Passeggiando a Milano…

Milano-Riflessi

Ne avevo parlato già nel mio blog fotografico, sì, Milano è cambiata, davvero, grattacieli bellissimi alcuni, il nuovo che avanza e che convive senza troppo stridore con il vecchio, con l’esistente.

 

E così ci sono tornato, la scusa una mostra dei maestri profumieri e la zona quella di Porta Nuova. Ho passeggiato, mi sono soffermato guardando particolari architettonici per certi versi unici e a tratti strabilianti: una meravigliosa fusione tra energia e creatività.

 

Un piacere da osservare, senza la pretesa di volerlo capire a tutti i costi, perché l’arte nell’architettura è anche questo secondo me, viverla un po’ per volta facendone parte.

Una città da vivere quindi, come è stato detto, ed è così.

 

Ho fatto tante foto ma, ne pubblico soltanto una, per certi versi la più contradditoria, ma al tempo stesso una delle più belle: Milano che si rispecchia nei suoi riflessi.

Le altre foto, come promesso, potete vederle nel mio video che, lo ammetto, nel caso non si notasse, mi sono divertito tanto a montare.

 

Buona visione.

 

Ps: come avevo già scritto… in alcune zone manca la memoria storica, ma nella Milano che cresce e che si adatta ai tempi, poco importa. Resiste dentro di noi e poi girato l’angolo un bel palazzo cinquecentesco ci fa l’occhiolino e allora, un po’ e un po’.

 

Che meraviglia però!

Piano_a

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28 pensieri su “Passeggiando a Milano…

  1. Wow wow ,ancora wow e ne aggiungo ancora uno perche a me ogni tanto piace esagerare,WOW, una cttà che non può nemmeno più chiamarsi tale ma più modernamente “Metropoli”, non posso che lasciare lo spazio alla meraviglia, gli occhi sono totalmente appagati da cotanta grandiosità, regala il senso del nuovo e del lusso, ma, ma, ma, ma e qui salta fuori il misantropo ultramillenario, forse un tantino anacronistico con i tempi che ci ritroviamo a dover vivere, tutto molto bello, forse troppo, ma direi anche molto freddo ed impersonale, opere forse fatte più per appagare chi le ha sognate e ideate, progettate e costruite che per la gente che ne usufruisce e per la città stessa, anacronistiche con le realtà e la storia dei suoi cittadini, cosa ben diversa dalle multepici realtà delle megalopoli americane che già all’inizio del secolo scorso aveva improntato tutto il vivere sul concetto di grandiosità in ogni senso, ma noi siamo ancora impreparati a queste realtà, a questo tipo di visione, siamo ancora una sorta di provinciali rispetto agli abitanti degli states, pur comprendendone il senso futuristico per ora non posso esimermi dal giudicarli unicamente una sorta di appagamento mentale ai bisogni non sempre condivisibili dell’architettura moderna, senza parlare del senso di freddo che certe costruzioni infondono, tutto vetri e metallo, angoli e curve imensabili, materiali moderni ma dall’aria inconsistente che sa di non duraturo. la prima cosa che mi viene da chiedermi nel vedere certe opere, ultimo non ultimo il nuovo grattacielo della regione di Torino, ma quanto costerà la gestione e la manutenzione per tenere vive opere simili, comunque è innegabile la bellezza dell’ingegno umano con le sue linee fantasiose ed all’apparenza se non inutili almeno sicuramente futili e strane, insomma giudizio finale visione fredda legata a fantasie quasi contorte, sicuramente artistiche, ma dall’aria inutile, non fatte per le persone. e per il nostro bisogno di convivialità Ciaooo neh! alla prox.

