Giusto!

Sguardo

Sai, penso che non sia la donna giusta per me. All’inizio, molto preso da lei, la pensavo diversamente, ma oggi, viste le tante cose che ci dividono, temo di essermi sbagliato e allora che faccio? Beh, continuo, cercando di mediare fino a che posso.”

Si era in vena di confessioni l’altra sera con un amico e stranamente, lui che in genere è molto attento alla sua privacy, improvvisamente ha incominciato a parlare delle cose che non andavano con la moglie, lasciandomi a dire il vero un po’ sbigottito, immaginando tutto il contrario.

Diversità nelle cose più comuni, l’ordine, l’organizzazione della casa, per esempio, critiche e litigi che alla lunga ha messo entrambi sulle difensive, l’uno nei confronti dell’altro.

Insomma, poca serenità e forse qualcos’altro non detto.

Ma esiste la donna o l’uomo giusto?

Bella domanda!

Secondo me no, esistono persone che per tutta una serie di motivi s’incontrano e, tra paure, cose giuste e sbagliate, riescono a trovare un equilibrio, nel quale e con il quale convivere.

Nessun compromesso però, piuttosto la capacità di riuscire a mediare senza per questo mettere da parte l’amore, l’affetto, la stima e la comprensione; quindi la consapevolezza di non essere gli unici, per dare spazio all’altro e, se è il caso, rinunciare a qualcosa.

E questo avviene, secondo me, sia da giovani o che ci s’incontri strada facendo.

Esiste piuttosto la persona con la quale si riesce a portare avanti un progetto, piccolo o grande che sia, bisogna essere in grado di mettersi da parte al momento giusto, cosa non facile e non sempre possibile a dire il vero.

Se ciò non avviene, meglio troncare fino a che si è ancora in tempo. La vita in fondo non è altro che una continua ricerca, finita una storia se ne inizia un’altra e prima o poi, sarà quella giusta.

La storia ovviamente.

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32 pensieri su “Giusto!

  1. La penso esattamente come te, e ribadisco che, al di là delle motivazioni iniziali, il rapporto di coppia è soprattutto una questione d’intelligenza e di rispetto.

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  2. Una nota di plauso per l’immagine con la sferruzzatrice 🙂
    Io credo che quellop che conti sia condividere dei valori forti comuni, poi per le questioni contingenziali si puo’ sempre venire a patti.
    Non so se esista una persona “giusta”, di sicuro ci sono personalità più o meno compatibili, affinità e comunanze di sentire che fanno si che una coppia sia possibile o sia votata al fallimento.

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  3. Non esiste a persona giusta, già bell’è pronta e confezionata per te. Esiste, può esistere, la persona che col tempo, passo dopo passo, diventa la persona giusta e tu lo divieni per lei.
    E tutto si racchiude in quel passo dopo passo che determina la storia.
    Buon fine settimana, Arthur. 🙂

    O.T.
    Ho scritto una cosina per il magazine di Natale, davvero ina ina. Magari te la mando in questi giorni, poi tu e Morena deciderete che farne.

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  4. Aurore2014

    Condivido il tuo punto di vista pienamente e non ho altro da aggiungere. In particolare sono d’accordo che la vita sia “una continua ricerca” nel senso più vasto del termine, non solo della persona “giusta”, e questo è anche ciò che può dare un senso alla vita. Dolce notte caro Arthur. Un bacione. 🙂

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  5. “Esiste piuttosto la persona con la quale si riesce a portare avanti un progetto, piccolo o grande che sia, bisogna essere in grado di mettersi da parte al momento giusto, cosa non facile e non sempre possibile a dire il vero. Se ciò non avviene, meglio troncare fino a che si è ancora in tempo”

    Trattandosi di un progetto purtroppo il vero risultato lo si conosce unicamente alla fine, quindi il troncare troppo facilmente può non essere la soluzione ottimale e può pregiudicare un risultato che alla fine potrebbe poi risultare soddisfacente, ma purtroppo per scoprirlo bisogna viverlo e saper superare ostacoli che possono sembrare insormontabili, il tutto va visto come una specie di elastico che lo si può tirare e mollare a secondo delle proprie esigenze, l’intelligenza vuole che si sia sempre ben consci che un elastico ha una sua estensione oltre la quale non svolge più la propria mansione e si rompe.

