Impara l’arte e mettila da parte. Oppure no?

Igor

Non capisco, mannaggia, non capisco. Non capisco cosa c’entri l’arte con certe performance che di artistico hanno poco a che fare, secondo me. Sì, c’è l’idea, che solo a pensarla immagino debba esistere una mente a dir poco perversa, ma d’altra parte si sa, l’artista o chi si industria per apparirlo, deve essere un po’ pazzoide, fuori dalle righe, ma il troppo è troppo ari_mannaggia, deve esserci un filo conduttore, un qualcosa che chi guarda possa provare, che siano sensazioni, o emozioni, insomma, qualcosa, qualunque essa sia.

Oggi, navigando qua e là m’imbatto in un sito, dove una mia vecchia conoscenza che non vedo da almeno 15 anni e che, trasferitasi a Parigi, si è dedicata all’arte – fotografia, pittura e quant’altro beata lei – pubblicava un video di una sua performance. Con l’aiuto di un’amica, in uno spazio quadrato delimitato da linee, tirava fuori da una scatola di legno dei bastoncini appuntiti che sembravano delle grosse sottili matitone, di circa un paio di metri l’uno e dopo averli appoggiati per bene sulla parete che faceva da sfondo, indossata una maschera, li posizionava sul pavimento buttandoli a casaccio uno sopra l’altro, aspettando che rotolassero fino a fermarsi.

Avete presente lo Shangai, quel gioco che si fa con i bastoncini? Più o meno la stessa cosa, o almeno questa è stata la mia impressione. E poi, mi sono detto? Dove sta la novità? L’idea se pur simpatica, mi sembrava piuttosto uno scimmiottamento di una delle tante istallazioni anni ’70 che inneggiavano all’arte oggettuale – a questo proposito mi vengono in mente tanti trenini di legno diligentemente messi uno dietro l’altro che facevano bella mostra di sé in uno scenario fantastico di una chiesa sconsacrata – dove il significato era affidato più al pensiero di chi l’aveva immaginata, piuttosto di chi stava lì a vederla.

E già che poi di fronte a queste cose si rimane un po’ intimiditi, nessuno ha il coraggio di dire che non c’ha capito nulla e magari ci si complimenta con l’autore per l’idea geniale, come sempre succede.

L’arte, ho idea, dopo la famosa “Merda d’artista” di Piero Manzoni del 1961, credo abbia perso ogni ritegno, qualunque cosa è considerata opera artistica se solo è ben pubblicizzata e se ha la fortuna dell’appoggio e della recensione di un ben noto critico d’arte.

C’è ne tanta secondo me di arte buona al giorno d’oggi, astratta o figurativa che sia, arte che con la sua forza espressiva si pone al di sopra di opere che, caso contrario, spesso cadono nella banalità più assoluta. Non basta un’idea che sconvolga o che stupisca, serve dell’altro. Come questa estate, quando, entrato in una chiesetta Romanica ad un’unica navata, la prima cosa che ho detto ad alta voce è stata: “Che bella!”

Ecco, se un quadro, un’istallazione o una scultura mi provoca questa emozione, allora è arte, altrimenti è solo un normalissimo, banalissimo dejà-vu

*** Nella foto due opere del celebre scultore recentemente scomparso Igor Mituraj in argilla, matrici originali di successive fusioni in bronzo esposte nella chiesa di Sant’Agostino a Prietrasanta (Lu). La città di Pietrasanta ha dedicato al maestro una mostra con alcune opere monumentali nella piazza del Duomo.

Emozione pura, senz’altro da vedere.

Igor_a

*** Le statue di Igor Mituraj viste da un’altra angolazione nella Chiesa di Sant’Agostino a Pietrasanta, edificata nel XIV secolo. Oggi nella chiesa il culto è sospeso e viene utilizzata soprattutto nei mesi estivi per delle mostre.

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36 pensieri su “Impara l’arte e mettila da parte. Oppure no?