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  2. Ho visto che chi è nato a Milano è nostalgico rispetto a quella che considerano una Milano perduta,ma io sono d’accordo con te, spazio al nuovo come espressione dei nostri tempi e rispetto e cura del passato per non perdere ciò che siamo stati…le città che mischiano diversi stili sono affascinanti, trasudano storia e vita….😊
    Un saluto! ☺

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  3. Ummmmm sarò vecchia, antiquata o altro ancora, ma io tutta questa bellezza nel moderno non la vedo. Non dico che certe costruzioni, grattacieli o palazzi moderni siano brutti, però il contrasto con l’antico stride troppo a mio parere, a volte è come un pugno in un occhio.
    No, spiacente Arthur, sicuramente resterei a bocca aperta se mi ci trovassi davanti, ma non posso dire che mi piacciano, proprio no.
    Le foto però sì, quelle mi piacciono e mi sono goduta il filmato che hai fatto e mi complimento con te. Riflessi ce ne sono tanti e non ti dico niente tranne che probabilmente darò forfait al progetto, non ho tutte queste occasioni come puoi averle tu che vivi in città.
    Comunque penso che non riuscirei mai a vivere in una Milano, mi mancherebbe troppo la mia Valle, la grande libertà che mi trasmette e la grande gioia che provo ogni volta che mi ci inoltro, quando mi sento sola anche se non lo sono, perché divento parte integrante della natura e la respiro, la vivo, la faccio mia sentendomi natura io stessa.
    Un grande saluto. Kiss, Pat

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  4. Un gran bel video, fresco, moderno, con musica accattivante. Milano,…la conosco poco e solo nella parte del Duomo, non so dirti, penso ci vivrei male. Ma è giusto dare spazio al nuovo senza , però, sacrificare il vecchio storico, cosa invece tristemente accaduta a Palermo, tanto per citarne una, dove le splendide ville liberty vennero rase al suolo di fretta per enormi,anonimi e bruttissimi palazzoni, tipo case popolari.
    Che ben venga che Milano si espanda, si modernizzi e architettizzi, ma che non perda certe sue storiche fisionomie.
    Salutissimi, 🙂
    Marirò

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  5. Dino

    Milano… con il suo continuo rinnovarsi, la sua energia pulsante, il suo carattere grintoso, sempre un po’ di corsa ma con i piedi ben piantati sulla terra ha infuso in questi ultimi anni un tale senso di entusiasmo che solo qui, per lo meno in Italia, si è potuto respirare. Ai critici di piazza Gae Aulento dico: andateci! E già che ci siete, andate a vedervi pure la nuova Darsena, o il museo del Novecento, o ancora il nuovo Silos Armani. Prendete la nuova metro lilla, pedalate in bici dentro e attorno al Castello (ora che è pedonale), ammirate le linee geometriche del nuovo parco del Portello, scoprite gli odori e l’aria festosa del nuovo mercato metropolitano. Per chi conosce solo il Duomo, riscoprite le meraviglia di San Maurizio al Convento, (non da molto finalmente riaperta al pubblico) o Sant’Ambrogio, Sant’Eustorgio, SM delle Grazie o la piccola ma pittoresca San Cristoforo sul Naviglio. Mi fermo perché se no viene lunga, ma… W Milano! Per quanto mi riguarda, più ci vivo e più me ne innamoro!

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  6. Ciò che dici caro Alan è profondamente vero, richiama una discussione che da fin troppo tempo è ancora senza soluzione, cioè quella sull’inutilità se non addirittura opportunità di concepire l’abitare al di fuori dal reale bisogno dell’uomo e che magari, come giustamente hai scritto tu, è piuttosto l’appagamento di chi in queste opere certifica la sua grandiosità.

    Ma credo ci sia dell’altro che, secondo me, non è da meno e meno importante. E mi riferisco al fatto che la tecnologia oggi c’invita a considerare l’eventualità – nota bene, “eventualità” – che se non vogliamo riconoscerci uomini dei nostri tempi, corriamo il rischio di rimanere legati a degli schemi che per necessità di cose sono ormai da tempo superati.