    Insomma secondo me ci vuole il cuore il ragionamento ed una buona dose di volontà e quando uno dei tre tentenna gli altri elementi devono saper sopperire per il sano proseguo di questo alternarsi di vita, purtroppo non esiste altro, in questo continuo alternarsi di alti e di bassi esistono segnali difficilissimi cogliere e da interpretare che possono portare precocemente a scelte non propriamente giuste o sbagliate, ma che sicuramente influiranno sul risultato del progetto iniziale, che sia un bene od un male non è dato a sapere, così come non è dato a sapere come sarebbe stato di fronte ad una scelta diversa.

    Ovviamente nessuno possiede la ricetta che porta all’amore eterno o all’unione eterna, quindi senza ricetta ognuno fa da se, chi si basa di più sul sentimento chi sul ragionamento e chi più ne ha ne metta, neanche la via di mezzo aiuta in questo senso, diciamo che ci vuole un po’ di questo ed un po’ di quello, ritengo deleterio affidarsi unicamente ad uno o all’altro, testa e cuore e soprattutto la volontà di continuare nel viaggio sapendo cogliere i valori che aiutano a sormontare e superare gli ostacoli, come se non fosse già abbastanza difficile tutto questo modus vivendi il tutto deve essere condiviso e supportato reciprocamente con la controparte, quindi sicuramente un doppio sforzo per un unico progetto.

    Sembra difficilissimo ma è facilissimo e viceversa.

    Ciaooo neh! AF50

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  6. Erik

    Ciao Arthur, io credo che il grosso errore storico che facciamo sia quello di pensare senza includere, consciamente o inconsciamente, i concetti dello scorrere del tempo, cioè cio che siamo oggi non è ciò che saremo domani, allo stesso modo ciò che ci piace del nostro compagno oggi non è detto ci piacierà domani o rimanga inalterato… secondo me si perde troppo tempo a pensare alle proiezioni senza dedicarlo al presente… l’uomo giusto o la donna gusta non è un concetto totalmente sbagliato, sbagliato, secondo me ovviamente, è pensare che dipenda dal prossimo molto di più di quello che dipende da noi… sbagliato è pensare di esser noi sempre o per sempre giusti per l’altro oppure questo pensiero non farlo proprio mai… sbagliato è cercare la risposta a questa domanda a priori basandola sul presente e proiettandola al futuro, sbagliato è convincersi come se non fossimo soggetti ai concetti di evoluzione e involuzione, sbagliato e volerlo sapere e poi vivere… forse a volte dovremmo vivere e solo alla fine arrivare a scoprirlo… forse… sempre che a quel punto valga la pensa saperlo..

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  7. Io credo che esistano le affinità, poi “giusti” si diventa se c’è la volontà di far funzionare il progetto e si è convinti che ne vale la pena. Purtroppo, sembra che molte scelte siano basate sulla paura di restare soli o sull’infatuazione non mediata dalla ragione o sul lasciarsi abbagliare dall’estetica e sono quindi destinate a naufragare.

