Ve la ricordate Erzicovina?

Tra le tante cose fatte durante questa mia avventura blogghiana, ci sono anche alcuni personaggi che mi sono divertito a inventare, ma prima ancora che sul mio blog, in quello di Diemme, dove allora, ospite fisso, tra una chiacchierata e l’altra, nel mitico “Angolo delle Chiacchiere”, ci si divertiva giocando con le parole. Ed è lì che è nata Erzicovina della Contrada delle Valli Ruspantisì, proprio lei che c’ha classe, mica acqua fresca. 

E allora, poteva LEI non sapere di Galateo?

Maddai!!!

Non ricordo quale fu la domanda galeotta di Diemme, fatto sta che Erzicovina chiamata in causa, così le rispose:

Eddai Diemme, con me, Erzicovina, ti puoi confidare, lo sai che ci ho classe!!!

A proposito, il coltello va a destra, la forchetta in mezzo e il cucchiaio a sinistra. Il bicchiere del vino vicino alla mano, (per facilitare la presa… ) quello dell’acqua buttalo pure via che non serve, il tovagliolo va annodato intorno al collo e le gambe, sempre accavallate. Quando bevi, mi raccomando al dito mignolo, che deve stare sempre alzato e dopo aver bevuto un bel sorso, sciacquarsi bene la bocca, cosi ogni frammento di cibo lo porti via. Mangiare sempre con la bocca aperta, così fai vedere al padrone di casa che hai apprezzato il cibo (che ci hai in bocca… ), e se ti viene voglia di un ruttino, fai pure con comodo, che vuol dire che stai digerendo tutto quel buon cibo.
Quando finisci di mangiare, se ci hai le mani unte, puliscile pure sui pantaloni del vicino, tanto stai certa che lui capirà.
Bene cara Diemme, questo è l’estratto del galateo delle Valli Ruspanti, e se qualcuno ti dice qualcosa, non dargli retta che tu lo sai benissimo, io ci ho classe, mica acqua fresca.

A proposito, venendo da te, ho incontrato un bel figone che mi ha detto di salutarti appassionatamente.
Mi pare si chiamasse Artico, no, Arciode, no aspetta, Archimelohafattofare, no, Arthur, credo… che nome inconcludente!!!

Boh!!!

Erzicovina delle Valli Ruspanti

‘nnagg…!!! 

Beh, nell’attesa di inventarmi qualcosa di nuovo, ci sta che Erzicovina vi faccia compagnia e mi raccomando, seguite alle lettera i suoi consigli. 

sì, proprio lei che c’ha classe, mica acqua fresca!!!

Da Erzicovina… la casetta al mare.

                    Ammettiamolo, Erzicovina della Contrada delle Valli Ruspanti oltre ad essere una donna di gran classe, mica acqua fresca, è anche una donna molto accogliente, visto che nelle “sue stanze” pocanzi, tra un Pane Frattau e l’altro c’è stato un chiacchierio niente male; Aurelio e Mirko che raccontavano di come si stesse bene sotto la scrivania dell’ufficio ( ‘nnagg… !!! 🙂 ), Carla che con il battipanni li rincorreva il lungo e in largo, Daniela e LaUra  indignate (si fa per dire…) ma, al tempo stesso divertite, non sapevano che pesci pigliare, Patrizia guardiana del faro_blog in grande agitazione perché rischiava di trasformare quel famoso modello che per motivi di privacy non si dice quale era, in un 856 bis denominato Disorientamenti dippiù, dippiù, Antonella, specialista di caffè espresso, tutta presa a preparare la colazione a quegli squinternati che con i cornetti ci litigavano una volta sì e una volta pure, Ventolino e Carlotta a sognare terre lontane, sparlottando di ammutinamenti alle spalle del Fiero Capitano che sornione le guardava ridendo, inszomma, inszomma, anche Erzicovina se la rideva sotto i baffi, che per fortuna dei suoi molteplici ammiratori non ha e così ha deciso di ospitarli ogni volta che lo vorranno in una delle sue case, al mare o in campagna.