    Fino a poco tempo fa, anch’io non amavo molto l’utilizzo massiccio di certi materiali nell’architettura, il vetro, l’acciaio, ma poi, quando anche la creatività di chi le concepiva si è evoluta, allora anche una struttura che apparentemente può sembrare fredda e distaccata, piano piano prende forma e sostanza, trasmettendo in chi la guarda “energia”, sia per le forme sempre più ardite, che per l’utilizzo sapiente di altri materiali che combinati con vetro e acciaio, appunto, donano quella identità che in alcuni edifici è unica e irripetibile.

    E te lo dice uno che ha sempre adorato e adora il romanico e il gotico, per esempio, che ha vissuto fino a pochi anni fa in case con un’identità su una memoria storica inconfondibile.

    Il quartiere di Porta Nuova a Milano, che io ho fotografato sempre con compiaciuta meraviglia, ha il vantaggio, se così si può dire, di essere inserito in una realtà dove l’uomo comune se ha voglia può interloquire, in positivo o in negativo ovviamente. Ci sono ristoranti, librerie, gelaterie e un centro di aggregazione che invoglia a vivere tutto questo sfarzo e questa grandiosità gustandola un po’ per volta, vivendola quindi, non da estraneo, ma da protagonista e questo succede sempre quando si passeggia in una via o in una piazza, quando si fanno delle scalinate oppure ci si sofferma a guardare gli zampilli di una fontana in un laghetto artificiale dove, riflessi nei riflessi, si specchiano maestose quelle facciate.

    E’ la “solita” diatriba del saper vedere, che non ha niente da vedere con il saper guardare.
    Tutto qui.

    In conclusione, pur condividendo ciò che hai scritto, ti invito a riconsiderare questa “eventualità”, che ci appartiene ormai e della quale non possiamo fare a meno.

    Poi è solo una questione di scelta, vivere in un paesino di quaranta anime fuori dal caos è senz’altro più salutare, ma cosa si rischia di perdere nel frattempo?

    Ciao carissimo, buon fine settimana. 🙂

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  7. Capisco il senso del tuo dire, ma, la sensazione che mi rimane comunque dentro é che sta bene che quel modernismo del costruire appartenga a zone limitate da esigenze particolari, in modo da creare curiosità, aggregaziione, ammirazione e sorpresa, ma dentro di me gira un’omino che come nei paesi antichi usava girare per le contrade con un tamburino a portare le novelle del quotidiano, e, questa vocina, perentoria mi grida dentro che un posto così serve per passare un po’ di tempo in un ambiente quasi alieno seppur bello, per poi fare comunque ritorno in un posto che renda e regali il senso del vivibile. Ciao carissimo, un abbraccio ultranonnesco, alla prox.

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  8. “Poi è solo una questione di scelta, vivere in un paesino di quaranta anime fuori dal caos è senz’altro più salutare, ma cosa si rischia di perdere nel frattempo?”

    Che brutta cosa hai scritto caro Arthur… chi vive nei paesi cosa diventa un troglodita per caso, che vuol restare legato al “vecchio” e non riesce ad evolversi?? Cosa si perde?? Niente di niente, perché può benissimo vivere in un paesino ma nel frattempo visitare luoghi ultramoderni, leggere ultramoderno e capire assorbendo i cambiamenti….. e mi fermo qui perché quella frase mi ha proprio fatta arrabbiare…..

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  9. Perché mai arrabbiarsi mia cara Patrizia, non mi pare di aver detto nulla di sbagliato e men che meno di critica e di condanna nei confronti di chi vive in un paesino di quaranta anime, appunto.

    Volevo solo dire, usando una metafora, che il rischio di chi non si adatta al nuovo è quello di non vedere quello che questo nuovo ci propone, nel bene e nel male ovviamente.

    E a questo proposito voglio raccontarti una storiella che mi è capitata e che spiega bene quale è il mio pensiero a proposito del “vecchio” come lo chiami tu.
    Un giorno girando per le strade di Bressanone, una meravigliosa cittadina del Trentino, guardando le case, i portici, le vie della città, ho avuto l’impressione che in quella città si vivesse in un’atmosfera di serena tranquillità e che la gente fosse felice. Quando l’ho detto ai miei amici, tutti in coro credevano fossi diventato matto, ma quelle case, quei balconi, quel tipo di architettura raccolta e allo stesso tempo piacevolmente intima e curata mi aveva dato quell’impressione e oggi, a distanza di tempo, se ci ritorno, la rivivo allo stesso modo di allora.