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  8. Ciao, Arthur, a noi umani, piace molto l’ idea dell’ anima gemella che, a mio avviso è solo mera illusione. Ci si conosce e, se nace un sentimento, Negoziamo la vita in due, con pro e contro
    Sorrisone,grazie
    Mistral

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  9. Klavaknits, benvenuta e grazie per il plauso.
    La compatibilità tra le persone bisogna anche un po’ costruirsela, ma il percorso che è lungo e faticoso, non sempre viene vissuto come la strada giusta da fare. Occorre la voglia di mettersi in discussione, e forse è questa la vera ricetta per un rapporto che duri nel tempo.
    Ps: sono venuto a trovarti e poi citorno.:)

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  10. Grazie per il benvenuto 🙂
    Vieni quando vuoi, la porta è aperta 🙂
    Sempre che ti piaccia leggere di calzette e ferri da maglia 😉
    Comunque si, son d’accordo che la compatibilità si puo’ costruire, ma il quesito che mi pongo è: se non c’è comunanza di valori di base, è possibile edificare una struttura solida?
    Inoltre temo che viviamo in un mondo dove i punti di riferimento cambiano continuamente, quindi anche noi individui siamo costantemente in bilico.
    Insomma, un rompicapo…
    Fosse semplice… l’amore…

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  11. Credo che ricerca in una rapporto voglia dire contemporaneità nella condivisione.

    Per il resto, i fattori che possono portare a una rottura sono tanti, molteplici e spesso inaspettati, non necessariamente delle colpe.

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  12. Giusto Alan, un progetto ha bisogno di tempo e non sempre il tempo è amico in questo. Ma dipende anche da che tipo di progetto si ha in mente di portare avanti in un rapporto, se entrambi ne sono consapevoli e consenzienti, scusa la parola un po’ fuori circostanza.
    Come è anche giusto ritenere che cuore e ragionamento, quindi sentimento e realismo, siano indispensabili e l’uno in funzione dell’altro, come giustamente dici.

    Comunque sia, non sono mai stato per le soluzioni drastiche, penso che un rapporto meriti tutto il tempo, con sacrificio e dedizione, ma non è detto che due persone debbano essere per forza votati a vivere una vita insieme, alle volte le differenze e soprattutto la non voglia di adattarsi all’altro – nel senso che in un rapporto è importante anche sapersi mettere da parte – porta inevitabilmente a fare delle scelte diverse e alle volte è un bene. Conosco due persone che dopo un colpo di testa di Lei – è stata con un altro uomo – il marito ha fatto di tutto per salvare il matrimonio, ma con dei risultati secondo me, davvero discutibili e, cosa più grave, consapevoli che l’amore fosse ormai da tempo finito, così come la fiducia e il rispetto.

    Oggi sono due persone infelici, ma sono ancora insieme.

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  13. Sì Monique, la paura di rimanere da soli gioca dei brutti scherzi, e non ci fa vedere la realtà per quella che è, con delle scelte di conseguenza spesso discutibili.
    Ma l’importante essere coscienti, per il resto… 🙂

    Affinità, gusti, indubbiamente sono importanti, ma non è detto. Alle volte due persone completamente diverse trovano un equilibrio che le fa vivere in modo sereno, magari con alti e bassi, ma chi l’ha detto che un rapporto non debba essere litigarello?

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  14. Beh, alle volte l’idea dell’anima gemella è un alibi, infatti, quanti uomini e donne ci sono da soli per questo motivo? 🙂

    Ma sei la Mistral che conoscevo? 🙂

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  15. Concordo Erik, tutto è passibile di cambiamento, anche lo star bene o lo star male con una persona. E’ difficile però proiettarsi nel futuro, la vita la si vive, per fortuna, giorno dopo giorno ed è proprio questa alternanza che alle volte crea dei problemi. Ci si conosce e spesso non ci s’incastra. L’amore si vive come un elisir che nulla a che vedere con quello di lunga vita. Passata l’euforia, l’amore si costruisce giorno dopo giorno, senza considerarsi mai scontati e senza mai dare nulla per scontato.

    Due vecchietti che si tengono per mano raccontano proprio questo, la voglia di esserci sempre e comunque, con una buona dose di affetto, detto non in termini riduttivi, dove anche la tenerezza è figlia di segreti inconfessati e cose che dell’altro non si condividono.

