Sogno o realtà?

San-Bartolomeo_Luce_a

Non ci sono momenti migliori o momenti peggiori determinati, magari, da situazioni critiche, oppure da particolari scontenti, fatto sta che ogni tanto sento dentro di me una strana voglia di cambiare (che poi, forse, non è neanche la parola giusta…), come se tutto ciò che mi circonda mi stesse stretto, o mi sentissi inadeguato nel viverla, oltre che nell’affrontarla.

Badate bene, non è una fuga da responsabilità o da realtà scomode da affrontare, assolutamente no, anzi, devo dire che per carattere di fronte alle difficoltà, soprattutto le peggiori, do il meglio di me stesso; è invece una sorta di disagio che avverto come se non mi trovassi in quel momento nel posto giusto, come se tutto ciò che faticosamente ho costruito e del quale, a volte, vado fiero, dovesse per una sorta di strano marchingegno ricominciare daccapo.

Capita in momenti del tutto inaspettati, magari come ieri, mentre passeggiavo in riva al lago da solo al mattino presto con un sole pigro che si specchiava nell’acqua e che sembrava finta per quanto era immobile. Sarà stata forse l’aria fredda che entrava nelle ossa, che libera e purifica, sarà stato il cielo azzurro e limpido che veniva voglia di toccare, oppure, forse è quel sentirmi dentro un po’ come uno zingaro, sempre e perfettamente a mio agio in qualsiasi luogo, come se il mondo fosse la mia casa e l’emozione di esserci, una grande liberazione.

E gli affetti, le persone che mi sono care, direte? Porterei tutti con me e come un perfetto padrone di casa, farei vedere ad ognuno le cose nuove da gustare, con il sorriso, con la voglia di scoprirle un po’ per volta, senza però la sensazione di dover ricominciare.

Sogno o realtà?

Chissà, forse un po’ l’uno, forse un po’ l’altro, o forse è soltanto voglia di viverla questa vita, standole al fianco, senza per questo rincorrerla.

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21 pensieri su “Sogno o realtà?

  1. Idem!! La capisco questa tua voglia, forse perché ultimamente non sto bene ne all’ombra ne al sole, come dicono dalle mie parti (forse non solo dalle mie parti)… Mah, in effetti non so spiegarmelo nemmeno io cosa vado cercando, cosa mi crea questa sensazione di disagio. O forse lo so fin troppo bene ma non voglio ammetterlo. Beh comunque una cosa è certa, ho voglia di tranquillità, di pace, di non dover correre continuamente tutti i giorni per poi ritrovarmi sempre allo stesso punto e per sentire sempre un ronzio nelle orecchie, ronzio creato dalle persone che mi stanno attorno e che non sono mai contente, che hanno sempre da ridire su tutto. Magari sono io che sono arrivata al limite e non sopporto più niente, non è mica detto che sia colpa degli altri. Sono sempre molto severa con me stessa, mi incolpo da sola perché dico sempre che la colpa non sta solo da una parte. E allora che si fa?? Eh…. si fa che si va avanti, non ci sono molte alternative, ma resta sempre quella voglia di evasione che magari prima o poi realizzerò!!!
    Buon fine settimana!!!
    Pat

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  2. Aurore2014

    Bello, bellissimo questo post, molto in sintonia con le mie sensazioni degli ultimi tempi! Caro Arthur, sono in ritardo di un post con te, devo ancora trovare il tempo per fare un commento anche sull’articolo che precede questo… scusa, sono sempre di corsa, ma appena ho un momento buono ripasso a trovarti e mi fermo un po’ di più. Buon fine settimana e un grande abbraccio. 🙂

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  3. Sogno o realtà, forse ne avevamo gia fatto cenno, visto che non ho cambiato idea non posso che ripetermi.

    Sogno e realtà, un conflitto mai risolto.

