Ero per strada…

Suonatore

Lo confesso, è una mia debolezza, appena vedo qualcuno che suona per strada mi fermo, lo ascolto e poi gli lascio qualcosa, tant’è che i miei amici quando succede, vanno subito in fibrillazione, perché li obbligo a rimanere lì impalati ad ascoltare.

Ma questo ragazzo era veramente unico nel suo genere. Suonava muovendosi continuamente, chitarra, armonica e la classica batteria a pedale sembravano impazzite nelle sue mani, ma c’era un’altra cosa abbastanza curiosa, era vestito all’ultima moda, pantaloni stretti grigio scuro e giacchetta attillata, insomma, curato nell’aspetto, tanto che ho subito pensato che la cosa fosse abbastanza curiosa.

Però era simpatico e suonava abbastanza bene, malgrado martellasse quella chitarra in un modo inverosimile.

Evvabè – Manu, è una licenza blogghiana… – oggi dicevo a una ragazza che pensavo di trasferirmi al mare e di vivere pescando. Magari visto che ci sono porto anche la chitarra; non male come idea, giusto? 🙂

‘sera!

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56 pensieri su “Ero per strada…

  1. Aurore2014

    Come ti capisco Arthur! Sia per la voglia di trasferirti al mare facendo una vita meno frenetica sia perché ti fermi ad ascoltare i musicisti di strada: lo faccio sempre anch’io, o meglio ci provo, perché quando sono in compagnia io non riesco mai a trattenere le persone che sono con me… c’è sempre fretta di arrivare da qualche parte, anche quando si è in vacanza.. grrr… eppure alcuni meritano un paio di minuti del nostro tempo! Forse perché sono una sognatrice e mi piacerebbe avere il loro talento e il coraggio di vivere con leggerezza in libertà… chissà! Buona serata carissimo. 🙂 :-*

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  2. Erik

    io adoro gli artisti di strada, rimango sempre a guardarli e ammiro il loro omaggio…
    i musicisti di strada non so perchè mi affascinano in altro modo, come se avessero dietro una storia diversa…
    probabilmente è solo un giochino del mio cervello dal quale non riesco ma non voglio nemmeno sottrarmi…

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  3. Da noi in Italia non c’è molto la cultura degli artisti di strada come in Francia per esempio, ma sono comunque un “fenomeno” che racchiude tante caratteristiche curiose alle volte. Alcuni artisti sono davvero bravi e forse meriterebbero ben altro.
    Comunque sia, è sempre uno spettacolo affascinante, forse un po’ per quell’alone di mistero che ognuno di loro ha.
    Per il resto, beh cara Aurore, vengo a prenderti quando ci sarà il festival degli artisti di strada a Avignone e ce lo godiamo alla grande. 🙂

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  4. Erik

    per molte ore ho ascoltato, sognato ed accelerato i miei battiti con questa canzone:

    Ho girato in lungo e in largo
    in compagnia del mio violino
    e il vento dei viaggiatori
    mi è rimasto sempre amico.
    Conosco tutti i ponti
    i marciapiedi e le stazioni
    e in ogni posto e in ogni luogo
    ho lasciato una canzone.

    Mi esibisco per i passanti
    per i poveri e i signori
    perché non esiste uomo
    senza musica nel cuore
    e suono per le ragazze
    per le serie e le sfrontate
    perché non esiste donna
    che dica no a una serenata.

    E giro col mio violino
    per le piazze e per le strade
    la gente intorno balla
    e trova il tempo per sognare.

    Ogni sera conto i soldi
    sparsi in fondo al mio cappello
    mi addormento sotto un soffitto
    ricoperto dalle stelle.
    Trovo sempre un pasto caldo
    nei mercati e nelle fiere
    perché dove c’è un violino
    tutti quanti sono allegri .
    Ho incontrato mille donne
    e ogni donna l’ho incantata
    con la storia del vagabondo
    e la saggezza della strada
    i bambini mi fanno festa
    e stanno in fila per sentire
    perché sanno che il musicista
    è un vecchio amico da seguire.

    E giro col mio violino
    per le piazze e per le strade
    la gente intorno balla
    e trova il tempo per sognare.