    Credo sia questo il solo modo per rendersi “giusto” per l’altro, saperlo guardare in tutte le sue innumerevoli sfaccettature, nel bene e e nel male. 🙂

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  16. ma quante cose!!!!
    Ognuno di noi trova il motivo che lo calza a pennello…
    Poi la vita magari ci prospetta altro…
    e chissà quale poteva essere la soluzione giusta. Certo è che lo scopriamo solo dopo aver scelto la direzione.
    Tu scrivi : ancora insieme ma infelici…
    Ho pensato.
    Che tristezza infelice.
    manca il coraggio di affrontare la realtà.
    Sembra un paradosso ma la Routine di una vita infelice ma in due attira di più che affrontare una solitudine ( temporanea) ma serena. perchè se due esseri insieme, sono infelici, sono quasi certa che da soli , percorrendo strade diverse, sarebbero sicuramente molto meno infelici.
    Io ho scelto la seconda , sola ma libera , sola ma con me stessa.
    ha un costo, è un fallimento, un dolore strano ma se non ami, se non sei appagata, sepensi sempre percorrendo la strada di casa che non vorresti arrivare mai…è meglio cambiare strada.
    Non credi?
    parlo comunque di una situazione in cui non c’è più nulla, neppure il rispetto. E se manca quello, è finita.
    Poi è vero, ce la mettiamo tutta per far si che possa tornare al loro posto. Lottiamo e litighiamo, si compone e si scompone il puzzle, lo capovolgiamo creando caos e poi tentare di mettere di nuovo ordine. Non è semplice. C’è chi c’è riuscito, ed è una grande vittoria.
    Io ho mollato, non ne valeva più la pena.

    Beh adesso me ne vado a nanna.
    come sempre scateni un turbinio di cose….
    La foto la conosco ed è meravigliosa….io ci farei un poster.
    🙂 ciao tesorino.
    vento

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  17. Sì mia cara Ivana, meglio soli che in due ma infelici.

    Condivido!

    Ma c’è una cosa che non condivido, e cioè il fatto che si viva come un fallimento una cosa che non è andata per il verso giusto. E perché mai, mannaggia?

    Ci sono cose che secondo me riescono e cose che invece non riescono, vale per un rapporto, vale sul lavoro e nella vita in genere. Non considero un fallimento un obiettivo non raggiunto, lo vedo piuttosto come qualcosa che non si incastrava perfettamente con ciò che siamo, o solamente con ciò che volevamo e allora, girata pagina, si può ricominciare, fiduciosi in una nuova possibilità, nel concepire l’idea che la rinnovata consapevolezza sia quella giusta.

    Se si ricomincia con un po’ di ottimismo, le cose vanno senz’altro meglio. Ma anche rimanere da soli non è una “condanna”, può essere una scelta, consapevole o meno e in quanto tale, da rispettare.

    IO, per quanto mi riguarda, l’ho detto tante volte, anche a 80 anni vorrò ricominciare, non perché non ami la solitudine, al contrario, so star bene anche solo con me stesso – mio annoio di meno, alle volte gli altri possono essere assai noiosi – ma solo perché ho bisogno di vivere le emozioni e uno dei modi per farlo è innamorarsi, il resto viene da sé.

    ps: se vedi la foto originale – che ho leggermente corretto per una questione di privacy – allora cosa dici? 🙂

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  18. Cara Ivana, mi spiace che le cose non siano andate, ma sono d’accordo con Arthur, non è un fallimento, solo un pezzo di vita che si è concluso, e comunque avere il coraggio di dare un nome alla fine di un rapporto e affrontarla sono indice di grande coraggio, sincerità e rispetto per sé stessi.

    Bisogna anche superare il concetto che si abbia “bisogno” di un partner: noi godiamo sempre di un’ottima compagnia, la nostra. Se interviene qualcuno a riempirci di felicità, a darci amore, rispetto, sostegno (sesso… 😉 ), ben venga, altrimenti, sempre meglio dire “povera me” che “poveri noi”. Io, come probabilmente saprai, sto sola da oltre vent’anni e, purtroppo, non sono mai stata così bene: e già, il rischio della solitudine è proprio questo, quello di assaporarne gli enormi vantaggi e non sapervi più rinunciare!