    Il sogno ed il desiderio in esso contenuto, molto bello il quadro ed il pensiero desiderio che ne ha scaturito, io la penso diversamente, io credo che la realtà sia esattamente il contrario del sogno, la realtà è la morte sua, e generalmente non è neanche una morte onorevole, tant’è che i sogni realizzati lasciano sempre un retrogusto amaro, una sorta di disillusione, di sconfitta, di delusione, il desiderio è sempre totalizzante mentre la realtà quasi mai, da bambini ci si aggrappa ai sogni perché la sensazione che se ne trae è bellissima totalizzante ed appagante,una sorta di orgasmo mentale, il bambino non si preoccupa di pensare di realizzarli, si limita a sognarli e a viverne la parte piacevole, a godere di quella parte onirica soddisfacente, quasi come un estasi o un gesto d’amore, ecco perché i bambini godono del sogno, perché non lo realizzano mai, quindi godono sempre e solo della parte più appagante senza la possibilità di scontrarsi con la realtà, che ne distruggerebbe il senso.

    Ciaooo neh! Alanford50

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  4. Abbandonando la visione onirica, passiamo alla fredda crudezza del risveglio dal sogno e dalla ineluttabile presa di coscienza della realtà, questi sono momenti di grandi riflessioni, anche qui nel tuo blog ne colgo il sentore, una sorta di irrequietezza e di tensione che sono almeno secondo me legate alla fine di un ciclo, ineluttabile ed inesorabile come lo scandire del tempo che prima o poi si presenta ad esigere il conto.

    Lo scontro tra la realtà e il sogno così come il virtuale ed il reale prima o poi esauriscono le loro spinte, le loro forze trainanti e generalmente presentano come risultato una sorta di pareggio, senza vincitori ne vinti, lasciando quasi sempre lievi insoddisfazioni ed altrettante soddisfazioni di avere vissuto appieno un periodo irripetibile, lo sconcerto è d’obbligo, così come lo è ogni forma di cambiamento o anche solo l’idea di un’eventuale cambiamento, una sorta di smarrimento di dover lasciare il certo per l’incerto, l’attesa di un nuovo riempitivo che regali nuovamente un senso, ma anche la certezza che non si può tornare indietro, cosa è stato è stato senza alcun rimpianto, quindi nessun reale pentimento.

    Come sempre accade, nel percorrerla la vita ci porta davanti ad una serie interminabile di bivi, e a noi non rimane che la scelta di svoltare a destra o a sinistra, ben consci che tale scelta avrà una grande importanza e influirà nel nostro successivo incedere, ma indietro non ci è concesso tornare come se la strada percorsa man mano tendesse a svanire impedendoci inutili ripensamenti, sempre e solo avanti ci è concesso andare.

    Quello che sto tentando di descrivere è il passaggio che mi ha portato ad abbandonare il mio seppur molto amato blog, la perdita di quella frenesia per fortuna è stata alleviata dalla squisita e gradita ospitalità che ho sempre trovato qui nel tuo blog, nel poter dare spazio, alla bisogna, a quei due neuroni ancora vivi che ogni tanto scalpitano e riescono a prendere il sopravvento per dare soddisfazione a bisogni e pensieri in fondo mai sopiti, trovando qui da te, pazienti ascoltatori di uno sproloquiar di pensieri.

    Ciaooo neh! E grazie per la tua squisita ospitalità. Alanford50.

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  5. Sì Patrizia, si cerca sempre un’alternativa. Però forse sono stato un po’ frainteso, non volevo dire che ultimamente non sto bene nei miei panni e allora cerco il cambiamento, ma solo che ale volte e in particolari momenti, una sorta di disagio nel sentirmi inadeguato c’è, ma per fortuna sono solo momenti, l’occasione per riflettere, non per trovare altre soluzioni, ma per viverle nel mgliore dei modi.
    Il cambiamento è sempre dietro l’angolo e fa parte di me. Un po’ zingaro e un po’ irrequieto, cerco sempre cose nuove da fare, ma spesso le trovo tra quelle che mi sono a portata di mano. Quindi in effetti più che un cambiamento è una crescita.

    Ciao e buon inizio settimana. 🙂

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  6. Cara Aurore, non importa se tu non commenti tutti post che scrivo, so che ci sei e questo è molto.

    Per il resto, ti lego sempre volentieri, ma fai pure con calma, non c’è fretta, credo che questo sia il bello del blog.

