Una giornata un po’ così!

Artisti_DiStrada

Giornate festive, giornate primaverili, quale scusa migliore per fare una gita fuori porta? In effetti, è proprio andata così, il primo maggio, complice un bel sole che faceva l’occhiolino e la voglia di cambiare aria, decido di andare a trovare una coppia di amici sul Lago di Garda. Era da tanto che non ci tornavo, almeno un paio di anni, quindi la voglia era a mille, come si suol dire, pur essendo un amante sfegatato del mare, il lago di Garda mi piace perché in certi posti ricorda proprio il mare, senza contare che il paesaggio, da qualunque ottica si guardi, è veramente molto bello e rilassante.

Lo conosco molto bene, per ben quindici anni ci sono andato praticamente ogni fine settimana, avevo anche affittato una casa a Manerba a due passi dal lago con una vista stupenda, come c’ero stato bene mannaggia!

Ma ci andavo soprattutto perché degli amici si erano trasferiti lì, di conseguenza la loro casa era diventata il luogo d’incontro per tutta la nostra compagnia, estate o inverno che fosse. Poi, tre anni fa con il mio amico ho avuto delle discussioni e così la nostra amicizia dopo quindici anni si è frantumata nel nulla. Davvero!

Tornandoci, pur felice di rivedere dei posti che avevo tanto amato, ho avuto la sensazione di essermi perso qualcosa nel frattempo.

Dicono che i cambiamenti siano sempre positivi, si va avanti e ciò che si lascia alle spalle fa parte di un passato che giustamente ha trovato un’altra collocazione nel tempo, si cresce e le cose si vedono in maniera a volte totalmente diversa.

Ma siamo sicuri che il cambiamento sia meglio? E’ quello che  mi sono chiesto l’altro giorno; guidavo, mi guardavo intorno, trovandomi a mio agio in posti che conoscevo molto bene, quasi facessero parte di me per come li avevo vissuti, c’erano le passeggiate, le tante risate spensierate, le discussioni interminabili, c’era quel “camminare insieme” in quei luoghi che andava al di là del fatto in sé, c’era quella miscela di comunione e di passione che in una parola è l’amicizia, lo stare insieme bene che non ha bisogno di altro.

Ma non era nostalgia la mia, anzi, era la sensazione che nel cambiamento ero tornato qualche passo indietro, come se invece di crescere mi fossi fermato lì ad aspettare. Quei luoghi così tanto familiari li vedevo come un monito, mi sentivo come in una sorta di limbo, attore un tempo e adesso estraneo, le immagini scorrevano davanti ai miei occhi, ma era l’emozione di quello che si era consumato.

Ho tirato un respiro di sollievo e, presa la macchina fotografica, mi sono dedicato a quattro ragazzi che suonavano seduti su delle sedie in un piccolo palco improvvisato.

Adoro gli artisti di strada, mi piace il loro coraggio di essere ciò che sono, senza rimpianti.

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50 pensieri su “Una giornata un po’ così!

  1. L’amicizia è uno dei sentimenti più belli da vivere perchè dà ricchezza, emozioni, complicità e perchè è assolutamente gratuita. Ad un tratto ci si vede, ci si sceglie, si costruisce una sorta di intimità; si puo’ camminare accanto e crescere insieme pur percorrendo strade differenti, pur essendo distanti, come noi due, centinaia di migliaia di chilometri. (Susanna Tamaro)

    Ho voluto riportare questo pensiero, caro Arthur, perché esprime il mio sentire e penso che anche tu ti possa riconoscere in questo “camminare accanto e crescere insieme” che è poi l’amicizia, nella quale io credo profondamente, e allora mi sono sentita toccata dalle tue parole, e non solo perché parli del lago che io amo (pure io, amante del mare, ho una predilezione assoluta per il lago di Garda, dove sono andata spesso e vado ancora di tanto in tanto quando mi è possibile), ma mi sono sentita toccata nel profondo per i pensieri e i sentimenti che esprimi, che sento anche miei in parte, insomma comprendo quello che vuoi dire…

    Ho sperimentato anch’io la perdita dell’amicizia, ho provato un grande dolore, pari a un lutto (perché sempre di un abbandono si tratta) e ho sentito sulla mia pelle la malinconia per le cose cambiate, sensazioni difficili da circoscrivere anche per me che sono pratica di scrittura e le parole sono il mio mestiere… tu lo hai saputo dire molto bene, meglio di come avrei potuto fare io… 🙂

    perciò grazie…

    belli gli artisti di strada, piacciono molto anche a me… se li incontro mi incanto a guardarli e ad ascoltarli, mi immagino le loro vite, la loro libertà…

    buona domenica, Arthur 🙂

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  2. Questa frase me la devo assolutamente appuntare!
    “Dicono che i cambiamenti siano sempre positivi, si va avanti e ciò che si lascia alle spalle fa parte di un passato che giustamente ha trovato un’altra collocazione nel tempo, si cresce e le cose si vedono in maniera a volte totalmente diversa. ”