  1. Aurore2014

    “..qualunque cosa è considerata opera artistica se solo è ben pubblicizzata e se ha la fortuna dell’appoggio e della recensione di un ben noto critico d’arte.” Sono d’accordo con te su questo caro Arthur e sono d’accordo anche sul tuo modo di intendere l’arte: qualcosa che sa suscitare emozione; se invece mi lascia indifferente o incapace di capire (seppur a modo mio), di trovare come dici tu “un filo conduttore”, non è arte, solo qualcosa di commerciale o non so cos’altro.
    E’ sempre un piacere leggerti. Molto bella anche la foto. Buona serata caro amico. 🙂

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  2. Siamo spesso in sintonia cara Aurore, forse perché le emozioni fanno parte della nostra natura. L’arte, in generale, è un fatto culturale, di conoscenza e chi ci si approccia per generare della nuova arte, deve poterne fare parte, perché è nella sperimentazione di se stessa che può nascere qualcosa di nuovo. Una volta gli artisti crescevano nelle botteghe ed è lì che imparavano il mestiere, imparavano a diventare degli artisti, scoprendo man mano le loro doti e per alcuni, la loro genialità. Oggi temo che questo non avvenga più, artisti si diventa solo perché si ha “qualcosa da dire”, ma non sempre quando avviene vale la pena di dirlo. 🙂

    Ciao carissima, buon giornata.

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  3. Dunque, che ti devo dire?? E chi lo sa. Ovunque si vedono mostre d’arte che non mi trasmettono niente, che spesso trovo orribili, che non hanno ne capo ne coda. Ora basta un niente e qualcuno diventa artista, fa arte meravigliosa. Io penso che dietro a questi “exploit” ci sia tanta pubblicità e tanto denaro che gira, poi se uno dei pezzi viene acquistato da qualcuno di conosciuto, che ne so, ad esempio un attore, allora uhhhhhh se lo ha comperato lui significa che l’artista è bravissimo.
    Umm forse sto andando fuori tema e scrivo baggianate.
    Beh per me arte è ciò che mi trasmette emozioni, che mi fa sorgere un sorriso di piacere, che mi lascia a bocca aperta per lo stupore (in positivo sia chiaro) e spesso che mi commuove.
    Eh sì, l’arte a me fa anche scendere una lacrimuccia.
    Insomma, diciamo che alla fine sono completamente d’accordo con te 😛
    Bacione, Pat

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  4. …dopo tre commenti così , che mi trovano d’accordo in tutto che altro posso scrivere…..
    Sarò che sono nata nel secolo scorso, ma l’arte moderna non mi piace, non mi dice nulla,
    e soprattutto non mi trasmette nessuna emozione. Qui nel mio paesello è in corso una mostra di arte moderna che si snoda tra le vari chiese del territorio, certe opere sono veramente penose, una l’ho pure scambiata per una ristrutturazione della facciata della chiesetta ( sembrava un ponteggio…) :-// Mentre all’interno della piccola pieve ci sono degli affreschi che ti riempiono il cuore di emozione. Bellissimi !!!!
    Bellissima la foto non conoscevo le opere …Grazie di averle pubblicate
    Bacione Arthur
    rosy

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  5. Per prima cosa mi vien da dire che la bellezza dell’arte appartiene unicamente ad una visione soggettiva, non c’è spazio per quella oggettiva, di conseguenza mio malgrado devo ammettere che in questo senso non esiste differenza tra l’astratto ed il suo contrario se non nel singolo individuale e personale giudizio.

    Preso atto del mio punto di partenza e di giudizio, devo ammettere a me stesso e a tutti che io amo tutto quello che è ricollegabile e riconoscibile ad un fattore umano o ad un fattore legato alla natura, questo mio limite mi mette in condizione di ammirare e poter comprendere tutto ciò che riesco a comprendere.

    Questo mio limite fa si che una buona parte dell’arte moderna risulti per me incomprensibile ed inconcepibile, pur ammettendo che a volte alcune pitture od opere scultoree (leggasi statue ed oggetti vari) possano anche piacermi dal punto di vista puramente estetico, pur non cogliendone ne il senso dato dall’artista ne nessuna mia personale visione ed attribuzione, ma generalmente evito persino lo sforzo di ricerca di una qualsivoglia comprensione.

    Di conseguenza mi resta che concentrarmi su quella parte che riconosco e che a volte riesco anche a comprendere oltre che a condividerne il senso, per capirci nella pittura prediligo due grandi artisti, Monet e la sua rarefatta visione dovuta alla malattia, cosciente che quello che per tutti è una visione sfocata per lui era il massimo della sua realtà cognitiva e visiva, nonostante tutto in questa specie di astrazione del reale scaturisce comunque una sorta di armoniosa e romantica visione del reale.