    Da molti anni non mi chiedo più
    quale posto è la mia casa
    ho scoperto che la mia casa
    è insieme dovunque vada
    cammino senza legami
    ho solo il vento che mi insegue
    e il tempo non mi riguarda
    perché il tempo mi appartiene.

    E giro col mio violino
    per le piazze e per le strade
    la gente intorno balla
    e trova il tempo per sognare.

    Il fabbricante dei sogni – Modena city Ramblers –

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  5. Wow, bellissima e allo stesso tempo molto vera, anche se forse è più legata ai tempi che furono. Se solo oggi si potesse sognare così, avremmo di già raggiunto un bell’obiettivo per il nostro essere ancora in grado di sognare, appunto. Mi è successo un anno a Avignone, c’era il festival degli artisti di strada o qualcosa del genere. Sono arrivato nella piazza dei Papi di sera e alka luce delle fiaccole ho assistito a uno spettacolo unico nel suo genere. Fantastico. 🙂

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  6. Erik

    si e no… nel senso si in termini assoluti, no perchè in parte sta a noi ricreare il tempo in cui viviamo… forse… 🙂

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  7. Si può essere figli del proprio tempo e allo stesso modo vivere un mondo interiore che ci proietta in un’altra dimensione. Sognare magari scrivendo, o dipingendo, o facendo delle fotografie o soltanto mettendosi in silenzio a guardare ciò che ci circonda e che alle volte può stimolare la nostra fantasia al punto di farci sognare.

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  8. Ma cara Signora Patrizia, non mi permetterei mai di dire che ha le traveggole, ma scussi (ss=s) la domanda, dove ha trovato scritto “le fotogragieO”
    No perché a questo punto faccio una protesta ufficiale a WordPress che lascia leggere quel che non c’è.

    ‘nnagg…!!! 🙂 🙂 🙂

    ps: peddono, peddono, peddono…

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  9. Caro Arthur,
    mi è successo più di una volta di suonare o cantare o recitare per strada…… non perchè sono una barbona 😀 ma aderendo a manifestazioni o spettacoli di associazioni culturali o teatri….
    Esibirsi per strada è un’emozione particolare, molto diversa da quella più convenzionale nei teatri…..tutto è spontaneo, le persone si fermano a vederti o ascoltarti se si crea un feeling tra te e loro e tu dall’altro lato non hai nessun “filtro” con il tuo “spettatore” per cui puoi esprimerti al massimo e ti senti veramente libero…….. 🙂

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  10. Io suonavo per strada seduto sui gradini di Ponte Vecchio a Firenze quando facevo finta di studiare all’università. 🙂

    Però capisco cosa tu voglia dire Piccola Ema, quella mancanza di filtro aiuta molto e credo sia la spinta di tanti artisti di strada che alle volte sono davvero bravi.

    Basta concerti per strada? Avvertimi se capita, che passo a trovarti. 🙂

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  11. Come tutte le licenze poetiche… 🙂

    Come dicevo a Erik, credo che in noi, che ci fermiamo a guardare rapiti, ci sia una sorta di sopita voglia di emularli, ma al di là di tutto ciò, che credo sia vero, io li ammiro anche per il loro coraggio, per quella voglia di mettersi in discussione senza se e senza ma. Questo ragazzo che ho ripreso comunicava un’enorme energia, infatti non era possibile lasciarlo fare senza fermarsi ad ascoltarlo. Sembrava chiuso in quel suo mondo fatto di musica e di voglia di comunicare. Il bisogno a quel punto passava in secondo piano, dargli qualche moneta diventava del tutto naturale.

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  12. Erik

    io oltre al desiderio di poter vivere le loro sensazioni ed esprimere la loro arte, rimango dannatamente attratto dal valore che ha l’arte, l’espressione per la loro vita.. il non reprimere il bisogno di vivere secondo il loro istinto più forte, più determinante… il pensare che l’arte debba essere diffusa e condivisa senza @copyright perchè essa è tanto personale quanto di domino pubblico perchè l’arte è animata dai suoni, colori, profumi, sensazioni emozioni.. senza il mondo, senza i paesaggi, senza il mare e le montagne, senza i temporali o la neve, senza i battiti del cuore, senza gli occhi delle persone non ci sarebbero ne arti ne artisti… chi paga il @copyright a madre natura??

