La vita è un soffio

E’ passato già un anno, e ancora è difficile crederci.

Mantengo vivo questo tuo spazio, perché rimanga vivo tu, qui tra noi. Approvo i commenti, cancello lo spam, così questa tua casetta virtuale rimane pulita, lo spam è la polvere di queste nostre case, e non voglio che la tua abbia l’aspetto di un luogo abbandonato, non deve!

Non ci sei più, e io mi rendo conto di come il blog sia la nostra eredità, i nostri pensieri affidati al tempo, al mondo, forse all’eternità.

Mi manca la tua risata, il modo in cui mi prendevi in giro, direi paterno, e il modo in cui ti arrabbiavi, decisamente siculo.

Mi manca quella tua vanità modesta (“vanità modesta” è un ossimoro? Ma no!), quel tuo schermirti gongolando quando ricevevi un complimento, un grazie, o venivi “reclutato” per aiutare qualche blogger magari con la grafica, o con una consulenza di architettura.

Hai fatto belle cose per noi, dalla foto dei cuccioli, la tua prima famiglia virtuale, ai tuoi magazine, cui mai ho voluto partecipare per i motivi che sai, e che non hai mai voluto accettare.

Stavo per scrivere “ora non ci sei più”, ma io non sono abituata a mentire, mi mette a disagio, e allora non riesco a scriverlo, perché tu ci sei, ci sei, ci sei.

Fossi fermamente credente, ti direi “Auguri per questo tuo anniversario di rinascita in cielo”, e questo mi viene un po’ meglio, e forse allora è vero, io ti vedo sempre, lassù, con quel sorriso sornione, di chi ha avuto modo finalmente di mettere a posto qualche priorità, capirne il senso, e prova tanta bonaria tenerezza per noi ancora mortali, che capiremo tutto più in là, ma adesso no.

Grazie di esserci stato Arthur, sei stato importante, tanto.

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