    Questo per dire che è lungi da me dal considerare chi è legato alle tradizioni sia un troglodita, e mi meraviglia molto, visto che tu dovresti ormai un pochetto conoscermi, che lo abbia pensato, ma perché le tradizioni fanno parte della mia cultura, delle mie origini, tradizioni che sono state linfa vitale per la mia crescita, di uomo innanzitutto, professionalmente parlando poi. Nulla si crea dal nulla, anche queste “brutture” – palazzi vetro e cemento che in questi ultimi anni imperversano nelle nostre città – nascono da quelle tradizioni e l’architettura in modo particolare è figlia della storia che nel tempo, male o bene, si è evoluta e su questo non ci sono dubbi. Poi c’è anche la brutta architettura, e sono d’accordo, ma tutto va visto secondo me nel contesto in cui si trova e dal quale non può prescindere.

    Non amo tutto ciò che è nuovo, così come non amo tutto ciò che è vecchio. Nel primo come nel secondo caso, amo ciò che sento più vicino al mio modo di essere e al mio modo di concepire la vita. Il mio lavoro “gestisce” gli spazi dove la gente vive e il mio impegno è rivolto nel bisogno di concepirli perché possano soddisfare i loro bisogni, scusa il gioco di parole.

    E le nostre città dovrebbero essere così. Ma non sempre il vecchio, con i suoi vicoli bui, umidi e spesso trasandati soddisfa questo requisito, come non sempre il nuovo troppo appariscente, tronfio e freddo per l’uso smodato di certi materiali, soddisfa questo requisito.

    Tutto questo per dire che dipende da cosa e da dove ci si trova. Comunque, scanso equivoco, io adoro il vecchio, ma riesco a emozionarmi anche davanti al nuovo, che ci posso fare? 🙂

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  10. Perfettamente d’accordo con te Maria Rosaria, tra l’altro Palermo la conosco benissimo ed è una bellissima città. Ma quel che dici purtroppo capita perché c’è una cattiva gestione del patrimonio nel nostro paese, mettici anche una cattiva cultura e conoscenza di ciò che è arte, in generale e in alcuni nostri politici e amministratori locali in modo particolare. Se poi ci aggiungi gli interessi privati e le speculazioni, beh, il danno è fatto, solo che spesso è un male dal quale non si può più tornare indietro.

    ‘nnagg…!!!

    Salutissimi attia e alla mia Bella Sicilia. 🙂

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  11. Sì Piccola Ema, ben venga la novità, se però, come hai giustamente scritto, nel rispetto del passato. Si può essere nostalgici anche accettando il nuovo, ma come in tutte le cose, bisogna imparare a conoscerlo, a guardarlo e una città, nuova o vecchia che sia, E’ DA VIVERE, passin passetto, niente di più e niente di meno.

    Ciao cara, buon fine settimana. 🙂

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  12. Alan, scusa la provocazione, perdono, perdono, perdono, ma il senso del vivere non è dentro di noi?

    Vebbè, tu parli del vivibile, ma una connessione c’è, giusto? 🙂

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  13. Mannaggia Dino, se qualcuno scoprisse che sei mio nipote potrebbe pensare che ti ho ben istruito in proposito, mannaggia. 🙂

    Ti sei dimenticato la Torre Velasca, sottoposta a vincolo culturale e che è uno dei simboli architettonici moderni più importante della città di Milano.
    Mi trovi d’accordo su tutto, e quanto di vecchio c’è negli esempi che hai citato?

