Ecco il Magazine di Scriveregiocando 2014!

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Quando un pomeriggio ho visto sul blog di Morena le foto che aveva scattato nella sua vacanza di Marettimo ho subito pensato, che bel posto, quasi quasi mi ci trasferisco, mannaggia, ma una in modo particolare mi aveva colpito, oltre che per la sua bellezza, per la semplicità, per quel senso di serenità che mi trasmetteva, non sembrava un paesaggio invernale dove la vita per un attimo si era fermata, ma una “fresca” visione di qualcosa che nella sua immobilità continuava a esistere, prepotentemente.

Ed è con questo spirito che ho progettato il nuovo logo di Scriveregiocando, semplice, fresco e pieno di colori, la rappresentazione di come dovrebbe essere sempre la nostra vita.

A Morena è piaciuta l’idea e così eccomi qui con il nuovo Magazine, con molto ritardo a dire il vero e di questo mi scuso con tutti voi per la pazienza che avete avuto, ma come tutte le cose “sofferte” e soprattutto pensate con il cuore, semplici, fresche e piene di colori, appunto, un prezzo bisogna pagarlo, e poi non volevo perdere l’abitudine per essere coerente con un’idea, l’idea di comunicare qualcosa che va al di là della cosa stessa.

Ventitre autori e ben ventinove brani, wow, tantissimi quest’anno, la dimostrazione che quest’appuntamento ha raggiunto il suo scopo, quello di mettere insieme tante belle persone che comunicano dei pensieri, delle emozioni, così come si è, senza pretese, e in un mondo che va sempre di corsa, è una bellissima cosa.

Morena l’ha già fatto, ma vorrei farlo anch’io, grazie a tutti voi, grazie anche da parte mia.

Chiudo augurandovi un Buon Natale, sereno, pieno di sorrisi, con le persone che più amate, e lo faccio con una poesia di mio Padre Santi che ho pubblicato sul magazine e sul sito di Scriveregiocando.

Poesia1a

Esuberanza

 Buon Natale!

©_Copyright

Il Peperoncino.

                    Avete mai guardato una piantina di peperoncini per vedere come fanno a crescere?

Non prendetemi per matto, io sì, ho giusto comprato una piantina questa estate dal mio fiorista di fiducia e dopo aver tolto tutti i peperoncini già maturi, quelli rossi per intenderci, l’ho messa in un angolino del mio terrazzo, nell’attesa che ne crescessero altri.

E così il miracolo si ripete. Continua a leggere “Il Peperoncino.”

Chiddu chi ccunta, ‘un si pò mai vidiri…

E tra pensieri che vengono e pensieri che vanno, oggi mi è capitato di rileggere sul blog di Diemme un mio vecchio commento scritto nell’angolo delle chiacchiere, che tra l’altro avevo già riproposto nel 2009, in un post intitolato “Ci credo ancora?”…

Tra i tanti commenti che mi erano stati lasciati, ne ricordo uno in modo particolare, lo aveva scritto una carissima amica, Nunzy Conti, dove riproponeva un brano del “Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry…

“..Non sei di queste parti tu ,disse la volpe, che cosa cerchi?
Cerco gli uomini, disse il piccolo principe.
Che cosa vuol dire “addomesticare”?
Gli uomini, disse la volpe, hanno dei fucili e cacciano. è molto noioso! Allevano anche delle galline. è il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?
No, disse il piccolo principe. Cerco degli amici. Che cosa vuol dire “addomesticare” ?
“ E’ una cosa da molto dimenticata. vuol dire “creare dei legami”…
Creare dei legami?
Certo, disse la volpe. Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo.
Comincio a capire,disse il piccolo principe. C’è un fiore…credo che mi abbia addomesticato…
È possibile, disse la volpe. Capita di tutto sulla Terra”

Chiddu chi ccunta, ‘un si pò mai vidiri… tradotto da me in Siciliano, che nell’originale di Antoine de Saint-Exupéry è il celeberrimo “L’essenziale è invisibile agli occhi…” Continua a leggere “Chiddu chi ccunta, ‘un si pò mai vidiri…”

Lei e lui…

Sono circa le 13.30, di un venerdì che preannuncia un fine settimana alquanto incerto; aria freddina, cielo coperto, una mattinata in studio alquanto “nervosa”, qualche contrattempo che, per carità, ci sta sempre bene, altrimenti chissà che noia, gente tanta gente che, direte voi, in un centro commerciale è la norma, (e già, dimenticavo, sono in un centro commerciale… ) tant’è che alle volte mi domando: se in tanti sono a spasso, chi ci resta negli uffici a lavorare?

Continua a leggere “Lei e lui…”