Sei giorni fa…

Mannagg… ero sul blog di Eppifemili che leggevo il suo ultimo post, mi scappa l’occhio e cosa ti vedo? Di lato, nella rubrica “ io leggo e rileggo”, vedo il feed dell’ultimo mio post datato 6 giorni fa… ‘nnagg… penso tra me e me, sono passati di già sei giorni dall’ultima volta che ho scritto qualcosa?

Che pelandra!!!

Penso che ti ripenso… cerco di scervellarmi per scrivere qualcosa di nuovo, e tra le altre cose, cosa mi viene in mente? Mi ricordo l’estate scorsa quando stavamo per festeggiare l’ingresso di Elvira nella sua nuova casa ai margini del fiume Alvaro, che tutto d’un tratto si è spento il gas e… mannagg… non sapevamo più come fare cuocere gli spaghetti che, vabbè al dente, ma croccanti erano forse un po’ troppo. Beh, se vai nella trattoria di Sora Lina, tra Monte San Angelo e i Parioli, li cucinano con i cotechini, prima sbucciati, poi passati nel latte di asina e poi cotti con il forno a legna, insieme ai finocchi di giornata, che magari se t’incontrano ti fanno un sacco di moine, tanto che tu poi prendi il primo autobus che passa e scendi alla quart’ultima fermata… mi raccomando cerca di non sbagliare però, che poi chi la sente la zia Giuseppina che aspetta tutto il giorno l’ora di andare al mercato, si quello di Santo Spirito, dove tra le altre cose vendono i maglioni fatti in casa, con la lana dei materassi… embè, che c’è di strano? Sì, proprio la lana dei materassi, che ormai non s’usano più e allora visto che si devono buttare, si prende la lana, la si lava per benino, e dopo una bella scrollatina, se vuoi puoi girartela intorno al collo, e già perché a Rotterdam, il paese di Armide, fa tanto freddo e la sera prima di andare a letto, si prende un bel filmato dei tropici, e vi lascio dire che serata… dove ero rimasto, a già, mi sa che questo l’avevo già scritto da Elle e allora, non mi resta da fare altro che rimettermi a pensare e chissà… penso che ti ripenso…

Evvabè, un attimino e vedrete i risultati… 😆

Inszomma, inszomma…

Inszomma, inszomma… evvabè, iniziare una “conversazione ” dicendo inszomma, inszomma, non sta poi tanto bene ma visto e considerato che fa caldo, che il tempo delle vacanze è ancora lontano, che il prossimo post tarda ad arrivare, mi sa che devo prendere in mano la situazione e raccontare qualcosa così giusto per ingannare l’attesa… (nel frattempo, i puristi della lingua Italiana mi scuseranno…)

Che poi, parlando del più e del meno, chissà perché mi vengono in mente un sacco di cose da dire, per esempio che a Trastevere si mangia bene e volendo si spende anche di meno, che non bisogna dire al fruttivendolo quanto è buono il formaggio con le pere, altrimenti ti vende l’uno e l’altro facendo così un bel pastrocchio, che la notte di San Lorenzo se uno ha voglia di esprimere un desiderio deve farlo con accanto un ettolitro di birra scura di puro malto, distillata in botti di rovere invecchiate nelle cantine di Roveredo, che a nonna Giuliana gli mancano tre denti davanti e due dietro e si accettano offerte per comprarle i para spruzzi, che Fontana la prima volta che tagliò una sua tela lo fece per puro caso, perché voleva distruggere un’opera venuta male e con una rasoiata, si accorse che l’opera funzionava meglio, che se si mette il formaggio grattugiato sopra la pasta con le sarde, si rischia di passare per poco di buono, che la sera, come anche al mattino, è meglio mettersi un golfino, perché l’aria è, come dire, un po’ freddina, che gira e rigira, mescola e rimescola la solfa è sempre la stessa, che più leggo i giornali, le cronache rosa, gialle e nere e più mi viene voglia di fare un bel falò, che le corna fanno tanto male, ma solo a chi se le ritrova sulla testa improvvisamente dalla sera alla mattina, che a Filicudi c’è un mare limpido, un cielo così terso e un silenzio così intenso da fare invidia a una trasmissione di Maria de Filippi, che mi sono stufato di sentire parlare i nostri politici, perché ogni volta che lo fanno, mi sembra di essere (io) sempre più deficiente, che magari si perde un sacco di tempo dietro alle cose da fare e non ci si rende conto che a far niente si suda di meno, che sarebbe bello andare in Toscana…