    Buon inizio settimana anche a te e a presto quindi. 🙂

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  7. La vita è necessariamente piena di vie da seguire, alcune irte e piene di ostacoli, altre invece più percorribili. E meno male aggiungo, altrimenti sarebbe tutto sempre sulla stessa lunghezza d’onda e chissà che noia m’immagino. Non che io vada a cercare sempre cose nuove, anzi, ti dirò che in effetti i cambiamenti che ho vissuto in tutti questi anni, sono stati più un “incedere” per continuare a percorrere un cammino che per necessità di cose si è cibato di cose nuove e nuovi obiettivi da raggiungere.

    Dico sempre che non ho mai smesso di studiare, anzi, a dire il vero, ho realmente incominciato a farlo nel momento in cui ho dovuto affrontare la verità che si cela dietro ad un mondo lavorativo che non è mai facile da percorrere e dietro ad una vita che anno dopo anno ci cambia e ci fa crescere.

    Ciò nonostante, alle volte mi capita di vivere una sorta di stasi, come se avessi bisogno di fermarmi un attimo non necessariamente per riflettere, ma anche solo per prendere respiro e allora ecco che viene fuori quel senso di inquietudine che non è mai fine a se stesso, ma che m’invoglia a vedere e a rivedermi sotto una luce diversa, inadeguato nell’attimo in cui lo vivo, ma pronto ad affrontare nuovi momenti come se fossero l’approdo ad una nuova rivoluzione, nell’essere, nel sentire, nel vivere.

    Non è stanchezza, e neanche ripensamento; ultimamente per esempio un po’ per alcune scelte che sto portando avanti, ho rallentato con il blog, ma mi preme l’idea di tenerlo sempre vivo, perché è un traguardo che in un certo senso ho faticato a raggiungere e che sarebbe sprecato se lo mettessi in un angolo. E allora ci sono io, l’Arthur che con il suo mondo ha seminato e che si sente fortunato nell’aver conosciuto persone come te, Alan, che ormai di questo mondo fa un po’ parte, poi c’è l’Arthur che divide il suo spazio con l’Arturo, quello dei giorni normali, ma anche quello dei giorni speciali, o di quei giorni che nella quotidianità porta avanti ciò in cui ha sempre creduto, negli alti e nei bassi, il lavoro che per fortuna amo, gli affetti, un mondo parallelo, reale e virtuale, ma non per questo diverso.

    Credo che non esista un posto o un mondo migliore, ma esiste la voglia di sentirsi migliori, credendoci, un percorso che però non è mai facile fare da soli, anzi, è meglio farlo insieme agli altri, ma anche in questo bisogna crederci.

    Ciao carissimo Alan, spero di non aver incasinato il discorso, ma comunque sia, è sempre un piacere chiacchierare con te.

    Buona serata! 🙂

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  8. Ma non che fraintendi, diciamo che il discorso è un po’ più complesso e forse non facile da cogliere sono in uno scritto che per necessità di cose, parla anche per metafore.
    Buona serata attia e a tutti gli altri insieme. 🙂

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  9. Sono contento per te di aver frainteso e di leggere che ti preme l’idea di tenere sempre vivo questo tuo magnifico blog, così come sono contenti anche i miei due egoistissimi neuroni ancora vivi, a proposito, spero di non essere uscito troppo dal seminato con i miei due post precedenti, il primo era puntato su di una visione onirica del sogno/realtà, mentre il secondo era legato più ad una visione terrena, ma sai a noi millenari, ma che dico, più che millenari, ultramillenari è concesso di sproloquiare un tantino.
    Ciao neh! alla prox.

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  10. “Quasi come in estasi o un gesto d’amore… ” e si caro Alan, hai giustamente descritto la sensazione che si prova a sognare,ma nessuna delusione secondo me con la realtà, che wuasi sempre è più cruda, ma solo perché pur essendo equidistanti, il sogno aiuta a vivere meglio,è quell’attimo che ci libera da orpelli onerisi, rendendoci felici, anche se solo per un attimo
    E infatti bisognerebberimanere almeno in questo bambini, ed io forso un po’ lo sono. -:)

