Emozionarsi con l’arte.

Leggendo il bell’articolo di Solindue “Identità Virtuali”, sulle istallazioni contemporanee, mi sono chiesto quale fosse il mio approccio emotivo nei confronti dell’arte e partendo dal presupposto che per apprezzarla la conoscenza è fondamentale, ho ripercorso alcuni momenti della mia vita che per certi versi mi sono rimasti dentro, tanto da non riuscire a dimenticarli. Il primo è stato la prima volta che sono stato a Parigi, una visita “d’obbligo” da fare al Museo del Louvre e l’impatto con la Gioconda di Leonardo da Vinci. Continua a leggere “Emozionarsi con l’arte.”

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Qualche idea per il tempo libero… marzo 2010

Piazza dell’Anfiteatro – Lucca © ItalyGuides

Oggi inizio questa mia rubrica, parlandovi di una delle più belle città d’arte Italiane, Lucca.
Per chi non la conoscesse, è una bellissima città a metà strada tra la piana di Torre del lago Puccini, dopo Viareggio e Firenze, che merita di essere visitata ed ammirata come esempio, raro e prezioso, di centro storico che si è preservato pressoché integro nel suo insieme.

La città, che è completante cinta da delle belle mura medievali, che descrivono un perimetro di 4.450 metri, insieme a Ferrara, Grosseto e Bergamo è uno dei quattro capoluoghi di provincia ad avere la cinta muraria intatta. Ha una struttura urbana romano/medievale, ma ciò non significa che dal punto di vista architettonico non abbia subito cambiamenti, anzi, non ha mai cessato di rinnovarsi, adeguandosi, via, via, alle nuove esigenze, ma senza distruzioni radicali.

Così, i palazzi del cinque, sei e settecento, non sono presenze estranee ed isolate, ma s’inseriscono con naturalezza, senza turbare l’equilibrio dell’originale tessuto urbano.

Soprannominata anche la città delle cento chiese, ha una cattedrale, in stile Romanico, che fu completamente ricostruita nel 1060, con una facciata ispirata al Duomo di Pisa ma arricchita da elementi originali tipici del Romanico Lucchese, firmata da Guidetto da Como e datata 1204. Continua a leggere “Qualche idea per il tempo libero… marzo 2010”

Qualche idea per il tempo libero… febb. 2010

Le volte gotiche della Sala dei Cavalieri nell’abbazia benedettina a Mont Saint-Michel

Carissimi, eccomi tornato all’ovile, questo mese è stato davvero pieno d’impegni, tra cui la preparazione del secondo numero di The Best Magazine, che tra poco, fiato alle trombe, sarà on line, con una sorpresa spettacolare.

Sabato sera sono stato ad un concerto di musica medievale in una bellissima Pieve romanica, Santa Maria in contrada Vecchia a Manerba del Garda. Le sue origini risalgono al V-VI secolo, ma la costruzione che vediamo si riferisce all’XI-XII secolo ed è stata restaurata nel Seicento. L’interno è a tre navate, divise da possenti pilastri: le absidi originarie erano tre, ma è rimasta solo quella centrale. Sulle pareti sono conservati frammenti di affreschi del XIII secolo ed altri, di miglior fattura, dell’inizio del XIV secolo. Notevole la pala dell’altar maggiore – Vergine con i Santi Rocco, Sebastiano, Siro e Savino – opera giovanile del Bertanza

A parte l’atmosfera magica della musica suonata esclusivamente con strumenti dell’epoca, nel silenzio di quelle mura, trovarmi lì dentro con lo sguardo che vagava perso tra quelle pareti scarne, mi aveva catapultato in un’altra dimensione quasi surreale.
Tra le altre cose, il romanico, come anche il gotico, lo adoro letteralmente, urlerei per quanto mi sento felice in quei luoghi, che di mistico hanno tutto, persino le mattonelle di cotto o di pietra corrose dal tempo e per un credente all’acqua di rose come me, è un momento emozionante, forse uno dei pochi un cui mi sento veramente vicino al Signore. Continua a leggere “Qualche idea per il tempo libero… febb. 2010”

Dresda e il ponte…

La Hofkirche di Dresda con il castello e il ponte di Augusto (Copyright Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, Torino)
La Hofkirche di Dresda con il castello e il ponte di Augusto (Copyright Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, Torino)

Leggo sui giornali e resto sgomento…

…la città di Dresda in nome della democrazia, si è vista togliere il brand dell’Unesco, cioè delle Nazioni Unite, di World Heritage Site, Sito Patrimonio dell’Umanità, perché ha voluto un ponte sulle rive del fiume Elba, che alleggerisce il traffico congestionato della città, ma che a quanto pare, turba il paesaggio circostante.

La questione, che è stata ed è oggetto di grande dibattito, nasce quando nel 2004 la Valle dell’Elba a Dresda, la città d’arte tedesca chiamata anche Firenze dell’Elba, viene dichiarata Patrimonio mondiale per la bellezza del paesaggio che corre lungo il fiume.

Si tratta di un paesaggio culturale del 18° e 19° secolo che ha mantenuto intatta la sua bellezza, che si estende per circa 18 km lungo il fiume dal palazzo di Übigau e i campi di Ostragehege nel nord-ovest fino al Palazzo di Pillnitz e l’isola del fiume Elba nel sud-est. È caratterizzato da prati bassi, ed è coronato dal Palazzo Pillnitz ed il centro di Dresda con i suoi numerosi monumenti e parchi che testimoniano la sua storia tra il 16° e 20° secolo. Il paesaggio offre anche ville e giardini suburbani del 19°-20° secolo e preziose caratteristiche naturali.

L’anno dopo il riconoscimento, nel 2005, l’amministrazione comunale di Dresda, considerate le emergenti esigenze di un continuo sviluppo della città, decide di costruire un ponte per collegare la città vecchia con quella nuova. L’Unesco, dice chiaramente che se si costruisce il ponte, verrà perso lo status di World Heritage Site, e allora i dibattiti s’infuocano, al punto che viene indetto un referendum, con il risultato che il 57%, decide per la costruzione del ponte.

Nel frattempo l’Unesco aveva richiesto soluzioni alternative, che non turbassero quello spettacolo naturale, ma ha prevalso una decisione all’insegna della praticità e della modernità: democraticamente si è deciso per il ponte, ma mi domando, quanto veramente l’informazione ha sensibilizzato la coscienza dei cittadini che hanno votato?

Ovviamente, come promesso, l’Unesco ha cancellato Dresda dal sito patrimonio dell’umanità. Non era mai successa una cosa del genere, anche perché un tale riconoscimento porta prestigio e da punto di vista turistico, un ulteriore incentivo per visitare la città.

L’avvenimento s’inserisce in un contesto che è spesso sotto gli occhi di tutti, cioè in nome di presunte modernità, si sacrifica un patrimonio che prima o poi collasserà. E’ notizia di questi giorni che le coste Italiane sono assediate dal cemento, un reato ogni 500 metri, tra villette per le vacanze, grandi alberghi a strapiombo sul mare o porti turistici con ristoranti e shopping center, l’invasione del calcestruzzo illegale o legalizzato, è una realtà che dovrebbe far riflettere, perché il problema ci appartiene, come persone, come individui che nella modernità dovrebbero ravvisare gli strumenti per un vivere migliore e non il contrario.

 Ma come sempre accade e oggi più che mai, poche sono le informazioni a riguardo e poco, se non del tutto nullo, è l’interesse di ognuno di noi.