Ormai siamo a giugno e Lei, non avendo nulla da fare (beata… ), ha già aperto la sua casa al mare in un’isoletta che è un incanto, con il mare così cristallino che anche da lontano si riescono a scorgere i fondali e di sera, con le stradine illuminate dalla luna o dal cielo stellato.

                    Semplice come lei ( …) la casetta di Erzicovina ha un grande soggiorno con una vetrata che guarda direttamente sul mare.

‘nnagg…!!!

Vi aspetta, e tutte le volte che lo vorrete, sarà felicissima di ospitarvi così, giusto per parlare un po’. 🙂

Evvai!!!

                    “Da Erzicovina…” chi è il primo? 🙂

Erzicovina delle Valli Ruspanti e la Ricetta.

Lo so che ormai tutti la conoscono, ma è giusto che si sappia in giro che Erzicovina delle Valli Ruspanti c’ha classe, mica acqua fresca, anche perché oggi come oggi non è facile trovare donne come lei che come se nulla fosse, sanno coniugare il verbo essere così come il verbo avere senza alcun problema – anche se la sorte alle volte ci mette lo zampino e un avverbio si confonde con un verbo che fu – soprattutto dopo aver mangiato per colazione le sue solite dieci portate di brioche, frutti di stagione, ovette sode ma con il tuorlo appena appena indurito, burro di arachidi perché più leggero e digeribile, spremute varie, dal succo di ananas, al succo di arance di Sicilia, dal succo di carota, al succo di ermellino, che non è un animale come tanti possono credere, ma è un frutto tropicale della foresta Amazzonica, girato l’Angolo a destra, subito dopo le Barbados e… e… evvabè, so anche che questo lo sapete, visto che l’avevo già scritto, ma cosa ci volete fare, alle volte anche i grandi oratori come me si ripetono e così sia. Continua a leggere “Erzicovina delle Valli Ruspanti e la Ricetta.”

Erzicovina della contrada delle Valli Ruspanti… che nostalgia!

Così, giusto per accontentare i nottambuli o forse i mattinieri, che dico, i pomeridiani o fors’anche i serali, quelli insomma che una volta tanto non si prendono troppo sul serio(domani alle 11, può darsi alle 13, evvabè, domani ad una certa ora, di questo post non ci sarà più traccia, si autodistruggerà… forse…), è venuta a trovarmi Erzicovina della contrada delle Valli Ruspanti, la sorellastra (bella… ) di Armide da Rotterdam, e non per dire, ma ci ha una classe che, come dice il detto, non fa acqua da nessuna parte… si proprio lei, e mi fa… Continua a leggere “Erzicovina della contrada delle Valli Ruspanti… che nostalgia!”

Erzicovina delle Valli Ruspanti (il ritorno del ritorno…)

Mi chiama stamane al telefono Erzicovina delle Valli Ruspanti, sì, avete capito bene, proprio quella che ci ha classe, mica acqua fresca e in lacrime mi racconta di una lite furibonda che aveva avuto con suo fratello Armide da Rotterdam, poco prima delle 8 del mattino.

Lei era intenta a fare colazione con le sue solite dieci portate di brioche, frutti di stagione, ovette sode ma con il tuorlo appena appena indurito, burro di arachidi perché più leggero e digeribile, spremute varie, dal succo di ananas, al succo di arance di Sicilia, dal succo di carota, al succo di ermellino, che non è un animale come tanti possono credere, ma è un frutto tropicale della foresta Amazzonica, girato l’Angolo a destra subito dopo le Barbados, che tra le altre cose si chiamano così perché nel 1256 dopo la caduta dell’impero Ottomano, quando Alessandro IV re di Svezia abdicò in favore di Eugenio detto il Grande dalle coste meridionali del Messico al suono di Messico sì, Messico no, alcuni naufraghi capitarono in una terra sperduta, senza un’anima viva in giro e decisero di fermarsi per fare un riposino che poi è durato un bel po’ di anni.

