Riflessi d’Oro

Tramonto_a

La ripresa è un po’ riprendere coscienza di sé, anche se è difficile dopo il dolce far nulla. Quale modo migliore se non con una poesia di mio Padre Santi?

Buona lettura.

Riflessi_Oro

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25 pensieri su “Riflessi d’Oro

  1. Aurore2014

    Foto e poesia, entrambe stupende caro Arthur! Abbinamento perfetto, ovviamente… Il tuo papà era davvero un poeta raffinato e sensibile: mi ha emozionato leggere questa poesia così “bilanciata” tra la malinconia e la gioia, che ben fa percepire proprio quell’atmosfera che si respira al tramonto… davvero un capolavoro!
    Un abbraccio. 🙂

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  2. Grazie Aurore, so che sei anche tu una fan di mio padre e chissà se ci vede da lassù, sarebbe contento, visto che era, come il figlio d’altronde un po’ vanesio. 🙂

    A parte gli scherzi, sai che per fare quella foto ho bagnato la macchina fotografica? E sì, ero sdraiato sul lettino quando ho visto quell’ammasso di nubi e quel sole che stava per tramontare e così mi sono precipitato in riva al mare e ho scattato alcune foto. Solo che nella foga non mi sono accorto che è arrivata un’onda più forte e così… mannaggia. Sono corso subito a pulire la macchina e per fortuna non ha subito danni. 🙂

    Ciao cara Aurore, una felice serata, magari pensando cose belle.

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  3. la natura come fonte inesauribile di meraviglia ha ispirato i sublimi versi di tuo padre che sono una canzone melodiosa,un’inno alla bellezza del mare con le sue varie sfumature ed incidenze sull’animo .Nella tua foto si colgono davvero quelle “briciole di gioia” …complimenti a entrambi!

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  4. Grazie Daniela, mio padre era un inguaribile romantico, ma allo stesso tempo un acuto osservatore della vita. E’ diventato ormai un appuntamento fisso qui sul blog, ogni tanto ne pubblico qualcuna ( ne ha scritte tante soprattutto quando è andato in pensione, compreso la pubblicazione di due libri) e ogni volta mi sembra di riscoprirle, di ritrovarci nuove espressioni, che pur alle volte profonde e dure, così come profonda e dura è la vita, racchiudono dentro di sè il dono di voler continuare a sorridere, lasciando uno spiraglio aperto alla speranza.
    Una cosa bellissima. 🙂

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  5. Aurore2014

    Meno male che non hai rovinato la macchina fotografica! Certo che il tuo papà ci guarda da lassù! Gli mando un bacio.
    Buona serata anche a te caro Arthur. 🙂

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  6. Dire che è stupenda è quasi fargli un torto, facile è il coglierne la delicatezza ed il senso della pacatezza, della sua precisa ed accurata visione del vivere, la visione delle cose nella loro intrinseca semplicità e grandezza, una sorta di bilanciamento delle cose.

    Leggo che di tuo padre scrivi che era un inguaribile romantico, ma allo stesso tempo un acuto osservatore della vita, io azzardo ed affermo che lo ritrovo più nella seconda parte della tua espressione, a mio modesto e comunque rispettoso parere era così capace di leggere il vivere che lo circondava, da averne scoperto l’arcano, ossia l’essenza del vivere che è di per se romantica, la vita se colta ed interpretata nel modo più giusto e bilanciato e di per se estremamente semplice e romantica, perché contiene sempre in egual misura una parte positiva e la sua parte in contrapposizione, formando così il perfetto bilanciamento, l’equilibrio delle cose, ogni variazione a questa regola è pura manomissione umana, incapaci di cogliere la semplicità e la naturalezza delle cose e del vivere.

    Ciao perdona l’ardire, alla prox, ciano neh!

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  7. Erik

    per me più che riprender coscienza di me, è riprender coscienza del mondo che mi circonda… questo diventa difficile… :)))
    un grosso saluto arthur!!

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  8. Perdonare l’ardire? E perché mai Alan, sai benissimo che i tuoi commenti sono sempre ricchi di riflessione, oltre che particolarmente graditi. L’essenza del vivere di per se romantica, come giustamente dici, lui sapeva coglierla benissimo, infatti era un contemplatore della natura e della natura umana e forse la sua professione di medico in questo lo ha aiutato. Ricordo da piccolo che quando si era in viaggio in macchina, alle volte si fermava e, rapito, stava a guardare il panorama che gli si presentava davanti. In silenzio, ed io che invece ero stufo di aspettare – da piccoli certe cose si capiscono dopo – non riuscivo ancora a capire del perché lui fosse così incantato. Lui osservava e poi, come un pittore dipingeva con le parole ciò che aveva visto. Una sorta di contemplazione che andava al di là delle cose stesse ed è proprio così che poi riusciva a descrivere certi misteri della vita, dove spesso la natura ne era protagonista.

