Com’erano…

Oggi ho riso con le lacrime agli occhi..

Ero a pranzo con mia madre e, tra una forchettata di tagliatelle al salmone e dei gamberetti cotti a vapore, mi raccontava di quand’era giovane e di come passava le sue giornate.

Dove abitava, allora, c’era un grande giardino, il suo luogo preferito e fuori dal cancello d’ingresso, delle scale, che lei, immancabilmente, faceva sempre un paio di gradini alla volta. Da giovane era bella ed anche molto ingenua, tant’è che non si accorgeva mai dei ragazzi che le facevano la corte e con la testa sempre tra le nuvole, pensava a tutt’altro. Continua a leggere “Com’erano…”

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Auguri Papà!

2 Marzo 1920, è la data di nascita di mio padre Santi e se oggi ci fosse ancora, compirebbe 89 anni e allora… auguri Papà, ovunque tu sia e intanto che ti penso, leggo questa tua poesia, che come tutte quelle che hai scritto, è pulita e viene dal cuore.

Una ballata che mi culla.

Se é vero che movimento é vita
il tuo, o mare, é tre volte vita:
vita se amoreggi coi navigli
quando sciabordi seminando bava,
vita se accarezzi piccoli scogli
che a Cefalù, a Milazzo, a Taormina
sono come un rosario che si sgrana
tra profumi di rose e gelsomini.
E’ pure vita nel tuo copioso grembo
dove l’amore alla natura è pegno.
E’ dolce il mormorio dell’onda
quando ti accosti a riva:
coi sassi ti trastulli.
Che suoni,che canti!
E’ come una ballata che mi culla.

Santi

Auguri Papà!

©_Copyright

E poi…

Mannaggia, e siamo arrivati anche al giorno dopo Natale… che poi, non ho capito bene, ma bisogna dire anche Buon Santo Stefano?

 

E poi…

 

… mi viene in mente con “e poi… ” quello dei bambini, quando racconti loro una storiella… ieri ero con la mia nipotina di tre anni e mezzo appena, e seduta accanto a me, tenendo il mio pollicione nella sua manina, mi raccontava della festa che avevano fatto all’asilo nido, dove le femminucce facevano la parte delle caprette e i maschietti quella del lupo ed io le chiedevo: “ma come, il lupo non mangia le caprette?” e lei sbarrando gli occhi: “ Ma no, che dici mai… pensare che il lupo è cattivo significa essere prevenuti, e siccome noi non lo siamo, le caprette non hanno paura del lupo e il lupo non ha voglia di mangiare le caprette… “

 

Che tenera… magari fosse così nella vita reale… e allora le ho raccontato del Piccolo Principe, di quando aveva chiesto di disegnare una pecora… e mentre parlavo, lei mi guardava con i suoi occhioni e appena mi fermavo, subito pronta “e poi…?”

 

E poi… come quando c’era ancora “lei” , ed io la guardavo per come era bella e le dicevo che l’amavo… lei, chinando la testa da un lato, con un sorriso biricchino subito pronta rispondeva: “E poi?”… soltanto voglia di sentirselo dire ancora… soltanto voglia di sentirselo dire ancora, e poi …

 

Chissà come mai oggi riesce difficile dirlo quel “e poi”, ma anche sentirlo a dire il vero, tanta poca è la voglia di dire due parole, di raccontarsela un po’ come si faceva un tempo, senza problemi, così semplicemente… incontri un vicino, con un sorriso lo saluti e poi… finisce tutto lì.

 

Forse mi sento anch’io un po’ bambino, comunicare, sognare sulle cose un po’… ma, secondo voi, i grandi se lo ricordano di essere stati anche loro dei bambini?

 

Uhm… non ci ho mai capito molto in queste cose… evvabè, dal vostro Archi… Buon Santo Stefano e Buon tutto quanto.

 

psss… e poi… se qualcuno s’azzarda a dire che la foto non c’azzecca, peste lo colga…

 

ft: nonno Archimede.

Natale…

© arthur
© arthur

Natale…

 

… ho dei ricordi sereni del Natale… da piccolo, ci si riuniva a casa dei miei nonni e la sera si giocava a carte, sette e mezzo, tombola, e per noi piccoli era uno spasso… ovviamente ad ogni vincita, quelle poche lirette guadagnate le mettevamo una sull’altra, ed era con orgoglio che le rimiravamo.

 

S’iniziava a giocare i primi di dicembre, una scusa per trovarsi tutti davanti ad una grande tavolata, con un bel panno verde, imbandita con frutta secca d’ogni genere.