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  13. Sì, in ogni artista di strada credo ci sia, come dici tu Erik, questo bisogno di divulgare senza limiti e imposizioni la sua creatività. L’arte, se libera, è ancora più coinvolgente, nasce dal profondo e si trasmette così per come è.

    Pensa a quanti pittori, i cosiddetti madonnari, bravi ci sono e pensa con che impegno e maestria disegnano ogni giorno i loro quadri e malgrado la sera tutto viene cancellato, vivono di una univocità esemplare, ogni giorno uno è diverso dall’altro, fa niente se il soggetto è sempre lo stesso.

    Però non bisogna dimenticare che viviamo in una società avara e predatrice, se non circoscrivi il tuo piccolo orticello, presto viene depredato e a quel punto ciò che era tuo lo è di un altro senza via di scampo. Vedi quello che succede in rete, quanti furti di pensieri e di quant’altro!!!

    Chi sceglie di esprimersi a quel modo deve essere innanzitutto libero dentro, la sua espressione – non importa se per bisogno o per altro – non deve sentire legami di sorta e allora appare genuina.

    E in quel caso, anche una nota stonata fa parte della melodia. 🙂

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  14. @arthur: a parte le mie performance canore, che posso ripetere in qualsiasi momento e di fronte a chiunque, una volta potresti comunque venire a trovarmi! Tanto se ho ben capito non sei troppo lontano… 😉

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  15. Fare il pesto è facile……se viene bene è merito del basilico, dei pinoli e del formaggio! L’aglio poi và messo secondo i gusti di ognuno, per cui mi fai vincere facile! 😀

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  16. Beh, sarà facile per te che sei del posto, ma come tutti i piatti tipici c’è sempre un segreto immagino. 🙂
    Una volta, alcuni anni fa, avevo degli amici a cena e con la mia compagna di allora avevamo deciso di fare le trenette con il pesto. E così, nel pomeriggio mi sono messo di buon piglio in cucina per preparare la cena.

    Prendo il basilico, quello giusto, colto con le mie manine nell’orto e preso il frullatore, lo metto dentro insieme all’aglio, al formaggio e… mannaggia, non trovavo i pinoli. Apro tutti gli armadietti, maledicendo dentro di me la mia compagna che metteva sempre le cose nel posto sbagliato e in uno scaffale della dispensa trovo un vasetto con dei cosini piccoli bianchi dentro.
    Eureka, mi son detto, ne prendo un pugnetto e lo metto nel frullatore. Lo faccio partire e sento un rumore infernale, come se qualcosa facesse fatica a triturarsi.
    Evvabè, finito il tutto, era venuta una bellissima cremina verde. Io quando cucino non assaggio mai, per cui l’ho messa in un contenitore per usarlo la sera con le trenette.

    A cena, poi, mentre le assaggio, ho notato un che di amaro nel pesto, ho chiesto a mio cognato, buongustaio, cosa ne pensasse e lui mi ha tranquillizzato dicendomi che era buonissimo. Ma io non ne ero convinto. Al che ho chiesto alla mia compagna se si ricordasse dove aveva messo i pinoli e lei mi ha risposto candidamente che erano lì sul piano di lavoro in cucina.
    Oh porcaccia, allora cosa avevo messo dentro nel pesto? Nel barattolo c’erano dei fagiolini bianchi piccoli piccoli, ecco spiegato l’arcano.

    Che figura!!! 🙂 🙂 🙂

    Quindi, sarà facile per te, ma non è poi tanto scontato.

    Accetto e quanto prima, se vengo dalle tue parti, pesto, solo ed esclusivamente pesto. 🙂

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  17. Aurore2014

    Caro Arthur, guarda che ti prendo in parola! Quando si tratta poi di valicare le Alpi verso i “cugini” sai che non mi tiro indietro… non per niente mi chiamo Aurore 😉 Grazie per il tuo pensiero, sei sempre gentile! Che ridere che mi ha fatto la tua disavventura con il pesto! 😀 Dolce notte e un baciotto. :-*
    P.S. Di sicuro io invidio e ammiro la libertà degli artisti di strada… ma quando parlo di questo argomento (libertà) mi prendono le paturnie, perciò preferisco non dilungarmi su di esso..

