Così, giusto per…

Ieri sera, parlando del più e del meno con Diemme, così giusto per non farci mancare nulla, ad un certo punto mi raccontava che per i popoli che non possono mangiare la carne di maiale, c’è la mortadella fatta con carne di pollo, che a quanto pare è buonissima.

Personalmente, anche se non la mangio spesso, adoro la mortadella…

… e già, come quella volta a Peretola (piccolo sobborgo della periferia occidentale di Firenze… ), c’era un negozietto con una vetrina illuminata dalla luce fioca di una lampada che vendeva salumi, frutta e q.a., di quelli come c’erano tanto tempo fa, che quando entri la prima cosa che senti è quell’odore forte misto a tante cose, indefinibile, forse di chiuso, di formaggio, di salumi, fors’anche di poco pulito, insomma di tutto un pochetto, ebbene, sono entrato perché m’era venuta voglia di farmi fare un bel panino croccante con la mortadella… “tagliata sottile, mi raccomando… “ avevo detto alla signora che stava dietro al banco, vestita tutta di nero, con un grembiule a quadri, boh, sembravano verdi e marrone, insomma colorato, o forse è meglio dire scolorito. Continua a leggere “Così, giusto per…”

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Pane e mortadella.

Stamane dopo essermi svegliato  e dopo la solita routine, ho “aperto” i soliti giornali on line e mi sono messo a leggere.

Mannaggia, che idee che mi vengono al mattino!

E già, perché spesso e volentieri, ogni qualvolta leggo il giornale, mi viene voglia di chiudermi in un convento dei frati Sacramentini, lontano dagli occhi del mondo e dal mondo stesso.

Evvabè, forse è un’esagerazione, ma mi domando e dico, la gente è impazzita del tutto? Rapine, stupri, omicidi, ministri indagati, case che saltano per aria, bombe sugli autobus, lanci di bicchieri e coltelli al grande fratello oops, questa è cronaca rosa –  ma vi rendete conto che ormai nei giornali e non solo, è quasi solo cronaca nera?

Adesso, capisco che bisogna informare, ma è proprio necessario farlo con questa veemenza pari se non di più dei fatti stessi che vengono raccontati?

E già, come quella volta a Peretola piccolo sobborgo della periferia occidentale di Firenze… 🙂 –, c’era un negozietto con una vetrina illuminata dalla luce fioca di una lampada che vendeva salumi, frutta e quant’altro, di quelli come si vedevano tanto tempo fa, che quando entri la prima cosa che senti è quell’odore forte misto a tante cose, indefinibile, forse di chiuso, di formaggio, di salumi, forse anche di poco pulito, insomma di tutto un pochetto, ebbene, sono entrato perché mi era venuta voglia di farmi fare un bel panino croccante con la mortadella – “Tagliata sottile, mi raccomando.“ – avevo detto alla signora che stava dietro al banco, vestita tutta di nero, con un grembiule a quadri, boh, sembravano verdi e marrone, insomma colorato, o forse è meglio dire scolorito.

Lei mi ha sorriso e presa la mortadella che teneva su di una mensola dietro le spalle, la mette nella macchinetta e incomincia a tagliarla, ma alla prima fetta:  “Scusi, le avevo detto se per favore la tagliava sottile “ le ridico scanso equivoci; lei si gira, mi guarda e mi dice:

“ Ma lo sa che è la prima volta che qualcuno mi dice questa cosa?” E con aria di sufficienza abbozza un sorriso.

“ E poi, lo sa che la mortadella va mangiata tagliata un po’ grossolana per sentire meglio il sapore? Comunque, la mia macchina la può tagliare solo così”

Mihhhhh, che tradotto in siciliano vuol dire mizzica , mi stavo già innervosendo. Non sapevo se mandarla al diavolo o se per una volta, in nome delle buone maniere e del rispetto vista l’età, mi mangiavo la mortadella nel panino tagliata in modo grossolano, ma poi: “ Sa che le dico, mi faccia un panino con il prosciutto crudo… ehhhh… se c’è vicino all’osso.“

Mannaggia che pretese, deve aver pensato, tanto che mi guarda e mi fa:” All’osso? Beh, in effetti è più dolce, ma siccome è finito, le posso fare un panino con la soppressata. “

Porcaccia, faccio tra me e me, a me la soppressata non piace, e poi è anche un po’ grassa e allora: “ Senta, facciamo così, ha per caso uno speck bellino?”

Se le avessi dato una coltellata mi avrebbe guardato con più tenerezza

“Bellino? Cosa crede, forse perché il mio è un piccolo negozietto di paese, che non c’ho lo speck bellino?”

Sbuffa alzando gli occhi al cielo. “ E no, perché voi di città quando venite da queste parti avete tutti delle pretese, mortadella sottile, prosciutto all’osso, la soppressata è grassa, lo speck bellino e comunque è finito anche quello e se vuole il panino posso farglielo con il prosciutto cotto stagionato in botti di rovere come il vino dei colli fiorentini, che tra le altre cose ci pensa mio genero che c’ha una piccola azienda agricola che, se soltanto ci fossero più soldi, starebbe con le gambe accavallate, evvabè, ci metto dentro anche due cetriolini, qualche cipolletta sott’olio e dei carciofini fatti con le mie mani, che sono una delizia, così giusto per arricchire il tutto “

“No, guardi “ le rispondo “il cotto lo mangio poche volte perché non ne vado matto, i cetriolini a quest’ora del mattino mi fanno venire acidità e poi, se ci metto anche le cipollette e i carciofini, la frittata e fatta. Il fatto è che passando da qui mi era venuta voglia di un panino con la mortadella fatto come ai vecchi tempi,  ma se le cose stanno così, mi dia un succo di frutta e non se ne parla più“

“Senta “ mi fa con cipiglio e con la voce un po’ alterata “ forse non ci siamo capiti e poi che si crede, solo perché c’ho un negozietto piccolo piccolo che non posso accontentarla? Tutti uguali voi cittadini, venite qua e vai con un sacco di pretese “

“ Ma no” le rispondo cercando di essere conciliante “ormai mi è passata la voglia e poi si è fatta l’ora, vado a leggere i giornali, così giusto per sapere le notizie dal  mondo, e magari mi rilasso un po’.“

Mannaggia a me, e a quando mi vengono certe idee.