Potrebbe bastare un fiocco?

Il_Fiocco_ab

Forse viviamo in un mondo che è pieno di solitudine?

E’ una domanda che mi pongo ormai da un po’, ma alla quale non so dare una risposta, ahimè.

Ieri ho saputo che una persona che conoscevo era morta in modo accidentale e malgrado non l’avessi mai frequentato, pur conoscendo la sua storia, mi è dispiaciuto molto. Separato dalla moglie da circa vent’anni, aveva poi rotto anche con il figlio che, ad un certo punto, non ne aveva più voluto sapere nulla. In tutto questo tempo, ha vissuto senza più rifarsi una vita – un’altra donna, un altro figlio – e tranne i genitori, frequentava pochissima gente. Niente amici dunque.

E malgrado siano passati diversi anni, non ha mai provato a riprendere il rapporto con il figlio e allo stesso modo, anche il figlio non lo ha mai cercato. Non l’ho mai capita questa cosa, non era successo nulla di irreparabile, ma l’orgoglio forse, senz’altro la paura di un rifiuto, aveva messo fine ad un rapporto che magari provandoci, quando ce n’era l’opportunità, si sarebbe potuto ricomporre.

In effetti, era successa la stessa cosa tra lui e il padre, che andato via di casa, aveva rotto con tutta la famiglia, figli compresi. Come è strana la vita!

E’ una storia triste, soprattutto perché la sua morte si è portata con sé un fardello difficilmente risanabile per un figlio che, allo stesso modo, non ha mai avuto il coraggio di affrontare un confronto con il padre, lasciando che il rancore, e quel che è peggio, l’odio e l’indifferenza, calasse inesorabilmente tra di loro.

Una storia come tante a dire il vero, con una costante, l’incomunicabilità, che secondo me è il vero male di questo nostro secolo controverso, con profonde radici sulla mancanza di valori veri, anche i più elementari, i ruoli, il rispetto, la condivisione, e non per ultimo l’amore e l’affetto, lasciando spazio all’indifferenza e al rancore, pur vivendo la vita con sofferenza.

E sì, penso che Lui abbia vissuto nel dolore tutti questi anni, così come il figlio immagino. Ma cos’è che impedisce alle persone di fare un semplicissimo gesto, magari porgere una mano?

Meglio soffrire. Piuttosto la solitudine.

Ma che enorme tristezza è mai questa!

Evvabè, potrebbe bastare un bel fiocco per fare pace con il mondo intero?

Annunci

19 pensieri su “Potrebbe bastare un fiocco?

  1. Scusa, non mi ha preso il primo commento, di cui quello sopra era il PS. Eccotelo:

    Bellissimo articolo, un argomento sul quale avrei molto da dire, ma in questo momento mi manca il tempo. Vorrei comunque testimoniare che tu sei uno che la mano la porge e che cerca di non far affondare i rapporti nel silenzio, di questo bisogna renderti atto.

    Se riesco torno a raccontare un po’ di storie. Tristi.

    Mi piace

  2. Che tristezza, io credo sia doveroso far di tutto per ricomporre i rapporti, o almeno tentarci… Almeno i rapporti fondamentali, quelli tra genitori e figli, fratelli, …
    Ed evitare di pensare che tanto ci sarà tempo, poiché a volte il tempo non c’è più …
    Un sorriso,
    Ondina 🙂

    Mi piace

  3. Davvero triste. Succede così quando le vite si accartocciano tra le spire dell’orgoglio maledetto e misero.
    Un fiocco potrebbe anche bastare se sostenuto dalla saggezza, dall’affetto, dalla voglia di costruire e vivere. Una gentilezza non può far danno, soprattutto a chi la fa.
    Un caro saluto,
    Marirò

    Mi piace

  4. Grazie Diemme, sia per il bell’articolo che per tutto il resto. Al di là della storia che ho raccontato, ma che era solo la scusa per parlare di questa immensa solitudine che c’è nel mondo, sì, credo sia giusto porgere una mano, lo è per se stessi e lo è anche per gli altri, altrimenti è come decidere di farsi del male: orgoglio e disperazione.

    Mi piace

  5. E’ un po’ il nostro limite di uomini pensare di avere sempre tempo per fare le cose, e invece purtroppo non è così, la vita è come un soffio e sarebbe meglio non rimandare mai le cose da fare, a maggior ragione se ci sono degli affetti, delle altre persone. Male che vada ci sarà un rifiuto, ma ogni tentativo ha del buono dentro di sé, perché apre un’ulteriore porta.

    Forse è il nostro modo di vivere, sempre di più la mancanza di spazi per noi stessi, che non vuol dire solo divertimento, ci porta a chiuderci e a vivere certe scelte come se non ci riguardassero. E invece non è così. Per fortuna aggiungo.