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  18. Ringrazio l’amico Erik che mi ha dato modo di conoscere questa bella canzone dei Modena city Ramblers, gruppo che conosco ma che ho seguito poco, dei Modena city amo il suono della loro musica, mi ricorda molto alcune musicalità che appartengono al popolo valdese, popolazioni molto presenti e molto vive nelle valli che circondano la mia cittadina, mi riferisco alle valli Chisone, Germanasca, Pellice, le valli olimpiche del 2006 del profondo nord/ovest dove la popolazione è in buona parte di origine “Occitana”, per chi non le conoscesse, ebbene queste popolazioni hanno subito lunghissime persecuzioni (secoli) per motivi religiosi, ma ebbero la libertà legale nel 1848, sotto Carlo Alberto, ebbene la musica popolare di queste popolazioni fanno grande uso del violino, delle chitarre , delle fisarmoniche e strumento d’eccezione la “Ghironda, strumento molto stramo, sembra un po’ un mandolino ma ha anche dei tasti ed una manovella (tipo macina caffè di una volta) che viene girata in continuazione, insomma uno strumento stranissimo, oggi è possibile ascoltare la ghironda in alcuni festival europei di musica folk e da noi fa parte della strumentazione e del tipo di musica eseguito da Sergio Berardo (Lou Dalfin) quasi totalmente in dialetto occitano.

    Per chi volesse conoscere questo tipo di musica lascio il link dell’inno degli Occitani dal titolo “Se chanto”; https://www.youtube.com/watch?v=HXEc7Y2l4sQ

    Dette popolazioni hanno conservato vive le loro secolari tradizioni e la loro musica è molto simile alle ballate irlandesi o alla musica Cajun americana (Gruppo etnico, di origine e lingua francese che abita nella Lousiana).

    Musica Cajun, “Ma Lousiane”; https://www.youtube.com/watch?v=n4sU15MTdfs

    Queste tipologie di musiche folk mi fanno sentire parte di un qualcosa, voglia essere un popolo oppure solo gli usi e costumi che sento comunque molto vicini.

    Come al solito ho preso lo spunto dal tema del post per andare verso orizzonti diversamente belli.
    Che la musica che è dentro di noi ci faccia sentire sempre le melodie che ci ricordano quanto sia bello il vivere, sempre e comunque.
    Ciaooo a tutti.

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  19. Caro Arthur,
    la tua disavventura col pesto non è stata data dalla difficoltà di fare il pesto ma, diciamo, da una “distrazione” negli ingredienti! Mettici i pinoli e vedrai che ho ragione! 😀 Quello che ho notato, invece, è che fuori della liguria cambia il basilico (di solito dal sapore più forte del famoso “basilico di Prà” usato qui)…..e questo rende il pesto fatto a Genova “diverso” 😉

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  20. Ciao Emaki . riguardo al basilico hai proprio ragione …come ti sposti dalla zona di Genova e dintorni diventata diverso cambia sapore !! Io sono una fanatica del pesto . Fino all’anno scorso avevo zii e cugini genovesi e ho frequentato Genova , Prà ,S. Margherita , fin da quando avevo 3 anni e ho avuto la casa anche per un paio d’anni ( circa) . Quando partivo da Genova mi portavo via il basilico fresco , a volte anche da piantare , profumatissimo . Arrivata a casa sapeva di menta invece di basilico. Mannaggia all’aria padana !!! Adoro anche la zuppa di pesce e naturalmente la focaccia con le cipolle o quella col formaggio . La migliore che ho mangiato? a Recco e S.Margherita , ma li è cmq buona ovunque !!!! Scusa l’intromissione , ma l’argomento mi stuzzicava… :)))
    Un caro saluto a te e al padrone di casa che fa il Pesto coi fagioli ( geniale ) 😉
    Rosy