    Vedi Arthur, sono abbastanza abitudinaria e faccio fatica in primis ad accettare determinati cambiamenti.
    Mi era capitato di tornare in un luogo in cui avevo lasciato un pezzetto del mio cuore, uno di quei luoghi che ti danno la carica e che fanno rivivere emozioni (immaginati come ero elettrizzata durante il viaggio, non vedevo l’ora di rivedere quei luoghi e quelle persone tanto care, e questa è una cosa che mi capita raramente) una volta arrivata scendo dall’auto come se fossi una bambina che va alle giostre, sorriso e irrequietezza per dover attendere il resto della compagnia con il loro incedere lento.. poi bam tutto scompare.. man mano che mi addentro per quei luoghi vedo cambiamenti; vedo cose che non mi piacciono, vedo che non c’è più nulla di quello che avevo lasciato.. e le persone? beh era passato tanto tempo, pensavo che le cose da raccontarsi fossero tantissime e invece, poche chiacchiere di circostanza e niente più…
    Ora non ti dico che la giornata fosse andata totalmente male, ma non “alle stelle” come me l’aspettavo io.. forse avevo investito troppo in questa cosa.

    Per quanto riguarda la tua amicizia, 15 anni sono tanti e non mi capacito che amicizie consolidate così possano finire per uno screzio, un’incomprensione.. eppure accade e lascia un dolore atroce… quasi come quello di un lutto come diceva Maria qui sopra..
    Io ho perso degli amici che conoscevo da 8/10 anni e sono stata malissimo.. poi quando ne ho conosciuti altri la paura dell’abbandono è sempre stata li alle mie spalle perciò non mi sono subito lasciata andare con loro come avevo fatto con i precedenti.. adesso ci frequentiamo abbastanza frequentemente ma ti dico la verità, ho le mie giornate no! e per giornate no intendo quelle in cui la paura e l’insicurezza la fanno da padroni.. può un amicizia persa condizionarmi così?

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  3. I cambiamenti non sono sempre positivi, anzi a volte sono deleteri per quanto mi riguarda.
    Però è bello ritornare in luoghi che si sono vissuti profondamente e ricordare, rivivere in se stessi, i tempi andati. Beh che dirti, a me ne sono capitate di tutti i colori e una volta tanto l’ho presa in ridere invece di incavolarmi. Senza stare a fare un lungo elenco di dico solo l’ultima. Oggi nel pomeriggio sono andata a vedere una sagra paesana, la Sagra dell’Asparago a Mesola. Dopo aver fatto pochi metri inizio a sentire qualche cosa di strano in una scarpa, come se mi si fosse attaccata sotto della roba gommosa. Vado avanti un altro po’ e cerco di non farci caso, poi all’improvviso sento che il piede è più basso rispetto a prima…. beh per tenerla corto mi si era staccata di netto tutta la suola della scarpa. Faccio finta di niente, la raccolgo e continuo a camminare, con la speranza che non si noti (fortunatamente la scarpa era chiusa abbastanza bene e anche senza la suola, facendo attenzione ai sassi, si poteva camminare senza problemi.
    Ma non era ancora finita, dopo una mezz’oretta circa sento la stessa cosa per l’altra scarpa. Mannaggia, si stava staccando anche l’altra suola, ma questa volta non di netto, ne era rimasta attaccata una parte e quindi me la trascinavo dietro. Continuando a far finta di niente mi sono chinata, ho staccato completamente la suola e ho continuato il mio giro fino alla fine. Certo che se qualcuno se ne è accorto si sarà fatto delle belle risate. E come dargli torto, visto che ridevo come una pazza pure io ahahha
    Ummm che c’entra poi ‘sta cavolata con quello che hai scritto tu?? Non lo so, l’ho scritta di getto e basta, forse perché mi è difficile parlare di amicizia, molto difficile, per tanti motivi.. Sono o no un disastro?? Si si, lo sono ahahha
    KIss, Pat

    P.S. Ops, ho scordato che dovevo usare la forma del VOI e lasciare i miei Ossequi :mrgreen:

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  4. Vera emozione e’ quella che ho provato nel leggere cio’ che hai scritto.Ti scrivero’ meglio domani,ora non ho con me il pc ..notte dolce caro Arthur a domani.
    Un sorriso per te
    :))