Ecco il perché del nome. (?) Continua a leggere “Erzicovina delle Valli Ruspanti (il ritorno del ritorno…)”

Erzicovina della contrada delle Valli Ruspanti… (il ritorno…)

Ricevo e con piacere vi rimetto questa lettera: (hihihihihihihihiiiiiiiii…. )

Uèhhh, ecchime, mi avevate per caso nominato o magari anche dimenticato?

Mi chiamo Erzicovina, della contrada delle Valli Ruspanti, la sorellastra (bella… ) di Armide da Rotterdam, e non per dire, ma ci ho una classe che, come dice er detto, non fa acqua da nessuna parte e giusto perché sono una signora, non vorrei parlare male del mio fratellastro, anche se forse è giusto che sappiate che quel maialone, quando la sera va al bar con gli amici da Luana, con la sua dolce sottana, dice sempre peste e corna della sottoscritta.

Peeeste lo coolga, diceva il Barbiere di Siviglia, mentre cantava “Quel mazzolin di fiori… “ al teatro dell’oratorio, girato l’angolo a destra dopo il vicolo dell’innamorata, e se gliene viene una anche a lui, di peste, con pustole color vinaccio, tendente al verde smeraldo, meglio ancora, Ihihihihihihihihi… credetemi, sono fin troppo buona, fischia come sono buona, anche perché mi ricordo nel 1452, quando Federico II conquistò l’Isola del Giglio, cosiddetto l’anno che verrà, avevo scritto una bella lettera accorata, (che non ha niente a che vedere con la Coratella, che è poi una mortadella fatta a forma di cuore, tagliata fine fine, come si dice, a lama di coltello… ), che iniziava così: “Caro amico ti scrivooo, così mi distraggo un po’, e siccome sei molto lontano, più forte ti scriverò.“

E quel cretino non aveva capito che ci stavo?

Inszomma!

Io sono una donna ecologica e vado per la città sempre a piedi e al massimo prendo l’autobus, il numero 29, che passa sempre da via Duca d’Aosta, gira per Largo Donati, si inerpica per Porta S. Alessandro, facendo scalo in Via San Colombano, poi prosegue per Piazza Rosate e fa capolinea in via Uccelli di Bosco, che non hanno niente a che vedere con gli uccelli scappati, tipico piatto dell’Umbria settentrionale, fatto con le bacche di mirtillo, fettine di lardo 6×8, e una foglia di salvia arrotolata tre o quattro volte sullo spiedino di legno, che poi a me non mi piacciono neanche un ciccinino e comunque sia, il bello dell’autobus è che tutti si fanno in quattro per te, c’è chi ti sorregge se stai per cadere, c’è chi ti mette lì una mano per non farti sbattere contro al palo e se uno c’ha il gomito appuntito, me lo fa subito sentire, così mi emoziono un po’, insomma, mi sento protetta e se anche gira Caprino n. 5, io non ci faccio per niente caso, anzi, se qualcuno si avvicina, lo ringrazio anche. 

Tra le altre cose sono molto generosa, a buon intenditor…

E già, perché IO ci ho una classe che non fa acqua da nessuna parte!

*** Inszomma… ***

Erzicovina della contrada delle Valli Ruspanti…

Così, giusto per accontentare i nottambuli o forse i mattinieri (domani alle 11, può darsi alle 13, evvabè, domani ad una certa ora, di questo post non ci sarà più traccia… forse…), è venuta a trovarmi Erzicovina della contrada delle Valli Ruspanti, la sorellastra (bella… ) di Armide da Rotterdam, e non per dire, ma ci ha una classe che, come dice il detto, non fa acqua da nessuna parte, si proprio lei, e mi fa:

“Ehm… uhm… mannaggia, scusate, non so da dove incominciare… beh, sarei anche un po’ timida, ma ho solo bisogno di prendere il la, da non confondere con la ben nota nota musicale, altrimenti avrei detto che mi davo un la, beh insomma, o forse che avrei dato il la, o magari che il la si trova tra il sol e il si… do re mi fa sol la si… vuoi mettere che ho scritto anche una canzone?

