“Ciao, ma tu sei per caso… “

Forse è il rumore del mare che aiuta certi pensieri, o forse è il buio della sera seduto sulla spiaggia ad ascoltare il mare con gli occhi fissi nel cielo, chissà, per un attimo e non solo, mi lascio cullare dai ricordi.

E magari sono ricordi di cose che non sono mai accadute, rimaste lì in un angolino ad aspettare l’occasione buona, mai arrivata, di quando si guardava la vita con gli occhi di chi vuole scoprirla, ma senza chiedersi tanti perché.

E così penso a quelle mani che si sfiorano senza neanche volerlo, oppure sì, che forse abbiamo dimenticato come; e così penso agli sguardi che s’incrociano per poi arrossire anche soltanto per un attimo, che abbiamo forse dimenticato come; pensieri che sono quindi come ricordi che, proprio perché fanno parte di noi, vogliamo custodire gelosamente o forse abbiamo dimenticato come. Continua a leggere ““Ciao, ma tu sei per caso… “”

Coni, coni gelato!

In genere arrivava verso le cinque del pomeriggio, la motoretta faceva un gran baccano, sembrava perdesse i pezzi da un momento all’altro, si fermava nel centro della piazza, e Ciccio, il gelataio, con una voce da baritono canticchiava: “Coni, coni gelato, freschi freschi appena fatti, limone e cioccolato, dieci lire, dieci lire di piacere, un po’ al limone un po’ al cioccolato.”

Che ridere mi faceva fare, era un’omone grande e grosso ma piccolo di statura, andava in giro con una canottiera tutta bucherellata, con un sacco di peli riccioluti che spuntavano fuori, un grembiule bianco, stranamente lindo come non mai, che metteva ancora di più in evidenza la sua pancia e la pelle del viso liscia come se si fosse appena rasato.

Aveva gli occhi attenti, che teneva sempre socchiusi e con una lucina che li faceva sembrare ancora più vispi, non perdeva neanche una mossa di quello che gli girava intorno, e aveva sempre una parola per tutti, una battuta scherzosa, una risatina dopo un saluto o un cenno della testa ogni volta che non gli era simpatico qualcuno. Continua a leggere “Coni, coni gelato!”

Così, giusto per pensare un po’!

Ieri rientrando in ufficio ho avuto uno scambio di parole abbastanza violento con un tipo che con il suo furgone intralciava l’ingresso e l’uscita del cancello del mio palazzo e la cosa che mi ha fatto arrabbiare ancora di più è stata la sua arroganza, il pretendere che, malgrado avesse torto marcio, le sue ragioni fossero sacrosante, un diritto, il suo, incontestabile, una protesta, la mia, immotivata, quasi che l’aver aspettato per ben dieci minuti di entrare fosse normale.

Mi guardava con odio e pur mantenendo la calma, mi ha turbato, perché ho avuto l’impressione di trovarmi di fronte ad una violenza che andava di là dalla cosa in sé, soffocata, compressa, pronta a scoppiare qualsiasi fosse il motivo o l’occasione. Continua a leggere “Così, giusto per pensare un po’!”

Normale o audace?

“Credo che la normalità, in tutti i sensi e in tutti i campi. rappresenti ancora una certezza…” scriveva Daniela in risposta ad un mio commento nel post “Voglia di partire”, ma cosa è normale e audace oggi, si chiedeva ancora concludendo il suo intervento?

La risposta a questa domanda credo che sia variabile, ognuno probabilmente ha una sua concezione della normalità in base ai suoi vissuti, alle sue scelte, alla sua visione della vita, ma senz’altro esistono dei parametri comuni più o meno imposti che regolano il normale svolgimento della vita di tutti noi.

E’ normale sposarsi tra un uomo e una donna, lo è un po’ meno la convivenza, anche se oggi le coppie di fatto incominciano ad essere una realtà consolidata, non lo è tra persone dello stesso sesso, è normale creare una famiglia, fare dei figli, chiedere un mutuo per comprare la casa e pagarlo per tutta una vita, è normale alzarsi al mattino fare colazione in fretta e furia, andare al lavoro, così come è normale tornare la sera a casa stanchi e di cattivo umore perché il datore di lavoro è un rompiballe e il collega d’ufficio un attaccabrighe opportunista. Continua a leggere “Normale o audace?”

Razionalità o fantasia?

Chi ha detto che razionalità e fantasia non possano andare di pari passo?