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  21. Come come suonavi sui gradini di Ponte vecchio da studente ??? Eri TU ??? (rido ridooo)
    Una vita faaaaa !!! Ricordo “l’evento” ero con amici ed era la prima volta che andavo a Firenze , mi sono fermata a chiacchierare ( ehmmm ho la mania ach’io degli artisti da strada ) così ho perso di vista le persone che erano con me. Allora non avevo il cell. e li ho ritrovati in albergo . Loro preoccupatissimi quasi le busco :)) io per niente !
    …Vaaaa quando si dice il caso… ahahah

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  22. Avignone é Unica , molto bella ! E’ tantissimo che nn ci vado .
    Ci sono stata che ero giovane( solo un paio di giorni) in gita verso la Spagna in coincidenza della festa che non sapevo esistesse .Mi piacque molto . Così anni dopo ci sono ritornata e sono rimasta li qualche giorno. C’era il Mistral ( fastidioso ) ma lo spettacolo è stato ugualemente molto affascinante ! Forse te l’ho già scritto …Vicino al Lago di Garda a Castellaro Lagusello a fine agosto ( circa ) c’è una manifestazione di artisti di strada da tutto il mondo, almeno quando andavo io anni fa era così. Penso la facciano ancora.
    Buon fine settimana Caro Arthur
    :)))
    Rosy

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  23. Caspita Alan, hai parlato di un mondo che non conoscevo per nulla. Non sapevo esistessero gli Occitani e comunque sono andato a vedere “Se chanto”, molto bella come musica popolare, ma soprattutto molto bella l’atmosfera che immagini si respirasse.

    Conoscevo invece la Ghironda, che poi è uno strumento medievale se non sbaglio, c’è stato un periodo che andavo ad ascoltare musica medievale nelle chiese romaniche e la Ghironda veniva usata spesso. Vuoi l’atmosfera del luogo, vuoi la bellezza di quella musica, ogni volta era un’esperienza unica.

    Grazie comunque per questa tua testimonianza, come sempre precisa e interessante.

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  24. Quando ho assistito casualmente a quello spettacolo nella piazza dei Papi a Avignone, credimi Aurore, c’era una magia unica che la ricordo tutt’ora.

    E poi chissà, mai dire mai nella vita, magari ci ritroviamo sugli stessi gradini seduti, rapiti dalla magia di un momento irripetibile, di un Mimo o di un cantore che ci racconta di una musica senta tempo e senza fine.

    Ciao Aurore, e buon fine settimana. 🙂

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  25. Conoscevo una signora tanto tempo fa di Ventimiglia e il suo pesto, credimi, era uno sballo e credo che avesso il basilico giusto, come dici tu Emanuela, ma lo coltivava nel suo orto, avrà preso le piantine a Prà?

    Ciao ci sentiamo presto e buon fine settimana. 🙂

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  26. Tutta la Provenza è molto bella, come anche la Camargue. Amo molto la Francia, l’ho girata tantissimo e ci torno sempre volentieri. Ma veramente eri a Firenze Rosy mentre io suonavo con la chitarra su Ponte Vecchio? Non l’ho fatto tante volte, alcune soltanto, ma era bello e poi allora, sempre in cerca di conquiste, era un modo “facile” per acchiappare soprattutto le ragazze americane che andavano matte per la canterinità Italiana e non solo. 🙂

    Altri tempi mannaggia cara Rosy, belli, belli, belli, ma non rimpiango nulla, ogni epoca ha la sua storia.

    Ciao Rosy, buon fine settimana anche a te. 🙂

    ps: non conosco questa manifestazione che si tiene a Castellaro Lagusello, ma in effetti in quel periodo sono sempre al mare. Sul lago di garda ci sono sempre tante cose interessanti, ma ultimamente ci vado meno spesso.

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  27. A proposito delle musiche medievali in chiesa, in tempi medievali le ghironde, molto più grandi di queste attuali, misuravano anche 3/4 metri, erano suonate da più persone, una sicuramente doveva girare in continuazione la manovella che fa girare il disco che sfrega sulle corde (tipo l’archetto per i violini), questo strumento fungeva da organo (Organistrum) nelle chiese e veniva usato per accompagnare i canti e le funzioni religiose.
    Ciaooo neh!