    Il pittore che mi piace di più e che per me risulta il massimo dell’espressività era il Caravaggio, riconosco in lui la massima capacità di portare la realtà sulla tela, una sorta di fotografia dell’epoca, capace di dare un senso alle espressioni dei suoi personaggi ed anche ai luoghi rappresentati, persino lo scuro ed i colori cupi che circondano molti dei suoi personaggi riescono ad avere un senso, difatti molte delle sue opere hanno lo sfondo scuro, quasi nero, forse per riuscire meglio a dar forza e a evidenziare le espressioni dei visi o dei corpi dei suoi personaggi fermati sulla tela, ogni volto catturato e dipinto rappresenta le varie sfaccettature dell’essenza delle peculiarità umane, riportandone in modo tangibile i sentimenti in essi nascosti, sentimenti che rappresentano la paura,la gioia, la rabbia, il disprezzo,la tenerezza e tutto lo spettro della capacità espressiva dell’essenza umana.

    Riconosco al Caravaggio la capacità di aver ricercato e di aver voluto fermare le espressioni umane sulle sue tele, non fermandosi mai ad una unica visione ne attribuendo un unico senso al suo dipingere, come invece hanno fatto moltissimi suoi colleghi altrettanto illustri, mi riferisco alle tematiche religiose finendo molto spesso nell’attribuire espressioni estatiche molto spesso irreali dovendo esprimere il divino, oppure a chi ha fatto unicamente della pittura figurativa legata unicamente agli oggetti ed ai paesaggi, soggetti che non devono quasi mai rappresentare l’intimo umano.

    Per esempio amo poco la scultura in genere perché è fredda senza vita e senza contenuti umani, una sorta di rappresentazione della morte degli oggetti e delle persone.
    Vabbè dai. ora mando a dormire il mio neurone dotato del minimo indispensabile di visione e di senso artistico, lo mando insieme all’altro che è da un bel po’ che se la dorme beato, complimenti per il bel post, sai sempre stuzzicare la curiosità e far uscire la capacità reattiva nascosta in ognuno di noi.

    Ciaooo neh! Alla prox.

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  6. Sempre coinvolgenti nostri amati Arthur e Alan.
    Non avendo una nozione così artistica dell’arte, potrei risultare impopolare.
    Certo, per me l’arte è quella rappresentata dai Grandi….A partire da Leonardo Da Vinci .
    Il passato è troppo ricco di bellezza in tutti i sensi, dalla pittura alla scultura…dalla scrittura alla poesia….perchè anche la letteratura è arte, la poesia è arte… e la fotografia vogliamo mettere anche questa?
    Oggi è diventato un po’ un casotto …oggi si vende. l’arte è una vendita, non è passione.
    i garzoni di bottega non esistono più, lo hai scritto benissimo tu caro Arthur. te li ricordi gli orafi?
    Oggi è moda. Tutto è moda. Si confonde la fantasia con lo stile e viceversa.
    E si gioca sul marketing.
    Sono state inventate tante parole tutte inglesi …un oggetto è cool !!!
    ma che vuol dire????
    vuol dire che se è cool deve piacere per forza, altrimenti sei fuori !

    Certo, vuoi mettere un bell’affresco tra le volte di uan vecchia chiesina di campagna?
    la bellezza di una donna di Klimt? il suo abbracio? il suo bacio?
    Vuoi mettere sul prato del Duomo di Pisa la scultura adagiata di Igor Mituraj ( ho le foto)
    a cofronto della scatolina di “Merda d’artista” di Piero Manzoni del 1961?????
    Che poi nell’anno 1961, maremma zucchina, son nata io, e meritavo di meglio o no????
    va bene, erano anni di ricerca e poi di rivoluzione…una scatolina ci stava!

    va eh…ti lascio…

    bacio
    vento

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  7. @ Patrizia M.
    Approfitto dell’ospitalità del buon Re Arthur, per farti sapere che probabilmente nell’inserire un commento sul tuo blog fotografico devo avere esagerato un tantinello, credo che un mio commento lo ritroverai per ben 3 volte consecutive, tanto mi ci è voluto per comprendere che probabilmente i commenti devono essere moderati ed approvati prima di essere inseriti, certo della tua comprensione verso noi poveri arcimillenari, colgo l’occasione per porgere a te e al padrone di casa Arthur il migliore e più classico dei miei ciaooo neh!