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  19. Secondo me non é un fallimento se da entrambi si é fatto il massimo, il possibile ed anche in una certa forma l’impossibile, altrimenti é inevitabilmente un fallimento, poco importa se uno dei due ha fatto il possibile,l’altro lo tira mani e piedi nel fallimento. Forse sono un tantino talebano, ma così la penso e vedo. Ciaooo neh!

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  20. Mi viene da sorridere e penso: ma dove eravate quando avevo bisogno di voi??????
    E’ una battuta chiaramente. Ma una parte di me lo pensa davvero!
    Affrontare la vita , già, dobbiamo farlo da soli però…però una parola, un abbraccio , un ti sono vicino….valgono tanto oro quanto una botte.
    Non siamo eroi ne eroine a vincere battaglie solo perchè non abbiamo chiesto aiuto a nessuno,
    in due si combatte meglio. Con gli amici e non per forza con un patner.
    Tutto questo per dire che il fallimento lo vivi come tale perchè addosso hai così tanta cenere da sentirti soffocare. E più tenti di toglierla e più cade sugli occhi una fitta nebbia. E non vedi e non senti neppure. Tutto è ovattato, strano e lontano. E ti sembra di non vivere.
    E’ stato così. Tutta la mia ironia se ne è andata e non avevo voglia di ridere, di vedere , di cantare.
    Ma vista così , è un bel vedere.
    E mi piace, mi piace tanto.
    Avrei dovuto credere in me. nella mia capacità e superiorità intellettuale.
    sono stata plasmata a credere nella nullità. Nell’incapacità di saper fare qualsiasi cosa se non quella di lavorare. Lì ero considerata davvero brava. Chissà poi perchè….
    Ho ancora paura, è qualcosa che porti dentro….e che poi neghi a te stessa come fosse una vergogna.
    forse mi guardo poco allo specchio per non vedere i miei occhi.
    ma alla fine , togliendo la cenere e tutto il resto ho tanto spirito magari anche un po’ alcoloco che mi fa apparire un’altra persona.
    pensa te, mi considerano saggia …a dar consigli sono brava…e ora aggiungerò anche le vostre chicche…apparirò incantevole!!!

    cara Diemme…..
    più si sta sole e più si apprezza la nostra solitudine, la libertà che ne scaturisce….wow!!!
    ma mai negarsi una distrazione…fa bene, rigenera, e ci fa sentire belle!!
    a bien tout!!

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  21. E’ ritornato il lavoro a maglia …… nelle tue foto :))) Chissà se questa bella donna, si copre il filo coi ferri da maglia per privacy o perchè ci vede poco da vicino e deve contare i punti ?? Mahhhhhh……..
    Ma ritorno all’argomento. Penso che non ci sia l’uomo o la donna giusta ……. col tempo, con la conoscenza probabilmente si “aggiustano ” le cose , se c’è fiducia da parte di entrambi , sincerità e aggiungo anche una buona dose di tolleranza da parte di entrambi si può dire di star bene insieme, ma non vuol dire che sia la persona giusta , quella che pensavi di incontrare. Devo anche ammettere però che conosco persone che dopo essersi separate o essere rimaste vedove hanno trovato ( a volte casualmente) il loro ideale e ora vivono serenamente una vita nuova , con la propria “mezza mela” . Sentendosi completamente appagati.
    Non concordo con te quando scrivi “Se ciò non avviene, meglio troncare fino a che si è ancora in tempo. ” Se si parte già con questo presupposto , mettendo le mani avanti, la persona giusta , sarà molto difficile da incontrare . Ti mando un abbraccio e alla prossima :)))

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  22. Concordo! Si cadrebbe nell’errore della ricerca del partner perfetto, e ci si preparerebbe a finire i propri giorni da soli… magari dopo aver incessantemente – con la buona scusa della ricerca – volato di fiore in fiore… 😉

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