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  28. Quello che visto io era diciamo piccolo, probabilmente la versione moderna.
    Vedo che sei un intenditore, complimenti.
    Grazie e buon fine settimana anche a te. 🙂

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  29. sì, sì, piacciono anche a me e qualcuno di loro ha saputo regalarmi bei momenti di ascolto e divertimento. Mi spiace, inoltre, che in strada non si esibiscano più giocolieri e cantastorie che sapevano incantare i bambini. Forse si pensa che in questa società che è sempre più digitalizzata e che va di fretta come il vento, nessuno si fermerebbe ad ascoltarli. Ma i bambini sì, loro ancora sanno come lasciarsi emozionare.

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  30. Aurore2014

    Grazie Alan per tutte le fantastiche informazioni che ci hai regalato sulla musica e la cultura Occitana. Caspita, la lingua d’Oc ha dato nel medioevo frutti bellissimi, (l’ho studiato all’università nei corsi di lingua e letteratura francese) e poi ha avuto molte influenze su tutta la cultura europea dell’epoca e persino sulla lingua e letteratura italiana (Il Dolce Stil Novo ne è figlio!), come Arthur adoro la Francia, è la mia seconda patria (forse nel cuore è la prima). Amo molto anche il dipartimento svizzero di Vaud.. 😉 Buon fine settimana a te, a tutti gli amici del grande Arthur e naturalmente ad Arthur stesso!! 😀
    Magari Arthur, mai dire mai… come dici bene tu. 😉

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  31. @Aurore2014

    Grazie a te, per questa dimostrazione di interesse verso queste popolazioni e la loro cultura, popolazioni e cultura pregne di storia antica e recente che hanno condizionato il vivere ed il crescere delle popolazioni Franco/Piemontesi.

    La lingua occitana, o lingua d’oc, evoluzione dell’occitano antico o provenzale, l’occitano non va però confuso né con il francoprovenzale (arpitano), né con il francese.

    La bandiera occitana è rappresentata da una croce gialla su sfondo rosso, la croce detta « occitana » è il derivato dello stemma gentilizio dei conti di Tolosa: «de gueules à la croix vidée, cléchée», questa bandiera è utilizzata per rappresentare la lingua e la cultura occitane, o più generalmente come emblema regionale, nel 1950, Henri Rolland affermò che l’origine di questa croce deve essere ricercata nel marchesato della Provenza.

    Per noi piemontesi l’influenza dei nostri cugini d’oltralpe è tangibile ancora oggi, non solo nell’assonanza dialettale, ma anche e soprattutto nella tipologia caratteriale, ancora fortemente riscontrabile nelle nostre ahimè numericamente ristrette popolazioni autoctone.

    Ciaooo buon fine settimana.

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  32. Nella mia città alle volte la domenica ci sono ancora dei giocolieri e persino dei mangia fuoco e i bambini stanno lì a guardarli rapiti. Ma hai ragione Maria Rosaria, si sta perdendo il gusto delle cose semplici che non necessariamente hanno a che fare con la tecnologia.
    Evvabè, speriamo di aver torto. 🙂

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  33. E allora buon inizio settimana (anche se è già incominciato da un pezzo… 🙂 ) anche a te cara Aurore. Poi vengo a trovarti così te lo auguro di “persona” 🙂

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  34. Affermo sempre che chi produce musica, si connette con il Paradiso, poiché quel suono arriverà certamente in cielo dove si crea un’armonia che gli angeli utilizzano per i loro cori. Un saluto a tutti ed un bacio a te Arthur.

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  35. Caspita Carlotta, come sei poetica!!!

    Sarebbe bello che fosse come dici tu e magari lo è davvero, ma cambiando per un attimo argomento, lo sai che “Il Mondo di Arthur” sente la mancanza della sua Carlotta che nel tempo, oltre che a delle buonissime ricette, ha scritto tante cose?

    Mannaggia di una mannaggissima, direbbe l’amico Alan.
    Un bacione anche a te e a presto spero. 🙂

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