Gli altri, che non siamo noi!

© arthur

                    In testa una coppola e addosso una giacca una taglia più grande tipo Principe di Galles. Mangiava tranquillo la sua mela, senza curarsi più di tanto della gente che passava. Per terra il suo banchetto, con maschere, occhiali da sole e una scatola di accendini.

A vederlo, lineamenti e corporatura, sembrava Senegalese, un viso paffutello, con la barba appena incolta un po’ bianca, che contrastava con la sua pelle nera. Il suo “negozio” è sempre lì, vicino ad un supermercato, probabilmente ormai un posto fisso e più di una volta, vedendolo, mi sono chiesto cosa guadagnasse realmente, visto che, ogni volta, lo vedevo sempre da solo. Continua a leggere “Gli altri, che non siamo noi!”

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Lei e lui…

Sono circa le 13.30, di un venerdì che preannuncia un fine settimana alquanto incerto; aria freddina, cielo coperto, una mattinata in studio alquanto “nervosa”, qualche contrattempo che, per carità, ci sta sempre bene, altrimenti chissà che noia, gente tanta gente che, direte voi, in un centro commerciale è la norma, (e già, dimenticavo, sono in un centro commerciale… ) tant’è che alle volte mi domando: se in tanti sono a spasso, chi ci resta negli uffici a lavorare?

Continua a leggere “Lei e lui…”

The Best Magazine_#6

La rivista da sfogliare…

Ed eccoci finalmente al numero 6 di The Best Magazine.

Questo mese siamo in ritardassimo e mi scuseranno gli amici che avevano mandato il loro articoli “in anticipo sui tempi previsti”, ma sapete com’è, anzi, a proposito, com’è?

LA PARENTESI… questo il titolo che abbiamo voluto dare a questo numero, chiusa la parentesi estiva, si apre la parentesi autunnale, la ripresa del lavoro e tanti buoni propositi che, per ricominciare, sono sempre ben accetti. Continua a leggere “The Best Magazine_#6”

The Best Magazine_#5

Photo copertina © Solindue

Ed eccoci di nuovo a quello che è diventato ormai un appuntamento importante, l’uscita del nuovo numero di The Best Magazine e, questo mese, devo dire che siamo, Solindue ed io, davvero soddisfatti, anzi, come direbbe l’Arthur, dippiù, dippiù.

Abbiamo posticipato l’uscita, per consentire ai ritardatari di mandarci i loro articoli (l’ultimo mi è arrivato domenica… ‘nnagg… 🙂 ), ma anche per darci un po’ più di tempo, perché la pubblicazione di questo magazine, è e deve restare essenzialmente un piacere, che ci vede uniti in un momento di sano confronto.

“Sognando l’estate”… un titolo su di una copertina (l’autore della bellissima foto è Solindue…)… ed è di vacanze estive che parliamo in questo numero, un sogno? Beh, sì, dopo un anno di duro lavoro, l’idea di lasciarsi andare magari sdraiati su di una bellissima spiaggia, con nelle orecchie la nostra musica preferita… un sogno che presto, per tanti di noi, diventerà realtà.

Tanti articoli e tante belle foto, un numero ghiotto di argomenti, alcune new entry, Antonella (una cara amica, l’autrice del famoso articolo “La nascita di Arthur…” ) con le sue vacanze a Rodi, Kokeicha, con la recensione del libro di Jorge Amado, Dubbasonic, uno scatto estemporaneo, la foto di un violinista, Valentina, che ci racconta di una mostra di sculture che ha curato a Imperia, “Maragliano, bozzetti e piccole sculture”, Aracne, un’appetitosa ricetta estiva e poi, il ritorno della nostra cara Elle, con un articolo sul BookCrossing, letteralmente, “Incrocio di libri”, l’intervista di Solindue a Simone Perotti, “Un uomo da_mare”, un uomo che ha avuto il coraggio di lasciare tutto, per vivere più a misura di se stesso, la natura vista con gli occhi di Franco, fratello della nostra carissima Luisa e poi… tante altre cose ancora, con gli amici di sempre, la nostra mascotte, Koala, alla quale abbiamo dedicato il blog del mese, Spaziocorrente, BabEle, Fabio, Folletta, Riccardo, Luciano, Kate, Godot, RadioOnair, Pensierieperline, da leggere, da commentare, sempre che ne abbiate voglia e ovviamente, Solindue ed io.