    Tantissimo, perché Milano è soprattutto storia, per fortuna aggiungo. 🙂

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  14. Genova a proposito è una città molto eclettica, dal medioevo al 900…
    Be fare il pesto è facile, non richiede una preparazione sofisticata…poi ultimamente mi sono dotata del bimby ed è un gioco da ragazzi. …aspetto arrivi il basilico! 😉 un abbraccio!

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  15. “un posto che renda e regali il senso del vivibile” sicuramente un senso che deve essere recepito e far parte di ognuno di noi, ma ci deve anche essere trasmesso in una sorta di condivisione dalla realtà che ci circonda, far parte del medesimo senso, a fare un tuttuno, un amalgama, . Ari-ciaooo neh! alla prox.

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  16. Aurore2014

    Quante riflessioni sono uscite da questo post! Mi ritengo troppo ignorante in archittettura per entrare nel merito… nel mio piccolo non sono né favorevole né contraria alla mescolanza di stili purché non stridano troppo o che il nuovo soffochi il “vecchio”, perché anch’io sono una nostalgica… Sono stata solo due volte a Milano e anche un po’ di corsa, ma mi è piaciuta molto, soprattutto si sentiva una città piena di vita e ricca di opportunità turistiche e culturali. Complimenti per le tue foto e il video, davvero bello. Un abbraccio caro Arthur. 🙂

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  17. Sì Aurore, Milano è una città ricca di opportunità, e tra la storia, tanta a dire il vero, c’è un moderno che in alcune zone è ben amalgamato con il “vecchio”, ma alle volte, quando una città si rinnova, il prezzo da pagare è da mettere in conto, l’importante è che quella memoria storica mantenga la sua identità.

    Grazie per i complimenti e buon inizio settimana. 🙂

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  18. Aurore2014

    Buon inizio settimana anche a te carissimo, passa a lasciarmi il tuo sorriso “a casa” quando hai tempo… mi manca. 😉 Un baciotto 🙂

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  19. passeggiando per Milanooo, camminando piano piano,
    quante cose puoi vedereee
    quante cose puoi sentireee….

    diceva un “antica ” canzone del secolo scorso che non so se ricordi.
    Mi piace andare in giro per Mlano a piedi , nei quartieri dei navigli ( dove ci sono un paio di ristorantini niente male nei quali vado volentieri ), curiosare nella vecchia Milano dove di solito non si va spesso. Ebbene si anch’io come Pat e Alan, preferisco la parte “datata ” della città me la godo , anche se ultimamente stà, ahimè,peggiorando. A Porta Nuova non sono ancora andata. Conosco delle persone che abitano lì e che da tanto mi dicono di andarle a trovare che ormai non le ricordano neanche più, ma ci devo andare perchè pure a me piacciono le innovazioni e sono sicura che rimarrei positivamente impressionata nel vedere quelle costruzioni modernissime , ma non le amo , sono per l’atmosfera accogliente di un tempo. So che gli appartamenti in quei palazzi hanno dei prezzi proibitivi e che la maggior parte sono stati acquistati dagli sceicchi del Qatar. Tornando alle mie amicizie che vivono nel quartiere, sono sempre più motivate a cambiare zona, hanno l’appartamento che confina con le vetrate a specchio o meno dei palazzi , che riflettendo il sole sui vetri d’estate la temperatura in casa si rialza e crea pure un forte riverbero. W la modernità !! 🙂
    Complimenti per il video… triplo WOWW sei stato bravissimo :)) La musica è azzeccatissima mi è piaciuto davvero, confesso che è valsa la pena di aspettare !!
    :)) Ti avevo già scritto ieri , ma con lo smartphone poi non è partito e non ho pensato a salvarlo . Ultimamente sto poco al pc , mi bruciano gli occhi e devo fare cose veloci ed a intervalli. Qui si sta annuvolando di brutto e devo sbrigarmi a ritirare la biancheria stesa sul terrazzo ! grrrrrrrrr…
    A presto e ottimo fine settimana Arthur Ti abbraccio
    ;)) Rosy