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  8. e anche questa retotica a buon mercato: l’arte è ovunque, tutto è arte se lo sai vedere… non è così, quella è natura. l’arte è artificio, costruzione, impegno, pensiero. ti abbraccio.

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  9. Anche se in ritardo cara Patrizia, devo dirti che siamo perfettamente d’accordo e ci sta anche il fatto che alle volte di fronte ad un bel “capolavoro”, ci scappi una lacrimuccia.

    ‘nnagg… sono stato un po’ assente. Chiedo venia e vado a commentare gli altri amici.

    Ciao! 🙂

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  10. Le mostre nelle chiesette, se poi sono anche con affreschi, sono sempre intriganti, l’unico problema è che l’arte si confonde con l’arte e alle volte il paradosso è che il nuovo non è per niente all’altezza del vecchi, dell’esistente che nei secoli, magari, ha resistito e ha riempito di gioia tante persone.
    Grazie Rosy per la “bellissima foto”, Igor Mituraj è uno scultore che mi piace tanto, perché sa coniugare il classico con il moderno visto in un’ottica del tutto peronale.

    Ciao e a presto. 🙂

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  11. Sì Manu, l’arte è senz’altro artificio, costruzione, impegno e pensiero, e aggiungo, nasce da un’emozione. E questo vale per ogni manifestazione artistica, anche dove l’arte, per esempio nell’architettura, è subordinata al tecnicismo, all’esperienza e alla conoscenza, allo studio, che nell’evoluzione del pensiero, della intuizione, crea alle volte delle vere e proprie opere d’arte.

    Ricambio l’abbraccio. 🙂

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  12. Siamo figli del nostro passato cara Ivana, e spesso il passato è fonte inesauribile di input, di idee. E questo perché nulla nasce dal nulla e anche nell’arte che nel tempo si evolve, matura, il percorso è sempre in continua evoluzione, anche se non sempre in positivo purtroppo. 🙂

    Beh, cara Ventolino, ultimamente ci hai privato dei tuoi gustosissimi commenti, che con la tua proverbiale ironia, sono sempre piacevolissimi da leggere.

    ‘nnagg…!!! 🙂

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  13. No mannaggia, ho cambiato idea, ti rispondo adesso, anche perché rileggendo il tuo commento mi è venuta in mente una cosa che spesso facevo a casa di un mio amico.

    Lui era, è, un amante delle opere d’arte, un pittore, anche se i suoi quadri erano soltanto delle copie “tali e quali”. La sua casa è piena di quadri e di sculture che lui negli anni ha acquistato in giro per le mostre.

    Ma c’era una scultura in modo particolare che suscitava sempre delle discussioni, in senso buono ovviamente, il busto di una donna alto circa un metro, opera di uno scultore moderno molto ma molto bravo secondo me. La scultura era particolarmente “piatta”, ciò di poco spessore, ma lui era stato così bravo che le rotondità di quel corpo le aveva rappresentate giocando con dei piccolissimi vuoti e pieni. Insomma, a vederla sembrava una donna con tutti i suoi attributi nel punto giusto. Ed era di una sensualità particolare. Io amavo accarezzarla e per questo ero la favola dei miei amici, toccandola sentivo nelle mani quel copro e la sensazione era davvero fantastica, unica.

    Continuo… 🙂

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  14. ..e allora aspettiamo….
    Certo che sei un pozzo inesauribile di cose e
    la tua professione la dice lunga!
    Che meraviglia però provare certe sensazioni…
    Semtire forse le stesse cose che ha sentito l’artista.
    Immagino il suo impegno e il sudore che ha messo nel muovere le mani.
    Bella cosa poi sapere di aver regalato emozioni e pensieri, i tuoi. E anche i miei.
    Ma si sa, l’arte è arte!
    Ed è tutt’altra cosa da ciò che oggi ci regalano le nuove generazioni…senza offesa per nessuno.
    Io faccio parte proprio di quelli che imbrattano le tele. e chi meglio di me sa che non ci improvvisa
    artisti.
    Detto questo aspetto te.
    Baci e abbracci.