Personalmente mi sono sempre affidato al mio istinto e a volte ho fatto cose che non avrei mai fatto se decise a tavolino; dopo però, a mente serena, le ho vissute come se le avessi scelte consapevolmente, o forse ho voluto crederle tali.

La razionalità è qualcosa che ci siamo imposti magari per paura di perderci.

E sì, perché oltre che la paura, c’è la voglia di perdersi perdutamente nelle emozioni e allora, è meglio non lasciarsi andare?

Direi proprio di no!

Dejà-vu

dejà-vu

Siete mai stati in cima ad una montagna? Avete mai provato a lasciarvi andare al vento? Quel vento forte che spazza via anche i pensieri?

Quando si perde la via, il disagio che si prova nel non ritrovarla dà la forza per reagire e se si prende coscienza dei motivi che l’hanno motivato, vuol dire che si è pronti per ricominciare.

Che poi, è quel che succede.

Il timore di ritrovarsi dentro certe emozioni ed ancora, la sensazione di smarrimento che si prova, ci proiettata in una dimensione che fa paura, che fa sentire soli, perché non ci appartiene più, perché non la riconosci come tua.

In fondo è tutto un dejà-vu e la via sotto casa ne è la prova.

(dedicato a…)

Indifferenza.

OP-Indifferenza

The Best Magazine_#4

Capita alle volte di fare delle considerazioni su ciò che siamo e su come ci rapportiamo con le altre persone, nel quotidiano, durante tutta una vita. Le ho fatte giusto in questi giorni e così mi è venuto in mente un articolo che avevo scritto per la mia rubrica “L’opinione” nel numero 4, maggio 2010, di The Best Magazine, utile, secondo me, se non altro per farci su qualche riflessione.

Buona lettura! Continua a leggere “Indifferenza.”

Il tempo.

Non serve a nulla scoprire se la vita che viviamo sia esattamente quella che si voleva, perché ogni angolo del nostro passato è un tassello che, come per magia, ci ha costruito un po’ per volta e se alle volte ci sembra di guardare tutto con calma apparente, è solo perché una parte di noi rincorre l’altra, ma solo per decidere la giusta via da seguire.

Il tempo è in ogni minuto che passa, in ogni sensazione che vive, in ogni angolo dei desideri, in ogni frammento delle emozioni, è tutte le volte che si ha voglia di pensare a come viverle ma, anche solo pensarle, è già tanto.

Realtà o fantasia?

Ma veramente abbiamo così bisogno di emozionarci?

E’ una domanda che mi sono posto l’altra sera, mentre guardavo alla televisione il programma di Maria de Filippi, “C’è posta per te”; una novità per quanto mi riguarda, visto che ho sempre pensato che questi programmi strappalacrime che, in qualche modo strumentalizzano il dolore altrui, creando tra l’altro l’illusione di essere per un attimo dei protagonisti assoluti, sono detestabili, per cui, li ho sempre saltati a piè pari.

Eppure, l’altra sera l’ho guardato, sarà anche per il fatto che la storia che vedeva coinvolti i protagonisti, una ragazza diciottenne e il fratello con la moglie era, diciamo così, normale, il bisogno da parte della sorella di dire al fratello che gli voleva molto bene e che lo ringraziava per l’amore e la cura che lui aveva avuto per lei, dopo la morte di entrambi i genitori. Continua a leggere “Realtà o fantasia?”

Gita al mare!

                    Occhi verdi, capelli cortissimi tra il castano e il biondo rossiccio, un viso bellissimo, avrà avuto circa sei anni; seduto su di una carrozzina con due supporti che gli tenevano ferma la testa ed una cinghia che lo cingeva probabilmente per non farlo cadere, era proprio lì in riva al mare.

Il padre chino davanti a lui, tentava di fare un pupazzo con la sabbia bagnata e intanto parlava raccontandogli delle cose, sempre con un sorriso. Poco più in là, c’erano tre bambini che giocavano sul bagnasciuga a pallone, ridendo e rincorrendosi ogni volta che qualcuno di loro sbagliava bersaglio.

Nessun sorriso, nemmeno l’ombra che s’accorgesse di cosa ci fosse intorno a lui ma, lo sguardo era fisso lì, come se il rumore di quelle piccole onde, fosse un pensiero rivolto verso il mare.

Un momento vissuto; il ricordo di una gita al mare.