* E già, e poi?

Alessi

“Oggi non te l’ho detto, è vero, perché abbiamo parlato di altro ma,  maglioncino a V abbottonato sul davanti color zafferano e pantaloni di velluto borgogna, dentro agli stivali color castoro. Oggi niente collana ma una sciarpetta nera attorno al collo per non sentir freddo sulla scollatura a V.

E poi, diresti adesso… “

   “E già, e poi?”

E’ vero, non ho mai fatto mistero della mia curiosità, anzi, perché essere curiosi, di quel tipo di curiosità, stimola la fantasia e la rende creativa, crea un contatto che in un gioco iniziato non si sa come può diventare una miscela esplosiva, dove anche i suoni, i colori, i particolari più insignificanti, fanno a gara in un primato di seduzione che come premio finale ha un solo obiettivo: emozionarsi, sentirsi complici, stare bene insieme. Continua a leggere “* E già, e poi?”

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*** Facciamo pace?

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“’giorno!”

“ uhmmm! “

   “Perché fai il muso”

“Beh, dovresti saperlo perché e poi, come mai me lo domandi?”

 “Così, ti stavo guardando e allora… però devo dirti una cosa, quando t’infiammi sei desiderabile eh, lo so, ti sembrerà strano, ma quando ti vedo così, da un lato ti torcerei il collo e dall’altro, uhmmmm, mi fai venire delle strane idee in testa, anche nei momenti meno impensabili, mannaggia. “

“ Maddai, mi stai prendendo in giro? “

   “ No, no, assolutamente no.”

“ Detto così non è che mi convinci molto, c’hai un’aria…”

   “Eddai con quest’aria,  facciamo la pace?”

“Perché, abbiamo litigato? O forse vuoi litigare per fare dopo la pace?”

“Come siete complicate voi donne, insomma, volevo dire che mi dispiace che non ci siamo capiti e poi tu alle volte parti per la tangente.”

“Io? Ecco, vedi come sei, la colpa è ancora mia. “

  “Ma no, ma no, ma no, cosa hai capito, ecco, vedi che non ci capiamo; però quando t’infiammi… “

“ E già, alzo la voce, non prendo fiato e dico le cose attaccate una all’altra “

“ No, beh, sì, in effetti è così, ma anche se non ti vedo t’immagino rossa in viso che gesticoli come una forsennata e sei così anche quando… hihihiiiiiiiiiiiiiiiiii!!! “

“Ma smettila di fare il leccone, smettila, e poi non è vero che sono uguale a quando… beh, forse sono rossa in viso quello sì, ma non gesticolo, anche perché mi piace se lo fai tu. Evvabè, non gesticolare, cosa hai capito e poi smettila di sorridere e di guardarmi con quegli occhi da cockerino che poi fai venire la voglia anche a me. Eddai, smettila, uehmmm, sei tremendo!“

“Io? E cosa sto facendo, ti stavo soltanto ascoltando e ovviamente guardando, ma come mai sei rossa in viso e gesticoli come una forsennata?”

“Maddai, spetta, ho perso il filo. Perché stavi parlando di far pace? “ 🙂

*** Questo pezzo, dedicato ovviamente, l’avevo scritto nel lontano 2009. Mi è venuto in mente e allora, beh, lo dedico a tutte le donne.

‘nnagg…!!!

Affinità.

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Un tempo, parlando del più e del meno, ci si chiedeva se può esistere un certo tipo di affinità tra amici così come esiste, a volte, nella coppia ed io dicevo che sì, e nel dirlo mi veniva in mente l’amicizia che c’è tra due amici per la pelle, dove basta uno sguardo per capirsi al volo, spesso guardati con sospetto per questo loro essere uniti, e quanta invidia che prova per questa alchimia chi non la vive, perché in qualche modo lo fa sentire messo da parte.

Si trova nell’amicizia così come nell’amore, ma in due modi diversi; la complicità o a dir si voglia affinità tra due persone che si amano, oltre ai famosi peccatucci confessati, ci sono anche quelli che non c’è bisogno di confessare, perché la conoscenza è fatta di intime condivisioni che non soltanto riguardano il pensiero, ma anche il corpo, quella parte di noi che proprio perché troppo personale da esporre, da fare vedere a tutti, un amico ovviamente non conosce.

E’ forse più difficile tra due persone che vivono insieme, ma quando succede e alle volte succede anche solo in piccole cose, è tutto e a questo proposito mi vengono in mente i due vecchietti di cui ho sempre raccontato, ognuno parte dell’altro, persino ogni passetto sembra fatto in sintonia, per cui queste affinità non è che si sentano più forti in un rapporto di coppia, sono solamente diverse, ovviamente quando ci sono, sia nella coppia che nell’amicizia.

Oppure no? 😉

ps: a grande richiesta ho rimesso la foto della “discordia”, cioè quella delle (orribili) scarpe che avevo messo appena pubblicato il post, detto con più di un sorriso sulle labbra  ovviamente. 🙂

Complicità!

