L’Italia dei quaquaraquà.

Ma che Italia è mai questa?

Un’Italia che alla prima occasione non sa fare altro che inneggiare al sopruso e all’odio razziale. Parlo dei vari social network, dove non c’è di meglio per commentare una notizia che l’insulto, una stupida pretesa per ergersi a paladino di un non meglio precisato moralismo da quattro soldi che trova spazio nell’ignoranza e nella dabbenaggine.

E allora, se un militare stupra per strada una ragazzina di 15 anni la colpa è della giovane che con le sue movenze provocatorie se l’è cercata; se una modella, bella, molto bella, posta in rete le sue immagini senza trucco e con evidenti brufoli sul viso, ottiene 100.000 commenti di gente che l’insultano dicendo che fa schifo, come se la bellezza fosse un dogma che non ammette repliche.

Potrei continuare all’infinito, visto che le pagine dei giornali traboccano di casi come questi, e allora mi domando e dico, forse che l’Italia è diventata la Patria dell’opinionista nulla facente che durante la giornata spulcia impietosamente i social network per potersela prendere, sempre nell’anonimato ovviamente, con qualcuno?

E sì, perché a quanto pare di tempo a disposizione ne hanno parecchio. Usarlo in un modo migliore?

No, mannaggia, no, che soddisfazione sarebbe mai!

” Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà. Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, ché mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini. E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi…E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito. E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre “

Il giorno della civetta – Leonardo Sciascia

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22 pensieri su “L’Italia dei quaquaraquà.

  1. Aurore2014

    Bello, bello, bello questo post! Mi piace tantissimo la citazione di Sciascia con cui hai chiuso… purtroppo pienamente appliccabile ai nostri tempi. Sono d’accordo con il grande scrittore e con te caro Arthur: un sacco di gente (aumenta sempre di più!) ha molto tempo libero e niente a cui pensare o di cui occupparsi, sempre più cervelli vuoti, lingue lunghe e sporche e maleducazione!
    Io ne sono disgustata da tempo e questo Paese mi delude sempre di più..
    Un abbraccio.

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  2. Beh non è una scoperta che i quaquaraquà ci siano e ce ne siano parecchi. In effetti penso proprio che non abbiano nulla di meglio da fare, solo criticare, offendere, usare maldicenze, ecc. ecc. In effetti ne hanno per tutti e ovviamente lo fanno in anonimo, molto facile per non essere a loro volta presi di mira. Beh che di devo dire, se la loro vita è basata su questo, non li invidio per niente, anzi tutto il contrario, fanno alquanto pena!!
    Bacione, one one one…… e…. ricordati quella cosa, tanto lo so che non lo farai mai ahahahaha
    Ciaooo, dolce notte!
    Pat

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  3. Caro Re Arthur, una volta la parola era poco compresa, oggi e poco considerata, più parole si dicono e/o scrivono meno valore gli viene attribuito, un non senso? Forse no, solamente perché ritengo che il non senso non esista veramente, lo abbiamo creato noi per dare un valore ed un certo significato a quelle parole che abbiamo ritenuto giusto esprimere.

    Inutile prendersela per l’uso che gli abbiamo destinato, povere parole, ne abbiamo troppo bisogno per riempire le nostre giornate ed il nostro vivere, poi, per nostra ambizione, ignoranza ed egoismo abbiamo perso il senso del limite, adducendogli come scusante il nostro atavico bisogno di saziare, di riempire ogni nostro possibile attimo di vuoto, così siamo stati capaci di riempire l’etere di segnali televisivi e radio, segnali strabordandi di immagini e parole ripetitive, di immagini che non avvallano le parole e viceversa, tanto l’unico scopo e lo strabordare, mille canali, altrettante stazioni radio, tutte atte a riempire e a togliere intrinsecamente il significato alle cose, hai mai provato a ripetere anche mentalmente, ma meglio se a voce alta per un numero elevato di volte la stessa parola? Ebbene si finisce per perderne letteralmente il significato, fino a doverci spendere un po’ di tempo per riacquisirne un significato.

    Più parole inventiamo, più parole spendiamo con l’illusorio scopo di migliorare la nostra reciproca comprensione e conoscenza, meno nella realtà ci riusciamo, sembrerebbe decisamente un controsenso, ma non lo è, purtroppo non lo è, la nostra società moderna ne è la prova lampante, una volta erano considerati più ignoranti, e, probabilmente sotto un certo punto di vista lo erano, ma nonostante il numero ristretto di mezzi di comunicazione, non ultima la poca conoscenza dell’uso della parola, ci si comprendeva sicuramente meglio, tutto era più essenziale, più circostanziato dai gesti e dalle cose, non c’era grande possibilità di mistificare le cose e i gesti, con l’avvento sull’uso della parola e con il moderno desiderio di dare un significato a qualsiasi cosa, gesti, oggetti, sentimenti e pensieri, meno riusciamo a comprenderci, anzi abbiamo compreso che quel nuovo mezzo è potentissimo per confondere, per sopraffare le persone e le masse, una bugia ben detta assume più valore di una normale verità, questo degenerare sull’uso della parola ha portato a poter/dover suddividere veramente l’umanità nelle cinque categorie citate giustamente da L.Sascia.

