Un buon rimedio per… ?

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A proposito, ho una cura strepitosa per il giradito, vi può interessare?

Allora, prendere un ettolitro di acqua calda ma non bollente, scioglierci dentro due etti abbondanti di polvere empirica importata dal Mare dei Caraibi, una pasticca di menta piperita possibilmente effervescente ma non troppo, delle foglioline di alloro di Lampedusa colte esclusivamente in una notte di luna piena, bicarbonato di sodio senza conservanti come nelle ricette della nonna Giulia, aglio, cipolla, sedano, lattuga, cornetti, lamponi freschi, pomodorini pachino, ma quelli di CastrorealeLunga sono i migliori, spine di trota affumicata conservate in un vasetto scuro a prova di luce e un bell’etto di baccalà del mari del nord essiccato al sole della Sicilia Bedda, una canottiera di lana e una di cotone, preferibilmente bianca, un grembiule con la faccina di un porcellino e una mostarda, né dolce, né piccante.

Mescolare con cura il tutto, non senza essersi messi prima la canottiera di lana e verso la fine quella di cotone. Finita la mescolanza, immergere il dito dentro all’impasto che deve avere un aspetto denso ma non troppo e dopo tanta, tanta, tanta pazienza, se il giradito non è guarito, rivolgersi a una casa di cura per le cure del caso.

Astenersi perditempo. Continua a leggere “Un buon rimedio per… ?”

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Quando viene l’autunno

E così siamo arrivati ad un altro fine settimana. Vi lascio con poche e semplici righe, una bella poesia di mio padre.

Buon fine settimana!

Quando viene l’autunno.

Quando viene l’autunno
e nel viale
soffia il vento ponentino,
dagli arbusti si staccano a migliaia
le foglie senza vita.
Povere foglie, anemiche e svanite
dolce ricordo d’ombra!
Voi soccorrete il tempo
pur nel breve alitar di vostra vita:
ieri verdi, ora ridotte a fango.
A troncare il vostro stelo
basta un soffio di vento.

Santi

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Com’è?

“Com’è” è un modo di dire toscano, che starebbe per…  come stai…  come ti va?
Quando telefono a mio fratello che abita da quelle parti, la prima cosa che dice quando risponde è ” ciao Arthur, com’è?”

Ed io mi rotolo per terra dalle risate ( 😆 ), perché mi viene da rispondere “Com’è? Beh, oggi piove a dirotto, perché siamo a novembre e per necessità di cose, c’è gente che si prepara ad andare in montagna, quindi, se non ci fosse la pioggia, non ci sarebbe neanche la neve, che poi l’una non è detto che si trasformi nell’altra e, così giusto per continuare il discorso, mi viene in mente quella primavera del ‘55, si quella quando lo zio di Gesualdo, Don Gioacchino Perspicace, andò all’osteria e appena fu dentro, tutti si misero a ridere, perché aveva portato con se una cesta di verdura, ma di quella che si raccoglie in primavera, che lui, come per miracolo, era riuscito a conservare, e nel mentre si senti il rombo di un motore… stava per passare un aeroplano, con uno stendardo giallo e rosso, tipici colori autunnali, forse, con su scritto in caratteri cubitali  torno subito… uhmmm… era il barbiere di Siviglia, che era andato a prendere il latte e per paura che i suoi clienti andassero via, aveva messo quel cartello e, sua moglie, sempre vigile e attenta, se ne accorse e gli fece la paternale… inszomma, volevo dire la maternale (Mater semper certa… ), sapendo che lui se ne sarebbe fregato, e gli avrebbe risposto: la donna è mobile, qual piuma al vento, muta d’accento – e di pensiero. Sempre un amabile, leggiadro viso, in pianto o in riso, – è menzognero. È sempre misero chi a lei s’affida, chi le confida – mal cauto il core! Pur mai non sentesi felice appieno chi su quel seno – non liba amore!”

Inszomma, quando sento “com’è” mi a_ri_rotolo per terra sempre dalle risate… 😆