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  15. Carissimo, come posso non darti ragione, io tendo a sottovalutare le capacità dei nostri sensi nell’apprezzare le bellezze che ci circondano, io tendo a far prevalere il giudizio del mio senso visivo. vista la tematica di questo bellissimo post, vorrei ricordarti che a Torino dal 02/10/2015 al 31/01/2016 alla Galleria di Arte Moderna GAM verranno esposti i capolavori di Claude Monèt con le sue opere provenienti dal Musèe d’Orsay. Inutile ribadire che si tratta di uno dei due miei artisti preferiti. Approfitto per lasciarti con il mio classico ciano neh! Alla prox.

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  16. Continuo il discorso che avevo iniziato… Sì, io amo sentire con tutti i miei sensi, per esempio il legno, sai che buon odore che ha alle volte? Quando vado dal mio falegname spesso prendo in mano dei pezzi di legno, che magari servono per costruire dei mobili. Ho la sensazione di appartenergli, quel mobile l’ho pensato, l’ho progettato e mentre viene “creato”, cerco di sentirlo anche tra le mani e così mi appartiene veramente. Non prendermi per pazzo, ma potendolo fare con le sculture, alcune ovviamente, è un po’ la stessa cosa. D’altra parte, quando visiti un palazzo antico, una chiesa, entrandoci, percorrendola, non gli appartieni un po’? 🙂

    Nell’arte ogni senso si deve sentire libero di potersi esprimere e d’altra parte, quando guardi una ninfea di Monet che io adoro (abbiamo gli stessi gusti… ) non l’accarezzi con lo sguardo e… con l’anima? 🙂
    L’ate è emozione, che sia Caravaggio oppure Edvard Munch, scusa il paragone, non cambia nulla.
    Evvabè, io sono così. Grazie per la dritta e se riesco vengo a vedere la mostra e chissà, magari ci incontriamo anche. 🙂

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  17. Eccomi Ivana… Credo sia difficile se non impossibile sentire le stesse sensazioni dell’artista, d’altra parte io penso che ognuno di noi debba poter interpretare l’arte a modo suo, e non è detto che queste sensazioni siano lontanissime da quelle dell’artista e spesso lo sono.

    E’ il bello dell’arte, poterci entrare e farla propria, anche solo per un momento. 🙂

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  18. Oh mannaggia, Ventolino e Patrizia, vi siete messe insieme contro l’Arthurino ino ino??? 🙂 🙂 🙂

    Evvabè, in un certo senso avete ragione, ma come si dice nelle alte sfere, STIAMO LAVORANDO PER VOI, per cui, dai, scussato (ss=s)? 🙂

    Però devo confessare che è un periodo che ho talmente tante cose per la testa da fare che, ammetto, sono un po’ in panne, non riesco a decidere cosa fare per prima e allora… beh, però avete ragione, ma solo per un motivo, perché se ci pensate… e quando sparite voi? ‘nnagg…!!! 🙂

    Comunque, chiedo venia e, mannagg… questa cosa mi fa venire in mente quando nel 1932, nei meandri delle pieghe più nascoste dell’abito blu con strisce verdi e rosse di Stefano Quintino, detto il bello della contrada Filibustieri, che generalmente quando non giocava in casa, andava al supermercato che a quei tempi non esisteva neanche, perché se c’era il pizzicagnolo era già una gran cosa e, dicevo… nei meandri c’erano conservate, una piegata sull’altra, delle lettere scritte su carta pergamena, di un bel colore giallo, con delle striature tendenti all’amaranto, con inchiostro verde fermento, colore assai noto ai pittori dell’epoca, in onore ai Vespri Peloritani, che più o meno si erano svolti in quell’anno, tra una rivoluzione culturale ed una gastronomica… e, dicevo… c’erano queste lettere che lo Stefano Quintino – della dinastia dei Quintini Etruri, che venivano dai Balcani ed erano approdati a Ustica, dopo essere passati da Pantelleria, con una capatina a Bolgare alti e stretti -aveva scritto alla sua fidanzata di allora, certa Giulietta delle Riserve Capitoline, figlia di Norimberto del Ciglio di Strada, da non confondere con Ludovigo del Lago dei Cigni che era tutt’altra cosa… e, dicevo… orco, non me lo ricordo più…
    … scusate ho deviato un po’… stavo dicendo che la prima cosa che mi piace fare è andare al mare… uhmmmmm… continuo dopo con la seconda cosa che mi piace fare o forse la terza, boh… ma la sapete l’ultima?
    🙂