    E così giusto per, un sorriso anche per te Ondina. 🙂

    Liked by 1 persona

  6. Già Maria Rosaria, orgoglio che ben presto si tramuta in rancore e allora diventa sempre più difficile tornare anche solo per un attimo al punto di partenza che, nel frattempo, si è perso strada facendo.

    Il fiocco è simbolico, certo ci vuole anche tutte quelle belle cose che hai elencato, l’affetto per primo, un po’ come mettere un fiore nei cannoni, tipo quello che predicavano i figli dei fiori e che purtroppo non ha avuto molto seguito.

    Evvabè, ciao. 🙂

    Mi piace

  7. alanford50

    “Una storia come tante a dire il vero, con una costante, l’incomunicabilità, che secondo me è il vero male di questo nostro secolo controverso, con profonde radici sulla mancanza di valori veri, anche i più elementari, i ruoli, il rispetto, la condivisione, e non per ultimo l’amore e l’affetto, lasciando spazio all’indifferenza e al rancore, pur vivendo la vita con sofferenza.
    E sì, penso che Lui abbia vissuto nel dolore tutti questi anni, così come il figlio immagino. Ma cos’è che impedisce alle persone di fare un semplicissimo gesto, magari porgere una mano?
    Meglio soffrire. Piuttosto la solitudine.
    Ma che enorme tristezza è mai questa!
    Evvabè, potrebbe bastare un bel fiocco per fare pace con il mondo intero?”

    Queste poche righe racchiudono verità ineludibili, capaci di diventare montagne insormontabili, purtroppo nel regno del caos tutto è verità e tutto è bugia, le ideologie e le religioni erano per certi versi riuscite a tenere insieme le persone e a regalargli l’unica forma possibile di uniformità di pensiero e di azioni e di modi di vivere, però sappiamo bene che fine hanno fatto le religioni e le ideologie, smascherate nel loro falso fine e nel loro falso incedere, messe da parte, ripudiate, dimenticate come si fa con chi o cosa ti ha tradito.

    Io credo che in quasi tutte le famiglie nel corso dei tempi si sia assistito a queste tragedie, a questa specie di tradimenti, molto più prosaicamente si tratta di una catena che giorno dopo giorno ognuno di noi costruisce con ogni singola persona che la vita ci pone di fianco o davanti.

    Tralasciando le inezie che molto spesso hanno generato drammi ingiustificati, resta o dovrebbe rimanere allora prezioso dentro di noi il rispetto che si ha di se e verso gli altri, questo rispetto unito ad un minimo di intelligenza è l’unica cosa che può tenerci uniti o ancora uniti nonostante tutto e che è capace di farci superare ogni nefandezza che la vita tende a propinarci, diventando forse l’ultimo baluardo verso il caos, il totale non senso e il deserto dei sentimenti umani.

    Quando questa catena si spezza si può ricostruire con enorme fatica da entrambe le parti in causa, ma, resterà per sempre una catena rotta e non sarà mai più un’unica catena, ma una catena fatta di tanti piccoli pezzi, che sicuramente hanno un proprio perché ma che non daranno mai più la certezza, la sicurezza ed il senso di solidità di una catena completa e solida, sicuramente si vive ugualmente ma ognuno dovrà farsi carico con onestà e coscienza dei propri errori, altrimenti non sarà possibile nemmeno ricostruire altri piccoli pezzi di catena.

    Questa regola della catena (intera o spezzata) vale per ogni forma di rapporto umano, quindi non segue ne rispetta le regole della parentela tra padri, madri, figli, fratelli e sorelle, figuriamoci poi cosa succede laddove i legami famigliari vanno a scemare.

    A pregiudicare la buona e giusta forma di riconciliazione viene inesorabilmente messo in opera dall’incapacità congenita di comprendersi e soprattutto di volere e cercare comunque di comprendersi, restando tendenzialmente ognuno racchiuso nel proprio dolore e nel proprio precipizio dove regna sovrana l’incomunicabilità.

    L’unica vera soluzione resta unicamente il continuo giornaliero sforzo di superare insieme i problemi della vita, non lasciandoli mai accumulare, altrimenti diventano così grandi da diventare ingestibili e capaci di segnarci l’anima in modo indelebile spezzando un anello di quella ipotetica catena che è il nostro vivere.

    A chiusa di questo mio dire sono portato ad affermare che raramente potrebbe bastare un bel fiocco per fare pace con il mondo intero. Ciaooo neh! Alla prox.
    AF50

    Mi piace

  8. Cosa dire di più caro Alan?
    Sì, le catene una volta spezzate è difficile ricomporle, ma come hai giustamente detto si è in due, con le colpe come anche con le cose buone, da “misurare” secondo me, ma quanto è difficile!