    Certe cose, di lui, le ho capite da grande, quando a mia volta mi sono cimentato nella “contemplazione”, con la tela e i pennelli, con la macchina fotografica. Fino a che punto si può essere simili ad un genitore mi domando! 🙂

    Di certo lui mi ha insegnato molte cose, a saper guardare soprattutto, e non è poca cosa. Giusto? 🙂

    Grazie Alan, come sempre è un vero piacere chiacchierare con te.

    Alla prox. 🙂

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  9. La foto è molto bella, ma ciò che la rende tale è soprattutto la poesia di Papà Santi.
    Eh sì caro Arthur, quello che mi sa donare Papà Santi con le sue Poesie è veramente unico, speciale, stupendo!! Mi fermo qui, non servono tante parole per esprimere le emozioni che si scatenano ogni volta che leggo una sua poesia, no, non servono. Me le assaporo lentamente e mi ci beo con grande piacere!!
    Serena notte, Pat

    P.S. Le macchine fotografiche non si dovrebbero mai bagnare, ci sono apposite coperture per tenerle al riparo, soprattutto se si usano al mare. Impara tontolo….

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  10. Grazie per “la foto è molto bella”, ma è solo un timido contorno alla poesia di mio padre.

    E per il resto, mannaggia, ma tu quando fai le foto come sei? Beh, io quando ho in mano una macchina fotografica oppure una telecamera, conta soltanto ciò che sto riprendendo e alle volte succede il patratrac. Tipo una sera di un paio di anni fa d’estate che ero con la telecamera in mano e stavo riprendendo una sfilata con dei trampolieri. C’era un avvallamento sulla strada e ho messo male il piede e sono finito dritto per terra. Solo che per salvare la telecamera ho fatto un altro capitombolo finendo con il muso sul marciapiede. Mi sono alzato tutto sanguinante sul viso ma con la telecamera salva. 🙂

    Hai presente la foto che ho pubblicato? Sì, proprio questa del tramonto. Stavo riprendendo le onde che s’infrangevano sulla battigia. L’idea era quella di riprendere il chiarore del sole tra le onde e per farlo mi sono dovuto avvicinare di più all’onda che arrivava. E una, e due, e tre, la sfacciata di onda è arrivata più forte e così ha preso in pieno la macchina fotografica, mannaggia, che per l’occasione tenevo bassa, una cinquantina di centimetri dalla spiaggia.

    Niente di grave per fortuna, l’ho subito asciugata, tolto batteria e scheda di memoria scuotendola “violentemente”, dapprima il display non si vedeva nulla, ma poi ha ripreso a funzionare con un grande sospiro di sollievo da parte mia.

    Hai capito come si fanno certe foto cara tontolona mia? 🙂

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  11. La cara tontolona tua, ha fatto foto alle Cascate delle Marmore in condizioni pessime.
    Ha dovuto mettere la macchina fotografica dentro ad una sportina trasparente, fargli un buco per l’apertura dell’obiettivo e una per poter vedere cosa caspita stava fotografando. Alla fine si è ritrovata completamente fradicia, come se avesse fatto la doccia, ma la macchina fotografica era salva. 😛
    Altre foto, che se avrò tempo di pubblicare, le ho fatte dalla macchina mentre era in corsa sulla superstrada, mi piacevano i paesini arroccati sulle colline, quindi praticamente con la testa fuori dal finestrino mentre passavano le altre macchine. E altro ancora.
    Come vedi la tontolona tua per fare le foto non si risparmia, è che non le pubblica tutte, molte non hai nemmeno la più pallida idea di cosa ho fatto pur di fare lo scatto. Poi sono talmente tante quelle che faccio che non le pubblico, ma le tengo per me, faccio ovviamente una scelta e le altre restano nelle cartelline dove ogni tanto me le riguardo!
    E questi sono solo piccoli esempi di quello che combino per fare gli scatti a quello che mi attira!!

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  12. Sì, sì, lo so cara Patrizia che tu sei una fotografa che non si risparmia per amore della fotografia, e t’immagino tutta bagnata (hihihihihiiiiiii…) dopo il tuo reportage sulla cascata. 🙂

    Già, già, t’immagino! 🙂

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