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  11. Arthur caro,
    tu queste cose mica le devo scrivere…mi fanno pensare troppo.
    Cioè , non che io abbia una grande mente, ma sensibilità si…e più passa il tempo e più divento vulnerabile dentro,
    o forse è solo stanchezza.
    sognare, cambiare, fuggire, dileguarsi….scomparire.
    E’ questo quello che capita di volere quando non si è realizzati. Non ho detto felici. Realizzare qualcosa che desideri non include necessariamente la felicità. La soddisfazione si.
    Che differenza corre tra la soddisfazione e la felicità?
    Ora come ora penso ce ne sia tanta.
    La felicità è, come tu sai, l’abbraccio di chi amo alla follia. la mia pupotta, come la chiami tu.
    Sono momenti infiniti. Che colmano e rigenerano lo spirito.
    ma non basta….purtroppo non basta.
    La soddisfazione è il compimento di un progetto, di qualcosa a cui tieni tanto ma che non puoi permetterti di fare.
    E allora vorresti annullarti dentro.
    Poi però il dovere chiama e resti lì come un baccalà facendo finta che tutto sia perfetto, o quasi…
    e ti convinci che in fondo vivere è pur sempre meraviglioso….che poi son tutti termini che si legano l’uno all’altro…e che portano alla felicità.
    ma io credo che la felicità sia un soffio…e come un soffio adesso spengo e vado a preparar cena.
    bacio.

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  12. Ma, non so se realmente esiste la felicità cara Ivana, forse bisognerebbe parlare più di come ci si sente dentro e tu mi sembra l’abbia fatto benissimo.

    Poi le soddisfazioni, boh, non saprei, il sentirsi realizzato è un percorso che non ha mai fine secondo me, cambia alle volte repentinamente, basta un momento non del tutto felice che ogni cosa la si vive di conseguenza.

    Ma esiste anche la possibilità di dedicarsi alle cose che si amano e tra queste ci sono le passioni, l’amore per le cose belle, uno tra tutti, la passione per la fotografia o per la pittura, che tu giorno dopo giorno porti avanti con risultati alle volte stupefacenti.

    Hai il dono di saper vedere, oltre che di saper guardare e non è poca cosa credimi.

    Non ti dico queste cose per “dirti” di accontentarti, ma solo perché al di la delle soddisfazioni che spesso mancano per tutta una serie di motivi, concedersi dello spazio per se stessi, così come tu lo fai quando fotografi o dipingi, è una grande opportunità che non va sottovalutata per nulla e quanto meno soffocata.

    Continua così come sei e non è detto che prima o poi arriveranno anche quelle, le soddisfazioni che spesso ti hanno lasciato con l’amaro in bocca.

    Un bacione che… ricambio. 🙂

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  13. Penso che sarebbe un guaio se questa voglia di cambiamento non venisse avvertita, tutto diverrebbe statico e inerte. D’altra parte scatta la paura del cambiamento, l’incerto per il certo, per quanto stretto quest’ultimo possa stare.Un dualismo insito in tutti, penso, o comunque in tanti. Le scelte, le decisioni, spesso sono infinitesimali, non eclatanti, leggere, forse piccoli-grandi aggiustamenti che dai a te stesso e alla tua vita e che comunque la rendono diversa, migliore, anche solo leggermente migliore.S’, lo hai scritto in qualche commento: si chiama crescita. E così nascono nuovi progetti, ulteriori step, altri percorsi che non rivoluzionano, ma fanno andare avanti.
    i sogni? Ce li portiamo appresso, con leggerezza, godendo della loro silenziosa compagnia.

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  14. Aurore2014

    Credo che momenti in cui ci si sente inadeguati, irrequieti o, come dici tu, non nel posto giusto capitino a tutte le persone sensibili che vogliono sempre sentire pienamente la vita scorrere e, appunto, ” l’emozione di esserci”. Il cambiamento che si cerca è qualcosa che avviene dentro di noi più che qualcosa legato al mutare della situazione esterna o ad una fuga dalla realtà, come hai detto a Patrizia è “crescita”. Non c’è crescita nell’immobilità ed anche i momenti di disagio dell’anima sono momenti che ci arrivano per migliorare noi stessi e la nostra vita. Ci sono sogni poi che aiutano a rendere la realtà più bella . 🙂

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