Ieri l’altro nel blog di Alessandra c’è stata una simpaticissima discussione tra me, Alessandra, Rosy e Erik  sulla complicità, sì, quella strana cosa che nasce tra due persone magari all’improvviso, quella che è fatta di alchimia allo stato puro, e che spesso travolge senza se e senza ma. Ho cercato di spiegare il mio punto di vista, mannagia, spero di esserci riuscito, ma poi mi è venuto in mente un pezzo che avevo scritto nel lontano settembre 2009, “ Ciao.” e che forse può togliere definitivamente ogni dubbio su cosa io pensi sull’argomento.

Beh, ve lo ripropongo. Continua a leggere “Complicità!”

*** Un soffio.

Un soffio, e l’aria come per incanto s’era improvvisamente profumata di delicate essenze; si avvertiva leggero un fruscio, come ali di farfalla tinte di giallo e una luce riflessa splendeva mischiando colore a colore, l’ocra ruvido di un muro lavorato a rustico, ad una morbida pelle ambrata bruciata dal sole, l’uno che nell’altro cerca rifugio, tanto che era impossibile scorgere pieghe che non fossero uguali.

 E dal soffio un respiro, nato dal profondo d’un petto che quasi temeva il movimento, paura di scoprirsi diverso dall’essere lì appeso in quell’angolo, a disegnare sinuose linee nate solo per confondere, per dare al respiro l’alito d’un soffio.

 Quasi una resa, una sottomessa disfatta, che dallo sguardo si lascia accarezzare, come un pennello dalle setole scure che, senza far rumore, s’adagia compiaciuto e impregnato di colore, per indugiare poi su sfumature che danno forma e consistenza; magica dimensione che trascende dall’essere reale, frenetica e al tempo stesso pacata ricerca di una frase, di una parola, di una parola sola che sa di urlo sospirato a fior di labbra, sensuale motivo che serve solo ad appagare.

Secondo voi, la luna si può chinare da un lato?

Tranne che nella pagina di Nonno Archimede, questo pezzo scritto nel lontano 16 luglio 2008, non lo avevo mai pubblicato qui sul blog e me lo ha fatto venire in mente un post scritto da una nuova amica blogger Alessandra, “Penso all’innamoramento…” 

Un bel blog il suo, che vi invito a visitare.

Nonno Archimede parla, come sempre, dell’amore che è tenerezza, anche se gli anni passano.

Beh, ormai sono un po’ vecchietto e la sera anch’io casco dal sonno come una pera cotta già alle prime avvisaglie del coccodè delle galline, che forse è al mattino che cantano,  boh, per queste cose, non ci ho mai capito niente.

Stasera ho voglia di chiacchierare e allora, visto che siete tutti a nanna e che nell’altra stanza si parlava di famiglie, voglio raccontarvi una storiella, di quelle che fanno forse un po’ sognare e dopo, perché no, persino addormentare. Continua a leggere “Secondo voi, la luna si può chinare da un lato?”

Eccomi…

Da quando ho aperto questo blog, ho parlato più o meno di tutto, ma sempre con un occhio di riguardo ai rapporti tra le persone, perché ci credo e molto anche, sopra ogni cosa.

Ci credo proprio perché il mio vivere quotidiano mi ha insegnato che, è un vero peccato perdere l’occasione per poter dire ad un amico che mi spiace di quel fraintendimento o magari alle persone che amo, che gli voglio bene, in fondo la felicità passa tra le cose semplici e un gesto o soltanto uno sguardo, fa sempre la differenza. Continua a leggere “Eccomi…”

Così…

                    Cosa fareste se per caso foste presi da improvvisa nostalgia?

E’ quello che mi è successo oggi, dopo aver saputo che una mia cara amica era stata ricoverata in ospedale per un controllo a dei problemi che erano sorti in questi ultimi mesi.

E allora è stato come se una parte dei miei ricordi, così gelosamente custoditi dentro ad uno scrigno ben risposto e inaccessibile anche per me, fossero come per incanto esplosi da tutte le parti, invadendo ogni singolo mio pensiero, per cui mi sono attaccato al telefono e così, tra la sorpresa prima, l’imbarazzo poi e alla fine un bel sorriso, ho incominciato a riprendere fiato, promettendo e ripromettendomi, ahimé, di non far passare più così tanto tempo, perché l’amore così come l’amicizia, un bel “Ciao…”, ha bisogno di sentirselo dire ogni tanto, così giusto per non dimenticare che è bello sapere di essere nei pensieri di qualcuno.

Tra l’altro, oggi non era nata bene la giornata ma, l’epilogo, l’ha giustamente riscattata.

                    Ed ancora con il sorriso sulle labbra, vi auguro un buon fine settimana.

A presto.

                    Ciao… !!!

Armonia.

Bagliori spande un sole vagabondo;
l’ippocastano freme,
fluisce nei suoi rami linfa nuova;
il prato s’innovella
suggendo alla matrice il suo splendore.
E prorompe la vita,
come sorgiva che divien cascata,
qual fiume che dilaga.
Ed ecco, ai bordi d’un rivo,
uccelli a frotte frugano tra i sassi:
e frugando frugando
beccano qualche briciola,
ancor di quelle
che il rivo sparge intorno ove tracima.
Com’è felice il ruscello:
si vede dal suo correre tranquillo,
da come a chiare note il canto scioglie.
La vita è simbiosi di elementi
che la natura infiora.
Che meraviglie, che armonia!
Ognuno attinge,
l’un dell’altro si giova.

Papà Santi

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