Dolore

(AP Photo/The Day, Abigail Pheiffer)

Duecentododicimila le vittime, più di trecentomila i feriti, Haiti distrutta, interamente ricoperta di macerie, un tappeto di sassi, polvere e… cadaveri, una tragedia paragonabile allo tsunami che ha coinvolto più di 3 milioni di persone, aiuti umanitari che tardano ad arrivare e quelli che ci sono, faticano ad intervenire… cento bambini sepolti sotto le macerie di una scuola, saccheggi, razzie, la disperazione degli haitiani…

Questo elenco di cose potrebbe continuare all’infinito, ma per pudore lo faccio finire qui.

Il pudore chi, come me, non capisce, non riesce a spiegarsi del perché certe tragedie debbano colpire popolazioni che la tragedia l’hanno già conosciuta, perché è un male che condividono giorno dopo giorno, per la sopravvivenza, che consumano in baracche che del provvisorio non hanno più nulla, degrado, povertà… la povertà degradante di chi vive con meno di un dollaro al giorno.

Ecco, ritengo che sia ingiusto, per carità, non auguro ad altri tragedie di questa portata, ma perché questo accanimento con chi forse merita un po’ di pace, senza cercarla, merita un po’ di tregua, per un dolore compagno di tutta una vita?