bellissima la Toscana… L’ho “vissuta” tanto tempo fa, quando c’era ancora il dolce far niente, l’essere spensierati e si era solo alla ricerca di cose inutili ma, che ti facevano star bene dentro… Firenze…studiavo, cazzeggiavo, facevo finta di essere impegnato, tra barriere e bicchieri di chianti, tra sogni ad occhi aperti e realtà inaspettate… E poi, le colline del Chianti, i fegatelli e il prosciutto tagliato con il coltello ed ancora tanti, forse troppi brindisi, sempre alla salute di qualcuno… Quante volte a Montepulciano (avevo ottime referenze…una fidanzata doc), e poi il pansanto, la bruschetta con il pane abbruscato a fuoco vivo, con l’olio nuovo ed uno spicchio d’aglio strusciato sopra, i pici al sugo di carne e ovviamente conditi con un bicchiere di vino “Nobile di Montepulciano”…

…che stretta è la via, lunga è la fune, dite pure la vostra che ormai ho quasi detto la mia… 😉

 Inszomma, inszomma… evvabè, finire una “conversazione” dicendo inszomma, inszomma, non sta poi tanto bene ma visto e considerato che fa caldo, che il tempo delle vacanze è ancora lontano, che il prossimo post tarda ad arrivare, mi sa che devo prendere in mano la situazione e raccontare qualcosa così giusto per ingannare l’attesa… oh mannaggia, mi sa che l’ho già fatto, mannaggia, fa caldo e allora…

Se magari si mette a piovere.

Da dove incomincio…

…vi è mai capitato di aver voglia di scrivere, tante idee per la testa ma, anche tanta confusione, al punto che solo mettere due parole insieme diventa difficile… scrivo, poi cancello, poi riscrivo e poi… mannaggia, ri_cancello di nuovo, anzi, chiudo il mio nuovo documento di Word, sperando che nel frattempo… lasciando decantare il tutto, magari le idee si chiariscono e allora, esco a fare un giro, (camminare fa bene… ), poi torno, guardo un po’ di carte, le metto a posto, visto che ci sono pulisco anche la scrivania, m’incazzo (pardon… ) m’arrabbio come una bestia con le donne delle pulizie che non puliscono mai nulla, giro intorno alla sedia, guardo lo schermo del computer (mannaggia quant’è bello… ), mi siedo, apro un nuovo documento di Word e incomincio a scrivere… no, aspetta, da dove incomincio…

… beh oggi è una gran bella giornata e il Giacomo è uscito da casa, ma se viene via lui poi Lina si sente esclusa e quindi si accomodano anche Alessandro, Giuliettina insieme a Rocco e i suoi fratelli, non quelli del Gattopardo, Luciano, Vincenzo e Gabriele, le sorelle Vika, Ika e Katia, padre Don Salvatore, che ha salvato le popolazioni del Lago Trasimeno, quando si era inondata Firenze, nel luglio del 1947, giorno dello sbarco degli americani a Portofino, e Alessandro fa i capricci perché si è rotta la serranda, in casa sua è ancora tutto buio, ma non come quella volta a Cesenatico, quando sulla spiaggia arrivarono i vu cumprà e senza batter ciglio, Evelina si spalmò di crema protettiva, sai quella numero 5, perché c’era Vittorio che doveva arrivare ed allora si trovarono tutti sul Ponte Vecchio, a scartare quei regali che erano rimasti nel baule della macchina, in quel parcheggio di viale Gismondo da Verazzano, angolo via Paleocapa, dove fanno anche le frittelle e, nonna Pina ci passa tutte le mattine, perché la nipotina, quando viene, si ritrova tutta innervosita, con i capelli in disordine che Marco ed Emanuele si divertono a rimescolare, come fosse un mazzo di carte, si quelle carte che trovi tutte le mattine davanti al tuo portone, e quello stronzo di Giuseppe fa finta di non vedere, come se la casa non fosse anche sua, ma verrà il giorno, o forse non verrà, fatto sta che l’altra sera, mentre bevevo una birretta, mi dissero che Rosina era sotto la doccia e, tutti a guardare fuori alla finestra, che nel frattempo s’era chiusa, per non far passare tutta l’acqua, perché quel rubinetto rotto non era stato più aggiustato, e giusto per non dimenticare, volevo dire che s’inaugura una mostra, in quella galleria d’arte a Castrovillari, dove espongono i nani, tutti e sette ma senza Cenerentola, che nel frattempo è stata mangiata dal lupo cattivo, che l’aveva presa in giro dicendole quant’erano belle le sue orchidee, da non confondere con i gerani di zia Giuseppina, che bagna una sera si e una sera no, senza curarsi che Duilio ha perso i capelli, e che non stava bene dirlo al suo collega…

… forse è meglio andare a fare un altro giro, magari si mette a piovere e così mi rinfresco un po’ le idee.