L’opera che non c’è!

Punto_Iterrogativo

“L’arte è immaginazione e questo è quello che chiedo alla gente di fare. Devi immaginare il dipinto o la scultura che stai ammirando”

E in effetti l’opera non c’è, e la gente fissa, a quanto pare con interesse, le pareti completamente vuote e… bianche della galleria.

No, non sto scherzando, la mostra è stata fatta alla Schulbert Gallery di New York da Lana Newstrom, una giovane artista di 27 anni che candidamente dichiara che è solo una questione di immaginazione e di libertà di espressione.

Partendo dal presupposto che l’arte, qualsiasi sia il modo di rappresentarla, è comunque frutto dell’immaginazione, mi sembra un po’ azzardato ritenerla tale se l’opera manca. Cos’è che immaginiamo allora?

Se mi metto davanti ad una parete e sono “costretto” a immaginare qualcosa che non c’è, sono io l’artista oppure lo è chi mi ha costretto a farlo?

No, non ci siamo. Personalmente mi sentirei preso in giro. Trovo piuttosto che sia una delle solite trovate pubblicitarie per sponsorizzare il nulla a quanto pare.

Provocazione o mancanza di idee?

Probabilmente né l’uno né l’altro, soltanto il bisogno di stupire, cosa che oggi va molto di moda.

‘nnagg…!!!

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42 pensieri su “L’opera che non c’è!

  1. Sai che è vero, è così che si diventa veri artisti e io lo sono per eccellenza. Ho tante di quelle tele bianche, o pareti se vuoi, che nemmeno lo immagini. Eh si si, sono un’artista con la “A” maiuscola.
    Anzi, sei invitato alla mia prossima mostra, la sto allestendo. Sai, devo essere delicata nell’esporre le tele bianche, devo farlo con cautela, altrimenti se si sporcano la mia ARTE può essere fraintesa e compromessa!!!
    Ciauuuuuuuu!!!

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  2. ‘nnagg… Diemme, che domande che mi fai!!!

    Beh, lo ammetto, anche se qui lo nego, un’amica mi ha dato la dritta e immagina, me l’aspettavo al varco e mi dicevo? Vuoi mettere che verrà a chiedermelo? 🙂

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  3. Evvabè Patrizia, incomincio allora con l’immaginare che sei una cuoca provetta e, no scussa (s=ss), dovrò immaginarmi il gambero di fiume o di mare?

    Così. giusto per saperlo. 🙂

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  4. Ma chi sarà mai quest’amica così stimolante, non è che me la presenteresti? Falle uno squillo va (magari subito), così le chiedi se si può organizzare una visita alla mostra a trois! 😉

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  5. Aurore2014

    Sono d’accordo con te al cento per cento caro Arthur! Questo è solo bisogno di stupire, io direi proprio anche esibizionismo arrogante che si prende beffa degli altri… se devo immaginare qualcosa che non c’è, l’artista sono io senza dubbio e lo posso fare anche restandomene comodamente sdraiata sul mio letto rimirando il soffitto!! 😀 Mi auguro almeno che non abbiano fatto pagare il biglietto per ammirare opere così prodigiose! ;-D
    Un abbraccio grande.

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  6. Guarda, una mostra d’arte con pareti bianche e opere inesistenti no, ma come test psicologico potrebbe funzionare, diciamo una variante delle macchie di Rorschach 😉

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  7. Sai cara Aurore quante volte come te ho fissato il soffitto sdraiato sul mio letto immaginandomi un mondo di cose? 🙂

    Comunque a quanto pare l’artista è anche molto quotata e cosa devo dirti, beata lei. 🙂

    Un abbraccio grande anche.

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  8. Sai cara Aurore quante volte come te ho fissato il soffitto sdraiato sul mio letto immaginandomi un mondo di cose? 🙂

    Comunque a quanto pare l’artista è anche molto quotata e cosa devo dirti, beata lei. 🙂

    Un abbraccio grande anche.