E allora, come sempre, buona lettura e a presto per le buone vacanze.

Cronaca…

E’ cronaca di un paio di giorni fa.

Londra… un centro commerciale pubblicizza la svendita totale della merce esposta, con capi di abbigliamento che possono essere acquistati anche ad una sola sterlina.

Unica condizione, arrivare in tempo per accaparrarsi la merce migliore.

In pochissimo tempo, la notizia di diffonde e la via antistante al centro commerciale si riempie di gente che aspetta l’apertura del locale.

All’ora stabilita, la folla si accalca davanti all’ingresso, dapprima in silenzio, ma poi, forse l’ansia dell’attesa, fa improvvisamente perdere la calma a qualcuno; incominciano le urla, gli insulti, s’incomincia a spingere, viene chiamata la polizia per mettere un po’ d’ordine e scongiurare il peggio ma, al suo arrivo, la gente, come impazzita, si scatena, e inizia una vera e propria guerriglia urbana, che dopo poco tempo si conclude tristemente con un bilancio inevitabile: tanti feriti e parecchi arresti.

Zimbabwe… nello Zimbabwe si muore di fame, e si magia l’elefante morto.

Il fotografo inglese David Chancellor, che era nello Zimbabwe per fotografare gli elefanti nel loro habitat naturale, racconta di avere assistito ad una scena di una crudeltà inimmaginabile: “Poco dopo l’alba, un abitante della zona ha visto la carcassa di un elefante mentre passava in bicicletta. Sembrava in mezzo al nulla, ma dopo appena un quarto d’ora sono arrivati centinaia di disperati da ogni direzione, le donne hanno formato un cerchio attorno all’animale e gli uomini stavano all’interno. Ho visto gente litigare e accoltellarsi a vicenda, pur di accaparrarsi più carne possibile per la famiglia. Carne che è stata poi portata a casa per essere lavata, essiccata e, quindi, messa da parte, ma c’è anche chi l’ha mangiata lì, al momento. E nei villaggi circostanti hanno fatto poi festa per due giorni, per celebrare la fortuna che era loro capitata”.

In entrambi i casi, tanta violenza, e se si muore di fame, la si può anche comprendere, ma per una maglietta dal costo di una sterlina?

Nessuna dignità!

Vogliamo chiamarla complicità?

          Tempo fa, chiacchierando con un mio carissimo amico, mi è venuta spontanea una domanda, più come provocazione che per altro. Come forse “qualcuno” ricorderà, noi due abbiamo due modi diversi di affrontare le cose: io un po’ più diretto, a livello di emozioni vissute e dichiarate, non ho paura di perderci, lui un po’ più difeso.

 E proprio perché a me piace parlare di ciò che provo, che ad un certo punto gli chiedo:

          “Riesco a trasmetterti, parlando, tutte le emozioni che provo? E sì, perché nel momento in cui ti racconto una storia che ho vissuto, potrebbe essere anche l’emozione di trovarmi davanti ad un chiostro del ‘300 o di una coppia di vecchietti  incontrati al supermercato che si tengono mano nella mano, vorrei che tu capissi dentro di te ciò che ho provato e soprattutto che riuscissi a trasmetterti il mio stato d’animo di quel momento, quasi a volerti partecipe, non solo perché mi ascolti, ma anche perché ti compenetri in me, ti coinvolgi, come due gemelli dentro lo stesso marsupio…”

Beh, la sua risposta è stata ovvia, ossia che capiva ciò che avevo provato, ma per provarlo allo stesso modo, avrebbe dovuto essere al posto mio. (!..)

          Ebbene, in effetti, credo sia un po’ il mio limite. Se vado in giro per la città e godo delle bellezze che mi circondano, vorrei che allo stesso modo godessero anche gli altri. Questa profondità d’intenti, credo non sia facile da condividere, almeno espressa con lo stesso entusiasmo e semplicità.

Però, io ci provo sempre…il fatto è che mi piace gioire, anche in compagnia, che ci posso fare?

the best magazine_#1

Lottando contro il tempo, ecco che finalmente è on line il Primo numero di The Best Magazine.