 

La parte “riservata” agli uomini, era una ciminiera, giocavano a briscola chiamata o a scopone scientifico, l’occhio socchiuso, la sigaretta pendente dalle labbra e… quante discussioni accanite, quante urla e ogni volta, noi piccoli lì a vedere cosa era successo…

 

Poi, la vigilia di Natale la cena in pompa magna, i tortellini in brodo, come voleva la tradizione importata dal nord, il capitone, la pasta a forno, gli arancini di riso, la carne al ragù (che non è quella trita… ), olive verdi schiacciate sott’olio, acciughe salate condite con olio, aceto e prezzemolo, conserve d’ogni tipo fatte in casa, dolcetti siciliani, insomma, tante cose buone, e l’atmosfera era di gioia, d’amore, e per noi piccoli l’occasione per ritrovarci e giocare.

 

Finita la cena, si sparecchiava velocemente, e seduti intorno al tavolo… era arrivato il momento che noi piccoli aspettavamo con ansia, il gioco del Mercante in Fiera.

Mio nonno, che faceva il mercante, prendeva le sue belle carte comprate ad Alessandria d’Egitto, che conservava gelosamente in un cassetto chiuso a chiave e le distribuiva; ognuno di noi ne comprava alcune, e una volta stabiliti i premi, lui incominciava la vendita al miglior offerente delle carte rimaste.

Ogni carta rappresentava qualcosa, degli animali, degli strumenti musicali, delle scene di caccia, e per ognuna la descrizione era uno spasso: lui stava a capo tavola, con la sua bella giacca da camera e il suo inseparabile farfallino e incominciava a raccontarla su, romanzando alle volte la storia o il personaggio raffigurato… bei momenti che non dimenticherò mai!

 

Evvabè… anche quest’anno Natale in famiglia, con la mia mammona ormai vecchietta, che è felice di averci tutti intorno a lei.

Ma è anche con voi che voglio festeggiare, con Lady Ginevra, Antonella, Elle, Nunzy, Engel, Raggio di Sole, Piccola Ema (un particolare abbraccio… ), Very, Cytind, Lucy, Anto 2, Piemme, Pan (è già il secondo Natale… ), gli amici che per un anno mi hanno fatto compagnia, ma anche con gli amici ritrovati, Morena, Sancla, Stellina, Brandy, Romaguido, e che adesso condividono con me questa mia nuova avventura, e poi ancora con Veronica, Simo, Gabry, Coccinella, Xeena, Luk75, insomma con chiunque passi di qua e legge queste mie parole.

 

Domani, la vigilia di Natale, sarebbe stato il compleanno di Simona…

 

Buon Natale a tutti voi cari amici!

Pensieri sparsi…

Alcuni di voi ricorderanno questa foto, “scattata” quest’estate al mare, di noi cuccioli… c’era Nunzy, Piccola Ema, Raggio di Sole, Piemme, Engel, Pan, Lady Ginevra, io, e Petite, in rappresentanza della mamma Elle…

 

… pensieri sparsi…

 

“… l’unico modo di conoscere la verità, è condividerla da cuore a cuore… forse è quello che stiamo facendo noi, giorno dopo giorno, in questo nostro cammino comune, incontrandoci tra queste pagine, mescolando le nostre esperienze, con i vissuti, le sensazioni e le emozioni, lasciando che i nostri respiri, profondi, siano percepiti da chi ha voglia di sentirli; aria, che con aria si confonde, vero, nessuno di noi l’ha chiesto, e il silenzio, ogni giorno che passa, si fa sempre più grande e, si unisce al desiderio di non chiedere o dare risposte, perché è sempre più sul filo delle emozioni che corre.

 

Ho quasi paura di tutto questo, paura di ciò che non riesco a controllare e se mi lascio andare, che è poi il mio modo di essere, sento delle sottili vibrazioni che mi scuotono tutto dentro, ma nell’intimo, perché assisto inerme a qualcosa di nuovo, e allora amore, amicizia, bisogno degli altri, non poter fare a meno delle parole, dette, sentite, sussurrate, e persino urlate, hanno tutto un altro gusto, perché di questa realtà un po’ surreale, incominciamo a farne parte, ed esce prepotente da quel quadro che ho cercato d’immaginare, perché dietro quegli sguardi da cuccioli, ci siamo ancora noi…”

 

Queste parole l’ho scritte alcuni mesi fa ed erano rivolte ad un amico, conosciuto tra le pagine della nostra Lady, nell’angolino delle chiacchiere che tante volte ci ha fatto compagnia e che per motivi che non sto a dirvi, si è perso in altri meandri.

 

Mio caro Piemme, Socio carissimo, se riesci a leggermi, sappi che non ho mai dubitato del fatto che un giorno saresti ritornato tra di noi. Ricordi questa foto, le aspettative che si erano create mentre l’aspettavate… ormai siamo cresciuti, alcuni di noi sono impegnati a percorrere nuove avventure, Osolemia, Engel… e allora… dai che siamo quasi a Natale, l’anno sta per finire, vogliamo ancora una volta riunirci per fare questo brindisi insieme?