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  9. Non so se come test psicologico funzionerebbe Diemme, come dire, cosa ci vedi in quella parete, sì proprio quella svoltato l’angolo a destra dopo il mobile Luigi XVI e il cassettone Rococò della nonna di zio Smeraldo delle Cape nere. 🙂

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  10. “Provocazione o mancanza di idee? Probabilmente né l’uno né l’altro, soltanto il bisogno di stupire, cosa che oggi va molto di moda.”

    Concordo pienamente con questa tua affermazione a chiusa di questo tuo bel post, io sono convinto che oggi si abusi del termine “artista” come se per essere definito tale bastasse essere capace di esporre qualsiasi cosa, bella o brutta che sia, reale o irreale, esistente o inesistente, secondo me per arte intendo sempre e comunque un senso di condivisione, di compartecipazione, una mia espressione in cambio della tua attenzione e se va bene di una tua partecipazione, per certi versi diventa valida la famosa frase “Do ut des” frase latina, dal significato letterale: «io do affinché tu dia» e nel senso traslato che più mi piace «scambiamoci queste cose in maniera ben definita».

    Quindi tendo a percepire il tutto come una provocazione, nel senso che si cerca di farmi accettare una domanda (punto interrogativo) per una risposta, con il concreto rischio di una specie di scambio di ruoli, l’osservatore che diventa l’artista, e l’artista che assume unicamente il ruolo di provocatore, ma non riesco a vedere nulla di artistico in questo ruolo improvvisato, sicuramente nulla di condivisibile.

    Ciaooo neh!

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  11. A parte il fatto che non c’è niente di nuovo sotto il sole, nel senso che una tavola bianca è già esistita in psicologia e psichiatria come verifica delle svariate personalità (T A T)
    l’artista in questione dovrebbe sapere che nel momento stesso in cui un fruitore si pone difronte ad un’opera completa e non bianca, diventa lui stesso ‘operatore’ poiché vede quello che gli necessità vedere conforme alla propria personalità, che è fatta anche di pregi, ma anche di limiti, di fantasia ma anche viceversa e via dicendo….
    Non è detto che intuisca quello l’operatore originale ha eseguito, ma sviluppa lui stesso qualcosa che gli è necessario, come affermato sopra.
    L’essenziale è che recepisca delle emozioni e le sviluppi elaborandole.

    Bisognerebbe comprendere prima di tutto cosa muove oggi il sistema dell’arte. Molti artisti famosi non fanno nulla con le loro mani, ma delegano artigiani e scenografi bravissimi che ovviamente rimangono invisibili. L’essenziale è aderire ad un certo sistema a scapito della propria libertà individuale. E’ il collezionista che fa il gallerista e il gallerista a sua volta l’artista che deve procedere conforme ai gusti del collezionista che dà da vivere al gallerista ecc…
    Quindi una galleria che espone un certo tipo di opere non potrà esporne altre di impronta differente.

    Poi c’è ’l’artista’ che pur di farsi conoscere deve stupire in maniera davvero ‘offensiva’ verso l’intelligenza altrui….come d’altra parte ci ha abituato oggi il più becero gossip.

    Morale della favola , anche una casalinga o una persona qualsiasi che abbia delle buone idee, fantasia e un mucchio di soldi a disposizione potrebbe delegare altri all’esecuzione di una sua opera, come d’altra parte fanno molti artisti famosissimi….

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  12. Calo

    Uhm… bisogno di stupire, dici?
    Ma come ci si può stupire dinanzi al nulla? Fosse per me, quell’artista farebbe la fame: per me lo stupore è qualcosa di disarmante che, per palesarsi ha bisogno di “contenitori” e, soprattutto di “contenuti”, non importa quanto piccoli o grandi siano, L’IMPORTANTE E’ CHE CI SIANO!!!
    L’arte per me è “forma” intrisa di “materia” e impastata di “bellezza”: io ho bisogno di “vedere”, “stupirmi” e “godere”… fosse capitata a me un’esperienza del genere mi sarei sentita presa per i fondelli.
    Mah!!
    P.S. A proposito di immaginazione…culinaria… Caro Arthur la tua immaginazione riesce a percepire l’odore… e il sapore… delle Sfinci di S. Giuseppe ripiene di ricotta e appena spolverizzate di zucchero a velo? 😉 Vuoi favorire?

