*** In silenzio…

Volevo cambiare post, scrivere cose importanti della vita, dell’amore, di gioie, di dolore, di aspettative mancate e ritrovate, persino di silenzi, insomma, di qualcosa che mi facesse pensare solo per un attimo che la strada che sto percorrendo non è solo a ostacoli, che il sorriso, quello che mi sveglia ogni mattino, è contagioso anche per gli altri, per chi pensa che il mondo sia tutto sulle sue spalle, per chi non ha tempo per soffermarsi e prendere respiro, per chi è così preso dall’essere se stesso, che non vede niente di diverso.
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*** Silenzio…

L’avevo già pubblicato qui sul blog nel gennaio 2010 e poi, quando mi sono regalato “Parole e Immagini”, ha fatto parte di quei miei pensieri che sono legati anche all’amicizia.

Oggi più che mai, senza l’aiuto di nessuna metafora, sono parole vere. Continua a leggere “*** Silenzio…”

Cri Cri!

cristina

“ Ciao.“

“Ciao, come ti chiami?”

“Mi chiamo Cristina, ma tutti mi chiamano Cri, ma non so perché”

“Che bel nome, posso chiamarti anch’io Cri?”

“Se vuoi, ma prima devo chiederlo alla mamma. Però puoi incominciare a chiamarmi Cri, così ti abitui un po’. E tu, come ti chiami tu?

“Va bene, incomincerò a chiamarti Cri e se poi la tua mamma dirà che posso continuare a farlo, ti chiamerò sempre Cri. Che fai, vai a scuola?”

“Che domande che mi fai, certo che vado a scuola, cosa credi, tutte le mattine e alle volte anche il pomeriggio. Eleonora viene a prendermi e poi quando finisce la scuola, mi riporta a casa. Eleonora è molto bella e molto buona e poi ride sempre. Tu come ti chiami”

“Eleonora? E chi è Eleonora? La tua maestra?”

“Ma che domande che mi fai, certo che è la mia maestra, ma è anche una mia amica, alle volte usciamo insieme agli altri bambini e lei ci porta al parco a giocare. Come ci divertiamo! Vuoi che ti racconti una filastrocca? Però devi prendermi per mano. Lo fa sempre Eleonora, mi prende per mano e la racconta insieme a me.”

“Ecco, ti ho presa per mano, ma io la filastrocca non la so. Facciamo così, tu incomincia e poi io se la conosco, ti vengo dietro.”

“Maddai, non conosci la filastrocca? Nel cielo brillano le stelle, son tante e son tutte belle, se ne allontana una, per andare dall’amica luna dai non la conosci? a giocare fra le nuvole a nascondino, ogni tanto lei fa qua e là capolino, ma finisce dietro una grande nera e scompare tutta la notte intera, le sue sorelle si stancano d’aspettare, nel buio si mettono allora a riposare. Ecco, ti è piaciuta? Se vuoi te ne racconto un’altra. Ma tu come ti chiami?“

“Che bella che è, e poi tu sei bravissima a raccontarle”

“Dai, ehmmm, lo sai che Eleonora ne conosce un sacco? Lei è brava ed è molto bella, ha i capelli lunghi lunghi, ma non sono bianchi come i tuoi, sono neri e gli occhi non sono scuri come i tuoi, sono chiari e non è alta come te, è un po’ più piccola di te. Posso darti un bacino? Sai che a me piace cantare? E sono brava anche a ballare. Tu canti? Sai ballare?”

“Sì, so cantare, ma tu sei senz’altro più brava di me. E poi, certo che puoi darmi un bacino, ma adesso devo andare, anche se mi spiace un po’.”

“Sì, spiace un po’ anche a me. Domani quando vado a scuola, dirò a Eleonora che ti ho conosciuto. Ma tu, come ti chiami?”

“Già, che sbadato, non te lo avevo detto. Mi chiamo Nonno Archimede, ma tutti mi chiamano Archi.

Ciao Cri Cri!”

                    “Filastrocca corta corta, hai trovato chiusa la porta, per mangiare la minestra, sei entrata dalla finestra, ma minestra non ce n’era più e digiuna sei rimasta tu. Ciao!”

Filastrocche e poesie per bambini.

Oggi…

                    Andare al supermercato all’ora di pranzo ha i suoi vantaggi, la gente non è tanta, è l’ora del ricambio della merce esposta e quindi si corre il rischio ( 🙂 ) di trovare cose fresche appena imbustate; non essendoci confusione, ci si sofferma più volentieri, cincischiando, davanti ai banchi sempre più pieni di goduriosi pacchettini che ammiccano senza riguardo e infatti, fermo davanti al banco dei pesci, sto lì a rimirarmeli uno per uno – l’occhietto vispo della cernia del Baltico, le branchie rosee di un pesce spada del canale di Sicilia… – nella speranza di una ispirazione per la cena serale. Cozze? Maddai, già fatte settimana scorsa e poi se dovessi ricomprarle, chi la sente Ventolina di un Venticello che insieme a Carlotta e a Solindue hanno sempre, porcaccia alla miseria, qualcosa da dire? Continua a leggere “Oggi…”