    Come scrivevo prima, credo dipenda anche dal nostro momento storico, troppo presi nel compiangersi, non ci si accorge degli altri, una specie di egoismo a senso unico, e si, perché è anche con se stessi che si è egoisti, votandosi a vivere una vita che ruota solo intorno a se stessi, per paura alle volte, per mancanza di scelte altre.
    Siamo sempre di più su questa terra, ma anche sempre più soli, incapaci come siamo a generare dei semi che germoglino.
    La cronaca di tutti i giorni ne è testimone, cosa fare allora?
    Un fiocco è la coscienza di ciò che siamo, ma insieme agli altri. Ecco forse perché, anche solo per incominciare, potrebbe bastare. 🙂

    Mi piace

  9. Eh, l’orgoglio….cosa non si fa per esso!!!
    Io il mio lo tengo stretto, non accetto compromessi.
    Ormai non più.
    Gli intenti , le parole, quella fiammella che ti spinge a dover chinare il capo
    per sanare una situazione difficile, che ti fa adoperare il senno, che placa la guerra tra parenti strettissimi , io l’ho accantonata.
    dato che mi conosco, e so che cadrei in trappola me lo ripeto come un mantra.
    E’ sbagliato? Pazienza , me ne farò una ragione.
    Ognuno di noi conosce le ragioni del silenzio e la coscienza la notte parla e lo sappiamo che è sbagliato( se davvero lo è) e sappiamo di agire malamente.
    ma alla luce del giorno tutto appare diverso. E allora non basta un fiocco per ristabilire un contatto.
    E’ più facile farlo con un conoscente, un amico senza A mauiscola, ma con un padre, un fratello che ti ha tradito, calpestato, è molto più difficile. Ti viene un nodo alla gola e non ce la fai a deglutire.
    Poi è anche vedo ci sono situazioni in cui per i figli fai questo e tanto altro.
    ma non è il mio caso. Ho messo i puntini sulle ” i “.
    Questo è quanto.resto cmq per la pace a oltranza, non sono una guerrafondaia.
    Ma il mio spazio pretendo sia rispettato.

    Tremenda? no, tanto buona.
    a presto
    v.

    Mi piace

  10. Epperchennò !!! Un bel fiocco o una bella serie di fiocchi, in posizioni ottimali e tutto si sistema !
    Una idea Grandiosa ….che tipo che sei carissimo Arthur !!! Mi è piaciuta molto la tua affermazione
    :)))

    Per ritornare alla tua storia ..che dire che non voi non avete già detto… Magari bastasse .
    La storia è davvero triste e situazioni simili sono sempre più soventi , purtroppo !
    Se con la mente ritorno a quando ero ragazza ( solo qualche anno fa ..:))) le persone tra di loro erano molto più solidali, c’era meno menefreghismo e più fiducia verso gli altri , almeno dovevo abitavo io era così ! Ora ci si può collegare col mondo intero , ma dentro di noi ci può essere una grande solitudine. Avrò scritto una frase banale , ma io la vedo così. I gravi fatti che stanno accadendo di continuo ci hanno fatto diventare diffidenti ,meno umili a volte anche più cattivi.
    Una delle cose che mi urta è notare una “certa ” cialtroneria ipocrita sempre più spesso cammuffata da umiltà. La seconda è la maledetta indifferenza verso le persone care che porta entrambi alla
    solitudine interiore
    Ci sarebbe da parlarne o meglio scriverne ancora parecchio, l’argomento è molto interessante ,
    hai fatto un’ottima cosa a parlarne ! Ma l’ora è tarda e la palpebra sta calando :))
    Ti auguro una buona notte e uno splendido fine settimana caro Arthur
    Alla prossima . Un abbraccio …notturno :)))
    Rosy

    Mi piace

  11. No, penso proprio che un semplice fiocco non sarebbe sufficiente. Anche perché se uno pensa di poter riannodare i lembi di questo fiocco non è detto che l’altra parte voglia partecipare, anzi magari fa di tutto per disfare ogni volta il fiocco che viene ricostruito.
    Serena notte, Pat

    P.S. Io non ho ancora pubblicato, sono lenta lentaaa lentaaaaaaa e non ne ho voglia, lo ammetto!

    Mi piace

  12. Bell’articolo, ma purtroppo so per esperienza ( non mia ma molto vicina)che a volte non è per orgoglio che i rapporti si perdono, spesso c’è molto dolore dietro a queste storie e una mano tesa non riesce a colmare il vuoto e la sofferenza di anni, forse ci sono fiocchi che non si devono o semplicemente è meglio non riannodare…

    Mi piace

  13. Magari i tempi non sono ancora maturi per far riannodare questo fiocco ma io ogni tanto faccio un tentativo, e lo faccio per mio figlio non vorrei avesse rimpianti un giorno…anche se da parte mia il fiocco l’ho disintegrato e senza rimpianti…ma la mia è un’altra storia…

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...