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  13. Che ci vedo in quadro simile ??? Nulla di particolare solo la furbata di un “artista” che vuole stupire senza fare sforzarsi con la fantasia . Sarà banale ma ora lo vedo così 🙂
    Oggi sembra essere molto di moda stupire con idee banalissime …..:) il bello che spesso sono anche quotati !! C’é Gente che ha allestito mostre in località importanti e famose solo perchè poteva permetterselo ed ora ha fatto carriera e molte delle sue opere sono quotatissime …

    buona notte carissimo Arthur ora vado a leggermi un libro comodamente …sono stufa di sentir parlare di attentati e corruzioni ..
    Bacione
    smile

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  14. Sì Alan, l’osservatore diventa l’artista e l’artista mi sa che invece da osservatore anche lui, si mangia le mani per non sapere cosa l’osservatore ha immaginato. 🙂

    E magari un’opera più complessa e articolata di quello che c’era esposto.

    Diciamolo, è un grande, enorme, inimmaginabile pressa per i fondelli, ma forse io sono legato troppo agli stereotipi, dove l’arte vive e pulsa indipendentemente da chi la guarda.

    Porcacc…!!! 🙂

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  15. Helios (benvenuto per prima cosa!) concordo con quanto hai detto, ognuno deve poterci vedere ciò che sente guardando un’opera e non potrebbe essere diversamente.

    Su certa arte di oggi, beh, l’artista è un po’ anche un artigiano, la materia, qualunque essa sia, il segno su di un foglio di carta, la pennellata su di una tela, la creta e così via, deve poterla manipolare per darle vita, un processo che non sempre nasce da qualcosa di certo e proprio per questo dopo diventa arte, perché il pensiero si fonde con l’emozione e l’emozione lo guida fino a quando non si esaurisce e mette la parola fine.

    Chi delega fa solo un’operazione commerciale, perché l’idea da sola non basta, bisogna anche saperla mettere in pratica.

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  16. Sì purtroppo cara Calo oggi si rincorre questo bisogno di stupire e per certi versi e alle volte, è l’unico modo per fare centro in una realtà che si basa sull’apparenza.

    E… l’odore lo sento e pure il sapore lo ricordo, se arrivo tra un attimo, va bene lo stesso? 🙂

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  17. Più che altro in un quadro simile non ci si vede nulla Rosy, ma sembra che la furbata abbia sortito il suo effetto, la mostra è andata alla grande eha avuto anche successo.

    Adesso ne organizzo una anch’io, vieni a vederla? 🙂

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  18. L’ennesiam idiozia dei nostri tempi.
    Ma come si può far “esporre” una…una…,non mi viene neanche una parola per definirla, creando così un nuovo caso per cui parlare…cialtroneria.

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  19. HI.
    la signorina è un po’ in ritardo perchè a New York, al Village, già negli anni Ottanta questi esprimenti venivano fatti e ciò che veramente era interessante era la risata liberatoria del dopo ma anche i primi tentativi di capire, ove ci fosse da capire.

    sheranulladinuovosotto…lapioggia

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  20. Orco, questa non la sapevo, ma in compenso alla fine c’era una risata liberatoria, mentre invece a quanto pare, l’opera che non c’è è anche quotata.
    Ma si potrà? 🙂

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  21. Avevo letto di questa “mostra” e ancora mi chiedo cosa ha spinto la gente ad andare e magari a pagare il biglietto d’ingresso.
    Immaginazione, fantasia, suggestione, ok ok, libertà di esprimere il nulla, liberi di farlo e proporlo, ma andare dietro a queste “trovate”, sinceramente….
    L’arte è frutto di immaginazione per chi la propone, può esserlo anche per il fruitore, ma ci vuole l’opera,almeno il segno, il tratto, la virgola, il puntino, altrimenti restano da guardare i chiodi. O non ci sono nemmeno quelli?

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