Questo mese la rivista si è arricchita di nuove collaborazioni, le rubriche, man mano che si va avanti, sono sempre più precise e puntuali, nell’affrontare specifiche argomentazioni, ma soprattutto questo mese ci siamo cimentati in una nuova avventura, per dirla con le parole che Solindue ha usato nel suo editoriale, “l’evoluzione di THE BEST, un magazine tutto da sfogliare che si ripromette di guidare voi lettori in una progressiva ed entusiasmante scoperta, pagina dopo pagina … come una caccia al tesoro senza confini, né limiti di tempo…”

Photo copertina © Arthur

(clicca sull’immagine… )

I miei articoli:

Si è parlato anche di:

Andate a sfogliare la rivista, così giusto per provare l’emozione di avere un magazine nuovo di “tipografia” tra le mani, ma soprattutto andate nel blog di The Best Magazine a commentare i vari articoli che, credetemi, vale la pena di leggere.

Dov’è che stiamo andando?

Picchiato per aver difeso una donna.
Disabile ricoverato in gravi condizioni!

          A leggere una notizia del genere, mi vendono i brividi, notizia che si aggiunge ad altre dello stesso genere e che mi da l’esatta dimensione di come si stia sempre di più perdendo il senso della misura, dei valori, di ciò che è lecito, di quello che dovrebbe essere il vivere civile.

E d’altra parte, come potrebbe essere diversamente, quando anche i dibattiti che dovrebbero servire per capire sono pieni di violenza?

          Come potrebbe essere diversamente, quando chi è eletto per essere al di sopra delle parti, inneggia alla discordia, all’odio e alla divisione?

Come potrebbe essere diversamente, quando il colore della pelle è sempre più sinonimo di discriminazione, quando chi cerca aiuto è considerato al pari di un delinquente, siano uomini, donne o bambini?

          Come potrebbe essere diversamente, quando chiuso nel suo piccolo mondo, ognuno è cieco e sordo a tutto ciò che lo circonda?

Egoismo, individualismo, egocentrismo e soprattutto indifferenza, sono le patologie che parlano di una solitudine sociale che sempre di più fa parte di un nuovo modo di essere o forse anche di esistere, a cui ognuno di noi nega l’appartenenza, fino a che diventa normale picchiare un disabile, solo perché diverso e indifeso… rabbia che nasce, cresce e si alimenta di violenza dall’aspetto patinato, farcita di belle parole…

Che noia… tanta maledetta noia!

“Credo che nella vita tutta, ci siano sempre tra bianco e nero un sacco di sfumature di grigio e, per fortuna, aggiungo.

Vuol dire riuscire a vedere anche l’eccezione, la diversità, ma poi, riferita a cosa?
Quanti di noi potrebbero giurare di non aver, almeno per una volta, indossato una maschera?

In ogni caso, nella rete ho trovato piuttosto persone che nel personaggio cercavano rifugio, perché incapaci di riconoscersi in se stessi e, di conseguenza, proporsi banalmente per quello che sono.

 Che noia…tanta maledetta noia!

 Nel senso negativo del termine, i veri personaggi li ho trovati nella vita reale e sono i più pericolosi. Sono quelli che nella vita di tutti i giorni calpestano la tua immagine per arrivare chissà dove, sono quelli che nell’egoismo, nella viltà, nella fame di potere, in nome di non so quale verità, sono disposti a tutto pur di raggiungere obiettivi personali.”

Quanta attualità in queste parole… circa un anno fa, le avevo scritte come commento in un post di Elle “ Persone o personaggi” , quanta attualità in queste parole, soprattutto oggi che stiamo vivendo, frastornati, una campagna elettorale che nella menzogna ha fondato le sue verità.

Ma al di là di tutto questo, è d’attualità per quelle persone che ogni giorno ci circondano e che con la loro storia, ahimè, sempre più mutevole, sopravvivono vestendo sempre più spesso i panni di una identità che si barcamena tra convenienza, fantasia e realtà.

E se si è scelto di rimanere se stessi, è a quel punto che magari non ci si riconosce più, perché il rischio che si corre è di rimanere indietro, schiavi di una realtà che non sta più al passo con i tempi.

Che noia…tanta maledetta noia!