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  5. laurapozzani

    Da Veronese potrei non amare il lago di Garda? La mia foto con gli occhiali rosa è stata scattata proprio in riva al lago… 😉 Sono d’accordo con te, è davvero bello e rilassante, da giovane ci andavo spesso. Hai scritto un bellissimo post dove c’è posto per emozioni e riflessioni. Anch’io ammiro gli artisti di strada per la stessa ragione che dici tu.. li ammiro e li invidio per questa loro forza e libertà. Sogni d’oro caro Arthur. Mi aspetta una settimana dura, sarò un po’ latitante, Ciao. 🙂

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  6. Grazie, bello il pensiero di Susanna Tamaro cara Maria, sì, mi ci ritrovo anch’io in quelle parole, non a caso “camminare insieme” è la costante del mio blog che fin dall’inizio ho sempre ripetuto perché ci credo e tanto anche.

    Ma le sensazioni che ho provato l’altro giorno vanno al di là di questa perdita, che è stata sì tanta e dolorosa, soprattutto perché per certi versi incomprensibile, secondo me la nostra storia è strettamente legata ai luoghi dove la viviamo, per cui lo starci bene prima o il ritrovarsi dopo, in qualche modo ci fa vivere sensazioni discordanti, come dire che prima ci appartenevano e dopo invece sembra che siano diventati ad un tratto “ostili”, inteso come estranei ed è difficile abituarsi a questa improvvisa sensazione.

    Ma credo sia naturale, così come credo pure che debba passare un po’ di tempo per riappropriarsi di quegli spazi.

    Buon inizio settimana Maria, sempre molto belli i tuoi commenti, soprattutto l’occasione per riflettere ancora di più.

    ‘giorno! 🙂

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  7. Beh cara Lely, un’amicizia persa può senz’altro condizionare il nostro approccio alle nuove amicizie, se non riusciamo ad abbandonare la paura che tutto qeul che è avvenuto possa esserci nuovamente.

    Sul non ritrovarsi in luoghi che prima erano legati a situazioni personali è normale credo, mancano quei presupposti che ci fanno vedere tutto intorno a noi con altri occhi, per cui anche la parte negativa passa in secondo piano, mentre invece al contrario, se non si provano più quelle emozioni è facile cadere in quello stato di scoramento che hai raccontato tu.

    Come ho scritto a Maria, penso che tutto è legato alla storia che stai vivendo in quel momento e i “luoghi” in modo particolare, vuoi anche perché sono un contorno inevitabile, t’immagini un chiaro di luna con l’amore della tua vita senza uno specchio d’acqua dove si rispecchia?

    Impossibile se fosse il contrario, così come è normale rivivere quel chiaro di luna dopo, senza più la stessa emozione.

    ‘nnagg… come siamo complicati cara Lely, ma è la vita questa e guai se non fosse così, non sapremmo descriverle quelle emozioni altrimenti.

    Ciao, buon inizio settimana anche a te. 🙂

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  8. Che simpaticissima storia la tua Patrizia, ma scusa, sei andata a protestare nel negozio dove hai comprato le scarpe? 🙂

    Anche se a dire il vedo, fossi in te non lo farei. Magari si scopre che tu con quelle scarpe sei andata il lungo e in largo in sentieri di campagna per fotografare farfalle e insetti vari, la tua passione insomma, per cui è normale che le scarpe ne risentano un pochetto, giusto? 🙂

    ari_’giorno!

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  9. Sbagliato!! Quando vado a fare foto indosso sempre scarpe comode, non con il tacco, altrimenti sì che ci sarebbe da ridere e tanto anche!!!
    Le scarpe le avevo comperate un paio di anni fa e sinceramente non ricordo neppure in quale negozio. Probabilmente usandole pochissimo, si sono seccate o qualche cosa del genere e pufff disfatte quando le ho messe!!
    ari_’giorno a te 🙂

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  10. Oh mannaggia Laura “da giovane ci andavo spesso”, come dire che adesso sei una vecchia bacucca, mannaggia, maddai!!! 🙂

    Non sapevo ci fosse una sorta di competizione tra i Veronesi e il lago di Garda, ma come dici giustamente, è bello e rilassante, però, te o dico in un orecchio, il mare è tutt’altra cosa. 🙂

    Buona giornata cara laura, poi passo a trovarti.
    Ciao. 🙂

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  11. Calo

    Giornate un po’ così ci ricordano quello che siamo… da dove veniamo, qual è il bagaglio che ci siamo portati dietro e quale, invece, quello che abbiamo lasciato per strada…
    Così è stato per me qualche giorno fa… sono bastate 3 ciliegie… un percorso che non facevo da 4 anni e una canzone durante il tragitto… e il cuore è esploso… come un fuoco d’artificio nel cielo dei ricordi…

    lasciandomi dentro tanta tenerezza e il sapore dolceamaro della consapevolezza che non si può più tornare indietro…
    Ciao Arthur, buona nuova settimana!