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  20. Credo ci siano i pro e i contro sia nel nuovo che nel vecchio. Pensa che io ho abitato per parecchi anni in case diciamo così datate, soffitti alti, 4 metri, affreschi, ambienti grandi, atmosfera magica per certi versi, muri dello spessore di 60 cm, ma ricordo anche i primi anni quando combattevo con l’umidità che dopo qualche anno sono riuscito a risolvere. Sono andato dopo 15 anni ad abitare in un’altra casa anch’essa vecchiotta, fino ‘800, ma aveva una visuale sulla città che era un incanto. unico piccolo neo, 160 mq che per scaldarla era un’impresa e quando venivano i miei amici a trovarmi, dopo le 11 di sera dovevo dare loro una copertina da mettere sulle gambe. Per il resto, il camino sia nella camera da letto che nello studio e un corridoio di 30 metri che usavo la mattina per fare ginnastica.

    Beh, ho esagerato ovviamente, malgrado alcune pecche, ho amato quelle case in modo viscerale e quando mi sono trasferito in una casa “moderna”, pur fatta su mia misura, la prima notte che ho dormito nella nuova camera da letto mi è venuto il magone, mannaggia.

    Probabilmente anch’io non andrei ad abitare in un grattacielo, ma credimi, la zona di porta nuova è davvero bella architettonicamente parlando e anche da un punto di vista di riqualificazione di tutta la zona che prima non diceva proprio nulla.

    Grazie per i complimenti per il video., ma hai visto quello che ho postato sui profumi nel mio blog fotografico?

    Bello bello anche quello, mi dicono. 🙂

    Ciao carissima, buon fine settimana e ai a trovare i tuoi amici e poi mi fai sapere cosa ne pensi.

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  21. Io amo i contrasti!
    Ci sono stata diverse volte a Milano. E’ una grande città, o come dice l’Alan , una metropoli che corre, corre sempre.
    Di Milano è questo che non mi piace , corre troppo. E non si ferma alla richiesta di una piccola informazione.
    il progresso sarà questo. Non fermarsi mai. Essere sempre alla moda, in stile con i tempi.
    Qiesto genere di cose non le amo particolarmente.
    Amo il nostro bagaglio storico, che non va dimenticato. nel moderno forse si dimentica la fluidità delle cose, la loro morbidezza, il calore.
    Ma anche questo forse fa parte di quel disegno futuristico in cui tutto deve scorrere veloce, deve scivolare via.Serve a non farti fermare ad osservare la mano cesellatrice di meraviglie.
    Quei grattacieli sono spettacolari, fanno grande presa sui nasi tutti volti all’insù…ma poi che resta?
    E’ molto più scenico fotografarlo un grattacielo che descriverlo.Specialmente se al tramonto il sole riflette i suoi colori sulle facciata….
    Comunque, il mondo è bello perchè è vario. Chi vive a New York difficilmente si adatterebbe alla vita di campagna…pacata , silenziosa, e morbida.
    Ma c’è anche chi fugge dalla bella Milano e va a vivere in un paesino sperduto sulla costa sarda
    perchè ha bisogno di calma. Di mare e silenzio.

    Ognuno poi di adatta alle varie situazioni. Lo sappiamo bene.
    Sta di fatto che io a Milano non ci vivrei che poche settimane. Poi tornerei a casa benché Pisa sia una città scadente.
    il mio ideale di vita penso tu sappia quale sia… mare, mare mare.
    Vivere a due passi dal mare, affacciarsi alla finestra e vedere la mia immensa distesa azzurra.
    Ecco, quella è la mia casa.
    Quella è la mia vita.

    però posso dire con estrema lucidità ” viva il progresso.”
    e tutto il resto è questione di gusti.
    vento e baci

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  22. bellissimo video profumato , con quella musica intrigante sembra di sentire pure le fragranze dei profumi !!! Mitico;)
    Buona serata carissimo :)) A presto
    rosy

    p.s. sorry … mi sa che ho scritto foto invece di video nella mail ……

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