    Purtroppo il silenzio e la solitudine non ci aiutano, l’ho provato, il vero silenzio esiste unicamente in un stato che per noi umani è l’eterno, quindi non ci appartiene, ogni nostro attimo di vita, ogni nostro respiro è accompagnato da un pensiero che si esprime con la parola, quindi, purtroppo le parole ci dominano ed opprimono togliendoci la possibilità di decisione, come se la parola, sia essa espressa o pensata ci fosse superiore, dominante espressione del nostro essere e del nostro umano vivere, siamo sempre più destinati all’incomprensione e più cercheremo di porvi rimedio inventando nuove parole, meno ci riusciremo.

    Com’era bello quando una volta incrociando per strada un conoscente o un amico ci si incrociava lo sguardo e con un cenno e perché no un sorriso, ci si comprendeva appieno, e, per quell’attimo tutto era straordinariamente e semplicemente divino.

    Ciaooo neh! Alla prox.

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  4. Sì cara Aurore, cervelli sempre più vuoti che nell’apparenza cercano spazio con parole che giorno dopo giorno sono prive di significato.
    Evvabè!

    Ciao, stasera passo a trovarti così vedo le ultime tue novità.
    Buon fine settimana. 🙂

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  5. E a proposito di quaquaraquà giusto sul blog di Morena c’è un articolo che parla del libro che Schettino ha scritto sulla disgrazia di cui è stato autore. Ho giusto risposto riportando un articolo scritto da un giornalista sull’Espresso sulla deputata del movimento 5 stelle che per attaccare Marino, sindaco di Roma, sfrutta la morte di quel bambino di quattro anni nell’ascensore del metrò.

    Sparare cavolate (giusto per usare un eufemismo) sempre e comunque, alla ricerca di un consenso, senza considerare il peso delle parole che si dicono.

    Che schifo! Che pena!

    Evvabè, buon fine settimana Patrizia e riposati, visto che durante la settimana corri alla grande, anzi, dippiùà, dippiù. 🙂

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  6. Beh, caro Alan io da buon siciliano conosco benissimo quei cenni e quei sorrisi o quegli sguardi che non avevano bisogno di null’altro, ma perché erano colmi di significato, dove le parole non potevano al contrario esprimersi meglio.

    Sai cosa mi fa più specie? Il fatto che malgrado questa indigestione di informazione e di mezzi, non ci sia più quella voglia genuina e allo stesso tempo semplice di comprendere, perché anche il pensiero, non per tutti ovviamente, corre per i fatti suoi portandosi dietro parole senza senso dette solo per riempire una pagina o per trovare un consenso in altre parole senza senso. Ma forse spesso la rincorsa è solo al “Like”. Ricordi quell’articolo che ho scritto a proposito dei Like?

    La gente non ascolta e quanto meno legge, il cenno del capo o il sorriso si esprime con un bel Like, fa nulla se quello che c’è scritto è colmo di significato o magari è solo immondizia.

    Ciao Caro, bella come sempre la tua analisi. Grazie!
    Ciao e buon fine settimana e a presto. 🙂

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  7. Ho visto del libro di Schettino e sicuramente venderà… la gente per curiosità, secondo me, lo compera.Che pena, è un libro da mettere al rogo, non da vendere.Buon fine settimana anche a te, il mio sarà di corsa, ho parecchie cose da fare e domenica sonovicino a Chioggia per un pranzo con amici di mio marito… che gioia 👀Kiss. Pat

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  8. Approfitto di questo tuo spazio per fare gli auguri di buone ferie a tutti/e. ci si ribecca al ritorno, ciaooo neh! e mi raccomando mettetecela tutta per far si che siano ferie serene. ciaooo neh!

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  9. Grazie Alan, periodo di ferie questo, ma anche di piccola pausa blogghiana per tanti di noi.
    Buone ferie anche a te, serene senz’altro, ma anche con un friccico di novità “appetitose”, e non solo in senso ciboso, che se ci sono non guastano mai.
    A presto quindi. ☺

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  10. Uffi, io niente ferie invece. Solo due o tre giorni nel ferragosto e poi di nuovo al lavoro ‘naggia!!!
    Buone ferie allora, divertiti e soprattutto rilassati alla grande!!
    Kiss, Pat

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  11. Caro Arthur come darti torto? E’ un mondo vuoto quello che ci circonda purtroppo e a me non piace per nulla. Sto diventando forse anch’io intollerante? Forse si ma se lo sono è verso proprio tutti i social network che detesto, dove mettersi in mostra, deridere, offendere sembra essere il massimo della vita. Per adeguarmi ho una pagina facebook ma è da me poco frequentata. Trovo stupido perdermi dietro a giochetti che ritengo inutili. Ho comunque amici anche blogger a cui ho dato l’amicizia e che saluto ogni tanto. Tutto qui. Per il resto meglio leggere, e Sciascia è un’ottima saggia lettura.Un forte abbraccio ad un caro ,”saggio” amico. Isabella

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  12. Ottimo post,Arthur ,la superficialità è divenuta cronica,ormai anche ex blasonati quotidiani hanno venduto l’anima a notizie di gossip sbattute nelle prime pagine ( giusto per vendere ??? …) ,quasi fossero notizie delle quali non se ne può fare a meno.In tv ancor peggio; gli spazi di una seria informazione e cultura si restringono sempre più.Dunque la maggioranza delle persone segue il carrozzone delle pseudo-puttanate propinate ogni giorno che passano per cultura…poveri noi…!!!
    un caro saluto
    Daniela

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