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  12. laurapozzani

    Arthur, la mia era una domanda retorica, forse mi sono spiegata male! Non c’è competizione tra i Veronesi e il Lago di Garda, anzi, un pezzetto è tutto nostro e quindi ne andiamo molto fieri. Condivido comunque quello che mi hai detto in un orecchio… 😉 Se potessi è proprio lì che andrei ad abitare (a parte qualche mesetto anche a Parigi, si intende eheheh… ) Un bacio,

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  13. Certo che se il cuore esplode per tre ciliegie cara Calo, vuol dire che quel percorso contava tanto, tanto.

    Anche se in ritardo, buona continuazione di settimana. 🙂

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  14. Ogni volta che riracconti della lite col tuo amico mi si spezza il cuore, perché so quanto eravate legati, e poi io ti ho conosciuto che eravate ancora amici e ci sentivamo spesso il sabato mattina sulla strada del lago. Le amicizie finite così, senza un reale motivo, io le digerisco proprio poco, e questo lo sai però, sia confrontando le mie idee con quelle di altri amici, sia facendo tesoro dell’esperienza, oggi ti dico che bisogna rassegnarsi al fatto che le cose funzionano così, si fa insieme un pezzo di strada e poi basta, finisce lì, ed è inutile rincorrersi, ci si perdono energie e dignità. Magari la lite non c’entra niente, è solo il pretesto, semplicemente si cambia e l’altro non è più adeguato a noi, alle nostre esigenze, come un abito che magari è di ottima fattura, che non è neanche passato di moda, ma non è più della nostra taglia, o non rispecchia più il nostro stile.
    Pace. Bisogna lasciare andare il vecchio, anche perché è l’unico modo per far spazio al nuovo (e se lo dico io… ).

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  15. laurapozzani

    … scegli tu, per me è uguale, basta passare da entrambi! 😉 Di solito non mi accontento della metà, voglio tutto.. ahah 🙂 Un grande abbraccio.

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  16. Sì Diemme, può darsi sia come dici tu, ma in effetti non era di quell’amicizia finita che volevo parlare, ma del fatto che a volte certe abitudini positive ci rendono in qualche modo dipendenti e ciò dimostra che non sempre i cambiamenti migliorano il nostro stile di vita, anzi.

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  17. Caspita Laura, mi piaci così decisa e allora visto che il tempo è ancora un po’ litigarello e per il mare conviene aspettare un pochetto… Parigi, dove sei? 🙂

    ‘notte!

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  18. Se è per quello, le abitudini si prendono e si perdono, questo te lo posso assicurare: ne ho sepolti di passati, ne ho sepolti, tu non hai idea quanti! Non intendo passati vergognosi, intendiamoci, tutt’altro, semplicemente passati, altre vite, quasi appartenenti a un’altra persona!

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  19. Bhe, lo stato d’animo conta molto nel tornare in luoghi lasciati e poi ripercorsi. Non credo che si possa provare le stesse emozioni, ce ne sono di nuove e questo fa crescere dentro.

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  20. ma dove li trovo più due tipacci come L’Arthur e la Pat !! :)))

    Leggere i vostri commenti quando battibeccate mi fa ridere anzi di più di piùù
    Mi manda l’umore a mille :)) Bacioni a tutti e due !!
    p.s. Patrizia ricomprate le scarpe a tacco 15 ?
    ‘notteeee

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  21. Io adoro battibeccare con Arthur, anche perché mi ci diverto da matti 🙂
    Le scarpe non ancora ricomperate, non trovo niente che mi piaccia veramente, le uniche che avevo trovato erano eccessivamente alte, ci ho lasciato il cuore, ma era impossibile camminarci per più di un paio di metri !!
    ‘notteeeee!!!

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  22. ah ahhha mi diverto anch’io tanto :)) Sto guardando Vasco sul Due . Bellissima puntata Grande Vasco !!!
    Riguardo i tacchi anch’io li adoro camminare in alto mi piace!!! Anche perchè sono bonsai :)) Così ne ho una collezione, ma poi come te , ci cammino a ” centimetri ” Mi sono lesionata pure una caviglia . So’ di coccio….
    Ri ..notteeeeee !!!!

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  23. Sì Fulvia, il cambiamento fa crescere, ma ciò non toglie che dentro alle volte rimangano delle strane sensazioni legate ai luoghi, alle cose, a tutto ciò che è cambiato e non è nostalgia, ma solo una sorte di rispolverata al passato che a volte fa anche bene. 🙂

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