Boh, non credo, e no perché in effetti se ci penso non ne sono del tutto sicura e poi…

… evvabè… oggi sono uscita presto e, indossata la mia pelliccia di volpe argentata della Groenlandia, con sotto una maglietta di pizzo San Gallo scollata al punto giusto, visto che sono una donna ecologica, mi sono incamminata verso la fermata dell’autobus, il numero 29, che passa sempre da via Duca degli Abbruzzi, gira per Largo Donati, si inerpica per Porta S. Alessandro, facendo scalo in Via San Colombano, poi prosegue per Piazza Rosate e fa capolinea in via Uccelli di Bosco, che non hanno niente a che vedere con gli uccelli scappati, tipico piatto dell’Umbria settentrionale, fatto con le bacche di mirtillo, fettine di lardo 6×8, e una foglia di salvia arrotolata tre o quattro volte sullo spiedino di legno… e, uhm, con pazienza, mi sono seduta sulla panchetta ad aspettare.

Che poi, cosa credete, lo faccio più o meno tutti i giorni, ma oggi non so perché c’avevo l’impressione che qualcosa di nuovo stesse per capitarmi e infatti, di lì a poco, arriva un signore, distinto, (‘mazza com’era distinto… ), con un cappotto color amaranto e un cappello nero a larghe falde, con una piuma di struzzo che gli spuntava dalla fascetta grigia, la barba lunga di quelle appena, appena incolta, come se non se la fosse tagliata da due o tre giorni. Arriva, mi butta l’occhio con fare disinvolto, s’appoggia al muretto, mette la mano in tasca, tira fuori il cellulare, lo guarda e poi lo rimette via e poi mi pianta gli occhi addosso che non vi dico come sono rimasta.

In un primo momento pensavo di avere qualcosa fuori posto, mi guardo, tiro giù la gonna (‘un si sa mai…) sospiro profondamente e faccio finta di nulla.

Dopo un po’, s’avvicina e mi dice: ” Che forse dovessimo conoscerci?” ‘mazza come parlava forbito, penso io… (ammetto che gli uomini che parlano così, c’hanno una marcia in più… beh, voglio esagerare, fors’anche due o tre… ), tiro su lo sguardo, cerco di fare spallucce e: “No… “ gli faccio con un filo di voce del tipo Santa Martina della Goretti Associati, e poi… “oh… perché mai me lo chiede?”

Lui s’avvicina ancora di più, quasi toccandomi china la testa, mi guarda intensamente negli occhi con lo sguardo assassino (‘mazza com’era assassino… ) e: “sse… c’avevo l’impressione d’avercela già vista e poi, ‘na bella svergolona come lei ‘un la si può certo dimenticare così facilmente, eh…. Hihihihihiiii… !”

Sono diventata rossa gialla e verde, come si dice a Trastevere, di tutti i colori, che sembravo ‘na ribollita, di quelle che si fanno cuocere a fuoco lento sulla brace di legna di pino mista a essenza di bergamotto della contrada delle Valli Ruspanti, (dalle mie parti insomma… ) e intanto, mi prende per il braccio, mi fa alzare e così c’incamminiamo come fossimo stati due fidanzatini.

“E dai” gli faccio, “sei proprio un birbante, lo sai che tutte le volte ci casco come una pera cotta.“

E lui: “ Lo faccio solo per stimolare la cortecia, così poi l’amore diventa più stuzzicherello… “

Mannaggia come è stato bello, a me ‘ste cose mi fanno sempre un certo effetto, quando ci penso divento rossa come un peperone, che poi non so perché si dica così, visto che i peperoni sono anche verdi e gialli.

E già, più che rossa, son diventata di tutti i colori, come i peperoni appunto, mannaggia, e no perché nel caso qualcuno non lo sapesse, io c’ho classe, mica acqua fresca!!!