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  19. MIO DIO… MIO DIO…Lo stiamo perdendo….($#+@:}=#&#%@&!=#%#$$!@ = Grande espressione onomatopeica di sorpresa e relativo decadimento nel panico) Chi può e sa faccia qualcosa, non possiamo permetterci di perderlo in questo modo nel pieno delle sue forze. In attesa di buone nuove o anche solo di un miracolo recitero’ per ben tre volte il mio anatema augurale. Ciaooo neh! Ciaooo neh! Ciaooo neh! E per concludere mi appresto a fare anche un grande sacrificio rinunciando questa zera a cena, di mangiare il pane con la polenta e spezzatino, sia ben chiaro che non rinuncio alla polenta e spezzatino ma bensì unicamente al pane, grande sacrificio….. at salut ciao neh!

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  20. E lo sapevo che avresti ingarbugliato le cose…
    Tu sei sempre quel furbo capitano….ma io vivo sul cassero e nella stiva…e ti precedo….no, ti vengo dietro…anzi sotto il gonnellone della della xia Augusta dove trovi petsino la paletta per la brace.
    Sempre il solito giuluvo e son felice. Da buon mozzo ti rincorro e non ti mollo anche se ogni tanto ti lascio però poi torno.
    Ora mi ritiro in branda…cugnacca e cozze…
    E i gusci ai pesci….la cuoca è fuggita col timoniere e io mi sento sola.
    A domani.

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  21. Ciao Elisa e grazie per il pensiero, quella tazzulilla di caffè era davvero buona. :-=)

    Sì, sembra che stia trascurando il blog, ma solo perché è un po’ che non scrivo un nuovo post, ma tra un impegno e l’altro ho approfittato per sistemarlo e se vai a dare un’occhiata alla pagina delle poesie di mio padre e a quella dei miei magazine, te ne accorgi. Insomma, come si suol dire, “stiamo lavorando per voi” e in effetti lo sto facendo davvero, visto che ho in programma una sorpresa che presto, spero, svelerò.

    E nel frattempo, e visto che ci sono, sai che a fine novembre Morena, ed io con il magazine, pubblica il nuovo numero di Scriveregiocando?

    Non sarai dei nostri? Pensaci, ne sarei felicissimo.
    E nel frattempo, beh, qui piove, il caffè l’ho bevuto e allora, vado a preparare cena, aggiungo un posto a tavola? 🙂

    Ciao e buona serata e a presto. 🙂

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  22. Ma grazie … arrivo! Un uomo in cucina e un visione afrodisiaco … scherzo (forse…)
    Bentrovato, felice di sentire che ci saranno le sorprese … e ‘settiamo e ‘spettiamo … quanto alle poesie di tuo PAPA vado subito 🙂
    Buon di … TUTTO allora e certo che e un onore per me partecipare – Scriveregiocando – anche se ancora devo scoprire se sono al altezza!
    Un soffio d’abbraccio … e a presto allora!
    Elisa

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  23. Ma certo che sei all’altezza Elisa, una poesia, un racconto, una storia, decidi tu e poi mandala a Morena o anche a me.

    Il termine ultimo dovrebbe essere fine novembre, ma poi ti farò sapere con certezza.

    Ciao e buona serata. 🙂

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  24. Sono completamente d’accordo. Oggi tutto il sistema arte è compromesso e spesso e volentieri ci rifilano per genialate elitarie delle attività che nulla hanno a che fare con l’arte stessa. È una filiera blindata che sostiene dei nomi e delle imprese che vengono propinate a ricchi collezionisti e in determinati ambiti professionali al fine di dare loro valore economico e null’altro.

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  25. Innanzitutto benvenuto Lois e poi, sì, siamo d’accordo, il denaro la fa sempre da padrone, ma l’arte quando non c’è prima o poi si capisce e miseramente resta relegata in un angolino buoi, magari nello stesso dove è stata messa da quel collezionista che pensava di comprare un’opera d’arte. 🙂

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