Coni, coni gelato!

In genere arrivava verso le cinque del pomeriggio, la motoretta faceva un gran baccano, sembrava perdesse i pezzi da un momento all’altro, si fermava nel centro della piazza, e Ciccio, il gelataio, con una voce da baritono canticchiava: “Coni, coni gelato, freschi freschi appena fatti, limone e cioccolato, dieci lire, dieci lire di piacere, un po’ al limone un po’ al cioccolato.”

Che ridere mi faceva fare, era un’omone grande e grosso ma piccolo di statura, andava in giro con una canottiera tutta bucherellata, con un sacco di peli riccioluti che spuntavano fuori, un grembiule bianco, stranamente lindo come non mai, che metteva ancora di più in evidenza la sua pancia e la pelle del viso liscia come se si fosse appena rasato.

Aveva gli occhi attenti, che teneva sempre socchiusi e con una lucina che li faceva sembrare ancora più vispi, non perdeva neanche una mossa di quello che gli girava intorno, e aveva sempre una parola per tutti, una battuta scherzosa, una risatina dopo un saluto o un cenno della testa ogni volta che non gli era simpatico qualcuno. Continua a leggere “Coni, coni gelato!”

Annunci

L’aria, il vento, la pioggia e il sole.

E così, per non saper né leggere né scrivere, vi lascio in compagnia di Nonno Archimende.

‘giorno!

Buon giorno, è tanto che non tornavo tra queste pagine e, a dire il vero, ne sentivo la mancanza.

D’altronde, quando l’età incalza e fa sentire la sua morsa, è difficile poter guardare con occhio sgombro da incertezze lo svolgersi della giornata che, inutile dirlo, passa il più delle volte senza nulla di nuovo all’orizzonte, purtroppo. Continua a leggere “L’aria, il vento, la pioggia e il sole.”

E già, l’aquilone…

Ho fatto leggere il commento di Carla a Nonno Archimede e lui era così felice che le ha subito risposto

E allora…

E già, l’aquilone, grazie Carla per avermelo ricordato, per un attimo la mia mente è volata ai tempi di quand’ero piccolo ( cosa credete, sono stato anch’io bambino, mica sono stato sempre un nonno… ), di quando senza pretese e senza neanche chiedere più di tanto, riuscivamo a divertirci anche con i tappi delle bottiglie, che tra l’altro non è che se ne trovassero tanti, perché le uniche bibite che giravano erano al bar ed ogni volta era una corsa, una specie di arrembaggio: nascosti dietro l’angolo, io e mio cugino Franco, appena il barista girava lo sguardo altrove, di corsa a prenderli, per poi mostrarli agli amici come una specie di trofeo. Continua a leggere “E già, l’aquilone…”

Casa mia, casa mia…

Casa mia, casa mia, che piccina che tu sia, tu mi sembri una badia…

E già, questa filastrocca, quanti anni avrà?

La ricordo da piccolo, quando ancora la casa era soltanto una grande stanza con un camino, una cucina economica e una camera da letto, dove dormivano i miei genitori, il bagno (si fa per dire… ) nel cortile, uno sgabuzzino dove dentro c’era una turca che alla bisogna… Continua a leggere “Casa mia, casa mia…”

Raccontaci una storia…

Evvabè, ancora una volta, vi lascio con nonno Archimede, che lui ne ha sempre tante di storie da raccontare…

 

L’altro giorno, ero in giro a fare – nulla – nel senso che essendo ormai un vecchietto, l’unica cosa che posso fare e andare in giro per guardare un po’ la gente, che poi è quello che faccio sempre e… boh, mi sa che anche stavolta se qualcuno mi chiedesse cosa vado a fare, non saprei cosa rispondere, e già direte voi, anche stavolta nonno Archimede non ci ha capito niente…

 

Evvabè, dicevo… ero in giro a passeggiare, quando ti vedo un nonnetto come me che portava a spasso il suo nipotino nella carrozzina e, dovevate vedere com’era contento, gli ridevano perfino gli occhi, mentre camminava non perdeva d’occhio quel bel faccino che, tutto contento, gli raccontava cose senza senso, e parlava, parlava, parlava, e lui che gli rispondeva, con quella vocina che di solito fanno gli adulti quando parlano ai bambini, manco fossero bambini anche loro e lui, il bambino, lo guardava ridendo (secondo me pensava: ma questo è scemo a parlare in questo modo?)… maddai, ho pensato, non sarà mica pericoloso? Magari lo dimentica da qualche parte… 😉

 

Ma no, scherzo, cosa avete capito… mi ha fatto invece tanta tenerezza e subito ho pensato a qualche anno fa, quando c’era una ragazzina che conoscevo e che sognava di avere anche lei tanti bambini e tra l’altro, con loro ci stava anche bene, era felice e loro erano felici insieme a lei… ricordo che, diciottenne, così giusto per guadagnare qualche liretta, aveva iniziato ad andare in una colonia estiva come assistente e c’era tornata per altri due anni, e malgrado ogni volta ritornasse a casa distrutta, era ugualmente felice e contenta.

 

Raccontava delle serate passate insieme a loro in riva al mare prima di cena, a raccontare storie, a suonare la chitarra e cantare a squarcia gola, insomma, era entusiasta e i bambini erano tutto per lei…

 

Peccato… oggi potrei essere anch’io come quel vecchietto, porterei in giro i suoi bambini, e chissà quante raccomandazioni mi avrebbe fatto, chissà che mamma apprensiva sarebbe stata ed io, come quel nonnetto, sarei stato felice, perfino con gli occhi che mi ridevano, e gli altri vedendomi, chissà cosa avrebbero pensato, magari che l’avrei dimenticato in giro…

 

Purtroppo… magari sarà in cielo a giocare con gli angioletti…

 

Mannaggia direte, questo nonno Archimede è proprio un impunito, ma visto che ci sono, vi confesso che non c’ho proprio capito niente di come va questa vita, ma d’altra parte è così, cosa ci possiamo fare…

 

f.to:

Vostro nonno Archimede, un tempo detto anche Archi…