i giorni, ho sempre meno speranze, ma gettare la spugna sarebbe un errore ancora più grosso. In fondo, non bisogna dimenticare che i ragazzi ci guardano, il loro riferimento è il mondo degli adulti, per questo è urgente che noi adulti ci fermiamo a riflettere su cosa stiamo facendo…
    Poi, ci sono anche adolescenti che, con meno clamore, ti sorprendono in positivo.

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  36. Sono d’accordo con te Monique, mai perdere la speranza, se mai avvenisse, il mondo non avrebbe più futuro e comunque è anche vero che sono tanti i giovani che ci sorprendono in positivo, tanti davvero. 🙂

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